Il sito per gli operai assassinati alla ThyssenKrupp
http://www.legamidacciaio.it/


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Myrddin


Nel processo alla ThyssenKrupp vince la TV
16-01-2009
Torino, giovedì 15 gennaio 2009: per la prima volta in Italia si è riunita la Corte d'Assise di un tribunale per celebrare un processo in cui un imputato è accusato di omicidio volontario (pur con dolo eventuale) per la morte di lavoratori. L'imputato è Harald Espenhahn, amministratore delegato in Italia della ThyssenKrupp, la multinazionale tedesca nel cui stabilimento di Torino morirono bruciati sette operai, il 6 dicembre 2007. Insieme a lui, sono imputati per la morte dei lavoratori torinesi altri cinque dirigenti dell'Acciaieria, accusati di omicidio colposo con colpa cosciente: Cosimo Cafueri, Daniele Moroni, Gerald Prigneitz, Marco Pucci, Giuseppe Salerno. Tutti e sei sono inoltre accusati di omissione dolosa di cautele infortunistiche. Espenhahn rischia fino a 21 anni di carcere, gli altri fino a 15.
C'era grande attesa quindi in città, ma anche nel resto d'Italia, per questo processo che, comunque vada, segnerà una tappa importante nel mondo del lavoro. L'udienza, prevista alle ore 9, è iniziata con due ore e mezza di ritardo per permettere la sostituzione di alcuni giudici popolari, tre dei quali avevano chiesto di astenersi in seguito alla loro intervista pubblicata da un giornale torinese. Con la giuria popolare al completo (composta, nota curiosa, da 5 donne e un solo uomo), la presidente Maria Iannibelli ha dato inizio all'udienza, accogliendo le nuove domande di costituzione di parte civile. Oltre a Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Torino, sindacati, associazione Medicina Democratica e una quarantina di persone già ammesse dal giudice dell'udienza preliminare, sono state presentate in aula più di cinquanta altre richieste di costituzione di parte civile di operai della ThyssenKrupp di Torino, molti dei quali iscritti all'associazione onlus Legami d'acciaio. Nelle udienze successive, si saprà se saranno accolte. Nel frattempo, a seguito delle richieste di Pubblico Ministero, di tutti gli avvocati dell'accusa e di numerose emittenti italiane e straniere (tra cui la tedesca ZDF), la Corte ha deciso di ammettere fotografi e televisioni, a partire dalla prossima udienza (che si svolgerà giovedì 22 gennaio alle ore 9), "date le oggettive caratteristiche di rilevanza sociale del processo". La decisione è stata presa nonostante il parere contrario espresso dagli avvocati degli imputati. Questi ultimi, comunque, avendo negato il consenso, non verranno ripresi dalle telecamere.
Si ipotizza che il processo possa concludersi entro un anno. L'auspicio dei familiari delle vittime (tutti presenti in aula) e dei molti operai intervenuti, tra i quali l'onorevole Antonio Boccuzzi - audio - unico sopravvissuto al disastro, è che i tempi della giustizia siano rapidi e che si possa avere la sentaza il prima possibile, magari per il prossimo 6 dicembre, anniversario del terribile rogo.
Il calendario delle udienze verrà fissato il prossimo 22 gennaio: si prevedono numerose sedute, dato anche l'elevato numero di testimoni chiamati in aula dalle parti. Tra le decine di persone chiamate a testimoniare dagli avvocati della ThyssenKrupp, figurano anche l'onorevole Pierluigi Bersani, già ministro dell'economia, l'onorevole Gianfranco Borghini, il sindaco di Terni Paolo Raffaelli, il vicesindaco di Torino Tom Dealessandri e sindacalisti (sia di Torino che di Terni), protagonisti dell'accordo che prevedeva la chiusura dell'acciaieria torinese e il trasferimento degli impianti in Umbria. Accordo siglato prima che scoppiasse l'incendio che uccise Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi.
Intanto, l'attenzione di media e cittadini rimane alta in città, anche se dalla fabbrica di corso Regina Margherita 400 sembra essere scomparso ogni riferimento all'azienda tedesca. La scritta "ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni" è stata smantellata da mesi dalla dirigenza, il logo posizionato su un'aiuola all'ingresso è attualmente coperto da un alto cumulo di neve e il lampione che dovrebbe illuminare l'albero divenuto una sorta di monumento ai sette caduti è spento, unica luce non funzionante su tutto il viale di accesso all'ex acciaieria.
Nelle foto: Al via lo scorso 15 gennaio il processo in Corte d'Assise relativo alla morte di sette operai alla ThyssenKrupp di Torino. In aula numerosi familiari delle vittime e operai dell'acciaieria
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Myrddin