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    Predefinito Il premier, che controlla i telegiornali, querela i giornalisti critici

    [The New York Times]

    ROMA. Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, governa con una maggioranza solida, controlla la Rai, la televisione di stato, e possiede il principale gruppo televisivo privato del Paese.
    Quindi perché, con tutti i mezzi a sua disposizione, il Presidente del Consiglio continua a rispondere alle critiche dei giornalisti non in televisione o sui giornali ma con querele?
    .....
    Qualche anno fa Berlusconi ha fatto causa al settimanale “The Economist” per avere scritto che lui non era “adatto a guidare l’Italia” e al giornalista inglese David Lane per il suo libro del 2004 “L’ombra di Berlusconi”, che investigava sulle origini della sua ricchezza, evidenziando che alcuni dei suoi collaboratori sono stati incriminati per legami con la Mafia. Berlusconi ha perso queste cause in tribunale, ma o ha già chiesto l’appello o ha ancora la possibilità di chiederlo.
    ....
    a quando l’accusa è Berlusconi, la situzione inevitabilmente prende altre dimensioni.
    “A fare la differenza è il fatto che lui è il politico più potente e l’uomo più ricco della nazione” dice Lane, il corrispondente da Roma dell’Economist, un altro obiettivo delle denunce di Berlusconi. “Controlla i media. E’ in una posizione di massima forza”.
    ..
    Ora lui ha puntato le proprie attenzioni su Alexander Stille, il più conosciuto degli “italianisti” in America e una delle voci anglofone più critiche nei confronti del Presidente del Consiglio. Martedì scorso......Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, aveva denunciato alcuni passaggi del libro di Stille del 2006 in merito alla scalata di Berlusconi, “Il Sacco di Roma”.
    Confalonieri contesta a Stille di aver riportato che nel 1993 era stato indagato per finanziamento illegale al partito socialista, senza far notare che era stato scagionato di recente da quelle accuse.
    Ha trovato erronee le affermazioni di Stille secondo cui Berlusconi “ha fuso i propri affari e la propria vita privata quasi completamente”, come confermato dalla nomina di Confalonieri, il “suo vecchio compagno di classe”, alla guida di Mediaset.
    Inoltre ha contestato a Stille di aver sostenuto che qualcuno avrebbe detto che molti degli stretti collaboratori di Berlusconi basavano la loro amicizia “sul ricatto”, perchè sapevano dove “erano nascosti gli scheletri negli armadi
    ...
    Tuttavia Stille e altri sostengono che il punto non è quello di vincere una causa, ma soprattutto di intimidire i giornalisti e gli altri operatori dell’informazione, facendo presagire un lungo e costoso processo se scriveranno qualcosa di negativo. “Ognuna di queste cause può influenzare i comportamenti di altri 100 giornalisti” aggiunge Stille.
    Così la causa sembra avere effetto.

    Lane dell’Economist riferisce che stava pensando di eliminare tutti i riferimenti a Berlusconi nella versione italiana - ma non in quella inglese - del suo prossimo libro sulla Mafia. “Sono stanco di spendere i miei soldi” dichiara. “Non si vincono medaglie con l’essere querelati da Berlusconi”.

    Sempre lo stesso sito http://italiadallestero.info/archives/2293

    Rincuora,molto,vedere che almeno all'estero sanno chi è il nano.

  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Ochtopus Visualizza Messaggio
    [The New York Times]

