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  1. #1
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    Predefinito Nasce la lista per Tsipras

    da repubblica.it
    Nasce la lista per Tsipras: "Contro una grossa coalizione in Europa"

    e la B.Spinelli scrive : ''M5s è più Syriza che Alba Dorata''

    "Una lista che sostiene Tsipras ma non fa parte del Partito della Sinistra Europea che lo ha espresso come candidato. I nostri eletti siederanno nell’europarlamento nel gruppo con Tsipras (GUE-Sinistra Unitaria europea). Una lista che potrà essere sostenuta, come nel referendum acqua, dal più grande insieme di realtà organizzate e che non si manterrà con i rimborsi elettorali.
    Una lista che con Tsipras candidato mobiliti cittadine e cittadini verso un’Altra Europa."

    Certo a leggere Guido Viale ci si apre ad una speranza di un mondo migliore e credo che alla maggior parte dei cittadini serva qualcosa in cui credere , avere fiducia è fondamentale per combattere contro le avversità e ottenere poi i risultati. Quello che sta offrendo il PD , la socialdemocrazia tedesca e il PPE non ci entusiasma per niente, non ci fa intravvedere una speranza di soluzioni possibili.

  2. #2
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    Predefinito Re: Nasce la lista per Tsipras

    C'è una maggioranza di cittadini italiani che concordano nel
    cambiare gli equilibri in Europa a favore delle forze del lavoro contro le forze del capitale e dei mercati, di difendere l’Europa dei popoli, di mettere freno all’austerità che distrugge la coesione sociale. Di rivendicare di nuovo la democrazia.

  3. #3
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    Predefinito Re: Nasce la lista per Tsipras

    Poco interesse per questa lista in cui si intrupperà anche SEL e davvero poco convincente il programma di riformare l'euro e la UE. Anzi per niente convincente. L'euro e la UE sono stati e sono due fallimenti non tanto perchè cattivi ma perchè inadatti ad affrontare la crisi geopolitica che sta alla base del declino dell'Europa. certo si può cercare di riformare l'euro, partendo da un cambio drastico della UE e della sua politica, ma il cambio vero ed assoluto è la rivoluzione nei rapporti geopolitici dell'Europa. Continuare, come fa la UE, a guardare ad Occidente (USA) è una cotinuazione del suicidio e non mi pare che la lista Tsipras dica niente al riguardo. Si continua a parlare, anzi straparlare secondo me, di democratizzazione della UE e dell'euro, si continua, cioè, a parlare del nulla.
    Molto più interessante questo:ERA ORA! La sinistra contro l'euro si unisce

    Vedremo cosa decideranno, non è detto che non si associno anche loro alla lista Tsipras e nel caso decideremo (plurale maiestatis) cosa fare. Ma stante così le cose l'orientamento a votare M5S, al momento, non viene meno.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  4. #4
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    Predefinito Re: Nasce la lista per Tsipras

    Ciao Gianki,
    La forza della lista per Tsipras sta nell'essere una lista della società civile, che vuole cambiare questa europa delle banche e dei non eletti in una federazione degli stati guidata da un parlamento eletto dai popoli che a sua volta elegge un governo.
    Che guardi a occidente o a oriente lo stabilirà la maggioranza . e spero che sia veramente un parlamento di eletti in cui sia riconosciuto che in democrazia la sovranità va dal basso verso l'alto e non il contrario.
    Attualmente non si capisce come funziona la democrazia nel M5S, perchè è vero che fa i referendum per gli iscritti, ma non ho capito chi sceglie i quesiti da mettere a referendum e chi controlla l'esito degli stessi.

  5. #5
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Nasce la lista per Tsipras

    LISTA TSIPRAS? NO GRAZIE! di Leonardo Mazzei

    6 febbraio.
    Almeno sulla stampa, Alexis Tsipras appare come il personaggio del momento. Il tempo ci dirà per quanto, ma vediamo subito di capire il perché. Il leader di Syriza, nonché candidato alla presidenza della Commissione europea, sembra dire cose ragionevoli. Molto ragionevoli, forse un po' troppo ragionevoli... E' molto aperto, e di tutto dice di voler discutere, tranne che di una cosa. Eh sì, perché il giovane Alexis un tabù ce l'ha, ed è proprio quello a renderlo simpatico a certi nostrani tromboni.

