La Vandea o Vendée è una piccola regione costiera della Francia occidentale bagnata dall’Atlantico, situata nella regione amministrativa del Pays de la Loire con capolugo La Roche-sur-Yon. Durante la Rivoluzione francese e l’età Napoleonica fu protagonista di una serie di violente rivolte, sfociate in veri e propri conflitti armati condotti dagli abitanti di fede cattolica e monarchica, contro il governo rivoluzionario della Francia, all’indomani dell’esecuzione di Luigi XVI (21 gennaio 1793) e dell’approvazione delle leggi speciali sulla coscrizione obbligatoria decise dalla Convenzione nazionale il 24 febbraio 1793.

Il malcontento covava da tempo in Vandea e nelle regioni limitrofe, alimentato dall’inasprimento della pressione fiscale, dall’abolizione dei diritti di pascolo comune, dalla crisi della tessitura, dall’ostilità verso la borghesia cittadina, unica beneficiaria della vendita delle terre nazionalizzate e, non ultimo, dalla forte connotazione religiosa e conservatrice degli abitanti di queste zone, prevalentemente rurali, in netta antitesi con gli ideali nuovi della Rivoluzione.

Le popolazioni locali fedeli alla Monarchia e i contadini della cosiddetta “Vandea Militare”, composta dalla Vandea e dalle regioni confinanti del Nord-Ovest: Loira atlantica, Maine-et-Loire e Deux-Sèvres, sostenute dagli eserciti della nobiltà emigrata e dai “Chouan”: gli insorti di Normandia, Bretagna, Mayenne e Sarthe, guidate dal clero e da esponenti della piccola nobiltà di campagna, di fede realista l’11 marzo 1793 erano insorte contro il regime rivoluzionario al grido: «viva il re e viva i nostri buoni preti». Come animate dallo spirito di una nuova crociata si costituirono nell’«Armée Catholique et Royale» per difendere il loro re e la loro Chiesa. L’Esercito Cattolico e Reale, nacque il 4 aprile 1793, in seguito alla riunione dei principali capi vandeani, avvenuta a Chemillé, e all’elezione del loro comandante in capo, il generale Jacques Cathelineau.

Il simbolo dell’armata vandeana - il cui motto era «Dieu, Le Roi» - era un cuore sormontato da una croce rossa su campo bianco a simboleggiare il Sacro Cuore di Gesù e Maria, a cui i vandeani erano particolarmente devoti; richiamava inoltre lo stemma della Vandea, ancora oggi formato da due cuori rossi (quelli di Gesù e di Maria) sormontati da una corona che termina con una croce, a rappresentare la regalità di Cristo.

L’Esercito Cattolico e Reale conseguì dapprima alcuni successi a Saumur e a Angers (9-18 giugno 1793); poi, sconfitto a Nantes (29 giugno 1793), venne annientato (15.000 morti) dalle truppe rivoluzionarie a Cholet (17 ottobre 1793), Le Mans (12-13 dicembre 1793) e Savenay (23 dicembre 1793). Nei mesi seguenti la Vandea fu devastata dalle “colonne infernali”, organizzate per sedare gli ultimi focolai insurrezionali. La repressione compiuta tra l’estate 1793 e la primavera 1794 ad opera delle truppe repubblicane e da reparti di volontari fu così feroce (annegamenti di massa) da essere comunemente ritenuta il primo genocidio della storia contemporanea: 170.000 morti.

La situazione migliorò gradualmente dopo il colpo di stato del Termidoro (27 luglio 1794) quando il governo repubblicano liberale il 2 dicembre 1794 annunciò l’amnistia per gli insorti, concedendo ai vandeani la libertà di culto e l’esenzione dalla coscrizione obbligatoria. Tuttavia, gruppi armati vandeani continuarono a combattere e una tregua vera e propria si ebbe solo nella con la pace di La Jaunaye il 17 febbraio 1795.

Questo primo episodio delle guerre di Vandea fu la più importante per numero di operazioni militari ed è quello a cui comunemente ci si riferisce trattando dell’insurrezione vandeana. Nondimeno, lo stato insurrezionale rimase endemico nella regione e la rivolta si riaccese più volte negli anni seguenti, soprattutto nei momenti di crisi dei governi repubblicani e napoleonici. Il 24 giugno 1795 iniziò la seconda guerra di Vandea, fino al 15 luglio 1796; la terza invece si protrasse solo tre mesi: dal 26 ottobre al 17 dicembre 1799, terminando con l’armistizio di Pouancé.

L'ultimo conflitto che infiammò la Vandea si accese nel marzo 1813, dopo la ritirata di Napoleone dalla Russia (18 ottobre 1812) ed ebbe una pausa quando, a seguito della prima abdicazione di Napoleone, il 6 aprile 1814 Luigi XVIII salì al trono. Il ritorno al potere di Napoleone il 20 marzo 1815, coincise con la ripresa delle ostilità il 15 maggio 1815 che si conclusero definitivamente il 24 giugno 1815, all’indomani di Waterloo e della restaurazione monarchica.

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