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    Predefinito Prodi, il grande vecchio

    Romano Prodi, il pacifico, chiamato scherzosamente il "mortadellone", tanto mortadella non è.
    Romano Prodi nasce da una famiglia composta da altri 9 fratelli che, da wikipedia, "la maggior parte dei fratelli sono, o sono stati, docenti universitari: Giovanni Prodi di matematica, Vittorio Prodi di fisica e anche eurodeputato, Paolo Prodi di "Storia moderna", Franco Prodi di "Fisica dell'atmosfera", Giorgio Prodi di "Patologia generale"."
    Già solo questo, nel paese dove sono tuttora in pieno splendore le BARONIE, può destare qualche sospetto.
    Ma noi non abbiamo pregiudizi e vogliamo informarci, conoscere meglio questo personaggio.
    E cosi' veniamo a sapere che Prodi è del '39 ( 74 anni quindi ), è emiliano e si è laureato in una università cattolica di Milano discutendo la tesi "il protezionismo in Italia".
    Subito dopo divenne assistente di Beniamo Andreatta all'università di Bologna e proseguì la sua carriera universitaria con lode.
    Il protezionismo e Andreatta sono elementi che dobbiamo tenere presente dove, il primo, il protezionismo è una politica economica, opposta a quella libero-scambista, che tende a proteggere le attività produttive nazionali dalla concorrenza di stati esteri mediante interventi economici statali e Andreatta è stato un importante economista che ha "inventato" in Italia le "privatizzazioni" ed era il CONSIGLIERE ECONOMICO DI ALDO MORO.
    Altro elemento importantissimo
    E qui iniziano le prime nuvole, nuvole che sono state ripetutamente analizzate da moltissimi commissioni parlamentari e che, pertanto, non sono da me inventate.
    LA NUBE: La famosa seduta spiritica dove i fantasmi comunicarono a Romano Prodi il luogo dove Aldo Moro era tenuto segregato dalla Brigate Rosse.
    Prodi e la "seduta spiritica". Ecco i documenti. ESCLUSIVO - Affaritaliani.it
    Via Gradoli, Gradoli paese, fatto sta che Moro fu ucciso e Prodi ha testimoniato che è venuto a conoscenza del nomi Gradoli attraverso una seduta spiritica. E' un fatto oggettivo riconosciuto dalle commissioni parlamentari. Ebbene si, l'Italia è anche questo.
    Quindi Moro fu ucciso e l'anno successivo, nel 1979 Romano Prodi fu il promotore di una nuova legge rivoluzionaria: LA LEGGE PRODI.
    Cosa diceva in particolare?
    La legge Prodi in pratica evitava il fallimento delle grandi imprese in crisi, introducendo la figura dell'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA.
    Una prima enorme ciambella di salvataggio alla piccola e potente casta di industriali.
    Quindi, morto Moro, l'anno dopo legge Prodi.
    Un paio d'anni dopo diventa il presidente dell'IRI (Istituto di Ricostruzione Industriale) fino al 1989, alla vigilia di mani pulite.
    L'IRI fu l'ente che modernizzò e rilanciò l'economia italiana durante soprattutto gli anni '50 e '60; nel 1980 l'IRI era un gruppo di circa 1.000 società con più di 500.000 dipendenti ed era una vera e propria potenza economica.
    Con Prodi l'IRI arrivò a 5.182 miliardi di perdite e nel 1992 era oramai l'ombra di se stesse. Nel 2002 fu definitivamente chiuso e le società furono "privatizzate" ovvero regalate ai soliti imprenditori già citati.
    Ma è definitivamente il "golpe giudiziario" denominato "MANI PULITE" che spiana la strada ad Adreatta e Romano Prodi, da allora la storia la conosciamo tutti: la nomina a Presidente della commissione europea, due volte primo ministro, la nascita dell'Ulivo, il controllo dei partiti della sinistra, l'ingresso nell'euro, le condizioni dell'ingresso e le attuali crisi economiche.
    Romano Prodi è un "economista" delle crisi, dell'urgenza, della vendite incondizionate, dei sacrifici e delle responsabilità.... però SEMPRE DEGLI ALTRI: da Berlusconi, ai cittadini evasori, al terrorismo e così via.
    Bersani aveva tentato il colpo finale: Prodi presidente.
    Ma fallito il primo tentativo, non è detto che il secondo non riesca.
    Scrivo questo solo per stimolare l'attenzione dei lettori e la loro capacità di analisi.
    Pochissime sono gli scritti su Prodi e ancor meno persone che lo nominano o che discutano il suo operato. Una figura dove sembra sia necessario chiedere il permesso prima di poter parlare di lui, e che meno se ne parla e meglio è. Poche domande possibilmente.
    Mio nonno diceva: zitto e ascolta.
    Per questo che lo associo al grande vecchio: al mio grande vecchio. ;.)
    Ultima modifica di screening; 18-02-14 alle 17:06

