



La bomba Lotta tra ebrei
indagini sulle faide personali
Inquirenti al lavoro sulle frizioni tra gli ultra-ortodossi Lubavitch,proprietari della Chabadhouse presa di
mira,e la corrente moderata.
Il ritardo nel dare l'allarme causato dal divieto di usare il telefono il sabato
«Macchè antisemitismo. E'
tutto da ricondurre ai contrasti
personali interni tra la comunità
fiorentina ed i Lubavitch, alcuni
ebrei ultra-ortodossi che
frequentano solo saltuariamente
la sinagoga di via Farini».
A spiegare i motivi che possono
aver portato a posizionare
la bomboletta di gas da campeggio
ritrovata sabato 1 gennaio
davanti alla Chabad house di
via de' Pilastri 4 il punto di riferimento
che i Lubavitch hanno
in ogni città importante per
ospitare i propri seguaci è un
autorevole esponente della comunità
ebraica fiorentina, circa
mille persone in tutto, che, nel
Giorno della Memora, intende
far luce sull'episodio dell'ordigno.
Una fonte che vuol rimanere
anonima, le cui dichiarazioni
trovano però importante
riscontro tra gli inquirenti che
stanno indagando sul ritrovamento
dell'ordigno in un giorno
sacro per gli ebrei. Gli avevano
pensato in un primo momento
che la bomba, dotata di
un innesco abbruciacchiato
non tale però da far esplodere il
gas contenuto all'interno, fosse
riconducibile ad un atto antisemita
legato ai sanguinosi attacchi
di Israele in atto nella Striscia
di Gaza. Un'ipotesi investigativa
pi che plausibile, seguita
d'istinto, ma poi quasi subito
abbandonata per seguire a pieno
ritmo la pista che fa ricondurre
il ritrovamento ad una
vendetta personale di qualcuno
che ha avuto dei contrasti con
gli ebrei ultra-ortodossi Lubavitch
ipotesi avvalorata anche
dall'assenza di una rivendicazione
della bomba, fatto piuttosto
anomalo nel caso si fosse
trattato di una matrice politica.
Un contesto delicatissimo quello
fiorentino, in cui coesistono
con difficoltà due modi diversi
di concepire e praticare la religione
ebraica. Da un lato la quasi
totalità della comunità guidata
da oseph Levi, rabbino della
sinagoga di via Farini, dall'altro
appunto gli hassidim, l'anima
pi rigorosa dell'ebraismo, segnati
da una religiosità fortissima,
quelli che di sabato per
shabbat non accendono la luce
e non prendono neanche l'ascensore.
I gravi contrasti nella
manciata di metri tra via Farini
e via de' Pilastri iniziano nel
2, quando Eli Borenstein,
uno dei pi influenti leader del
movimento internazionale Lubavitch
in Italia, acquista il fondo
di una merceria per aprire
appunto la Chabad house al cui
interno c'è solo un mucchio di
cianfrusaglie in un punto però
strategico e di grande visibilità
per attirare potenziali hassidim
. Questi ebrei di Firenze sono
appunto Lubavitch, una
costola dell'hassidismo che
prende nome e antiche tradizioni
dalla cittadina russa di Lubavitch,
rasa al suolo nel '41 dai nazionalsocialisti.
Caftano nero, boccoli a cavaturacciolo
e Borsalino nero
in testa, arrivano da tutto il
mondo per incontrare il leader
Borenstein, che però sta a Bologna
dove ha ricevuto un altro
avvertimento e di solito arriva
a Firenze solo una volta a settimana
il sabato appunto per
ospitare e ristorare gli aderenti
al suo movimento.
IR sacro il sabato, in
cui oltre al divieto di camminare
a lungo, preparare cibo e fare
molte altre cose, è vietato persino
telefonare: per questo, curiosamente,
Borenstein ha avvertito
i carabinieri solo al tramonto,
quando il shabbat si
era concluso, nonostante si fosse
accorto dell'ordigno già dalla
mattina. «Si spera in una pacifica
convivenza, ma vedere i Lubavitch
che in via dei Pilastri
fuori dalla sinagoga fanno proselitismo
tra i turisti ebrei americani
non sembra gradito alla
comunità», scriveva epubblica
Firenze in un reportage pubblicato
poco dopo l'arrivo dei
Lubavitch in città. Un mancato
gradimento, poi degenerato in
un conflitto tra i due gruppi, che
però fa solo da sfondo all'atto intimidatorio
del 1 gennaio, che
potrebbe essere figlio di dissa-pori personali
il firenze


dove stanno tutti quei giornalisti che sono sempre in prima linea quando c' è da difenderli?
perchè solo un giornale locale riporta la notizia?




