Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Serve una commissione

  1. #1
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    Predefinito Serve una commissione

    «Sul caso Genchi posso solo fare una valutazione politica, riguardo quanto è già apparso sui giornali, perché da un lato, facendo parte del Copasir, sono vincolato al segreto, e dall’altro ho un vincolo conoscitivo: solo domani leggerò il nuovo materiale arrivato in commissione».

    Onorevole Fabrizio Cicchitto, ma sui contenuti di questo archivio che idea si è fatto?
    «Sono stato tra i primi a sollevare questo caso, con un’interrogazione parallela a quella presentata per il Pd da Tenaglia. Avevo avvertito la gravità del caso, confermata dalla risposta del sottosegretario per la Giustizia Giacomo Caliendo. E sollecitai a farsi inviare gli atti da Catanzaro il presidente del Copasir, Francesco Rutelli, che è stato d’accordo. Si avvertiva qualcosa di inquietante».

    Impressione confermata?
    «Ripeto, mi limito agli elementi già noti, e sarà compito del Copasir accertarne di nuovi. Ma è evidente che sulle intercettazioni c’è il pericolo da un lato di terribili forzature, e dall’altro che certe cose vengano pubblicate e certe altre no. Elementi che emergono sia da quanto è uscito in questi giorni sia da casi precedenti, come per le intercettazioni Telecom o per quelle del caso Unipol, con Fassino, D’Alema e La Torre intercettati, e nessuno della controparte».

    Nel caso Genchi parliamo di tabulati o intercettazioni?
    «Non si sa se oltre ai tabulati ci siano anche trascrizioni di intercettazioni. Ma siamo di fronte a una realtà inquietante, che ha visto controllate istituzioni, politici, parlamentari, ministri, Guardia di finanza. Sono stati fatti nomi dei massimi livelli dell’intelligence, come Pollari. Se fosse tutto confermato, siamo di fronte all’esistenza di un inquietante grande fratello, che può esporre gli equilibri politici a manipolazione. Di Pietro dice che sull’archivio è “tutto regolare”. Mi chiedo che informazioni specifiche ha sul caso. E se è vero che tutto è regolare, sarebbe ancora più grave che persone non indagate siano state intercettate».

    A che manipolazione della politica si riferisce?
    «Non sappiamo se oltre ai tabulati ci siano anche intercettazioni. E se esistessero, dove sono? Qualcuno può usarle o averle usate come ricatto? Questo dubbio richiederà ulteriori accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria».

    E del Copasir...
    «Come vincolo istituzionale ci occupiamo solo di cose che riguardano i servizi segreti. Dunque tutto ciò che dovesse emergere relativamente a istituzioni, personalità politiche e parlamentari, al termine dei lavori verrà comunicato ai presidenti di Camera e Senato».

    E chi potrà lavorarci?
    «Va valutata la creazione di una commissione parlamentare d’inchiesta, con gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria. È un’ipotesi che metto subito sul tavolo perché, anche se siamo solo all’inizio, quanto è emerso mette in evidenza un caso di grandi proporzioni, che non deve essere sfruttato politicamente, ma semmai deve preoccupare sia la maggioranza che l’opposizione poiché a essere coinvolte sono le istituzioni dello Stato. Se per esempio sono stati intercettati i vertici dei nostri servizi segreti, questo è un fatto gravissimo, che mette a rischio la garanzia del mantenimento di segretezza e pone la nostra intelligence in una condizione di difficoltà».

    La redazione de www.ilgiornale.it di oggi

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Genchi: quell'archivio non esiste!

    "Io sono soltanto il capro espiatorio: dopo aver colpito il giudice De Magistris, avergli tolto le indagini e averlo trasferito da Catanzaro revocandogli l’incarico. Nei tabulati si era già arrivati ad accertare una serie di elementi ben precisi".
    È quanto afferma il consulente dell’ex pm di Catanzaro, Gioacchino Genchi, in un’intervista a Sky Tg24. Per Genchi, "la cosa grave è che vengono agitati uomini e fatti a casaccio, vengono tirate in ballo persone che non c’entrano niente con quei tabulati, da Berlusconi a Prodi a Rutelli, mentre i veri nomi di soggetti ben precisi, compreso anche qualche magistrato, non vengono fuori: siamo in presenza di una gravissima mistificazione".

    Delegittimata la politica
    "C’è chi è stato avvicinato e ammaliato da pupari che stanno dietro le quinte - accusa Genchi -.
    Da lì è iniziata una serie di reazioni a catena. Si tratta di sirene che agiscono alle spalle della politica e, anche per il condizionamento dei media, la delegittimano agli occhi dei cittadini".

