Elezioni europee, verso l’accordo tra Pdl e Pd: sbarramento al 4%
C'è l'ok di Berlusconi
Silvio Berlusconi dà il via libera a una riforma della legge elettorale europea che introduca solo lo sbarramento al 4%, senza abolire le preferenze; oggi il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha aperto una rapida consultazione con i gruppi parlamentari per verificare se c'è un consenso su questa ipotesi, e domani pomeriggio comunicherà alla Conferenza dei capigruppo se ci saranno le condizioni per andare avanti. E dopo il sì di Pd e Idv oggi spira aria di intesa.
Lo scorso 23 ottobre era stato Berlusconi in persona a bloccare in Aula una riforma che introduceva lo sbarramento al 5% ed eliminava le preferenze, vista la ferma contrarietà di tutte le opposizioni che si apprestavano a una dura battaglia parlamentare. Dopo i contatti informali dei giorni scorsi è arrivato l'ok del premier, sottolineato da Vito durante le sue consultazioni: "Della mia iniziativa - ha detto ai cronisti -
sono al corrente il presidente Fini e il presidente Berlusconi".
Il mandato di Vito e' ben preciso, come egli stesso ha spiegato: "Verificare se ci sono le condizioni per riprendere il confronto sulla legge elettorale europea sull'ipotesi di introdurre la sola soglia di sbarramento" al 4%.
"La mia iniziativa non avviene a nome del governo, però mi è stato chiesto di svolgere una rapida consultazione con tutti i gruppi per verificare se su questa nuova ipotesi ci sia la possibilità di aprire il confronto".
Nel primo incontro, quello con il capogruppo del Pd Antonello Soro, è arrivato un sì: "Questa posizione non e' una novità - ha osservato Soro - la novità è il tentativo di verificare convergenze; e' giusto che la verifica sia fatta non da un'iniziativa unilaterale di un gruppo e che il tentativo sia affidato al governo". Sono seguiti un incontro con il capogruppo e il portavoce di Idv, Massimo Donadi e Leoluca Orlando, da cui è giunta la stessa risposta.
Interlocutorio l'atteggiamento dell'Udc, che si pronuncerà domani dopo un ufficio politico. "Noi - ha spiegato Rocco Buttiglione - non saremmo contrari a una soglia di sbarramento, però in questo momento politico vogliamo riflettere sulle conseguenze che una soglia al 4% può avere nella rappresentanza di realtà che comunque sono presenti nel Paese".
I Verdi di Grazia Francescato e il Prc di Paolo Ferrero, hanno gridato all' “inciucio".
A determinare la svolta è stato comunque il via libera di Berlusconi, che si è convinto dopo una serie di valutazioni di vario genere. Innanzi tutto una soglia eliminerà dal gioco una serie di piccoli partiti alleati (Mpa, Dca, Pensionati, Socialisti) a cui magari verranno accordati dei posti nelle liste del Pdl, nonché le forze politiche di destra. Questo consentira' allo stesso Pdl di ottenere il 6-7 giugno un risultato migliore, con la speranza di presentarsi a Strasburgo come il partito piu' forte del Ppe. La voglia di 'sorpasso' alla Cdu di Angela Merkel e di Hans Gert Poettering c'e' tutta. Il che rafforzerebbe il tentativo di leadership di Berlusconi nello schieramento del centrodestra europeo, in concorrenza a Nicholas Sarkozy.
Fonti parlamentari riferiscono poi che, su suggerimento di Gianni Letta, il premier si è convinto dei rischi di tentare di danneggiare il Pd non introducendo una soglia. Se il partito di Veltroni dovesse implodere davanti a un grave insuccesso alle europee, è stato il ragionamento, a beneficiarne potrebbe essere il Centro di Casini. E un ritorno in auge, anche nell'opinione pubblica, dell'ipotesi di una grande forza di centro e' il vero avversario strategico del nascente Pdl, che presuppone invece il bipolarismo.
"Domani è il giorno decisivo", osserva Soro. E infatti alle 15, alla Conferenza dei capigruppo della Camera il ministro Vito riferirà l'esito delle proprie consultazioni.





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