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Discussione: Noi pecore nere

  1. #1
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    Predefinito Noi pecore nere

    Ho trovato questo bel testo, spero far cosa gradita a ricopiarlo.

    "fascisti non si diventa, fascisti si nasce. Il fascismo è insito nel DNA". Queste le conclusioni a cui giunse il compianto camerata Carlo Tassi, cercando di capire le ragioni di migliaia di giovani che nonostante tutto ancor oggi si dichiarano fascisti. Conclusione alla quale non riescono ad arrivare decine di sociologi, psicologi, politologi, intenti a scandagliare, censire, intervistare, per far luce su tale "fenomeno", evidentemente a loro vedere strano se non inconcepibile. Alcuni anni fa una lettera ad un giornale diceva pressapoco così: "ho visto in televisione una manifestazione della fiamma tricolore. Avrei creduto di vedere pochi anziani coi labari, come i comunisti in russia. E invece erano quasi solo giovani, centinaia. Sono rimasto impietrito. In fondo gli anziani li capisco, perché rimpiangono la loro gioventù coi suoi ricordi. Ma i giovani? Com'è possibile dopo 55 anni, che un giovane abbracci certe idee superate dalla storia, sulle quali tutti credevamo la condanna fosse definitiva ed unanime? Ma questi giovani non conoscono la storia? Dove abbiamo sbagliato noi adulti?"
    E difatti noi stessi ci poniamo le stesse domande, cioè com'è possibile dopo 55 anni di lavaggio del cervello alle varie generazioni, 55 anni di tormentoni su camere a gas, forni crematori, razzismo, dittatura, violenza, stragi, omicidi, c'è ancora chi ha l'ardire di indagare e mettere in discussione dogmi incontestabili ufficialmente? E la stessa domanda posta ai diretti interessati non da esiti migliori: "come sei diventato fascista?" "bho!". Il punto è proprio questo: noi siamo sempre stati fascisti! Siamo nati fascisti! Fascismo non è ciò che oggi la gente crede sia, a loro imposto così dai media.
    Fascismo non è dottrina politica, ma modo personale di vivere, che chi segue, poi adatta di conseguenza alla visione politica. Il fascismo è vitalismo, critica, ardimento, pragmatismo, sobrietà, culto dell' amicizia pura fine a se stessa. Cose che poco hanno a che fare con la politica professionistica. Fascismo non è mai dogma ma fedeltà al suo modo d' essere. Modo d'essere riassumibile in questo termine: "vitalità vitalista". Fascismo, fattosi politica come reazione ad un attacco esterno, quando il mondo circostante iniziò a lavorare per eliminare questo modo d'essere contrastante con i nuovi piani dei potenti di sempre. Fascismo che si oppone all' arma usata da questa "anonima", il nichilismo a cui la società moderna vorrebbe tutti relegati come automi consumatori tra le braccia di Morfeo. Fascismo è culto della vita che non si contrappone al culto della morte, ma che la ritiene una dolorosa necessità quando si tratta di salvaguardare la vita come la intendiamo noi, e di chi verrà dopo. Quanto mai chiarificatore è a questo proposito, un motto della "Decima": "amanti della vita, sposi della morte". Oppure "meglio morire per vivere, che vivere per morire" come recita una canzone degli "amici del vento", ovvero meglio combattere per essere liberi di essere come siamo, che sopportare di vivere belanti una vita sotto forma di cronica agonia nel gregge dei consumi. Se vogliamo trovare una parola contraria a "fascismo", essa è "nichilismo". Ma per noi, la vita è "hic et nunc", ovvero sta nell' attimo, nell' azione di quell' attimo. Perché l' animale homo nella sua esasperata corsa alla tecnologia ad ogni costo ed alle sue comodità, rischia di ritrovarsi indifeso di fronte alle contingenze che può riservargli la vita. La mancanza di stimoli provoca noia, nichilismo. E qui interviene nuovamente la società coi suoi salvatori: i "patrioti" delle multinazionali, che vendono a prezzo accessibile i moderni stimoli surrogati: hascish, eroina, cocaina, LSD. Gli zombi risultanti poi sono facilmente ammaestrabili a fungere da guardia contro chi si oppone al sistema e vorrebbe aprire loro gli occhi. Si perché molti sono fascisti dentro, ma non sanno d' esserlo. Il nostro scopo deve essere anche quello di tirare fuori il fascista che è in ognuno. Così molti si ritrovano a credere di combattere un nemico, e si ritrovano a favorirlo. E noi, gli unici fuori da tale sistema, ci troviamo perennemente aggrediti, boicottati, perseguitati, dalla "società-gregge-prosciutto sugli occhi" che noi vorremmo aprire. Ma allora chi ce lo fa fare? Che continuino a vivere come piace tanto a loro, no? E noi? Vogliamo dover essere costretti a vivere come loro? Vogliamo che i nostri figli siano come loro? Certamente no! E allora per questo dobbiamo combattere e continuare a combattere! Noi di questo gregge siamo le pecore nere sempre ribelli al pastore, ma il suo bastone e i suoi cani rabbiosi non devono impaurirci. Fuori dal recinto ci aspettano allorché osassimo scappare e far scappare altre candide pecorelle dalla trionfante merda che riempie l'ovile, merda scambiata per cioccolata dai belanti animaletti. Ma il primo nemico è quello che è dentro di noi. È il rischio di farci compenetrare dalle mode imperanti, dalla paura, dalla noia, dall' egoismo. Dal borghesismo. E allora ragazzi, ai politicanti dell'Area che vogliono solo il potere, diciamo, "no, noi siamo diversi, non ci abbassiamo più a coprire i vostri giochetti per raggranellare voti o il plauso berciante delle scimmie ammaestrate dei potenti. noi siamo quello che siamo e sappiamo di non dovercene vergognare. "la mia patria è mille voci che si uniscono alla mia, la mia patria è un idea, non è più la geografia"
    Pecore nere! A chi l' ovile?