    Reato gravissimo
    Genchi sottolinea che "scambiare un tabulato con una intercettazione telefonica è una cosa gravissima: è come confondere lo sguardo a una bella signora con una violenza sessuale.
    Nel momento in cui si esegue la captazione di un dialogo, sia per telefono sia pronunciato in un ambiente, si è in una attività di intercettazione che può essere eseguita solo in casi eccezionali, dalla polizia giudiziaria; chiunque altro la esegue commette un reato gravissimo".

    "Mai fatto nulla del genere"
    "Io, in vita mia anche come poliziotto - assicura Genchi - non ho mai eseguito una sola intercettazione telefonica. Nel mio lavoro di consulente o di perito mi vengono conferite dai giudici o dai pm le intercettazioni telefoniche che ha già eseguito la polizia giudiziaria, che hanno già gli avvocati e che io analizzo con un procedimento sistematico di incrocio, con elaborazione di tipo logico oltrechè di tipo informatico, di eventi di elementi che sono acquisiti in processo".

    "Alla fine distruggo i dati..."
    Il consulente dell’ex pm De Magistris specifica che "l’uso è limitato all’esercizio del trattamento. Poi, i dati vengono depositati al pm o al giudice e vengono trattenuti solo nel periodo limitato allo svolgimento del processo.
    Quando vado a deporre alle udienze, i processi si fanno su quei dati e su quelle analisi, di cui gli avvocati hanno copia identica.
    Alla fine io li distruggo anche se ovviamente resto depositario di una conoscenza, perchè non posso certo cancellare il ricordo dalla mia memoria, resettando il mio cervello...".

    Venerdì audizione al Copasir
    Venerdì il Copasir ascolterà Genchi e De Magistris. In una nota, infatti, il Comitato rende noto l’elenco delle prossime audizioni in programma.
    In particolare, venerdì saranno ascoltati: il Garante della privacy Franco Pizzetti; Luigi De Magistris; Gioacchino Genchi, i responsabili delle società telefoniche Tim e Vodafone; il direttore dell'Aisi, generale Giorgio Piccirillo, il direttore dell'Aise Bruno Branciforte.
    Lunedì 2 febbraio, invece, saranno ascoltati: il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli e i magistrati attualmente titolari dell'inchiesta; i responsabili dei Ros dei carabinieri.

    la redazione del www.ilgiornale.it di oggi

    saluti

  3. #3
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    Predefinito L'uomo dei misteri

    Gioacchino Genchi su Sky. Genchi su Rai News 24. Genchi da Giuliano Ferrara.
    Genchi (pagina intera) sul Secolo XIX.
    Per essere uno che quarantott’ore fa aveva detto «non intendo replicare alle vili calunnie», il superconsulente informatico più chiacchierato d’Italia appare preda di una singolare frenesia mediatica.
    Come a volte accade agli uomini che sentono il terreno franare sotto i piedi, Genchi - indicato da Francesco Rutelli e Silvio Berlusconi come il protagonista dello scandalo più grande della Storia d’Italia, e in attesa di essere interrogato venerdì dal Copasir, il comitato parlamentare sui servizi segreti - si affanna a proclamare la sua verità a destra e a manca.
    Nella frenesia, gli scappa inevitabilmente qualche svarione.
    E la situazione peggiora.

    Un esempio.
    Tra gli «eccellenti» che Genchi ha schedato attraverso i loro tabulati telefonici, salta fuori il nome di Nicolò Pollari, ex capo del Sismi.
    Ieri Genchi prova a difendersi: quei tabulati di Pollari vengono da un’altra indagine, quella milanese.
    Cioè dall’inchiesta sul rapimento dell’imam Abu Omar, che vede Pollari indagato insieme a un po’ di agenti della Cia.
    Peccato che a stretto giro di posta la versione di Genchi venga asfaltata dal pm Armando Spataro, titolare dell’inchiesta Abu Omar: noi i tabulati di Pollari non li abbiamo mai avuti.
    E allora?
    Una voce dice che Genchi il telefonino di Pollari se lo procurò quando Luigi De Magistris, il suo pm di riferimento, mandò a perquisire la casa del capocentro Sismi di Padova, Massimo Stellato.
    E da lì anche Pollari sarebbe stato inghiottito dal «sistema Genchi», il frullatore di tabulati, utenze, contatti, in cui alla fine tutti conoscono tutti e tutti sono accusabili di tutto.
    Migliaia di nomi, milioni di contatti.

