Mandelson contro Obama: il 'buy american' è neo-protezionismo
"L'ultima cosa di cui c'è bisogno sono nuove barriere"
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Roma, 31 gen. (Apcom) - Lord Mandelson all'attacco dell'amministrazione Obama. Al ministro per le attività produttive britannico non è piaciuto il pacchetto di stimoli per l'economia da 825 miliardi di dollari, attualmente al vaglio del Congresso Usa, e in particolare la clausola 'buy american' che il provvedimento impone sull'utilizzo di ferro e acciaio statunitense nelle infrastrutture, per poter accedere ai circa 64 miliardi di aiuti federali. "Capisco perché la gente vuole fare le sue scelte. E' per questo che se prendono piede campagne come 'buy american', o 'compra questo' o 'compra quello', c'è il che si traducano in vere e proprie barriere al commercio, che è l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno nell'economia globale" ha dichiarato ieri Mandelson durante un lunch al World Economic Forum di Davos.
Il ministro del Business, come scrive il Times di Londra, ha poi condannato quello che giudica come protezionismo emergente da parte di alcuni partner europei. "Abbiamo creato un mercato unico per sostenere la crescita economica e non per rivoltarci l'uno contro l'altro" ha osservato. Più in generale, ha aggiunto, "il commercio globale è andato indietro quest'anno per la prima volta dal 1982. Penso che esista il rischio reale che governi e imprese vedano il protezionismo come la medicina necessaria in queste condizioni, ma è anche il veleno - ha aggiunto - se ragioniamo in termini di ripresa. E' questa - secondo Mandelson - la lezione che dovremmo trarre dagli anni Trenta, errori che non dovremmo ripetere nel ventunesimo secolo".




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