  2. #2
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    Predefinito Re: Prodi, il grande vecchio


    Re:Prodi, il grande vecchio

    « Risposta #1 il: 07 Dicembre 2013, 10:42:15 am »




    Il gruppo IRI durante il "regno Prodi"

    Anno Dipendenti
    1938 201.577
    1950 218.529
    1960 256.967
    1970 357.082
    1980 556.659
    1985 483.714
    1995 263.000

    L'epoca Prodi
    Nel 1982 il governo affidò la presidenza dell'IRI a Romano Prodi. La nomina di un economista (seppur sempre politicamente di area democristiana, come il predecessore Pietro Sette) alla guida dell'IRI costituiva in effetti un segno di discontinuità rispetto al passato. La ristrutturazione dell'IRI durante la presidenza Prodi portò a:
    la cessione di 29 aziende del gruppo, tra le quali la più grande fu l'Alfa Romeo, privatizzata nel 1986;
    la diminuzione dei dipendenti, grazie alle cessioni ed a numerosi prepensionamenti, soprattutto nella siderurgia e nei cantieri navali;
    la liquidazione di Finsider, Italsider ed Italstat;
    lo scambio di alcune aziende tra STET e Finmeccanica;
    la tentata vendita della SME al gruppo CIR di Carlo De Benedetti, operazione che venne fortemente ostacolata dal governo di Bettino Craxi. Fu organizzata una cordata di imprese, comprendente anche Silvio Berlusconi, che avanzarono un'offerta alternativa per bloccare la vendita. L'offerta non venne poi onorata per carenze finanziarie, ma intanto la vendita della SME sfumò. Prodi fu accusato di aver stabilito un prezzo troppo basso (vedi vicenda SME).
    Il risultato fu che nel 1987, per la prima volta da più di un decennio, l'IRI riportò il bilancio in utile, e di questo Prodi fece sempre un vanto, anche se a proposito di ciò Enrico Cuccia affermò:

    « (Prodi) nel 1988 ha solo imputato a riserve le perdite sulla siderurgia, perdendo come negli anni precedenti. »

    (S.Bocconi, I ricordi di Cuccia. E quella sfiducia sugli italiani, Corriere della Sera, 12 novembre 2007)

    È comunque indubbio che in quegli anni l'IRI aveva per lo meno cessato di crescere e di allargare il proprio campo di attività, come invece aveva fatto nel decennio precedente, e per la prima volta i governi cominciarono a parlare di "privatizzazioni"