    Altro autogol:
    nella sua intervista a Rai News 24, Genchi sostiene di avere acquisito illegalmente i tabulati di parlamentari ma per sbaglio, senza volerlo.
    La colpa è dei parlamentari che non hanno un numero immediatamente riconoscibile. Peccato che a pagina 6 della sua consulenza inviata a De Magistris proprio Genchi dica di avere individuato un telefonino intestato alla Camera dei Deputati, e di averne poi sviluppato - col solito sistema esponenziale e vagamente maniacale - i contatti, guardandosi bene dal chiedere qualunque autorizzazione alla Camera.

    Genchi oggi appare uno sconfitto.
    Lo attaccano Berlusconi e Repubblica, il Pd e Il Sole 24 Ore.
    Se non fosse per Di Pietro - che lo difende come già difese il suo sponsor De Magistris - si potrebbe dire che Genchi è solo.
    Nel suo annaspare inanella autogol.
    Come quando rivela a Lionello Mancini, del Sole, di avere inviato a Gianni De Gennaro, nuovo supercapo dei servizi segreti, una cartolina di saluti molto simile ad un avvertimento in codice.
    E altri avvertimenti qua e là, in sicilianese, a mezza bocca e mezze frasi, Genchi sembra continuare a mandare nelle sue interviste di queste ore. Questa scarsa lucidità, questa goffaggine di fondo, rende ancora più difficile rispondere alle domande decisive.

    La prima: come è stato possibile che un personaggio simile abbia raccolto tanto potere nelle sue mani?
    Quali coperture, quali appoggi hanno sostenuto la sua irresistibile ascesa nel grande business delle intercettazioni per conto delle Procure?
    Siamo davanti ad una scheggia impazzita prodotta da un sistema malato, o a un tassello di un gioco più oscuro?

    Il caso Genchi piomba come un macigno sul dibattito sulla riforma della giustizia.
    Qualcuno arriva a dire che il caso Genchi è la prova dei guai che arriverebbero se a guidare le indagini fossero i poliziotti e non i pubblici ministeri.
    Dimenticando che - tecnicamente, essendo in aspettativa - Genchi da oltre dieci anni non è un poliziotto ma un privato cittadino; che era l’uomo di fiducia non delle forze di polizia ma delle Procure, e che se qualcuno poteva capire quanto largamente interpretasse il suo ruolo questi erano in primo luogo i pubblici ministeri.
    I quali, va rimarcato, affidavano a lui indagini che sarebbero state svolte altrettanto bene da poliziotti veri.
    L’indagine milanese sul suddetto caso Abu Omar, per esempio, è stata condotta dalla Digos e dalla polizia postale proprio incrociando tabulati telefonici. Il metodo Genchi senza Genchi.
    Quindi si sono acquisiti solo i dati che servivano all’inchiesta, non si è partiti da un numero per schedare il mondo.

    Resta un’ultima domanda.
    A cosa serviva a Genchi questa immane dose di materiale?
    Era una banca dati funzionale a qualche progetto, a qualche affare?
    O siamo di fronte solo all’ennesima manifestazione della vocazione nazionale a frugare, a schedare, ad accumulare, perché conoscere significa potere, e prima o poi tutto tornerà utile?

    Luca Fazio www.ilgiornale.it di oggi

    saluti

  4. #4
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    Bello il fatto che intanto si crea la polemica, poi si vede se ci sono o meno le intercettazioni.. tanto con la TV dalla propria parte si può raccontare tutte le palle che si vuole...

    Se fanno la Commssione d'inchiesta sarà la conferma che è una bolla di sapone come Telkom Serbia..

  5. #5
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Bello il fatto che intanto si crea la polemica, poi si vede se ci sono o meno le intercettazioni.. tanto con la TV dalla propria parte si può raccontare tutte le palle che si vuole...

    Se fanno la Commssione d'inchiesta sarà la conferma che è una bolla di sapone come Telkom Serbia..

    hai pagato il "debito" che hai con lo stato?

    kanone TV ...wooff...nn il kannone ke ti fai quando skrivi su questo forum

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da kanekorso Visualizza Messaggio
    hai pagato il "debito" che hai con lo stato?

    kanone TV ...wooff...nn il kannone ke ti fai quando skrivi su questo forum
    ----------------
    Cosa cavolo hai capito!
    Quello intendeva la tv dei Santoro!

  7. #7
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    ----------------
    Cosa cavolo hai capito!
    Quello intendeva la tv dei Santoro!

    da dove lo lo tiri fuori SANTORO

 

 

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