Testo di Danilo del Gaizo candidato Newropeans:
Soluzione quattro per cento?
Newropeans accetta la sfida, a condizioni di parità.
Se ne era ricominciato a parlare poco prima di Natale, rompendo la coltre di silenzio che, fitta come l'afa, era calata sui propositi di riforma della legge elettorale per le europee durante l'estate. Timidi accenni. Ancora una settimana fa maggioranza e opposizione sembravano lontane da un'intesa, occupate a guardarsi le spalle dagli alleati interni alle rispettive coalizioni o alimentate da un clima strisciante di reciproco sospetto.
Poi, come spesso accade in questi casi, l'accelerazione improvvisa, segno che le trattative, probabilmente proseguite sotto traccia e senza interruzioni nel corso di questi mesi, erano giunte al punto di maturazione. E l'annuncio dell'accordo sulla soglia di sbarramento è dilagato nell'arco di una mattinata, gettando scompiglio tra i partiti minori, che, infatti, pur preoccupati della propria sopravvivenza, hanno faticato ad esprimere reazioni unanimi e ancora oggi appaiono divisi, su posizioni che vanno dalla non entusiastica adesione alla prospettiva, per motivi di coerenza con la compagine governativa della quale fanno parte, alla decisa opposizione, comunque caratterizzata da consistenti distinguo, che lasciano intravedere una fitta trama di giochi tattici e possibilità di accordi a geometria variabile.
A stare alle dichiarazioni dei partiti maggiori, l'accordo comporterebbe un aggiustamento della legge elettorale nella sola prospettiva della previsione di una soglia di sbarramento, pari al quattro per cento dei voti, per l'acquisizione di seggi al Parlamento europeo, e si concreterebbe nell'immediata approvazione della modifica già nella prossima settimana.
Se le cose stessero così, non sarebbe certo la scelta dello sbarramento in sé a destare le nostre critiche. Newropeans non ha posizioni di rendita da difendere ed ha scelto deliberatamente di non entrare nel gioco della politica nazionale. E' vero, inoltre, che la decisione del Consiglio 2002/772/CE consente agli Stati membri di fissare una soglia minima per l'attribuzione dei seggi fino al 5% dei suffragi espressi e che, perciò, sotto questo profilo, la scelta annunciata si iscrive in un quadro di regole già esistente. Dunque Newropeans accetta la sfida elettorale con tranquillità, senza remore, né recriminazioni, avendo a cuore la sorte dell'Europa e degli europei come obiettivo principale.
Certo, sarebbe auspicabile che lo sbarramento operasse in modo uniforme a livello europeo, piuttosto che variare a seconda del regime elettorale vigente in ciascuno Stato membro, creando così delle inaccettabili disparità di trattamento tra i cittadini europei. Nè, se la modifica fosse approvata nei termini suddetti, la legge italiana potrebbe essere considerata un campione di tutela della rappresentanza democratica in Europa, visto che, lasciando inalterato il numero di firme da raccogliere per presentare liste che non abbiano parlamentari eletti (non a caso ridotto di un terzo nelle elezioni del parlamento nazionale, ove pure opera lo sbarramento del quattro per cento), finirebbe col porre un doppio limite all'ingresso di nuovi partiti sulla scena politica europea. Limite di dimensioni notevoli, comparabile, per onerosità, solo a quello vigente in Francia, ove, come è noto, ciascun soggetto politico deve sborsare più di un milione di euro per la sola stampa delle schede elettorali, oltre ad affrontare un vero e proprio calvario per portare a casa un seggio.
A ben vedere, comunque, anche questa situazione non è altro che il frutto malato dell'attuale sistema di governo dell'Unione europea, nel quale la mancanza di un procedimento uniforme per eleggere il Parlamento determina una violazione dei diritti politici dei cittadini europei nel loro complesso. Una situazione alla quale il prossimo Parlamento europeo dovrebbe prioritariamente porre mano, facendo ricorso a tutti i mezzi a sua disposizione.
Ben più preoccupante, e fuori da ogni canone di ragionevolezza e proporzionalità, sarebbe, peraltro, il protrarsi dell'attesa di una decisione definitiva sulla modifica legislativa che andasse oltre i tempi annunciati, causato dalla ricerca di compromessi, mentre le operazioni preliminari di raccolta firme sono già in corso.
Insomma, se la legge elettorale si deve modificare, che lo si faccia subito, salvaguardando la certezza del diritto e senza alterare le condizioni della competizione elettorale.
Danilo Del Gaizo




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