    ROMA. Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, governa con una maggioranza solida, controlla la Rai, la televisione di stato, e possiede il principale gruppo televisivo privato del Paese.
    Quindi perché, con tutti i mezzi a sua disposizione, il Presidente del Consiglio continua a rispondere alle critiche dei giornalisti non in televisione o sui giornali ma con querele?
    .....
    Qualche anno fa Berlusconi ha fatto causa al settimanale “The Economist” per avere scritto che lui non era “adatto a guidare l’Italia” e al giornalista inglese David Lane per il suo libro del 2004 “L’ombra di Berlusconi”, che investigava sulle origini della sua ricchezza, evidenziando che alcuni dei suoi collaboratori sono stati incriminati per legami con la Mafia. Berlusconi ha perso queste cause in tribunale, ma o ha già chiesto l’appello o ha ancora la possibilità di chiederlo.
    ....
    a quando l’accusa è Berlusconi, la situzione inevitabilmente prende altre dimensioni.
    “A fare la differenza è il fatto che lui è il politico più potente e l’uomo più ricco della nazione” dice Lane, il corrispondente da Roma dell’Economist, un altro obiettivo delle denunce di Berlusconi. “Controlla i media. E’ in una posizione di massima forza”.
    ..
    Ora lui ha puntato le proprie attenzioni su Alexander Stille, il più conosciuto degli “italianisti” in America e una delle voci anglofone più critiche nei confronti del Presidente del Consiglio. Martedì scorso......Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, aveva denunciato alcuni passaggi del libro di Stille del 2006 in merito alla scalata di Berlusconi, “Il Sacco di Roma”.
    Confalonieri contesta a Stille di aver riportato che nel 1993 era stato indagato per finanziamento illegale al partito socialista, senza far notare che era stato scagionato di recente da quelle accuse.
    Ha trovato erronee le affermazioni di Stille secondo cui Berlusconi “ha fuso i propri affari e la propria vita privata quasi completamente”, come confermato dalla nomina di Confalonieri, il “suo vecchio compagno di classe”, alla guida di Mediaset.
    Inoltre ha contestato a Stille di aver sostenuto che qualcuno avrebbe detto che molti degli stretti collaboratori di Berlusconi basavano la loro amicizia “sul ricatto”, perchè sapevano dove “erano nascosti gli scheletri negli armadi
    ...
    Tuttavia Stille e altri sostengono che il punto non è quello di vincere una causa, ma soprattutto di intimidire i giornalisti e gli altri operatori dell’informazione, facendo presagire un lungo e costoso processo se scriveranno qualcosa di negativo. “Ognuna di queste cause può influenzare i comportamenti di altri 100 giornalisti” aggiunge Stille.
    Così la causa sembra avere effetto.

    Lane dell’Economist riferisce che stava pensando di eliminare tutti i riferimenti a Berlusconi nella versione italiana - ma non in quella inglese - del suo prossimo libro sulla Mafia. “Sono stanco di spendere i miei soldi” dichiara. “Non si vincono medaglie con l’essere querelati da Berlusconi”.

    Sempre lo stesso sito http://italiadallestero.info/archives/2293

    Rincuora,molto,vedere che almeno all'estero sanno chi è il nano.
    Se non si vincono medaglie e magari nemmeno le cause o se non si ha le palle per scrivere è meglio che non lo faccia.

  3. #3
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    Predefinito Alexander Stille.L’Italia vista dagli altri.

    Come diamine è possibile che si possa ascoltare giornalai come Riotta, Vespa o Liguori, o comici come Fede, Feltri e Belpietro. Se uno di questi signori avesse mai solo il coraggio di esporre la propria arte retorica in un’aula in cui il pubblico fosse maggiormente competente, dovrebbe trovare in fretta una via di fuga, onde evitare di ricevere la più acuta delle umiliazioni professionali.
    Invece in Italia questi signori sono chiamati “Dottori”, riveriti come Faraoni, idolatrati come Arcangeli dell’informazione, a busta paga di questo o quel politic

    Arrivo alla convinzione che il popolo medio italiano (mi riferisco agli italiani, degli altri per ora non mi interesso, prima guardo al mio orticello) abbia la predisposizione genetica per farsi direzionare dal primo menestrello che passi per le vie rionali. Accettano di leggere giornali uguali, che trattano delle stesse vicende, e che invece di informare, elargiscono opionini e pregiudizi, come se non ce ne fossero già abbastanza in circolazione
    ....
    Sono poi gli stessi “italiani informati” i quali risultano i più demenziali, strafottenti, maleducati, roboanti, peripatetici al contrario, volgari ed ignoranti quando messi alle strette: si dimostra loro con dati e fatti che stanno sbagliando e come reagiscono costoro? Nello stesso modo in cui hanno imparato ascoltando i politici in televisione: sbraitando e discreditando non tanto l’avversario (spesso non sanno come fare), quanto la presunta fonte (che altrettanto spesso neanche conoscono, ma per sillogismo aristotelico se tu gli sei antipatico allora anche la tua fonte lo è), tacciandola chi rossa, chi bruna, chi nera o policromatica a seconda dei casi. Tipico atteggiamento dei fanciulli trovati con le mani nella marmellata.

    http://termometropolitico.wordpress....a-dagli-altri/


    Che tristezza,che figura di merda che facciamo da 15 anni.