    Andiamo subito al sodo. Parlando ieri l'altro a Parigi (vediil manifestodel 5 febbraio) Tsipras ha messo le cose in chiaro: l'euro non si discute. Secondo la corrispondente parigina del giornale, Anna Maria Merlo, questa è stata la premessa, il punto fermo, il cardine attorno al quale tutto il resto del ragionamento si svolge. Dunque: le politiche austeritarie vanno abbandonate (in qualche modo lo ha detto perfino Napolitano al parlamento di Strasburgo), ma l'uscita dalla moneta unica non può neppure essere oggetto di discussione.


    Questa posizione non è certo nuova. Tsipras l'ha ripetuta in tutte le sedi. Ad esempio in questa recente intervista a la Stampa, dove insieme agli attacchi a Grillo e ad ogni movimento anti-euro, si legge questa affermazione:
    «Siamo pro europei, non antieuropei; vogliamo cambiare l’Europa, non distruggerla».
    Colpisce questa professione di fede europeista, perché essa non è stata pronunciata in un momento qualsiasi da un personaggio qualsiasi. Qui l'Europa non è un continente, od un'area geografica, o l'insieme dei popoli che la abitano. In termini politici, Europa oggi si leggeUnione Europea. E sono i vincoli europei, i trattati europei, la logica stringente su cui è stata edificata l'Unione e la sua moneta unica ad aver ridotto la Grecia alla fame. O no?


    Ma quel che è ancora più importante è che questa è l'unica Europa realmente esistente. Non c'è alle porte una sua riforma, altro non fosse perché così hanno deciso i maggiori partiti (e con essi, va detto, la maggioranza assoluta degli elettori) tedeschi. Che, detto per inciso, in quel paese qualcosa ancora contano...


    In questo quadro, reso ancor più chiaro dalle concrete decisioni europee, nonché dal reiterato rigorismo della Bce e delle oligarchie euriste, continuare a parlare di un'«altra-Europa», come se fosse un orizzonte possibile, senza prima passare dalla distruzione dell'Unione e della sua moneta unica è non solo sbagliato, è del tutto fuorviante.


    Rispetto all'uscita dall'euro potremmo capire i dubbi, la riflessione sulle difficoltà, il computo di costi e benefici. Quel che proprio non si può capire, da chi pure dice di voler cambiare radicalmente le scelte economiche, è invece il tabù, il rifiuto della semplice messa in discussione di un tema che tutti sanno essere all'ordine del giorno.


    Perché allora questo continuo mettere la testa sotto la sabbia? Probabilmente ci sono diversi motivi, tra i quali l'incapacità di una vera rottura culturale con un malinteso internazionalismo che, negando le nazioni, finisce tanto per somigliare alla cultura ed agli interessi delle oligarchie finanziarie dominanti.


    Ma di motivi ce n'è, in tutta evidenza, anche un altro. Ed è che le forze della "Sinistra europea" non hanno certo smesso di guardare all'alleanza con quelle del Partito Socialista Europeo. Ad esempio, in Francia Tsipras ha dovuto incontrare separatamente i due suoi esponenti principali, Jean-Luc Mélenchon del Parti de Gauche e Pierre Laurent del Pcf. Motivo della discordia? L'alleanza del Partito Comunista Francese (Pcf) con il Partito Socialista di Hollande alle prossime amministrative, proprio mentre l'inquilino dell'Eliseo è sempre più protagonista di una politica liberista ed austeritaria.


    E così, parlando della Francia, si arriva assai velocemente in Italia, dove Tsipras giungerà venerdì. E dove incontrerà sì il povero Ferrero - che perlomeno della "Sinistra Europea" da sempre fa parte. Ma incontrerà pure Nichi Vendola, il cui partito è il più fiero sostenitore dell'alleanza con il Pd, e - per non farsi mancare niente - Lady ghigliottina Boldrini, una delle principali protagoniste della svolta autoritaria in atto.


    Del resto, se fosse solo per le amministrative, in Italia non dovrebbe neppure esserci il problema degli incontri separati. Il 16 febbraio si vota per le regionali sarde e Prc, Pdci e Sel sono tutti insieme nella coalizione che sostiene il candidato del Pd. Così, tanto per non perdere l'abitudine.


