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Discussione: Il Turkey Picio

  1. #1541
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    I TERREMOTI SONO LA SALUTE DELLE DEMOCRAZIE - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato

    di GIOVANNI BIRINDELLI

    Immaginiamo di esserci persi in una foresta canadese. Abbiamo con noi un fucile e dieci pallottole. E abbiamo la certezza che incontreremo un orso grizzly che vuole cibarsi di noi. Naturalmente sarebbe da cretini sprecare quelle dieci pallottole per divertirci in un tiro al bersaglio: cercheremmo di conservarle per l’incontro col grizzly. Accantoneremmo risorse.
    In uno stato democratico non funziona così. Esso è caratterizzato da una struttura di incentivi che spinge a sprecare le dieci pallottole entro i primi cinque minuti in uno stupido tiro al bersaglio. Quando arriva il grizzly non ci sono più pallottole. Tuttavia non è colui che le ha sparate che viene mangiato dall’orso. Ed è per questo che quelle pallottole vengono sparate.
    Ora passiamo dalla metafora alla realtà e mettiamoci, per un istante (e per assurdo), nei panni di una persona che, essendo incapace di concepire il funzionamento di una società libera, crede nello stato democratico.
    Ecco, questa persona oggi assiste a un terremoto distruttivo (rischio talmente prevedibile che oggi non è nemmeno assicurabile) e sa che i soldi per la ricostruzione non ci sono: non sono stati accantonati. Il denaro (e il debito pubblico) è stato usato per stronzate come i bonus di 500 euro ai diciottenni da spendere in “cultura”, i sussidi a destra e a manca (al cinema, al teatro, all’editoria, ecc.), l’ingrassamento dell’apparato pubblico, la RAI, e così via all’infinito: tutto ciò che può essere utile per comprarsi voti.

    Il debito pubblico è aumentato fino a quasi raddoppiare livelli insostenibili nonostante l’assenza di terremoti distruttivi, nonostante tassi d’interesse mantenuti artificialmente prossimi allo zero quando non negativi e nonostante una pressione fiscale continuamente crescente.
    I soldi si troveranno: non smantellando lo stato, ma aumentando ulteriormente la pressione fiscale e il debito pubblico. Quindi gravando ulteriormente sulle prossime generazioni (le stesse il cui favore il potere politico oggi vuole comprarsi con i 500 euro da spendere in “cultura”) e distruggendo ulteriormente ricchezza e risparmio (e quindi anche la capacità di reazione a eventi di questo tipo). Viva la democrazia.
    Democratico: qualcuno sostanzialmente contrario alla dittatura da cui non può guadagnare una lira.
    (Kees Buddingh)
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #1542
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    Predefinito Re: Il Pappa Re.

    Ed ecco i pizzini di Confindustria per il “Sì”
    di Federica Venni
    «Confindustria deve restare no-partisan»: sembra un’altra era geologica quella in cui Vincenzo Boccia pronunciava il suo discorso da neo presidente davanti all’assemblea degli industriali, qualche mese fa. Eppure, a ben leggere le sue parole, «deve essere equidistante dai partiti, ma non dalla politica per partecipare in maniera responsabile alla definizione delle politiche di questo Paese», si trova la radice di un attivismo politico di peso, che certo non può definirsi «no-partisan».
    Del resto, Boccia lo ha detto apertamente prima dell’estate e lo ha ripetuto qualche giorno fa al meeting di Rimini: «Al referendum costituzionale votiamo “Sì”». Il che suona, più che solo come una dichiarazione di intenti, come un manifesto politico. E poco importa se dietro quel “Sì” c’è un’evidente condizione che la prossima Legge di Stabilità dovrà mettere nero su bianco, cioè l’abbassamento della pressione fiscale sulle imprese. Il dato di fatto è che l’associazione, da cui non a caso molti industriali si stanno, giochi di parole a parte, dissociando e che dovrebbe difendere gli interessi di una delle categorie meno tutelate dal governo, quel governo lo appoggia a viso aperto. E senza vergogna.
    E siccome dalle parti di viale dell’Astronomia non si perde tempo, gli uffici aperti per ferie hanno iniziato a confezionare un “vademecum” per il “Sì”, da mandare a tutti gli associati. Bastava un santino con la faccia di Renzi, come si fa in tutte le campagne elettorali, ma Boccia ha voluto fare le cose in grande. Scomodando addirittura don Giuseppe Dossetti, componente scettico dell’Assemblea Costituente: “Principi da custodire, istituti da riformare” è lo slogan rubato al giurista. “Perché sì, come spiegare il referendum” è il titolo del documento spedito in tutte le sedi territoriali, con tanto di email che invita ad organizzare eventi di presentazione per illustrare la riforma Boschi. Come scrive oggi Repubblica, nelle 14 pagine del fascicolo c’è lo storico di tutte le posizioni di Confindustria in tema di riforme insieme alla delucidazione di come cambierebbero, in caso di vittoria del sì, Camera, Senato, poteri del governo, percorsi legislativi e via dicendo.
    Insomma, siamo all’ultima tranche dei “pizzini” per il “Sì”, inaugurati con una serie di dichiarazioni e comunicati stampa volti ad orientare il voto e a terrorizzare i poco informati. Uno su tutti: se vince il “No” andiamo in recessione. Peccato che la crescita zero sia arrivata prima della profezia e per fortuna che, nonostante la campagna dei giornaloni stranieri che paventano uno scenario alla post-Brexit, la partita è più che apertissima.
    Ed ecco i pizzini di Confindustria per il "Sì" - L'intraprendente | L'intraprendente