  4. #4
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    Predefinito

    che tristezza voi che non avete neanche il coraggio di riportare l'articolo completo:


    The New York Times] ROMA. Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, governa con una maggioranza solida, controlla la Rai, la televisione di stato, e possiede il principale gruppo televisivo privato del Paese.
    Quindi perché, con tutti i mezzi a sua disposizione, il Presidente del Consiglio continua a rispondere alle critiche dei giornalisti non in televisione o sui giornali ma con querele?
    Qualche anno fa Berlusconi ha fatto causa al settimanale “The Economist” per avere scritto che lui non era “adatto a guidare l’Italia” e al giornalista inglese David Lane per il suo libro del 2004 “L’ombra di Berlusconi”, che investigava sulle origini della sua ricchezza, evidenziando che alcuni dei suoi collaboratori sono stati incriminati per legami con la Mafia. Berlusconi ha perso queste cause in tribunale, ma o ha già chiesto l’appello o ha ancora la possibilità di chiederlo.
    Ora lui ha puntato le proprie attenzioni su Alexander Stille, il più conosciuto degli “italianisti” in America e una delle voci anglofone più critiche nei confronti del Presidente del Consiglio. Martedì scorso, al tribunale di Milano, era attesa la sentenza della causa per diffamazione contro Stille, intentata da un collabotore di Berlusconi. Ma martedì il giudice ha rinviato la decisione alla metà di gennaio, accogliendo la richiesta dell’accusa, come riferito dall’avvocato di Stille.
    Berlusconi non è il solo a denunciare giornalisti. In Italia - dove la stampa va spesso oltre i fatti e il sistema processuale è molto attento a proteggere l’onore delle persone - politici, magistrati e altri personaggi pubblici querelano i giornalisti così frequentemente che la Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha istituito un fondo di solidarietà per aiutare a pagare le spese legali e i danni a terzi.
    “Questa è una delle tecniche di intimidazione adottate dalla classe politica” dice Franco Abruzzo, professore di giornalismo ed ex-caporedattore del quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”.
    Ed è anche un modo di fare bipartisan. Nel 1999, Massimo D’Alema, ex comunista e già Presidente del Consiglio del centro-sinistra, querelò un vignettista politico per un disegno che lo mostrava mentre con il bianchetto cancellava nomi del Dossier Mitrokin sulla cooperazione dell’Occidente con l’Unione Sovietica durante la guerra fredda.
    Ma quando l’accusa è Berlusconi, la situzione inevitabilmente prende altre dimensioni.
    “A fare la differenza è il fatto che lui è il politico più potente e l’uomo più ricco della nazione” dice Lane, il corrispondente da Roma dell’Economist, un altro obiettivo delle denunce di Berlusconi. “Controlla i media. E’ in una posizione di massima forza”.
    Effettivamente, alcuni vedono queste querele come una parte del disegno con cui Berlusconi prova a intimorire la stampa - anche se dichiara che le stesse aziende editrici da lui controllate sono contro di lui.
    Nel 2002 Berlusconi criticò tre critici di sinistra - il comico Daniele Luttazzi, il presentatore televisivo Michele Santoro ed il giornalista Enzo Biagi - tanto che la Rai cancellò prontamente i loro programmi. (Luttazzi e Santoro sono infine tornati in televisione e Biagi è morto l’anno scorso).
    Oggi la risposta Italiana a Tina Fey [N.d.T. una comica americana], Sabina Guzzanti, famosa per le imitazioni dei membri del Governo, e Beppe Grillo, un provocatore sullo stile di Michael Moore, ottengono un po’ di spazio in televisione, per ragioni complesse e nonostante il largo seguito del pubblico. E uno dei principali show-tv comici “Striscia la Notizia” abitualmente prende in giro i governanti e la trasmissione va in onda su Mediaset, il network del gruppo Berlusconi.
    Nella causa che si doveva svolgere martedì a Milano, Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, aveva denunciato alcuni passaggi del libro di Stille del 2006 in merito alla scalata di Berlusconi, “Il Sacco di Roma”.
    Confalonieri contesta a Stille di aver riportato che nel 1993 era stato indagato per finanziamento illegale al partito socialista, senza far notare che era stato scagionato di recente da quelle accuse.
    Ha trovato erronee le affermazioni di Stille secondo cui Berlusconi “ha fuso i propri affari e la propria vita privata quasi completamente”, come confermato dalla nomina di Confalonieri, il “suo vecchio compagno di classe”, alla guida di Mediaset.
    Inoltre ha contestato a Stille di aver sostenuto che qualcuno avrebbe detto che molti degli stretti collaboratori di Berlusconi basavano la loro amicizia “sul ricatto”, perchè sapevano dove “erano nascosti gli scheletri negli armadi”.
    Benchè queste affermazioni non fossero nuove ed fossero già state riportate dalla stampa italiana, Confalonieri ha continuato la causa perché riteneva “gravamente danneggiata l’onorabilità e la reputazione” delle persone coinvolte. Confalonieri e Mediaset hanno inoltrato una richiesta di risarcimento.
    Un avvocato di Confalonieri, Vittorio Virga, dice che altri giornalisti hanno evitato le querele pubblicando una ritrattazione, dove dichiaravano di considerare Confalonieri “un vero signore”.
    “Ci siamo stretti la mano e arriverderci” dice l’avvocato Virga. Ma Stille, ha aggiunto Virga, “non ha fatto nessun passo per accordarsi pacificiamente”.
    Da parte sua, Stille, professore di giornalismo alla Colombia University e autore di libri sull’Italia ottimamente recensiti, ritiene che essere stato denunciato per aver pubblicato fatti veri è “un’esperienza kafkiana”.
    “Se fossero stati veramente interessati a mettere le cose in chiaro e stabilire la verità, avrebbero avuto modi più semplici per farlo” commenta Stille.
    L’avvocato di Berlusconi, Nicolò Ghedini, spiega che i giornali italiani raramente puniscono i giornalisti che sbagliano, così i personaggi pubblici sono costretti a difendere la propria onorabilità in tribunale. E aggiunge: “Perché un giornalista dovrebbe avere il diritto a diffamare?”
    Secondo la legge italiana, anche scrivere che qualcuno è sotto inchiesta equivale a diffamarlo. Eppure queste cause sono difficili da vincere e i personaggi pubblici, solitamente, le perdono.
    Tuttavia Stille e altri sostengono che il punto non è quello di vincere una causa, ma soprattutto di intimidire i giornalisti e gli altri operatori dell’informazione, facendo presagire un lungo e costoso processo se scriveranno qualcosa di negativo. “Ognuna di queste cause può influenzare i comportamenti di altri 100 giornalisti” aggiunge Stille.
    Così la causa sembra avere effetto.
    Lane dell’Economist riferisce che stava pensando di eliminare tutti i riferimenti a Berlusconi nella versione italiana - ma non in quella inglese - del suo prossimo libro sulla Mafia. “Sono stanco di spendere i miei soldi” dichiara. “Non si vincono medaglie con l’essere querelati da Berlusconi”.