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da natalizio Visualizza Messaggio
    Pecore nere! A chi l' ovile?
    a loro !!!

  3. #3
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    Un altro testo interessante:

    All’ età di 10 anni restai molto stupito da un fumetto su un settimanale per bambini di quelli venduti in chiesa , che mostrava la preparazione alla difesa di Berlino nel maggio ’45. i poliziotti distribuivano armi ai civili , tutti anziani , donne o bambini. Ad uno che avrà avuto la mia età veniva consegnato un panzerfaust , (con la motivazione che con un mitra avrebbe rischiato di fare strage per errore) . restai affascinato dall’ apprendere che alla mia età avrei potuto maneggiare un panzerfaust. Ma non solo. Non avevo mai visto i tedeschi , soprattutto se nazisti , descritti in quel modo , uomini come me e come tutti , che difendevano la loro città. In tutti i film visti fino ad allora , i tedeschi erano mostrati come “estranei” se non come bestie. Per quanto potessi capirne restai stupito. Certamente ero sempre stato più sveglio degli altri da questo punto di vista. E forse più cinico , anche. Anche se non me ne accorsi coscientemente , fu il momento che mi fece capire il senso di quella frase simboleggiata nelle religioni orientali dal cerchio diviso in due con un punto al centro di ogni metà : “anche nel male c’è dietro del bene ; anche nel bene c’è dietro del male” o manzonianamente “la ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto , che ogni parte abbia soltanto dell’ una o dell’ altro”. Nonostante come tutti continuassi a non pormi problemi che non mi riguardavano , questo ebbe certamente una parte nel portarmi a non credere a priori a tutto quello che “si dice”. Da grande , studiando la storia a scuola , questo mi ha fatto pensare alla differenza con la quale vengono visti episodi come la difesa di Roma dai tedeschi a porta san Paolo , e l’ entrata degli americani a Roma. O all’ eccidio di Cefalonia , dove fu attuata una resistenza ad oltranza , quando poche settimane prima a Pantelleria ci si arrese senza combattere. Idem alla base di Augusta. Ma soprattutto a ricercarne le celate motivazioni. Ma poi , alla fine pensavo: hanno vinto i buoni con un po’ di cattivo o i cattivi con un po’ di buono? “per fortuna i buoni trionfano sempre e sempre hanno trionfato” questa è la linea comune…..
    nell’ infanzia si ha una capacità di ricezione che viene persa nell’ età adulta. Tuttavia la fiducia cieca negli adulti fa si che si ritenga divino ogni opinione adulta. Io che dagli adulti avevo costantemente ricevuto solo delusioni forse avevo perso questa fiducia cieca in loro. Comunque sempre è esemplare di come si possa instradare e manipolare le opinioni. Cosa può capirne un bambino all’ infuori di me? Faccio presente i miei genitori essere comunisti così come tutti i parenti e praticamente tutti i conoscenti. ma poi il confine tra bambino ed adulto dove sta? Non c’è un confine netto , e i giovani sono bambini appena diventati adulti , con le convinzioni accumulate precedentemente , anche e soprattutto per sentito dire. Ed è difficile cambiare convinzioni acquisite. Per quanto verificabile , quello che era visto precedentemente come negatività assoluta è difficile possa togliersi la patina di spontaneo schifo. fin da bambini si viene educati dalla società non tanto sui fatti , quanto sui giudizi , incontestabili , Hitler viene visto come il demonio in terra , Mussolini un po’ meno (anzi , in Italia si cerca un po’ da ambo le parti di occultare sia il bene che il “male”).
    E si ha la stessa visione dei bambini di prima della guerra ,cioè che il mondo attuale fosse certamente il migliore , che non esisteranno più guerre , che l’ Italia è uno stato felice.
    Ma oggi di moda ci sono altre cose . Ci si indigna per la fame nel mondo , ma poi ci si lamenta per l’aumento delle tasse per la droga , per la violenza negli stadi , per il crimine degli extracomunitari , per l’ inquinamento ecc. “sono razzista perché sono fascista” , “i reazionari fascisti “ , “non ditemi che i fascisti e i comunisti non rubano anche loro…!” , “ma se condannano Andreotti vuol dire che siamo stati governati dalla mafia ???” , “fascisti e comunisti = terroristi” , “ma se gli USA intervengono in iraq perché non lo fanno anche in Bosnia o in cile?” , “gli USA devono smettere di essere i poliziotti del mondo” , , “Fini non può essere fascista. È nato dopo il 45…” “come si può negare l’esistenza dei campi di concentramento?” queste e altre amenità sono quelle che dobbiamo quotidianamente sorbirci e che educano i bambini a diventare adulti “in linea”. beata ingenuità.