    E' in questo quadro che nel nostro Paese ha preso il via ufficialmente il cantiere della Lista Tsipras, nome provvisorio in attesa di quello che verrà deciso tramite consultazione on-line. Alla testa di questa ennesima armata Brancaleone i cosiddetti "garanti": Spinelli, Camilleri, Revelli, Viale, Flores D'Arcais, Gallino. A questi generali senza truppa dovrebbero obbedire i militanti di Rifondazione, utili a quanto pare solo per raccogliere le firme.


    L'obiettivo è chiaro: depotenziare l'opposizione di sinistra all'Unione e all'euro, incanalare la protesta contro la politica dei sacrifici nell'alveo di quel più Europa, di cui Barbara Spinelli è ferma sostenitrice. Non è dunque un caso se anche Sel si dice piuttosto interessata al listone che si va preparando.


    Certo, per il partito di Vendola ci sono anche esigenze tattiche - evitare la sicura disfatta di una lista di partito, inviare un piccolo segnale al Pd in una fase in cui si decide la legge elettorale e la relativa (e vergognosa) clausola salva-Sel - ma c'è pure una consonanza strategica, dato che l'impostazione dei garanti è assai più vicina all'idea degli "Stati Uniti d'Europa" del documento congressuale di Sel, piuttosto che al concetto di irriformabilità dell'Unione assai presente in quello del Prc.


    Il professor Revelli, uno dei generali autonominatisi sul campo, ha detto alla conferenza stampa di presentazione della lista, tenutasi ieri l'altro, che bisogna aprirsi uno spazio tra «i violenti antieuropeisti e gli europeisti contenti e concilianti». Descrizione davvero illuminante, dato che descrive gli antieuropeisti come dei violenti in quanto tali, mentre gli europeisti ci fanno la figura dei sinceri bonaccioni, colpevoli solo di qualche ingenuità.


    A noi sembra che la realtà sia assai diversa, dato che degli oligarchi di Bruxelles, e dei loro compari nostrani - gli autori cioè della mostruosa violenza sociale esercitata in questi anni sui popoli del sud Europa -, tutto si può dire, ma non che siano degli sprovveduti. Ma la definizione del generale Revelli ha ovviamente un suo perché, ed esso sta nel fatto che mentre con gli antieuropeisti ogni futura alleanza è di certo respinta (populismo! populismo! populismo!), la stessa cosa non si può dire per quella con la sinistra oggi «troppo conciliante» (unità! unità! unità).


    Comunque, la vera cartina di tornasole sarà l'atteggiamento di Sel, un partito ridotto ai minimi termini, il cui fondatore è ormai noto più che altro per la sua intimità con i vertici dell'Ilva. Così va il mondo: un tempo la Puglia dette al paese la ben nota sinistra ferroviaria di Claudio Signorile, oggi è invece la volta della sinistra siderurgica di Nichi Vendola.


    Bene, questa corrente esterna del Pd sembra apprestarsi al bacio della morte alla Lista Tsipras. Di certo non gli verrà impedito né dai garanti né da Ferrero. Un bel successo, per chi ha festeggiato il bottino concesso alle banche con il voto sul decreto Bankitalia, cantando ignominiosamente Bella ciao insieme ai parlamentari del Pd.


    Eh già, cari compagni di Rifondazione, vi piaccia o no qui si tratta di scegliere se stare con l'opposizione al governo Letta o con il partitino di Lady ghigliottina Boldrini. Un partito che non ha rivali in quanto ad arroganza, neppure quando quest'ultima porta a superare abbondantemente il muro del suono del più fragoroso ridicolo.


    E qui veniamo ad un fatterello che apparentemente c'entra poco con il tema di questo articolo, ma ne voglio parlare lo stesso. Un po' perché comunque c'entra, un po' perché è davvero troppo illuminante sulla miseria di questa sinistra, un po' perché è perfino divertente (oltre che istruttivo) vedere fin dove certi personaggi possono arrivare. La cosa è così goffa, da appartenere al genere «incredibile ma vero». L'autore è un giovincello, eletto deputato nelle file di Sel di cui ora è anche tesoriere.