    http://italiadallestero.info/archives/2293

  5. #5
    i' marchese del grullo
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    Citazione Originariamente Scritto da domics2006 Visualizza Messaggio
    che tristezza voi che non avete neanche il coraggio di riportare l'articolo completo:


    The New York Times] ROMA. Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, governa con una maggioranza solida, controlla la Rai, la televisione di stato, e possiede il principale gruppo televisivo privato del Paese.
    Quindi perché, con tutti i mezzi a sua disposizione, il Presidente del Consiglio continua a rispondere alle critiche dei giornalisti non in televisione o sui giornali ma con querele?
    Qualche anno fa Berlusconi ha fatto causa al settimanale “The Economist” per avere scritto che lui non era “adatto a guidare l’Italia” e al giornalista inglese David Lane per il suo libro del 2004 “L’ombra di Berlusconi”, che investigava sulle origini della sua ricchezza, evidenziando che alcuni dei suoi collaboratori sono stati incriminati per legami con la Mafia. Berlusconi ha perso queste cause in tribunale, ma o ha già chiesto l’appello o ha ancora la possibilità di chiederlo.
    Ora lui ha puntato le proprie attenzioni su Alexander Stille, il più conosciuto degli “italianisti” in America e una delle voci anglofone più critiche nei confronti del Presidente del Consiglio. Martedì scorso, al tribunale di Milano, era attesa la sentenza della causa per diffamazione contro Stille, intentata da un collabotore di Berlusconi. Ma martedì il giudice ha rinviato la decisione alla metà di gennaio, accogliendo la richiesta dell’accusa, come riferito dall’avvocato di Stille.
    Berlusconi non è il solo a denunciare giornalisti. In Italia - dove la stampa va spesso oltre i fatti e il sistema processuale è molto attento a proteggere l’onore delle persone - politici, magistrati e altri personaggi pubblici querelano i giornalisti così frequentemente che la Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha istituito un fondo di solidarietà per aiutare a pagare le spese legali e i danni a terzi.
    “Questa è una delle tecniche di intimidazione adottate dalla classe politica” dice Franco Abruzzo, professore di giornalismo ed ex-caporedattore del quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”.
    Ed è anche un modo di fare bipartisan. Nel 1999, Massimo D’Alema, ex comunista e già Presidente del Consiglio del centro-sinistra, querelò un vignettista politico per un disegno che lo mostrava mentre con il bianchetto cancellava nomi del Dossier Mitrokin sulla cooperazione dell’Occidente con l’Unione Sovietica durante la guerra fredda.
    Ma quando l’accusa è Berlusconi, la situzione inevitabilmente prende altre dimensioni.
    “A fare la differenza è il fatto che lui è il politico più potente e l’uomo più ricco della nazione” dice Lane, il corrispondente da Roma dell’Economist, un altro obiettivo delle denunce di Berlusconi. “Controlla i media. E’ in una posizione di massima forza”.
    Effettivamente, alcuni vedono queste querele come una parte del disegno con cui Berlusconi prova a intimorire la stampa - anche se dichiara che le stesse aziende editrici da lui controllate sono contro di lui.
    Nel 2002 Berlusconi criticò tre critici di sinistra - il comico Daniele Luttazzi, il presentatore televisivo Michele Santoro ed il giornalista Enzo Biagi - tanto che la Rai cancellò prontamente i loro programmi. (Luttazzi e Santoro sono infine tornati in televisione e Biagi è morto l’anno scorso).