Ecco un pò di dichiarazioni in ordine sparso all'indomani del ritrovamento della bomba:
Esprimo la mia piu' totale condanna per lo spregevole gesto compiuto contro la sinagoga di Firenze. Episodi come questo vanno stigmatizzati in ogni modo e ancor di piu' oggi, in un momento in cui la tolleranza e il dialogo sono elementi indispensabili per raggiungere l'obiettivo della pacifica convivenza tra diverse comunita'.
"Cosi' il Vice Presidente del Senato, Vannino Chiti in riferimento all'ordigno ritrovato nei pressi della sinagoga di Firenze".
BOMBA DAVANTI ALLA SINAGOGA. RENZI: "VICINI ALLA COMUNITA' EBRAICA"
Bomba alla Sinagoga, due attentatori
VIGILARE con attenzione, tenere alto lo stato di percezione di eventuali pericoli, ma non indulgere a toni polemici, non lasciarsi coinvolgere in diatribe politiche o religiose. Sembra essere questo il profilo che la comunità ebraica di Firenze ha scelto di tenere dopo il fallito attentato dimostrativo con un rudimentale ordigno scoperto sabato scorso in via dei Pilastri, nei pressi della sinagoga. La parola ora spetta alle indagini dei carabinieri del reparto Operativo e del servizio di investigazioni scientifiche. Il rudimentale ordigno, una bombola di gas da campeggio avvolta in un panno celeste alla quale si è tentato di dare fuoco, era stato posizionato tra la grata esterna di protezione e la vetrata dell'ingresso della Chabad House', la sede del centro Lubavitch, un gruppo religioso ebraico ortodosso, in via dei Pilastri all'angolo con via Farini. Intanto, i carabinieri hanno visionato i filmati delle telecamere a circuito chiuso dell'area della sinagoga. Ingrandite le immagini fino alla soglia dello sgranamento', i carabinieri hanno scoperto che l'ordigno è stato posizionato nottetempo da due persone. Le loro ombre si intravedono ma, al momento, non è possibile distinguere i volti perché il video è in campo lungo. Già questo particolare intanto fornisce l'indicazione che non si è trattato del gesto di un singolo sconsiderato, ma di un'azione messa in atto da almeno due persone. E' presumibile, peraltro, che almeno altre due abbiano preso parte al raid come vedette' all'inizio e alle fine della strada. Dunque un gruppo organizzato. Riguardo agli eventuali autori del gesto, gli investigatori dei carabinieri continuano a seguire tutte le piste, ma l'ambito nel quale hanno concentrato l'attenzione è stato definito «molto ristretto». A tre giorni dal ritrovamento dell'ordigno sono anche comparse scritte contro Israele sui muri del centro, sempre nella zona del tempio israelitico. In via della Colonna e via degli Alfani ci sono due disegni uguali, raffiguranti la stella di David con il segno di uguale' accanto a una svastica: come dire che Israele è uguale' ai nazionalsocialisti. I disegni sono stati realizzati con spray nero. In via della Colonna il disegno è accompagnato dalla scritta «Lotta all'abusivismo? Sgombera Israele!», mentre in via degli Alfani c'è un omino stilizzato che getta la stella di David in un cestino e la scritta Gaza Streap'.
«NON MANCANO i provocatori, nel momento in cui il processo di pace tra Israele e Palestina accenna ai primi, timidi passi: ma le provocazioni, come quelle dei nuovi sconsiderati atti riportati dalla cronaca di oggi, non faranno arretrare di un passo la volontà della Toscana dall'essere presidio di legalità e democrazia». E' quanto dichiara il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, appresa la notizia dei due disegni. Intanto domenica mattina alle 10.30 davanti alla Sinagoga, in via Farini, si terrà un presidio civile in segno di solidarietà alla comunità ebraica, a cui parteciperà il Gonfalone della città. Iniziativa promossa dal consigliere comunale del Pd Marco Carrai che lunedì aveva proposto un ordine del giorno approvato dal consiglio comunale. E «solidarietà alla comunità ebraica fiorentina» è stata espressa anche dal capogruppo di Forza Italia-Pdl, Bianca Maria Giocoli.
«Un gesto molto grave che ci dimostra come da parole irresponsabili si possa passare ad azioni come questa». Così il rabbino capo della comunità ebraica di Firenze, Josef Levy, commenta il ritrovamento.
oggi non dice niente?![]()


Come mai quando si tratta di ebrei li chiamano "ortodossi" mentre per i musulmani si usa il termine "estremista"?




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