    alla caduta del muro di Berlino , nella mia ingenuità di dodicenne , credevo sarebbe seguita la scomparsa del comunismo anche nell’ occidente (al di fuori che l’auspicassi o meno). Potete immaginare la mia sorpresa nell’ apprendere i risultati delle elezioni del 92 ! al momento feci mie le considerazioni sugli italiani tipiche di Maurizio Mosca o di Vittorio Sgarbi. (ci capiamo) Non riuscivo a comprendere. Ma col tempo , analizzando e comprendendo la natura umana il mio stupore passò e potei capire il per me inconcepibile. A volte pensavo di essere nato nel periodo e nel luogo sbagliato . Ma anzi , un motto mussoliniano non era “tanti nemici tanto onore”? come Hitler scrive orgoglioso nel suo “mein kampf “ dell’ attacco subito alla birreria di Monaco , dovremmo essere orgogliosi di essere perseguitati , così come i cristiani dai romani direbbe il nostro rauti. Oppure sento dire da alcuni “simpatizzanti” : “sono un nostalgico”. Ribadendo così che si auspica il regresso a tempi andati non più ritornabili. Quante volte si sente parlare di anni bui , a riguardo di periodi passati considerati negativamente? Ma il pensiero è : quelli che c’erano , sapevano di essere in anni bui? Cioè , li consideravano tali? O è un giudizio postumo emesso da chi non c’era , forse anche per autoconvincersi della sua fortuna di vivere in anni non bui? O anche per convincere gli altri di questo ? perché? e quelli del “si stava meglio quando si stava peggio”?
    letta su un giornale : “in fondo i fascisti anziani li capisco , perché rimpiangono la loro giovinezza. Ma i giovani? Come può esistere un giovane oggi che si dica fascista? Con tutte le cose che si sanno , i fatti , la storia ?” eppure i giovani che si dicono fascisti sono in continuo aumento , nonostante le “quotidiane affermazioni dell’ ideale antifascista” , le analisi sociologiche accreditano tesi di emulazione e traviamento derivato anche da una certa visione qualunquistica , come quando al cinema le scolaresche si animano plaudendo a Schindler con la svastica appuntata al petto , o l’ ammirazione per le canzoni del ventennio. Ma sempre esistono caratteri indagatori , non conformisti , o perlopiù curiosi. O forse un adolescenziale “fase del no” (i bambini piccoli quando capiscono che le loro scelte possono influenzare quelle dei genitori , ne approfittano al massimo , soprattutto con “no” , fino a quando non si stufano. “fase del no”) , che vede nella società i propri genitori. Forse questo è successo a me? Non saprei dire. So solo che già a 10 anni (elezioni dell’87) vedendo i cartelloni elettorali decisi che avrei votato MSI-DN. Non sapevo perché ma sapevo che era giusto così. Forse per un senso di giustizia : “destra nazionale significa soli contro tutti gli altri”. Si, forse questo. Ma la società non so come mi instillò poi l’idea che l’MSI fosse il partito degli anziani. E qui nacque una diatriba tra me e me. Io , che ero sempre stato l’esaltatore della giovinezza , che avrei voluto uccidere all’istante ogni vecchio, che avevo intenzione di non arrivare al decadimento fisico (io narcisista come mai nessuno – iniziai a 12 anni sull’ onda della potenza delle mie gambe, ad allenare anche le braccia, con i pesi, usando come primo peso una mega enciclopedia!), cioè di non sopravvivere oltre i 30-35 anni! Così la mia vita politica si spense fino agli avvenimenti dell’ 89. ricordo con piacere il processo a Ceausescu in televisione con fucilazione finale. Ricordo le espressioni di mio papà. Ricordo le discussioni tra lui e i parenti. Ricordo la mia sottile soddisfazione nel constatare la loro delusione. Riprendendo, quando capii l’ MSI essere anzi il solo partito esaltatore della giovinezza anche nella vecchiaia, allora capii molte cose. Capii che mi era stato mentito dalla società. E se mi avevano mentito su questo , su quant’altro avrebbero potuto farlo? La mia natura critica mi spinse a cercare la verità celata chissà dove. Ma la società è cattiva , cerca di sopprimere chi ne esce.
    Il tenermi chiuso in casa la notte non servì a farmi tornare sulla retta via. Non confondetevi : mio papà se ne è sempre fregato di me. Gli interessava solo che in giro ci fosse un fascista in meno.

