1. GOVERNABILITÀ E RAPPRESENTANZA.
Se i vincitori delle elezioni non hanno la governabilità, allora le elezioni sono inutili, perché l'assemblea non riesce a realizzare le promesse fatte agli elettori.
Se l'assemblea eletta non ha la rappresentatività, allora non esprime la volontà popolare.
Pertanto, una buona legge elettorale deve cercare di ottenere entrambe le cose, governabilità e rappresentanza, anche se le due cose spesso possono essere in conflitto.
2. UNA BUONA LEGGE ELETTORALE.
2.1. Una buona legge elettorale.
- Suddividiamo il territorio elettorale in collegi elettorali plurinominali, quindi in ogni collegio gli elettori troveranno i simboli dei vari partiti e i loro candidati.
I collegi devono essere costituiti in modo che raccolgano un numero uguale o quasi uguale di abitanti. Questo è importante per una migliore comparazione dei risultati elettorali dei vari collegi. Questa comparazione è importante per le valutazioni politiche.
I partiti collocheranno nei seggi conquistati i propri candidati che hanno preso più voti in ogni collegio. Pertanto, se vogliamo che ogni piccolo territorio possa essere rappresentato nell'assemblea, allora dobbiamo stabilire un numero basso di abitanti per ogni collegio. Se invece non riteniamo questo principio molto importante, allora possiamo stabilire un numero di abitanti più alto per ogni collegio.
Possono partecipare alle elezioni singoli partiti oppure coalizioni di partiti.
I partiti possono usare liste bloccate oppure aperte. Nelle liste bloccate il numero di candidati corrisponde al numero di candidati da eleggere; nelle liste aperte il numero di candidati è superiore al numero di candidati da eleggere: questo è un modo per consentire agli elettori di operare una scelta sui candidati da eleggere.- In tutti i collegi si procede con le votazioni e il conteggio dei voti.
- Assegnazione dei seggi ai partiti.
I partiti (o coalizioni) che hanno una percentuale di voti inferiore al 7% prendono zero seggi. Lo sbarramento ostacola i partiti (o le coalizioni) molto piccoli.
Se il partito (o la coalizione) vincente ha una percentuale di voti compresa tra il 30% e il 55%, allora applicheremo un premio di maggioranza: il partito (o la coalizione) vincente prende il 55% dei seggi dell'assemblea. I seggi restanti, il 45% dei seggi dell'assemblea, sono attribuiti con il metodo Hare ai partiti (o coalizioni) che hanno preso almeno il 7% dei voti.
In questa situazione è indispensabile il premio di maggioranza, che consente di avere una buona governabilità per il partito (o coalizione) vincente.
Se il partito (o la coalizione) vincente ha una percentuale di voti inferiore al 30% oppure superiore al 55%, allora tutti i seggi dell'assemblea sono attribuiti con il metodo Hare ai partiti (o coalizioni) che hanno preso almeno il 7% dei voti.
Se nessun partito (o coalizione) raggiunge il 30% dei voti, allora non possiamo assegnare il premio di maggioranza, in quanto l'effetto distorsivo sulla rappresentanza sarebbe troppo alto e provocherebbe un'alta instabilità politica.
Se un partito (o coalizione) supera il 55% dei voti, allora non assegnamo il premio di maggioranza, perché non è necessario, i vincitori già hanno la governabilità.
I calcoli, per definire lo sbarramento e l'assegnazione dell'eventuale premio di maggioranza, sono fatti considerando il numero totale di voti ottenuti nell'intero territorio elettorale.
Dato che calcoliamo lo sbarramento e l'eventuale premio di maggioranza sul numero totale dei voti, terminate le elezioni, gli elettori già sanno quale partito o coalizione otterrà il premio di maggioranza e quali partiti rimarranno esclusi dall'assemblea a causa dello sbarramento.
Questo metodo appare migliore rispetto al metodo di stabilire sbarramento e premio di maggioranza per ogni singolo collegio.
Se stabiliamo sbarramento e premio di maggioranza per ogni singolo collegio, allora possiamo ottenere, in alcuni casi, una piccola moderazione sul premio di maggioranza considerato a livello complessivo, in quanto può accadere che il partito (o coalizione) vincente non vince in tutti i collegi ottenendo tutti i premi di maggioranza. Queste situazioni possono accadere quando c'è una forte differenziazione politica nel territorio, ad esempio una situazione nella quale c'è un partito molto forte nella parte settentrionale del territorio e un altro partito molto forte nella parte meridionale del territorio.- Assegnazione dei candidati dei partiti ai seggi dell'assemblea.
I partiti collocano nei seggi i propri candidati che hanno preso più voti in ogni collegio.
Nel caso di coalizione, la percentuale di seggi conquistata dalla coalizione è distribuita tra i partiti della coalizione in modo da considerare le percentuali di voti ottenuti da ogni partito.- I candidati eletti rimangono in carica per l'intera durata del mandato elettorale, salvo eventi straordinari i quali anticipano il ritorno alle votazioni.
Il mandato elettorale può scadere dopo 4 o 5 anni: questo è un ragionevole periodo di tempo per realizzare gli obiettivi promessi e affinché gli elettori possano valutare il governo.
2.2. Un diagramma di flusso che riassume i passaggi logici.
2.3. Alcuni esempi.







Rispondi Citando