    Guardate cosa si inventa costui (dal sito di Sel):
    «Sel: Grillo fa propaganda a pagamento, ma il conflitto di interessi?
    "Su internet sono facilmente reperibili le date e i prezzi di un tour a pagamento di Beppe Grillo in primavera che toccherà diverse città italiane proprio a ridosso delle elezioni europee, dal titolo non casuale, Te la do io l’Europa". Lo afferma Sergio Boccadutri, tesoriere e deputato di Sel, che prosegue: "Si tratta di veri e propri comizi a pagamento, il che rende evidenti due questioni: il signor Beppe Grillo utilizza la politica, e la sua notorietà come leader politico, per fare soldi. La seconda, che in Italia il conflitto di interessi non riguarda solo Berlusconi. Insomma, altro che politica ‘gratis’. Grillo utilizza il consenso per incassare soldi personalmente. Del resto con Berlusconi condivide la stessa idea proprietaria della politica. Insomma Beppe Grillo, conclude Boccadutri, è come Berlusconi e in più ci guadagna"».


    E qui qualcuno potrebbe concludere con una domanda politicamente scorretta: cosa gli direste ad uno così, non solo in macchina, ma al bar, allo stadio, alla bouvette, ovunque?


    Ma questo non si può dire, pensate un po', neppure ad uno che si chiama Boccadutri. Chiediamoci allora il perché lo fa. Forse per invidia, visto che ai comizi di Grillo c'è pure chi paga mentre ai suoi non c'è nessuno, neppure se pagato. Forse perché sparare su Grillo è una specie di sport nazionale che non abbisogna di particolari competenze. Forse, più semplicemente, perché costoro non hanno più niente da dire. Certo, per tutto questo, ma magari anche per la presentazione dello spettacolo in oggetto. Che in effetti non è niente male:
    «Un mostro si aggira per l'Europa. Si chiama euro. Chi lo ha frequentato è finito spesso in miseria. Interi Stati sono diventati debitori di una banca, la BCE. Se non paghi, al posto del mafioso, arriva la Troika, che è molto peggio. L'Europa politica si è trasformata in un incubo finanziario. Le nostre vite, dal mutuo della casa, alla caccia al cormorano, sono decise altrove da funzionari sconosciuti. Un'Europa surreale, comica, insostenibile che nessuno ha mai raccontato».
    Certo, è solo un comico con tanti difetti, e questa è solo la presentazione di uno spettacolo. Ma che forse non è mille volte più realistica dei discorsi sull'altra-Europa della signora Spinelli e del prof. Revelli? Bene, è tra questa consapevolezza dell'Europa reale e le fumose frasi altreuriste, magari recitate anche dal mirabolante Boccadutri, che alla fine si dovrà scegliere.
    Auguri a tutti.
    sollevazione: LISTA TSIPRAS? NO GRAZIE! di Leonardo Mazzei
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  6. #6
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    Predefinito Re: Nasce la lista per Tsipras

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    LISTA TSIPRAS? NO GRAZIE! di Leonardo Mazzei

    6 febbraio.
    Almeno sulla stampa, Alexis Tsipras appare come il personaggio del momento. Il tempo ci dirà per quanto, ma vediamo subito di capire il perché. Il leader di Syriza, nonché candidato alla presidenza della Commissione europea, sembra dire cose ragionevoli. Molto ragionevoli, forse un po' troppo ragionevoli... E' molto aperto, e di tutto dice di voler discutere, tranne che di una cosa. Eh sì, perché il giovane Alexis un tabù ce l'ha, ed è proprio quello a renderlo simpatico a certi nostrani tromboni.

    Andiamo subito al sodo. Parlando ieri l'altro a Parigi (vediil manifestodel 5 febbraio) Tsipras ha messo le cose in chiaro: l'euro non si discute. Secondo la corrispondente parigina del giornale, Anna Maria Merlo, questa è stata la premessa, il punto fermo, il cardine attorno al quale tutto il resto del ragionamento si svolge. Dunque: le politiche austeritarie vanno abbandonate (in qualche modo lo ha detto perfino Napolitano al parlamento di Strasburgo), ma l'uscita dalla moneta unica non può neppure essere oggetto di discussione.