  3. #3
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    Predefinito Re: Prodi, il grande vecchio

    la verità su Prodi > Prodi , quel presidente dal volto umano

    Prodi , quel presidente dal volto umano
    Il Mondo lunedì, 1 agosto 1988
    VARIE
    Pag. 022


    licenzia Nordio ed e' subito polemica . fino a chiedersi se il " tecnico " che incarna sia ancora utile all' IRI e all' industria di Stato . lui non reagisce . cosa medita ? ripercorrendo la sua esperienza di manager pubblico si scoprono alcuni segreti con cui amici e nemici devono fare i conti


    industria pubblica

    Era incredulo . Sedeva sulla poltrona di ministro dell' industria da poco tempo e stava onorando una serie di impegni presi a suo tempo dal predecessore , Carlo Donat Cattin , che si era appena dimesso dal dicastero assegnatogli nel quarto governo Andreotti . Nella sala delle conferenze della Cassa di risparmio delle provincie lombarde , a Milano , il 12 dicembre 1978 , arrivo' con lieve ritardo . Si parlava di export e di problemi relativi alla competitivita' delle industrie italiane rispetto ai partner internazionali . Sali' sul podio , sistemo' il microfono , incorse nel tic da docente universitario che gli e' rimasto : quello di spendere due o tre secondi in silenzio guardando il pubblico e percorrendo mentalmente i banchi prima di iniziare una lezione .

    Disse : " Signori , vi devo annunciare che stamane l' Italia e' entrata nel Sistema monetario europeo e . . . " . La congiunzione gli rimase a mezz' aria , soffocata dall' intensita' e dalla durata dell' applauso . Una standing ovation , con il pubblico di manager e imprenditori all' impiedi , entusiasti e come liberati da ansie e incertezze .

    Qualcuno spese parole e concetti maiuscoli per spiegare il fenomeno . Lui , Romano Prodi , non capi' a fondo ne' la relazione , ne' l' applauso ; un rito che nelle aule bolognesi aveva sempre scoraggiato . Quel giorno il Professore si guadagno' tutta la stima possibile , quella che e' fatta non dai giornali o dalle copertine e neppure dalle interviste piu' o meno argute . La stima che passa di bocca in bocca in racconti e valutazioni degli uomini d' impresa . Il suo pubblico di estimatori comincio' a conquistarselo quel mattino . Ed e' emblematico come in quella medesima occasione non fossero presenti politici di vaglia .

    Altrimenti avrebbero capito a fondo il primo vero segreto del Professore : la concretezza e il senso di rassicurazione che puo' dare un uomo con le sue caratteristiche .

    Soffre il caldo , Romano Prodi . Sbuffa . Mugola . Si pasticcia gli occhiali con le mani lasciandovi impronte gigantesche . Attorno a mezzogiorno il suo fraseggio , le sue metafore ricorrono a esempi mutuati dalla gastronomia e dall' enologia . Tutta colpa di succhi gastrici cromosomicamente puntuali nella manifestazione del desiderio di cibo . E dimagrito , Romano Prodi . In famiglia dicono che e' stanco , ma che mostra una tempra eccezionale . Chi ha cercato di cambiargli il look facendolo rinunciare alle camicie a righe e convincendolo a vestirne di una taglia piu' abbondante e' riuscito solo a meta' nel suo compito . E passato dalle cravatte regimental a quelle fantasiose di Hermes , ma non ha mollato sugli status symbol : al polso , con poco ricambio , porta da anni un cronografo a cui e' profondamente legato . Sbuffa . Mugola .

    E un perfezionista di natura pragmatica con delle intuizioni che diventano convinzioni ; e con valutazioni che possono essere riviste . Se deve cambiare idea , la cambia . La coerenza , per Prodi , e' un valore , non un dogma . E per questo che di fronte alla prova contraria , all' oggettivita' , e' disposto a mettere in gioco le teorie di riferimento . Dote rara , per uno che viene dalla cattedra . Dote rarissima per il portatore di un record di successi come il suo .

