Rispondendo a Martello:
Non è proprio così, la cosidetta cultura di Golasecca può essere considerata come celtica autoctona, ma vorrei farti notare che l'area golasecchiana occupava grosso modo le odierne province di Como e Varese, un'area insomma piuttosto ristretta rispetto all'intero nord Italia quindi, che era occupato all'epoca da veneti, etruschi, reti e liguri; tutti popoli la cui importanza non fu certo minore rispetto a quella celtica.Originariamente Scritto da carlomartello
E ricordiamo viceversa la profonda etruschizzazione dei Celti in Italia, a partire dall'adozione della scrittura, di modelli decorativi artistici, oltre all'osmosi di tecnologia e cultura militare dovuto all'intenso traffico con gli etruschi, tra i più raffinati e qualitativamente migliori fabbri dell'antichità.
La versione di Tito Livio è stata messa in discussione da molti, tra cui lo stesso De Marinis da te citato, il quale distingue la presenza celtica golasecchiana dalle invasioni celtiche del IV secolo.Tito Livio distingue cinque successive ondate di gruppi celtici secondo lo schema fisso dello scavalcamento delle prime aree insediate. Così i primi a scendere in Italia furono i Biturigi di Belloveso; nella seconda ondata i Cenòmani si stanziarono nell'area bresciano-veronese al di là degli Insubri (considerati indigeni dai romani); terzi furono Libui e Salluvi (che poi si fusero con gli Insubri); i Boi, arrivati più tardi, passarono il Po con i loro alleati Lingoni; infine i Sénoni, nell'ultima ondata, oltrepassarono i Boi e i Lingoni per occupare l'estremo lembo della pianura padana e parte del Piceno.
Detto questo dovresti ancora spiegarmi in cosa consiste l'eredità celtica della Padania: religione?No, anzi, anche particolarità come il calendario Ambrosiano sono di chiara origine romana. Diritto?Nemmeno. Lingua?Qualche influenza ci può essere stata,qualche termine nei dialetto ma rispetto all'influenza romana è comunque nulla. Arte?Non mi sembra, a qualche spada e coccio di ceramica. Letteratura?No. Anzi se Plinio (nè altri autori dell'epoca, in Italia) rivendicano un'ascendenza culturale Celta, viceversa Virgilio o Mecenate rivendicano la loro Etrusca. E stiamo parlando di padani DOC.
Questo per far capire quali erano come percepiti i modelli culturali di riferimento.
Se poi vuoi la chicca, gli Etruschi erano anche un'insieme di città federate, magari puoi rivendicare il federalismo passando da loro.
La stessa civiltà comunale padana tra origine dall'importanza della città romana, il che porta nel medioevo ad un sistema socioeconomico basato sulle città, che come sosteneva lo stesso Cattaneo, sono uno dei fondamenti dell'Italia (ti sei mai chiesto perchè in Italia le identità locali sono in gran parte legate alle città?); Irlanda e Italia da questo punto di vista nel medioevo furono agli antipodi. . A questo punto cosa rimane di celtico?
La Francia in teoria sarebbe molto più celtica della Padania, tuttavia sappiamo bene di che considerazione godono i celtici, quellì sì per davvero, bretoni.




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