    Questa posizione non è certo nuova. Tsipras l'ha ripetuta in tutte le sedi. Ad esempio in questa recente intervista a la Stampa, dove insieme agli attacchi a Grillo e ad ogni movimento anti-euro, si legge questa affermazione:
    «Siamo pro europei, non antieuropei; vogliamo cambiare l’Europa, non distruggerla».
    Colpisce questa professione di fede europeista, perché essa non è stata pronunciata in un momento qualsiasi da un personaggio qualsiasi. Qui l'Europa non è un continente, od un'area geografica, o l'insieme dei popoli che la abitano. In termini politici, Europa oggi si leggeUnione Europea. E sono i vincoli europei, i trattati europei, la logica stringente su cui è stata edificata l'Unione e la sua moneta unica ad aver ridotto la Grecia alla fame. O no?


    Ma quel che è ancora più importante è che questa è l'unica Europa realmente esistente. Non c'è alle porte una sua riforma, altro non fosse perché così hanno deciso i maggiori partiti (e con essi, va detto, la maggioranza assoluta degli elettori) tedeschi. Che, detto per inciso, in quel paese qualcosa ancora contano...


    In questo quadro, reso ancor più chiaro dalle concrete decisioni europee, nonché dal reiterato rigorismo della Bce e delle oligarchie euriste, continuare a parlare di un'«altra-Europa», come se fosse un orizzonte possibile, senza prima passare dalla distruzione dell'Unione e della sua moneta unica è non solo sbagliato, è del tutto fuorviante.


    Rispetto all'uscita dall'euro potremmo capire i dubbi, la riflessione sulle difficoltà, il computo di costi e benefici. Quel che proprio non si può capire, da chi pure dice di voler cambiare radicalmente le scelte economiche, è invece il tabù, il rifiuto della semplice messa in discussione di un tema che tutti sanno essere all'ordine del giorno.


    Perché allora questo continuo mettere la testa sotto la sabbia? Probabilmente ci sono diversi motivi, tra i quali l'incapacità di una vera rottura culturale con un malinteso internazionalismo che, negando le nazioni, finisce tanto per somigliare alla cultura ed agli interessi delle oligarchie finanziarie dominanti.


    Ma di motivi ce n'è, in tutta evidenza, anche un altro. Ed è che le forze della "Sinistra europea" non hanno certo smesso di guardare all'alleanza con quelle del Partito Socialista Europeo. Ad esempio, in Francia Tsipras ha dovuto incontrare separatamente i due suoi esponenti principali, Jean-Luc Mélenchon del Parti de Gauche e Pierre Laurent del Pcf. Motivo della discordia? L'alleanza del Partito Comunista Francese (Pcf) con il Partito Socialista di Hollande alle prossime amministrative, proprio mentre l'inquilino dell'Eliseo è sempre più protagonista di una politica liberista ed austeritaria.


    E così, parlando della Francia, si arriva assai velocemente in Italia, dove Tsipras giungerà venerdì. E dove incontrerà sì il povero Ferrero - che perlomeno della "Sinistra Europea" da sempre fa parte. Ma incontrerà pure Nichi Vendola, il cui partito è il più fiero sostenitore dell'alleanza con il Pd, e - per non farsi mancare niente - Lady ghigliottina Boldrini, una delle principali protagoniste della svolta autoritaria in atto.


    Del resto, se fosse solo per le amministrative, in Italia non dovrebbe neppure esserci il problema degli incontri separati. Il 16 febbraio si vota per le regionali sarde e Prc, Pdci e Sel sono tutti insieme nella coalizione che sostiene il candidato del Pd. Così, tanto per non perdere l'abitudine.


    E' in questo quadro che nel nostro Paese ha preso il via ufficialmente il cantiere della Lista Tsipras, nome provvisorio in attesa di quello che verrà deciso tramite consultazione on-line. Alla testa di questa ennesima armata Brancaleone i cosiddetti "garanti": Spinelli, Camilleri, Revelli, Viale, Flores D'Arcais, Gallino. A questi generali senza truppa dovrebbero obbedire i militanti di Rifondazione, utili a quanto pare solo per raccogliere le firme.


    L'obiettivo è chiaro: depotenziare l'opposizione di sinistra all'Unione e all'euro, incanalare la protesta contro la politica dei sacrifici nell'alveo di quel più Europa, di cui Barbara Spinelli è ferma sostenitrice. Non è dunque un caso se anche Sel si dice piuttosto interessata al listone che si va preparando.