  4. #4
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    Quello che viene confuso con odio razziale , per me è ne più ne meno che consapevolezza scientifica e conseguente accettazione del gioco con le sue regole. quindi impegno per essere migliori , migliori di tutti , e non sembra ci sia persona che voglia essere peggiore.
    Cosi’ mentre chi riconosce ed accetta le teorie viene tacciato di razzismo , chi le ignora o vuole ignorarle le persegue essendo competitivo . ma dopotutto l’ alternativa qual’ è ? se si fosse alle strette di fronte all’ alternativa di scegliere chi buttare giù dalla torre , fra mamma e zia chi si preferirebbe? Domanda fatta a un comunista. Risposta : “sceglierei colui il quale è rispetto a me più diverso , chi non conosco , non certo mio fratello o mia mamma , o io volontariamente”. Questo non vuol dire avere il proposito di buttare altri giù dalla torre , ma che se la torre diventasse troppo stretta , non lasciarsi buttare giù senza opporre resistenza. Il paragone con la torre che diventa stretta (anzi , è più giusto “che i presenti nella torre aumentano” ) è più che azzeccato. Lo dimostra l’ esistenza della fame nel mondo , non solo oggi. il vivere quotidiano conferma sempre più le teorie evoluzioniste , il più adatto sopravvive e non si può sopravvivere senza impedire la vita a un altro essere , il quale avrebbe da mangiare ciò che attualmente consumi tu , che sia carne o verdura (ciao vegetariani !). Se non uccidi tu il tumore , sarà lui a ucciderti. Le cellule tumorali hanno un DNA diverso dal tuo , ma non per questo hanno meno diritto di te di moltiplicarsi . ma tra diritto e forza vince il più forte. Questa è biologia , non politica. credo che tutti prima o poi abbiano visto documentari sulle abitudini degli animali. Potrei citare decine di esempi , ma uno che credo possa essere per alcuni traumatizzante: i cani della prateria , soprattutto le femmine , entrano nelle tane dei loro simili quando i genitori sono assenti e ne uccidono i cuccioli. Cosi’ , non per mangiare o difendersi ma per istinto . avrà una motivazione biologica questo comportamento , no? Anche i leoni uccidono i cuccioli di rivali