    A Bologna , nei primi anni 70 , fonda Prometeia . Il fare e la stazza di Beniamino Andreatta lo convincono sette anni dopo a fondare Nomisma , a non entrare in conflitto con l' altro Professore , ma a prenderne le distanze . Chi gli sta vicino cita un mottetto tedesco : " Zwei Elefanten im Automobil , das ist zu viel " , due elefanti in un' auto sono decisamente troppi . E la ricucitura concettuale con l' altra meta' del cielo universitario bolognese avviene passando attraverso le sicure mani di un rettore e di un messaggero di buone intenzioni fra i due luminari . Luminari i quali , beninteso , non hanno mai polemizzato ne' in pubblico ne' in privato .

    Ecco l' indole del Professore : non importa che cio' che faccio sia importante , l' importante e' farlo bene . " Irrimediabilmente cattolico " , e' il frettoloso giudizio del reporter economico di un quotidiano di sinistra nel giorno in cui sbarca nell' ufficio di presidente dell' Iri dopo un paio d' anni trascorsi a Bologna , in cattedra , al termine dell' esperienza ministeriale . Un giudizio che Prodi si porta dietro per un pezzo con noncuranza assoluta .

    Sa di essere il piu' laico degli economisti e quegli esami di morale che ha sostenuto all' Universita' cattolica del Sacro cuore di Milano c' e' chi li ricorda come dissertazioni sul filo di una dissacrante ironia .

    L' irrimediabilmente cattolico Professore mette mano al dissesto del parastato con l' abilita' di un cerusico nella diagnosi , ma lamenta l' impossibilita' di applicare un tipo di chirurgia che non sia plastica .

    Gli uomini con cui deve lavorare all' Iri , un pacchetto manageriale preconfezionato , variegato di appartenenze , crediti e debiti di natura politica non e' malvagio (lo dice lui , il Professore) . Lo amano immediatamente i dirigenti operativi , gli stessi che , se presenti , si sarebbero uniti all' applauso del 12 dicembre 1978 . Lo scrutano e gli tendono alcune feroci insidie quelli piu' politici . Non se ne cura . Nel frattempo , nei poco rarefatti ambienti della stampa romana , qualcuno lo battezza " il boiardo dal volto umano " . Ancora una volta , non se ne cura . Cosi' come l' intervista rilasciata da Paolo Cirino Pomicino a Panorama la scorsa settimana per sentenziare la fine dell' era dei professori (insieme con Prodi , nel mirino del ministro per la funzione pubblica e' entrato anche Franco Reviglio) non lo ha scosso . A sfogliarlo , quel librone che raccoglie i ritagli di stampa , i commenti , i vari " saliscendi " , gli editoriali , contiene valutazioni contraddittorie , ma valutazioni che sfrondate delle posizioni obbligate , delle dichiarazioni di principio e di quelle in difesa d' ufficio dei mille e uno interessi che ruotano attorno alle partecipazioni statali , mostrano un disegno strategico che Prodi ha saputo mettere a punto in questi anni .

    Sempre a Panorama , parlando della scadenza ormai prossima del suo mandato , ha espresso alla fine di maggio un desiderio : che gli italiani non gli cerchino un altro posto quando decidera' di tornare all' universita ' , alla sua cattedra . Il chiacchiericcio economico finanziario lo vuole a Ravenna alla guida del gruppo Ferruzzi e con un nomignolo , gia' appioppato , di piu' bella tessera del mosaico di Gardini . Nel concetto ci sono parole che non piacciono al Professore : tessera e mosaico . Con tutte le valenze e i doppi sensi che ne conseguono .

    Romano Prodi silura Umberto Nordio . Lo " abbatte " , come scrivera ' il manifesto la mattina dopo . Si e' trattato di una decisione sofferta , e chi ha lavorato al suo fianco lo sa . Nordio , tutto sommato , era quel misto di manager politico ad alta caratterizzazione tecnica che a Prodi non dispiaceva . Ha rischiato in proprio con quell' attacco ; ha rischiato con la designazione di Carlo Verri . I dietrologi hanno subito capito tutto e consegnato una chiave di lettura ineccepibile . Verri , ex Riv , targato Torino : un debito contratto con il gruppo Fiat , una riparazione allo sgarro di avere solo per un istante pensato che l' Alfa potesse andare alla Ford .