    Certo, per il partito di Vendola ci sono anche esigenze tattiche - evitare la sicura disfatta di una lista di partito, inviare un piccolo segnale al Pd in una fase in cui si decide la legge elettorale e la relativa (e vergognosa) clausola salva-Sel - ma c'è pure una consonanza strategica, dato che l'impostazione dei garanti è assai più vicina all'idea degli "Stati Uniti d'Europa" del documento congressuale di Sel, piuttosto che al concetto di irriformabilità dell'Unione assai presente in quello del Prc.


    Il professor Revelli, uno dei generali autonominatisi sul campo, ha detto alla conferenza stampa di presentazione della lista, tenutasi ieri l'altro, che bisogna aprirsi uno spazio tra «i violenti antieuropeisti e gli europeisti contenti e concilianti». Descrizione davvero illuminante, dato che descrive gli antieuropeisti come dei violenti in quanto tali, mentre gli europeisti ci fanno la figura dei sinceri bonaccioni, colpevoli solo di qualche ingenuità.


    A noi sembra che la realtà sia assai diversa, dato che degli oligarchi di Bruxelles, e dei loro compari nostrani - gli autori cioè della mostruosa violenza sociale esercitata in questi anni sui popoli del sud Europa -, tutto si può dire, ma non che siano degli sprovveduti. Ma la definizione del generale Revelli ha ovviamente un suo perché, ed esso sta nel fatto che mentre con gli antieuropeisti ogni futura alleanza è di certo respinta (populismo! populismo! populismo!), la stessa cosa non si può dire per quella con la sinistra oggi «troppo conciliante» (unità! unità! unità).


    Comunque, la vera cartina di tornasole sarà l'atteggiamento di Sel, un partito ridotto ai minimi termini, il cui fondatore è ormai noto più che altro per la sua intimità con i vertici dell'Ilva. Così va il mondo: un tempo la Puglia dette al paese la ben nota sinistra ferroviaria di Claudio Signorile, oggi è invece la volta della sinistra siderurgica di Nichi Vendola.


    Bene, questa corrente esterna del Pd sembra apprestarsi al bacio della morte alla Lista Tsipras. Di certo non gli verrà impedito né dai garanti né da Ferrero. Un bel successo, per chi ha festeggiato il bottino concesso alle banche con il voto sul decreto Bankitalia, cantando ignominiosamente Bella ciao insieme ai parlamentari del Pd.


    Eh già, cari compagni di Rifondazione, vi piaccia o no qui si tratta di scegliere se stare con l'opposizione al governo Letta o con il partitino di Lady ghigliottina Boldrini. Un partito che non ha rivali in quanto ad arroganza, neppure quando quest'ultima porta a superare abbondantemente il muro del suono del più fragoroso ridicolo.


    E qui veniamo ad un fatterello che apparentemente c'entra poco con il tema di questo articolo, ma ne voglio parlare lo stesso. Un po' perché comunque c'entra, un po' perché è davvero troppo illuminante sulla miseria di questa sinistra, un po' perché è perfino divertente (oltre che istruttivo) vedere fin dove certi personaggi possono arrivare. La cosa è così goffa, da appartenere al genere «incredibile ma vero». L'autore è un giovincello, eletto deputato nelle file di Sel di cui ora è anche tesoriere.


    Guardate cosa si inventa costui (dal sito di Sel):
    «Sel: Grillo fa propaganda a pagamento, ma il conflitto di interessi?
    "Su internet sono facilmente reperibili le date e i prezzi di un tour a pagamento di Beppe Grillo in primavera che toccherà diverse città italiane proprio a ridosso delle elezioni europee, dal titolo non casuale, Te la do io l’Europa". Lo afferma Sergio Boccadutri, tesoriere e deputato di Sel, che prosegue: "Si tratta di veri e propri comizi a pagamento, il che rende evidenti due questioni: il signor Beppe Grillo utilizza la politica, e la sua notorietà come leader politico, per fare soldi. La seconda, che in Italia il conflitto di interessi non riguarda solo Berlusconi. Insomma, altro che politica ‘gratis’. Grillo utilizza il consenso per incassare soldi personalmente. Del resto con Berlusconi condivide la stessa idea proprietaria della politica. Insomma Beppe Grillo, conclude Boccadutri, è come Berlusconi e in più ci guadagna"».