    Il caso Palestinese è emblematico : Se domani venissero degli stranieri nella tua città , ti mandassero via da casa con la tua famiglia e come te tutti i tuoi concittadini , ti dicessero che la tua città non è più tua ma loro perché gli è stata promessa da Dio , se tutte le tue proprietà ti fossero confiscate e tu fossi allontanato fuori dei confini , in un deserto , senza mangiare , e la tua amata america “avvallasse” il tutto…?
    a chi come noi si schiera con loro può non interessare dei palestinesi in sé , ma lottano per loro per loro stessi , perché quello che oggi succede ai palestinesi , domani potrebbe succedere all’ Europa , al loro popolo , e ciò è alquanto verosimile, ogni giorno di più.
    secondo il significato convenzionale come razzista si intende uno che si ritiene superiore , che odia, e se vogliamo accettarlo per buono come semantica , allora semplicemente perlomeno io non posso definirmi “razzista”. io non mi ritengo superiore a priori , anche perché ritenersi senza magari esserlo è alquanto risibile . io accetto il fatto che ognuno è diverso , nessuno è uguale a un altro , neanche i gemelli . e questo ovviamente presuppone che ci sia chi è più adatto alla sopravvivenza rispetto ad un altro , ma questo è la natura che lo decide, e lo conferma continuamente , sotto i nostri occhi , non noi semplici forme della natura. ”. anche all’ interno di una stessa razza e famiglia ogni persone è diversa da qualunque altra. E questo presuppone superiore/inferiore: sia fisicamente che caratterialmente. Ma più quest’ ultimo. Ricordiamoci che il fisico è determinato dal carattere molto più di quel che si pensi.
    Io non mi sono mai sentito superiore a nessuno nonostante tutto. da sempre il mio “io” si è identificato non in me stesso ma nel gruppo. Da bambino ero io quello che organizzava , quello che era orgoglioso del proprio gruppo e nel gruppo mi sono sempre identificato. Il mio gruppo si lo ritenevo superiore a tutti quanti. Per il mio gruppo si avrei dato la vita. E mi aspettavo altrettanto dagli altri. Speranza spesso delusa. Il mio gruppo.Qualunque esso fosse. Per fortuna non ho mai avuto difficoltà a suo tempo a farmi accettare in gruppi nuovi come quelli formati in colonia, ed a divenirne il trascinatore. Vi assicuro che per sopravvivere in colonia a 7-8-9 anni ci vogliono davvero le palle. Altro che il militare!!!! È robetta . Ma le crescenti delusioni derivanti dal gruppo un po’ alla volta mi hanno affievolito questo residuo di vitalità cameratesca , che poi per fortuna ho ritrovato in parte nell’ ideale fascista. Ero arrivato al punto di pensare di me stesso : “non sono più capace di stare da solo , ma neanche di stare con gli altri”. Ora faccio parte di un gruppo , la Gioventù Nazionale , ma non sono più quello che ero da bambino. La demoralizzazione è una strada senza ritorno…………………