    Un ennesimo segreto del Professore e' quello di collezionare le piu' estrose interpretazioni al suo operato senza darsene per inteso . L' economia e la finanza , ha detto una volta passeggiando davanti alla sua lavagna di Bologna con le maniche della camicia arrotolate senza cura fino a meta' avambraccio , sono cose che prescindono dalla proiezione di desideri .

    E ora il dibattito che anima tiratori scelti e denigratori professionali sulla piazza romana e' se Romano Prodi sia davvero l' uomo giusto per l' Iri anche se corrono pochi mesi alla scadenza del suo mandato e lui mostra di non avere grande intenzione di rimanere in via Veneto a dirigere l' istituto . Verso il cuore del premier La sua mappa di riferimento in termini politici gli indica certamente un sentiero molto facile per accedere al cuore del primo ministro . De Mita , non ne fa mistero , lo stima a fondo . Potrebbe aver pensato di rimpiazzarlo , ma il rapido censimento fatto un giorno con un suo collaboratore lo ha costretto a prendere atto che la sostituzione potrebbe essere un dilemma politico ben piu' consistente di un negoziato che portasse alla fine anticipata dell' incarico di Prodi all' Iri .

    Bettino Craxi e i socialisti in genere sono dipinti come ostili a Prodi . Il signor segretario e i suoi collaboratori hanno pero' preso atto della sua capacita' negli anni in cui hanno governato Palazzo Chigi .

    Certo , c' e' stato il caso Sme : ma dentro e fuori l' Iri , dentro e fuori il Psi , forse e' giunto il momento di una rilettura delle posizioni che vennero assunte in quel rovente mese di maggio di tre anni fa . Fra i segreti del Professore c' e' quella lunga serie di appunti e riflessioni sulla struttura del macrocosmo industriale che l' Iri rappresenta . E ci sono tutte le valutazioni preliminari , i report che stavano dietro alla ristrutturazione radicale della siderurgia italiana che ha sempre dovuto fare i conti con valenze di natura sociopolitica e non ha potuto essere implementata secondo i canali che , in chiave europea , Prodi aveva previsto . Devono essere altrettanto interessanti le carte predisposte per l' operazione Telit , cosi' come sono di un certo peso strategico quelle che stanno alla base della necessita' di una superStet e le considerazioni sulla scarsa portata strategica di un settore alimentare in mano pubblica .

    L' innovazione in due volumi Prodi nel 1967 ha scritto un agile libro intitolato Concorrenza dinamica e potere di mercato . Cinque anni dopo si e' soffermato su La diffusione dell' innovazione nell' industria italiana . Una serie di passaggi logici alla cui base l' irrimediabilmente cattolico boiardo dal volto umano cominciava a coniugare assetti di cambiamento industriale con la necessita' di un' interpretazione dell' impresa a volte troppo sofisticata per la classe di imprenditori politici che ha governato negli anni l' Iri .

    Fra i segreti del Professore c' e' anche quello di un' idea che gli si e' insinuata nella mente in questi mesi : ripercorrere la sua esperienza all' Iri in un lungo saggio che parli della transizione da un modello industriale statale a un altro , la razionalizzazione della trasparenza operativa che a fatica ha cercato di mantenere in questi anni all' Iri . A Prodi poco importa di essere ritenuto l' uomo giusto per l' istituto oggi ; o di esserlo stato ieri . Lo hanno irritato accuse e sospetti circa l' aver favorito con studi e ricerche la sua Nomisma ; lo hanno fatto imbufalire le insinuazioni circa la sua indipendenza operativa .

    A conti fatti , ma non e' ancora il momento di un bilancio , Romano Prodi ha una bottom line in nero . Una macchina forse non ancora razionalizzata in pieno , ma un filo piu' chiara di quella che trovo' a suo tempo . Detesta gli elogi e i riconoscimenti . Ma forse oggi non si stupirebbe della standing ovation di dieci anni fa .