    Non gli crede più nessuno…
    di Gemma Scortese
    Nei giorni in cui il quartier generale di Confindustria chiede ai suoi associati di dare fiducia al governo votando “Sì” al referendum sulla riforma costituzionale, gli imprenditori, quella fiducia, non la concedono. Mentre in viale dell’Astronomia si discute di massimi sistemi politici e di posizionamenti tattici, dunque, il paese reale – per usare un hashtag molto caro allo storytelling renziano – va da tutt’altra parte.
    A dirlo è l’Istat che ha appena misurato la fiducia di consumatori e imprese nel mese di agosto. Siamo tornati ai livelli (bassi) di un anno fa. L’indice, per quanto riguarda le imprese, è sceso da 103 a 99,4: il livello più basso da febbraio 2015 (da qui in poi si era tenuto sopra il 100). La rassegnazione ha colpito soprattutto chi vende servizi (da 108,3 a 102,4) e chi commercia al dettaglio (da 101,3 a 97,1). “Tutta colpa della Brexit” è il tormentone estivo. In realtà, si tratta delle ultime di una serie negativa di cifre. Dalla produttività alla crescita passando per disoccupazione e pressione fiscale il quadro è desolante.
    Ad aprile, sempre l’Istituto di Statistica registrava un calo della produzione industriale dello 0,6% rispetto al 2015. Il tutto in una cornice in cui la pressione fiscale delle imprese sfiora il 65%, la crescita è ferma al palo e i dati sulla disoccupazione annullano l’effetto dei nuovi occupati. E in un contesto economico e sociale che non fa presagire nulla di nuovo: una manovra da 25 miliardi da varare, tanti fondi da trovare per affrontare l’emergenza terremoto, risorse da inventarsi per il piano di prevenzione “Casa Italia“, statali sul piede di guerra a cui dare un contentino sui contratti e via dicendo. Una gatta da pelare per Renzi e Padoan. Anche i consumatori non sono entusiasti: le famiglie allargano le braccia con un 109,2 rispetto al 111,2 del mese precedente e rassegnandosi sul fronte lavoro con aspettative sempre più basse. Per non parlare dei progetti futuri: niente casa, niente auto nuova, con tutto ciò che ne consegue per due dei più importanti comparti dell’industria nostrana, l’edilizia e l’automotive.
    Insomma, al netto della tragedia del sisma del centro Italia che, come è fisiologico in tutti gli eventi drammatici di questo genere a prescindere dal colore e dall’operato del governo in carica, dovrebbe far risalire una fiducia “emozionale” nel premier, i numeri parlano chiaro. Le politiche economiche che Renzi ha messo in campo fino ad oggi non convincono. E mentre prima si indorava la pillola con gli ottanta euro in busta paga, ora nessuno ci casca più.
    Non gli crede più nessuno... - L'intraprendente | L'intraprendente

    Matteo, ma non dovevi andare a casa?
    di Gianluca Veneziani
    A Rignano sull’Arno lo stavano già aspettando per fargli una festa di bentornato. Anche se qualcuno aveva già colto l’ambiguità di quel “se perdo il referendum vado a casa”: essendo ormai Palazzo Chigi casa sua, si temeva che Renzi sarebbe rimasto appunto dove sta.
    Di certo, a quanti non fossero già prevenuti, suona davvero clamorosa la retromarcia di ieri con cui il premier ha smentito le promesse di dimettersi in caso di vittoria del No al referendum: “Comunque vada, si vota nel 2018”, ha detto, con una mega-giravolta sia rispetto alla personalizzazione dell’appuntamento di ottobre sia rispetto agli annunci di lasciare. No, lui resterà comunque al suo posto, perché “ho sbagliato a personalizzare troppo”. Per un passo indietro così fatto da Berlusconi, i quotidiani ci avrebbero aperto per giorni, Corriere della Sera e Repubblica avrebbero dedicato editoriali sovraccarichi di indignazione e scherno. E invece, siccome l’autore della clamorosa ritrattazione è Renzi, la cosa passa quasi in cavalleria, si guadagna qualche titoletto sotto, quando addirittura non scompare dalla homepage. Ma è così il giornalismo, ai tempi del conformismo renziano.
    «È un fatto di serietà», aveva detto Renzi, parlando della necessità di lasciare in caso di sconfitta al referendum. Ora scopriamo che stava scherzando, da buon istrione qual è. Ancora una volta la situazione è grave ma non è seria.
    Matteo, ma non dovevi andare a casa? - L'intraprendente | L'intraprendente

