Un bravo alla giunta ed al sindaco di Falconara! Finalmente un sindaco che sa dire di no alle prepotenze dei sindacati.
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“Io e le mie due lauree, che delusione“
Niente deroga sui permessi di studio. La storia di una vigilessa pluridecorata
FALCONARA – “Mi dispiace, pensavo che l’impegno venisse premiato e invece no”. E’ amareggiata la dipendente comunale che si è vista negare il “permesso studio”. La giunta, infatti vista la quantità delle richieste, ha dato parere contrario alla proposta delle rappresentanze sindacali di aumentare il numero dei lavoratori ammessi al beneficio, “spalmando” il numero delle ore previste per legge (150 a testa all’anno, quindi 1050 in totale) su otto persone anziché su sette. Un no motivato dal fatto che al Comune di Falconara i dipendenti in dirittura di arrivo verso la prima, la seconda ed anche la terza laura ormai sono ormai numerosi.
L’esclusa, infatti, sta studiando per la terza laurea, ma le prime due, ci tiene a precisare, le ha conseguite quando ancora non lavorava per l’ente. “Non avevo mai chiesto, prima dell’anno scorso questi permessi –osserva – e le giornate libere mi servono non per studiare, quello lo faccio nel tempo libero dal servizio, ma per frequentare le lezioni e per dare gli esami”. Laureata in materie non amministrative, ma umanistiche, la dipendente rimasta senza il via libera del Comune, ha scelto di proseguire gli studi proprio per completare la sua formazione e la sua preparazione professionale. “Non è un gioco – precisa – sto studiando molto seriamente, sono in pari con gli esami e mai il lavoro ne ha risentito, perché anche di recente quando ci sono stati dei problemi per l’organizzazione dei turni ho rinunciato ad un permesso già programmato”.
Secondo l’esecutivo cittadino con troppi assenti potrebbero crearsi problemi nell’organizzazione dei vari settori e quindi la normativa verrà rispettata alla lettera, così di questo particolare tipo di permesso potrà usufruire solo il 3% della forza lavoro, dunque nel caso del Comune falconarese non più di sette dipendenti. Secondo la giunta Brandoni “una ulteriore riduzione delle ore di permesso retribuito per il diritto allo studio concesse a ciascun dipendente inserito nel programma non garantirebbe al lavoratore il tempo per uno studio proficuo”.
“Mi sembra assurdo – commenta l’esclusa – sarò io a decidere se le ore mi bastano o meno, datemi la possibilità di scegliere. Se vogliono lasciare a piedi qualcuno lo devono fare con motivazioni serie, non campate per aria. Quando ho presentato la domanda ho inserito tutta la documentazione, fra cui lo stato di servizio, l’elenco degli esami con le votazioni, sono davvero amareggiata. Sto per iniziare gli esami del primo trimestre 2008-2009 per quelli posso prendere dei ‘permessi straordinari’ per andare a lezione userò le ferie”. Solo pochi giorni fa l’assessore alle risorse umane Marina Mancini aveva parlato in modo estremamente favorevole della formazione dei dipendenti comunali da lei considerata “necessaria e fondamentale”. “Stiamo cercando le professionalità inespresse”, aveva detto l’assessore che aveva aggiunto “vogliamo capire le competenze di ciascuno dei lavoratori comunali e vedere se sono state valorizzate nel modo giusto la preparazione e le potenzialità”.
Per Luca Talevi della Cisl e Stefano Tenenti della Cgil Funzione Pubblica il paradosso vero è che “in pratica il Comune con questo sistema vieta ai suoi dipendenti di formarsi, di migliorare, di crescere professionalmente”.
MARINA MINELLI




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