  4. #4
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    Predefinito Re: Prodi, il grande vecchio

    Citazione Originariamente Scritto da screening Visualizza Messaggio

    Re:Prodi, il grande vecchio

    se aspetti interesse da questo forum su questo essere caschi male. qui c'è una folla di galoppini del pd, in servizio permanente effettivo, che sbavano di brutto appena sentono ilnome di questo fallito.

    si dichiarano di sinistra e stravedono per il più democristo di tutti i democristi, l'uomo della cuoria di bologna, il soggetto che ha fatto entrare telefonica in telecom DISTRUGGENDO il valore della socità, che ha presentato l'a

    « Risposta #1 il: 07 Dicembre 2013, 10:42:15 am »




    Il gruppo IRI durante il "regno Prodi"

    Anno Dipendenti
    1938 201.577
    1950 218.529
    1960 256.967
    1970 357.082
    1980 556.659
    1985 483.714
    1995 263.000

    L'epoca Prodi
    Nel 1982 il governo affidò la presidenza dell'IRI a Romano Prodi. La nomina di un economista (seppur sempre politicamente di area democristiana, come il predecessore Pietro Sette) alla guida dell'IRI costituiva in effetti un segno di discontinuità rispetto al passato. La ristrutturazione dell'IRI durante la presidenza Prodi portò a:
    la cessione di 29 aziende del gruppo, tra le quali la più grande fu l'Alfa Romeo, privatizzata nel 1986;
    la diminuzione dei dipendenti, grazie alle cessioni ed a numerosi prepensionamenti, soprattutto nella siderurgia e nei cantieri navali;
    la liquidazione di Finsider, Italsider ed Italstat;
    lo scambio di alcune aziende tra STET e Finmeccanica;
    la tentata vendita della SME al gruppo CIR di Carlo De Benedetti, operazione che venne fortemente ostacolata dal governo di Bettino Craxi. Fu organizzata una cordata di imprese, comprendente anche Silvio Berlusconi, che avanzarono un'offerta alternativa per bloccare la vendita. L'offerta non venne poi onorata per carenze finanziarie, ma intanto la vendita della SME sfumò. Prodi fu accusato di aver stabilito un prezzo troppo basso (vedi vicenda SME).
    Il risultato fu che nel 1987, per la prima volta da più di un decennio, l'IRI riportò il bilancio in utile, e di questo Prodi fece sempre un vanto, anche se a proposito di ciò Enrico Cuccia affermò:

    « (Prodi) nel 1988 ha solo imputato a riserve le perdite sulla siderurgia, perdendo come negli anni precedenti. »

    (S.Bocconi, I ricordi di Cuccia. E quella sfiducia sugli italiani, Corriere della Sera, 12 novembre 2007)

    È comunque indubbio che in quegli anni l'IRI aveva per lo meno cessato di crescere e di allargare il proprio campo di attività, come invece aveva fatto nel decennio precedente, e per la prima volta i governi cominciarono a parlare di "privatizzazioni"


    se aspetti qualche interesse in questo forum sull'argomento che hai sollevato, beh, te lo puoi scordare. qui sono una folla i galoppini del pd in servizio permanente effettivo, tutto il giorno a presidiare il forum. si autodefiniscono di sinistra e sbavano letteralmente quando si parla di questo elemento il democristo più democristo di tutti, l'uomo della curia di bologna, , che , tanto per stare sul recente da te non citato, ha LETTERALMENTE DISTRUTTO il valore di telecom facendo entrare gli spagnoli di telefonica, ha truccato i conti per poter entrare nell'euro, non ha rimborsato l'eurotassa dopo aver spergiurato che l'avrebbe fatto, e come ciliegina ha spaancato le porte del mercato ai cinesi vendendola come grande opportunità, col risultato di far sfracellare le nostre aziende . adesso si limita a dormire, come si può vedere nel video di qualche giorno fa, di fianco a squinzi, con enorme imbarazzo dello stesso squinzi e dei presenti.