    E qui qualcuno potrebbe concludere con una domanda politicamente scorretta: cosa gli direste ad uno così, non solo in macchina, ma al bar, allo stadio, alla bouvette, ovunque?


    Ma questo non si può dire, pensate un po', neppure ad uno che si chiama Boccadutri. Chiediamoci allora il perché lo fa. Forse per invidia, visto che ai comizi di Grillo c'è pure chi paga mentre ai suoi non c'è nessuno, neppure se pagato. Forse perché sparare su Grillo è una specie di sport nazionale che non abbisogna di particolari competenze. Forse, più semplicemente, perché costoro non hanno più niente da dire. Certo, per tutto questo, ma magari anche per la presentazione dello spettacolo in oggetto. Che in effetti non è niente male:
    «Un mostro si aggira per l'Europa. Si chiama euro. Chi lo ha frequentato è finito spesso in miseria. Interi Stati sono diventati debitori di una banca, la BCE. Se non paghi, al posto del mafioso, arriva la Troika, che è molto peggio. L'Europa politica si è trasformata in un incubo finanziario. Le nostre vite, dal mutuo della casa, alla caccia al cormorano, sono decise altrove da funzionari sconosciuti. Un'Europa surreale, comica, insostenibile che nessuno ha mai raccontato».
    Certo, è solo un comico con tanti difetti, e questa è solo la presentazione di uno spettacolo. Ma che forse non è mille volte più realistica dei discorsi sull'altra-Europa della signora Spinelli e del prof. Revelli? Bene, è tra questa consapevolezza dell'Europa reale e le fumose frasi altreuriste, magari recitate anche dal mirabolante Boccadutri, che alla fine si dovrà scegliere.
    Auguri a tutti.
    sollevazione: LISTA TSIPRAS? NO GRAZIE! di Leonardo Mazzei
    Mi sembra del tutto fuori strada questo Mazzei, e credo che non abbia capito
    E sono i vincoli europei, i trattati europei, la logica stringente su cui è stata edificata l'Unione e la sua moneta unica ad aver ridotto la Grecia alla fame. O no?
    E' proprio questo che la lista
    TSIPRAS vuole cambiare.
    Perchè non è possibile forse avereun governo europeodemocraticamente eletto in cui nell'interesse di tutti si faccia una politica che favorisca la crescita di tutti i vari paesi ,specialmente quelli più in difficoltà.
    Certo ciò non vuol dire che in un paese come l'Italia non si debbano correggere tutte quelle situazioni assurde, vedi i costi della politica ,la corruzione a tutti i livelli superiori a quelli delle altre nazioni .

  7. #7
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    Predefinito Re: Nasce la lista per Tsipras

    massì contiuate a dividervi tra destra e sinistra, in modo che non cambi nulla...bravi bravi....
    non mi disturba l'omosessualità, quanto la sua ostentazione.
    Ridatemi Ratzingher!!
    La democrazia è la forma più subdola di dittatura.
    L'unico influencer buono è l'influencer morto
    אֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה

  8. #8
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Nasce la lista per Tsipras

    Citazione Originariamente Scritto da IOSPERO Visualizza Messaggio
    Mi sembra del tutto fuori strada questo Mazzei, e credo che non abbia capito
    E sono i vincoli europei, i trattati europei, la logica stringente su cui è stata edificata l'Unione e la sua moneta unica ad aver ridotto la Grecia alla fame. O no?
    E' proprio questo che la lista
    TSIPRAS vuole cambiare.
    Perchè non è possibile forse avereun governo europeodemocraticamente eletto in cui nell'interesse di tutti si faccia una politica che favorisca la crescita di tutti i vari paesi ,specialmente quelli più in difficoltà.
    Certo ciò non vuol dire che in un paese come l'Italia non si debbano correggere tutte quelle situazioni assurde, vedi i costi della politica ,la corruzione a tutti i livelli superiori a quelli delle altre nazioni .
    Mazzei invece ha capito benissimo la situazione, io, ti dico la verità devo ancora vedere, studiare e poi decidere, però questa Lista Tsipras è nata con tre vulnus gravissimi:

