Ma va? Perché invece se chiedo ad un qualcuno di pregare per me (questa è l'intercessione dei Santi) che differenza c'è?
Inanzitutto negli esempi fatti sono tutti in vita quelli che spacciati per intercessori, ma cosi ad esempio...
Primo punto: i morti non restano incoscienti dopo la morte.
Le testimonianze sono innumerevoli: dalla parabola del ricco epulone vediamo che ci sono sorti differenti e vediamo anche che sarebbe (uso il condizionale) possibile andare ad avvisare i vivi. Quindi non c'è nessun impedimento alla comunicazione.
Nella prima lettera di Pietro leggiamo di Gesù che dopo la morte andò ad annunciare agli spiriti che attendevano la resurrezione (la prigione, l'attesa dell'apertura del paradiso).
Nell'Apocalisse leggiamo di "santi" che non sono incoscienti ma partecipano attivamente alla gloria di Dio. E questo Dio come ricordò Cristo non è il Dio dei morti, ma dei VIVI.
Assodato che dopo la morte NON SI E' incoscienti vediamo che noi possiamo pregare per i defunti: è quello che fa Paolo nella lettera a Timoteo, invitando a pregare per la famiglia di un certo Onesiforo. Il quale Onesiforo è nominato nella frase dopo! Ora, se Onesiforo fosse vivo avrebbe detto di pregare per Onesiforo e la sua famiglia, non solo per la famiglia. Nonostante sia morto vediamo che Paolo spera (prega) che il Signore gli conceda misericordia nel giorno del Giudizio. Non è una preghiera per la salvezza questa?
E ora vediamo il caso inverso: i defunti, i "santi" possono pregare per noi? Possono fare qualcosa per noi? Lc 16,9: "Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne". Procuratevi amici perché vi accolgano nelle dimore eterne? Non sono gli stessi posti che Cristo stava andando a preparare per tutti noi? E come possono questi amici ACCOGLIERCI in queste dimore? Se accolgono sono già presenti. L'intercessione delle persone che pregano per noi (gli amici) ci aiuta.
E l'intercessione dei santi non è antiscritturale o antibiblica perché è Cristo stesso che ci ha detto che tutti noi siamo un corpo solo in lui. Se lui è la vite noi siamo i tralci. Come può un tralcio, una volta terminata questa esistenza, essere tagliato e gettato via? "Rimanete in me e io in voi", ci dice. Se uno rimane in Cristo e Cristo rimane in lui come fa a distaccarsi da questo mondo? Già S. Paolo diceva che anche se le membra sono molte il corpo è uno, e un membro non può dire di non farne parte o smettere di svolgere la sua funzione. E anche quando parla del pane spezzato dice che come c'è un solo pane c'è un solo corpo, benché noi siamo molti.
Quindi quando il Signore indica di chiedere a Giobbe di pregare per noi, diceva una bufala?Non vedo gente pregare improbabili santi per ottenere qualcosa





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1; Deut. 18:9-12) e che Saul, per averla praticata, fu fatto morire da Dio (cfr. 1 Cron. 10:13).