Pm: No Tav, 9 mesi per Grillo7 febbraio 2014
«Contro me "Arancia meccanica"»
La Procura di Torino ha chiesto una condanna a nove mesi per Beppe Grillo per violazione dei sigilli di una baita in Valsusa che era stata posta sotto sequestro. Aperto anche un fascicolo sul leader di 5 Stelle per aver istigato - secondo l'accusa - i militari a disobbedire durante le proteste dei "forconi".
C'è anche la Procura di Roma tra quelle che hanno inviato per competenza territoriale un fascicolo alla Procura di Genova sulla presunta istigazione alle forze armate a disobbedire alle leggi da parte del leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo. Lo ha confermato il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce. Durante la cosiddetta protesta dei Forconi, dal blog del comico genovese le forze dell'ordine erano state invitate a non difendere i politici italiani.
TAV: CHIESTA CONDANNA DI 9 MESI
La procura di Torino ha chiesto la condanna a 9 mesi di Beppe Grillo, nell'ambito del processo ai No Tav per la violazione dei sigilli alla baita Clarea, in Valsusa, un presidio che era stato messo sotto sequestro per abuso edilizio. La pena è stata chiesta dai pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo al processo che vede imputati una ventina di militanti No Tav.
Anche per Alberto Perino i pm hanno chiesto nove mesi e 200 euro di multa. P e n e da sei mesi a un anno e mezzo sono state chieste per altri 14 imputati. Per cinque i pm hanno chiesto l'assoluzione. Grillo non era presente in aula.
GRILLO INDAGATO PER "ISTIGAZIONE
A DISOBBEDIRE DEI MILITARI"
Il leader di Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, è stato iscritto nel registro degli indagati da varie procure italiane per «Istigazione di militari a disobbedire alle leggi», articolo 266 del Codice penale.
Al vaglio della procure, un esposto del parlamentare e coordinatore dei giovani del Pd Fausto Raciti, che stigmatizzava una lettera aperta di Grillo indirizzata ai vertici di Polizia, Esercito e Carabinieri a non schierarsi a protezione della classe politica italiana.
«Su Beppe Grillo, per la lettera aperta ai capi delle forze di polizia, sono arrivati numerosi atti da diverse procure dove risulta già indagato» ha detto il procuratore di Genova Michele Di Lecce commentando l'iscrizione a Genova del leader del Movimento 5 Stelle per istigazione ai militari a disobbedire alle leggi. «Stiamo valutando i singoli fascicoli che riguardano gli stessi fatti e che possono riguardare anche il blog e le mail oltre alla lettera aperta» ha aggiunto Di Lecce.
Raciti ravvisò nella lettera del leader di M5S, appunto, un'istigazione alla disobbedienza e quindi un reato. Lo scritto risale al 10 dicembre scorso e segue le manifestazioni dei Forconi e il clamoroso gesto di alcuni agenti addetti all'ordine pubblico che a Torino, Genova e Milano si sfilarono il casco protettivo. «Alcuni agenti di Polizia e della Guardia di finanza a Torino si sono tolti il casco - scrisse Grillo - si sono fatti riconoscere, hanno guardato negli occhi i loro fratelli. È stato un grande gesto e spero che per loro non vi siano conseguenze disciplinari». Quindi, sosteneva: «Vi chiedo di non proteggere più questa classe politica che ha portato l'Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le forze dell'ordine non meritano un ruolo così degradante. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime manifestazioni ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di fraternizzare con i cittadini. Sarà un segnale rivoluzionario, pacifico, estremo e l'Italia cambierà. In alto i cuori». La lettera era indirizzata a Leonardo Gallittelli, comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Alessandro Pansa, capo della polizia di Stato e Claudio Graziano, capo di stato maggiore dell'Esercito italiano.
Raciti denunciò Grillo ai carabinieri di Roma, l'esposto fu trasferito alla procura di Roma e quindi indirizzato a Genova. Il reato contestato a Grillo prevede p e n e da 1 a 3 anni e se commesso in pubblico p e n e da 2 a 5 anni. Dalle pagine del suo blog Grillo continua a sfogarsi citando anche il “metodo Ludovico” (inteso per Ludwig van Beethoven) il film “Arancia meccanica” di Stanley Kubrick. «Cosa prova un cittadino alle prese con la crisi mentre guarda i telegiornali della sera? - chiede - Le immagini scorrono per mezz'ora su quello che ha detto Renzi, sul viaggio di Capitan Findus Letta, sull'ultimo monito di Napolitano. Immagini sempre uguali. Il padre di famiglia, il disoccupato, l'esodato, il precario rimane sgomento. Ogni sera la stessa zuppa. Ogni sera, ogni maledetta sera. “E noi?”, “E io?”, “E la mia famiglia?”, “E l'Italia?” “E il lavoro?”, “E la lotta alla corruzione?”, “E il taglio degli sprechi?” si chiede il cittadino. Nessuna risposta dal piccolo schermo. Tutte le sere, 365 giorni all'anno, le stesse immagini, le stesse facce, è il “metodo Ludovico” ripreso e adattato dal film “Arancia meccanica”. Il cittadino è come il protagonista del film, Alexander DeLarge, legato con delle pinze che gli tengono gli occhi aperti e costretto a vedere i discorsi di Hitler e le adunate naziste accompagnati dalla nona Sinfonia di Beethoven. Può cambiare canale, ma le facce non cambiano. Può rifugiarsi nel giornale, ma i titoli sono sempre quelli, articoli pieni di vuoto, di nomi, di nulla. Il metodo Ludovico ti condiziona, arrivi a pensare che è giusto che le opposizioni non si oppongano, altrimenti sono eversive. Non dubiti più che un Parlamento di nominati possa modificare a suo piacimento la Costituzione e che un pregiudicato scriva la nuova legge elettorale e che il Paese sia in ripresa, grande ripresa: lo afferma il Nipote dello Zio a reti unificate. E dopo il telegiornale della sera, tutti insieme, a cantare »l'Inno alla Gioia in coro insieme a Saccomanni che ha detto: «L'anno prossimo canteremo 'l'inno alla gioià dalla nona di Beethoven che è anche l'inno d'Europa».
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