    Oggi la risposta Italiana a Tina Fey [N.d.T. una comica americana], Sabina Guzzanti, famosa per le imitazioni dei membri del Governo, e Beppe Grillo, un provocatore sullo stile di Michael Moore, ottengono un po’ di spazio in televisione, per ragioni complesse e nonostante il largo seguito del pubblico. E uno dei principali show-tv comici “Striscia la Notizia” abitualmente prende in giro i governanti e la trasmissione va in onda su Mediaset, il network del gruppo Berlusconi.
    Nella causa che si doveva svolgere martedì a Milano, Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, aveva denunciato alcuni passaggi del libro di Stille del 2006 in merito alla scalata di Berlusconi, “Il Sacco di Roma”.
    Confalonieri contesta a Stille di aver riportato che nel 1993 era stato indagato per finanziamento illegale al partito socialista, senza far notare che era stato scagionato di recente da quelle accuse.
    Ha trovato erronee le affermazioni di Stille secondo cui Berlusconi “ha fuso i propri affari e la propria vita privata quasi completamente”, come confermato dalla nomina di Confalonieri, il “suo vecchio compagno di classe”, alla guida di Mediaset.
    Inoltre ha contestato a Stille di aver sostenuto che qualcuno avrebbe detto che molti degli stretti collaboratori di Berlusconi basavano la loro amicizia “sul ricatto”, perchè sapevano dove “erano nascosti gli scheletri negli armadi”.
    Benchè queste affermazioni non fossero nuove ed fossero già state riportate dalla stampa italiana, Confalonieri ha continuato la causa perché riteneva “gravamente danneggiata l’onorabilità e la reputazione” delle persone coinvolte. Confalonieri e Mediaset hanno inoltrato una richiesta di risarcimento.
    Un avvocato di Confalonieri, Vittorio Virga, dice che altri giornalisti hanno evitato le querele pubblicando una ritrattazione, dove dichiaravano di considerare Confalonieri “un vero signore”.
    “Ci siamo stretti la mano e arriverderci” dice l’avvocato Virga. Ma Stille, ha aggiunto Virga, “non ha fatto nessun passo per accordarsi pacificiamente”.
    Da parte sua, Stille, professore di giornalismo alla Colombia University e autore di libri sull’Italia ottimamente recensiti, ritiene che essere stato denunciato per aver pubblicato fatti veri è “un’esperienza kafkiana”.
    “Se fossero stati veramente interessati a mettere le cose in chiaro e stabilire la verità, avrebbero avuto modi più semplici per farlo” commenta Stille.
    L’avvocato di Berlusconi, Nicolò Ghedini, spiega che i giornali italiani raramente puniscono i giornalisti che sbagliano, così i personaggi pubblici sono costretti a difendere la propria onorabilità in tribunale. E aggiunge: “Perché un giornalista dovrebbe avere il diritto a diffamare?”
    Secondo la legge italiana, anche scrivere che qualcuno è sotto inchiesta equivale a diffamarlo. Eppure queste cause sono difficili da vincere e i personaggi pubblici, solitamente, le perdono.
    Tuttavia Stille e altri sostengono che il punto non è quello di vincere una causa, ma soprattutto di intimidire i giornalisti e gli altri operatori dell’informazione, facendo presagire un lungo e costoso processo se scriveranno qualcosa di negativo. “Ognuna di queste cause può influenzare i comportamenti di altri 100 giornalisti” aggiunge Stille.
    Così la causa sembra avere effetto.
    Lane dell’Economist riferisce che stava pensando di eliminare tutti i riferimenti a Berlusconi nella versione italiana - ma non in quella inglese - del suo prossimo libro sulla Mafia. “Sono stanco di spendere i miei soldi” dichiara. “Non si vincono medaglie con l’essere querelati da Berlusconi”.

