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Il movimento "Ordine Nuovo" tra tradizione e rivoluzione (1954-1973)
Autore: Alfredo Villano
Pagine: 128
Anno: 2008
Il movimento di estrema destra ‘Ordine Nuovo’ evoca nell’immaginario collettivo, a torto o a ragione, gli attentati irrisolti di fine anni Sessanta ed inizio anni Settanta, con gli inevitabili risvolti di carattere giudiziario, informatori più o meno credibili e documenti riservati dei servizi segreti. Meno frequenti, invece, sono le ricostruzioni che cercano di descrivere l’attività ‘sul campo’ del più significativo movimento tradizionalista della frastagliata estrema destra italiana del secondo dopoguerra. Il lavoro di scavo storico di Alfredo Villano (‘L’ultima legione nera. Il movimento Ordine Nuovo tra tradizione e rivoluzione (1954-1973)’, edizioni Storia Ribelle (Biella), si colloca precisamente in questa direzione: ritrovando carte inedite, sentenze processuali e fonti ritrovate presso l’Archivio Centrale dello Stato, l’autore ripercorre pazientemente e con tenacia le idee, la politica e le apparenti contraddizioni del gruppo dell’ascia bipenne. Sotto la lente di Villano passa soprattutto il controverso rapporto dio ON con il MSI, partito dal quale Ordine Nuovo uscì nel 1956 ma nel quale, già nel 1964 il suo principale esponente, Pino Rauti, ipotizzò di farvi rientro. Clemente Graziani, invece, tirò dritto, continuando la sua ‘battaglia rivoluzionaria’ fondando il Movimento Politico Ordine Nuovo: questo libro pubblica per la prima volta le relazioni delle prefetture locali concernenti sia l’attività del gruppo che l’esecuzione del decreto di scioglimento per ricostituzione del partito fascista, disposto dal ministro dell’Interno Paolo Emilio Taviani. Villano è uno storico, presenta alla maniera defeliciana i documenti senza forzare i dati: il lettore riceve così uno sguardo sincronico sui mille aspetti di Ordine Nuovo, i suoi slanci e ritardi, le sue contraddizioni interne che fanno il paio con un tempo – si scriveva su ‘Noi Europa’, il periodico per l’ordine nuovo, in cui ‘Due rivoluzioni sono in marcia: una per distruggere, l’altra per tutto ricostruire’. In questa cavalcata nella storia nera, Alfredo Villano mette perciò a punto uno strumento di utile conoscenza del fenomeno, non mancando però di decodificare – grazie anche alla testimonianza del dott. Bruno Esposito e dell’avvocato Valerio De martino, che gli ha messo a disposizione il suo archivio privato – delle linee chiave del movimento, fino all’ultimo tentativo di Graziani di tenere in piedi tra le rovine una comunità ormai alla diaspora, con il giornale ‘Anno Zero’.


....sembra scritto ieri......
Clemente Graziani, "Dalla contestazione alla rivoluzione,
L’ attuale formula neo-centrista che poggia su una maggioranza debole e di breve durata, non rappresenta altro che una fase della lotta per il potere dentro la Dc e il governo sopravvive con il consenso di tutti solo perché non sono ancora pronte le maggioranze di ricambio.
La nuova maggioranza, dopo il logoramento della formula di centro-sinistra, non potrà essere che quella chiesta da Berlinguer: l’ incontro storico antifascista tra le forze cattoliche, socialiste, comuniste. Il " nuovo trasformismo" , il connubio degli anni settanta, concluderà la lunga marcia dei comunisti attraverso le istituzioni.
[… ] Se si dovesse arrivare ad un accordo di potere tra Dc e Pci il fondo della corruzione politica sarebbe raggiunto e si avrebbe l’ ultimo macroscopico esempio di un processo trasformistico del sistema politico italiano, caratterizzato della degenerazione dei partiti in oligarchie e centri di gestione burocratica e clientelare del potere. L’ alleanza di tutto il parlamento contro tutto il popolo già oggi trova nell’ ideologia televisiva la sua piattaforma unitaria e nel fronte antifascista il suo strumento operativo.
Tutti i partiti e tutti gli interessi settoriali sono contro il fascismo, così come il fascismo è contro tutti i partiti e tutti gli interessi settoriali.
Si è giustamente affermato che " con questa grande coalizione potranno facilmente accordarsi i nuovi grandi feudatari, emersi con la dissoluzione dello stato moderno: la grossa (nascente) impresa pubblica e quella (delineante) privata, le grandi centrali sindacali" . La Santa Alleanza del profitto col salario.
[… ] La classe politica post-fascista e quella pre-fascista possono darsi la mano e affermare la loro continuità di metodi e di programmi. I grandi mediatori, i Giolitti e i Moro, gli uomini del connubio, ne sono giustamente gli esponenti più qualificati. L’ immobilismo occulto dietro le proclamazioni riformiste elevato ad arte di governo!.
(«Ordine Nuovo Azione»,novembre 1972)


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