  5. #5
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    Predefinito Re: Prodi, il grande vecchio

    quante cagate, voi odiate Prodi solo perchè ha sempre battuto i il povero Silvio

  6. #6
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    Predefinito Re: Prodi, il grande vecchio

    LA SEDUTA SPIRITICA
    Come non ricordare poi l'incredibile seduta spiritica dove, fantasmi, hanno indicato a Romano il nome "Gradoli".
    E questa storia ha avuto il coraggio, la faccia tosta ( e mi fermo ) di ripeterla innumerevoli volte dinanzi a svariate commissioni d'inchiesta (vabbè sono sempre loro ) e tribunali ( pure ).

    La verità si riesce a capire dalle rivelazioni degli stessi assassini, da politici (cossiga) e da altri personaggi più o meno coinvolti direttamente:
    La verità
    Aldo Moro fu rapito dalle brigate rosse e all'interno del gruppo terrorista c'erano da tempo talpe dei servizi segreti.
    Per questo motivo, i servizi segreti sapevano del rapimento prima che avvenisse, e sapevano perfettamente ove fosse la prigione appunto in via gradoli, ed il luogo della carcerazione e della morte del segretario della democrazia cristiana.
    Indipendentemente dai mandanti, che senza dichiarazioni eccezionali, sarà difficile individuare ( in Italia non abbiamo mai saputo nulla riguardo ai veri mandanti di tutte le stragi, dal treno italicus a Capaci ) la responsabilità comunque del governo dell'epoca è assoluta.
    I servizi segreti sapevano dove fosse imprigionato Moro e Andreotti e Cossiga ovviamente lo sapevano.
    Basterebbe questo per indagare più a fondo.
    Ovvio che non scopriremo nulla di ciò che non già non sappiamo.
    Ovvero una classe politica criminale, collusa con la mafie, con le bande locali, con i servizi segreti, con logge segrete, con l'imprenditoria, con il sistema bancario, con il sistema giudiziario, con la finanza estera e con i massimi poteri mondiali.
    Assassini che meriterebbero la costruzione di un carcere apposito per lasciarli li in ergastolo a scontare un millesimo dei danni che hanno provocato all'Italia e ad ogni singolo cittadino italiano.

  7. #7
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    Predefinito Re: Prodi, il grande vecchio

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    quante cagate, voi odiate Prodi solo perchè ha sempre battuto i il povero Silvio
    ci avrei scommesso che citando ilnome dell'ebete questo taroccone arrivava di gran carriera.

    cagate?

    le tue taroccone.
    i tuoi sondaggi tarocchi, i tuoi voltagabbanismi indecenti, quelle sono cagate.

    "AMICI , è CON PIACERE CHE VI ANNUNCIO COME, GRAZIE AD UNO SFAVILLANTE DI PIETRO , IL NOSTRO VELTRONI è DAVANTI A BERLUSCONI DI TRE PUNTI"

    queste sono cagate, tutta roba tua , nero su bianco.

  8. #8
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    Predefinito Re: Prodi, il grande vecchio

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    quante cagate, voi odiate Prodi solo perchè ha sempre battuto i il povero Silvio
    O maronn.... ho l'onore di parlare con un volontario del pd ??? Mi dici quanto ti pagano? Oppure cosa ti hanno promesso?
    Conosco alcune persone, ragazze, che hanno iniziato così, poi segretarie personali, poi amanti.... e adesso sono senatrici!!!
    Dai... hai speranza anche tu.

  9. #9
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    Predefinito Re: Prodi, il grande vecchio

    Considerato che è stato riesumato il nome di Prodi, meglio tenere sempre a mente le sue "gesta".

 

 

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