  5. #5
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    gli zingari , i barboni servono al conformista. Hanno lo scopo sociale di elevarlo di grado , gli permettono di autogratificarsi . “io sono più santo di te”. La massima produzione di androgeni invece nei caratteri di tipo anticonformista si ha nel sentirsi vivi , nelle sensazioni che questo provoca e nella gratitudine verso a chi lo si deve , nella consapevolezza di “far parte”. Nel carattere conformista permane la spasmodica ricerca del sesso che ne è la molla senza la quale si abbandonerebbe allo scorrere degli eventi da emarginato . la tipologia del conformista impedito riguardo il sesso si esplica nella figura del barbone. Per porre rimedio ad un tipo di impedimento sessuale , ha creato il moderno “senso del pudore”, l’occultamento della parte vergognosa, con il comandamento di poterla vedere solo dopo il matrimonio , quando è ormai troppo tardi.
    la lotta conformista per il sesso si stanzia su un campo ugualmente egocentrico , che trova alter ego nell’ altra meta’ della sua mela , attratta dal possesso visto come fonte di potere e quindi possibilità di sopravvivenza maggiore per la propria prole. Ma questo sistema funziona solo se è avvallato dalla società. Da qui l’impegno contro chi è “fuori” da detta logica . il matrimonio “acquistato “ ha avuto sempre però un punto debole : lo stesso istinto di conservazione della donna la porta comunque a ricercare di restare incinta del “DNA” migliore che non è detto appartenga a chi è “possidente” . la tendenza al tradimento è la logica conseguenza , seguita a ruota dalla gelosia maschile per difendere il possesso sulla femmina con mezzi quali l’ elevazione a valore positivo della verginità e la sua estremizzazione nell’ infibulazione , la cucitura dell’ accesso alla vagina ancora in uso in alcune culture , o nella cintura di castità dopo la perdita della verginità . A questo dobbiamo la “gelosia” implementata come chador , infibulazione , cintura di castità. Questo fa si che non vi sia un confine netto tra i due tipi , ma una più o meno marcata tendenza verso l’ uno o l’ altro . La differenza sta nel saper tirare fuori l’ anticonformista. Questo il nostro scopo . l’imbastardimento tipologico dovuto al tradimento di donne conformiste con maschi non conformisti , cioè DNA non conformista ma educazione conformista . Il progresso sociobiologico avanzato del tipo anticonformista ha differenziato la ricerca del sesso rispetto al “conformista”.
    Ma perché continuare a lottare nonostante il tipo non conformista è in estinzione ? È un caparbio canto del cigno o qualcos’altro? Ricordate la canzone il domani appartiene a noi? È la lotta per la sopravvivenza , per liberare l’ anticonformista nascosto dall’ educazione borghese per portare avanti la lotta di chi ci ha preceduto , contrastare il nichilismo usato come arma dai nemici sociali . ma in che modo contrastare? “ci avete oppressi, ci avete imprigionati, ci avete uccisi ; stavate rafforzando la nostra rivoluzione e non lo sapevate!” più ci saranno bugie e più grandi saranno e più grande sarà il botto che faranno quando la botte esploderà.

 

 

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