    1) i promotori (tra cui la vedova di Padoa Schioppa)

    2) dare un seggiolino ai trombati vari ed imbarcare SEL

    3) e questo è il più grave, pensare di riformare la UE anziché ritornare alla sovranità nazionale

    Come ho già avuto modo di dire, io non sono complottista e non credo che l'euro ed i trattati siano stati fatti per opprimere i popoli europei. Sono stati fatti per cercare di contrastare la decadenza geopolitica dell'Europa. Ma sono stati strumenti fallimentari, fallimentari perché legati ad una logica euro-atlantica che ci conduce al declino inevitabile. La UE ed i trattati in se stessi non sono il male assoluto, lo diventano, il male assoluto, quando vengono inseriti in un contesto, quello atlantico, che non fa che peggiorare la situazione. Il tentativo di Syriza in Grecia e di conseguenza le prospettive di questa Lista Tsipras alle europee è lo stesso, pensare di risolvere la situazione con pannicelli caldi, pensare di riformare l'irriformabile e quindi non prendere atto di questo. Io sono sulle posizioni di Mazzei, di Pasquinelli e della parte, minoritaria, della sinistra che guarda al sovranismo ed al ritorno alla sovranità nazionale. Come ho già avuto modo di scrivere bisogna impedire che il ritorno al concetto di Patria e di Nazione rimanga appannaggio della sola destra estrema e dei movimenti di destra euroscettici, il socialismo può anzi deve essere coniugato con il concetto di Patria e la nostra Patria, ADESSO, non è sicuramente la UE, forse l'Europa, anzi senz'altro l'Europa, ma non la UE.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  9. #9
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    Predefinito Re: Nasce la lista per Tsipras

    Ciao Gianky, tu scrivi
    "questa Lista Tsipras è nata con tre vulnus gravissimi:
    1) i promotori (tra cui la vedova di Padoa Schioppa)
    2) dare un seggiolino ai trombati vari ed imbarcare SEL
    3) e questo è il più grave, pensare di riformare la UE anziché ritornare alla sovranità nazionale"

    1)La B. Spinelli (ved. di P. Schioppa) . è un 'intellettuale che non ha nulla da rimproverarsi per quanto mi risulta, è una personalità indipendente della sinistra;
    2)non è affatto vero che si tratta di dare un seggiolino..., perchè si faranno le primarie per scegliere i rappresaentanti;
    3) Oggi ritornare alla sovranità nazionale? la storia non va indietro.
    L'uscita dall'euro è un'incognita - prova immaginare i 50 stati degli USA ognuno per conto suo, non conterrebbero niente, solo l'unione fa la forza,
    quindi bisogna costruire un'europa solidale.
    Oggi l'UE ha 505,7milioni di abitanti, a questo livello può contare qualcosa a livcello mondiale e farsi rispettare.
    Avere un candidato presidente dei progressisti europei che si fa portavoce di un programma politico comune che punta al cambiamento della politica europea per orientarla a crescita, solidarietà, integrazione e giustizia sociale è un’innovazione senza precedenti che favorirà un reale confronto sul destino dell’UE nella scena pubblica europea. 505,7
    Ultima modifica di IOSPERO; 08-02-14 alle 13:45

  10. #10
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    Predefinito Re: Nasce la lista per Tsipras

    Adriano Zaccagnini (ex deputato M5S): "Alle europee voterò Tsipras"
    Adriano Zaccagnini ex 5 stelle, deputato, sta partecipando ai lavori per la costituzione di una lista unitaria della sinistra, secondo l'appello di Barbara Spinelli e Micromega, in sostegno del leader greco di Syriza. «Alle europee io sicuramente voto Tsipras», annuncia. E ai suoi ex colleghi del movimento, ai dissidenti, suggerisce: «Venite a vedere, a capire le differenze con Grillo. Vedrete che vi piacerà». Meglio la sinistra, insomma, del Movimento, «dove il 70 per cento dei parlamentari», dice Zaccagnini, «è allo sbaraglio».

    da Adriano Zaccagnini (ex M5S): "Alle europee voterò Tsipras" - ControLaCrisi.org

 

 
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