    http://italiadallestero.info/archives/2293
    via .....e dove la starebbe se'ondo te la diminuzzione de la figura di cacca? .....

  6. #6
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    This article has been revised to reflect the following correction:

    Correction: December 4, 2008
    A picture caption with the Memo From Rome article on Tuesday, about the propensity of Prime Minister Silvio Berlusconi of Italy to file defamation lawsuits against journalist critics, referred imprecisely to the plaintiff in a lawsuit against the American author of a 2006 book about Mr. Berlusconi, titled “The Sack of Rome.” As the article stated, the plaintiff is Fedele Confalonieri, the chairman of the Mediaset network, owned by Mr. Berlusconi — not Mr. Berlusconi himself.

    http://www.nytimes.com/2008/12/02/wo...r=1&ref=europe

  7. #7
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    Ho messo il link apposta...geniaccio.
    Di solito evito di riportare centinaia di righe perchè scoraggioano la lettura,che la trova interessante usa il link.
    E come ha detto il Cioni non cambia la sostanza.
    E' la dimostrazione che anche all'estero sono tutti comunisti perchè dicono che berlusconi controlla l'informazione.

  8. #8
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    è la dimostrazione che nell'articolo c'è qualcosa che non funziona:
    nel titolo si parla di berlusconi ma poi leggendo si capisce che la causa l'ha fatta confalonieri...
    giornalismo anglosassone!

  9. #9
    i' marchese del grullo
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    Citazione Originariamente Scritto da domics2006 Visualizza Messaggio
    è la dimostrazione che nell'articolo c'è qualcosa che non funziona:
    nel titolo si parla di berlusconi ma poi leggendo si capisce che la causa l'ha fatta confalonieri...
    giornalismo anglosassone!
    ....la 'ausa l'ha fatta i' gonfalonieri!!!! .........

    ah beh allora .......

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da CioniMario Visualizza Messaggio
    ....la 'ausa l'ha fatta i' gonfalonieri!!!! .........

    ah beh allora .......
    e allora il titolo di questo post è sbagliato.

    quante querele ha fatto berlusconi ai giornalisti?
    sai il numero?

 

 
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