Romano Prodi, il pacifico, chiamato scherzosamente il "mortadellone", tanto mortadella non è.
Romano Prodi nasce da una famiglia composta da altri 9 fratelli che, da wikipedia, "la maggior parte dei fratelli sono, o sono stati, docenti universitari: Giovanni Prodi di matematica, Vittorio Prodi di fisica e anche eurodeputato, Paolo Prodi di "Storia moderna", Franco Prodi di "Fisica dell'atmosfera", Giorgio Prodi di "Patologia generale"."
Già solo questo, nel paese dove sono tuttora in pieno splendore le BARONIE, può destare qualche sospetto.
Ma noi non abbiamo pregiudizi e vogliamo informarci, conoscere meglio questo personaggio.
E cosi' veniamo a sapere che Prodi è del '39 ( 74 anni quindi ), è emiliano e si è laureato in una università cattolica di Milano discutendo la tesi "il protezionismo in Italia".
Subito dopo divenne assistente di Beniamo Andreatta all'università di Bologna e proseguì la sua carriera universitaria con lode.
Il protezionismo e Andreatta sono elementi che dobbiamo tenere presente dove, il primo, il protezionismo è una politica economica, opposta a quella libero-scambista, che tende a proteggere le attività produttive nazionali dalla concorrenza di stati esteri mediante interventi economici statali e Andreatta è stato un importante economista che ha "inventato" in Italia le "privatizzazioni" ed era il CONSIGLIERE ECONOMICO DI ALDO MORO.
Altro elemento importantissimo
E qui iniziano le prime nuvole, nuvole che sono state ripetutamente analizzate da moltissimi commissioni parlamentari e che, pertanto, non sono da me inventate.
LA NUBE: La famosa seduta spiritica dove i fantasmi comunicarono a Romano Prodi il luogo dove Aldo Moro era tenuto segregato dalla Brigate Rosse.
Prodi e la "seduta spiritica". Ecco i documenti. ESCLUSIVO - Affaritaliani.it
Via Gradoli, Gradoli paese, fatto sta che Moro fu ucciso e Prodi ha testimoniato che è venuto a conoscenza del nomi Gradoli attraverso una seduta spiritica. E' un fatto oggettivo riconosciuto dalle commissioni parlamentari. Ebbene si, l'Italia è anche questo.
Quindi Moro fu ucciso e l'anno successivo, nel 1979 Romano Prodi fu il promotore di una nuova legge rivoluzionaria: LA LEGGE PRODI.
Cosa diceva in particolare?
La legge Prodi in pratica evitava il fallimento delle grandi imprese in crisi, introducendo la figura dell'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA.
Una prima enorme ciambella di salvataggio alla piccola e potente casta di industriali.
Quindi, morto Moro, l'anno dopo legge Prodi.
Un paio d'anni dopo diventa il presidente dell'IRI (Istituto di Ricostruzione Industriale) fino al 1989, alla vigilia di mani pulite.
L'IRI fu l'ente che modernizzò e rilanciò l'economia italiana durante soprattutto gli anni '50 e '60; nel 1980 l'IRI era un gruppo di circa 1.000 società con più di 500.000 dipendenti ed era una vera e propria potenza economica.
Con Prodi l'IRI arrivò a 5.182 miliardi di perdite e nel 1992 era oramai l'ombra di se stesse. Nel 2002 fu definitivamente chiuso e le società furono "privatizzate" ovvero regalate ai soliti imprenditori già citati.
Ma è definitivamente il "golpe giudiziario" denominato "MANI PULITE" che spiana la strada ad Adreatta e Romano Prodi, da allora la storia la conosciamo tutti: la nomina a Presidente della commissione europea, due volte primo ministro, la nascita dell'Ulivo, il controllo dei partiti della sinistra, l'ingresso nell'euro, le condizioni dell'ingresso e le attuali crisi economiche.
Romano Prodi è un "economista" delle crisi, dell'urgenza, della vendite incondizionate, dei sacrifici e delle responsabilità.... però SEMPRE DEGLI ALTRI: da Berlusconi, ai cittadini evasori, al terrorismo e così via.
Bersani aveva tentato il colpo finale: Prodi presidente.
Ma fallito il primo tentativo, non è detto che il secondo non riesca.
Scrivo questo solo per stimolare l'attenzione dei lettori e la loro capacità di analisi.
Pochissime sono gli scritti su Prodi e ancor meno persone che lo nominano o che discutano il suo operato. Una figura dove sembra sia necessario chiedere il permesso prima di poter parlare di lui, e che meno se ne parla e meglio è. Poche domande possibilmente.
Mio nonno diceva: zitto e ascolta.
Per questo che lo associo al grande vecchio: al mio grande vecchio. ;.)




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