Obama: «La crisi è più grave del previsto»
La crisi è più grave del previsto e bisognerà rivedere le promesse fatte in campagna elettorale: gli americani dovranno fare più sacrifici del previsto. Inoltre, la prigione di massima sicurezza di Guantanamo a Cuba non potrà essere chiusa a breve per motivi di sicurezza.
Il presidente eletto Barack Obama, che prenderà possesso della Casa Bianca il prossimo 20 gennaio, stamattina durante una intervista al canale televisivo statunitense Abc, ha dichiarato: "Voglio essere realistico: non sarà possibile fare tutto quello di cui ho parlato durante la campagna elettorale, perlomeno non al ritmo che avevamo sperato. Tutti quanti dovranno fare la loro parte e dare qualcosa", ha aggiunto Obama, riferendosi ai sacrifici economici che gli americani si troveranno ad affrontare.
Il futuro presidente ha anche dichiarato che vuole linee guida più stringenti e una maggior trasparenza per la spesa dei soldi rimasti dei 350 miliardi di dollari previsti dal Troubled Asset Relief Program, il fondo attivato nelle scorse settimane dal presidente uscente Bush.
Secondo recenti dati sull'occupazione statunitense, gli Usa nel 2008 hanno perso 2,6 milioni di posti di lavoro e a dicembre il tasso di disoccupazione è balzato al 7,2%, il valore più alto degli ultimi 16 anni.
Inoltre, Obama ha dichiarato che non vuole "dettare al potere legislativo i dettagli" del piano di stimolo dell'economia da 800 miliardi di dollari che verrà varato nelle prossime settimane. "Nei prossimi giorni faremo partire un processo virtuoso e collaborativo" ha dichiarato Obama.
Il presidente eletto nel corso dell'intervista televisiva si è anche soffermato sulla questione Guantanamo: «Non sarà possibile chiudere entro i primi 100 giorni della mia presidenza la prigione di massima sicurezza a Cuba», ha dichiarato Obama. Che ha aggiunto: «Chiudere Guantanamo è più difficile di quanto ritengo molte persone riescano a realizzare. Non voglio essere ambiguo su questo. Chiuderemo Guantanamo e ci assicureremo che le procedure che metteremo in piedi siano in linea con la nostra costituzione.
Non si tratta solo della cosa giusta da fare ma di qualcosa che deve essere parte della nostra più ampia strategia di sicurezza nazionale perché invieremo un messaggio al mondo dicendo che sui nostri valori siamo seri».
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