    D’Alema alza il tiro su Renzi
    L’ex premier partecipa a una festa della sinistra a Vicenza e parla di Pd e referendum: gente viene cacciata dai tg se non è d’accordo con il governo
    di Alessandro Trocino
    Massimo D’Alema torna, lancia stilettate contro il premier, «questo ragazzo che qualche volta sembra che ci prenda per i fondelli». E poi estrae quello che chiama «l’uovo di Colombo»: «Una riforma di mezza paginetta, a cui stanno lavorando tre costituzionalisti. La presenterò presto». Ritorno in grande stile, in una festa della sinistra a Vicenza, che preannuncia un tour tra le città per il No al referendum. Con la tappa fondamentale del 5 settembre, quando ha organizzato una riunione a Roma per lanciare i comitati del no a livello territoriale: «Troppi cincischiavano, è ora di fermarli».
    Poi comincia un lungo attacco a Renzi: «La crescita del Paese, che era stata annunciata come strabiliante, è zero. Siamo ultimi. Diceva il premier: adesso non ce n’è per nessuno. Beh, ce n’è invece. Mi pare evidente che la politica economica del governo non è efficace».
    Poi si concentra sul referendum. Il no è senza condizioni: «Orfini ha detto che c’è libertà di coscienza. Bene, vi ricordo che Concetto Marchesi votò no alla Costituzione. Nessuno battè ciglio allora. E c’era lo stalinismo, eh». Sempre al presidente del partito, che aveva spiegato come D’Alema sia ora appoggiato «dai girotondini», replica ridendo: «Certo, girotondini come Casavola, Onida, De Siervo. Sarà un girotondo un po’ difficoltoso, vista l’età».
    E ancora: «Già bocciammo la riforma fatta da Berlusconi, pressoché identica a questa. Loro hanno cambiato idea. Io no. Una vecchia barzelletta sovietica, diceva, cos’è il deviazionismo? È andare dritti quando la linea va a zig zag. Ecco, io sono un deviazionista».
    Il confronto con l’ex Cavaliere è ripetuto: «Perché Renzi non ha riproposto la legge uninominale? Perché anche a lui fa comodo nominarsi i deputati. La stessa filosofia di Berlusconi. Il paradosso è che mentre lui esce di scena, il berlusconismo vince. Il centrosinistra si è fatto erede della cultura politica di Berlusconi».
    «Abbiamo — prosegue — anche forme di persecuzione: gente viene cacciata dalla direzione dei tg se non è d’accordo con il governo».
    Ma se vincesse il no, sarà la fine di Renzi? «Non lo so. Certo è che sta accumulando sconfitte su sconfitte. Io però non ho chiesto le sue dimissioni. Ha fatto tutto lui, dice e poi disdice. Renzi contro Renzi. Noto però che ora ha sconvocato le urne anticipate».
    D’Alema alza il tiro su Renzi E prepara la squadra del No - Corriere.it


  3. #1543
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    La menzogna è il suo mestiere.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #1544
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    Predefinito Re: Arriva il microchip sottopelle

    Due più due fanno cinque!
    E' un dato di fatto.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #1545
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    Predefinito Re: Arriva il microchip sottopelle

    "Lotta serrata alla corruzione!"
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #1546
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    Predefinito Re: Arriva il microchip sottopelle

    "Cina e itaglia DEVONO crescere insieme!"
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #1547
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #1548
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    G20, nuovo patto per la crescita
    'Per l'Italia un grande futuro'


    Mondo.Così Renzi che aggiunge: può giocare un ruolo di leadership. Obama citato il premier come esempio di buon lavoro. Sulla Siria nessun passo avanti tra Usa e Russia



    Due più due fa sei.
    E' un dato di fatto!
    Il limite di innalzamento della merda non ha mai limite.
    E lui nel suo elemento naturale sa galleggiare molto bene...
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #1549
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    Nuovo sussidio 500 euro/mese aree crisi - Ultima Ora - ANSA.it

    La ricerca di nuove categorie dalle quali comprare il voto, è il motivo primo del rinvio continuo della data del referendum.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #1550
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    Predefinito Re: Il Macio Picio

    Renzi, sconto contributi per autonomi - Fisco - PMI - ANSA.it

    http://www.ansa.it/sito/notizie/poli...caa8ed5a1.html

    Ormai è una rincorsa alle categorie per comprare adesioni al suo referendum.
    E iscrivetevi a qualcuna, cazzo!
    Sta a vedere che il novello Mosè Facciadaculo è persino meglio del più gnocca per tutti!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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