
Originariamente Scritto da
dakota86
non sono un esperto di economia, di finanza statale, nè di politica economica...mi chiedo però se non sia possibile vendere parte delle riserve auree per ridurre una parte (anche piccola) del debito pubblico o per avere disponibilità per attuare, in un momento di crisi come questo, politiche di sostegno alla gente e alle attività produttive.
Non so quanto siano le riserve (ma credo molte), o se la cosa sia fattibile senza causare danni a lungo termine, ma con un debito di oltre 2000 miliardi sulle spalle, strozzati tra patto di stabilità e fiscal compact, senza possibilità di battere moneta e con tasse a livello da svezia ma con welfare da grecia, mi chiedo se non sia possibile pensare a questa possibilità.
Io sarei per un programma di dismissione di massa di palazzi e beni immobili di pregio (sedi di prefetture non utilizzate, sedi di province in via di smantellamento, sedi di banche d'italia in disuso ecc), ma anche caserme, carceri in pieno centro e tanto altro. Ovvio che vendere degli immobili non è semplice o immediato come vendere oro.
Però, penso io, non è meglio avere dei soldi per finanziare nuove imprese e aiutare quelle in crisi (così da assicurare lavoro, reddito e poi entrate per lo stato), o realizzare infrastrutture, finanziare ricerca, scuola e università anzicchè far fallire centiaia di imprese, portare alla fame la gente, far scappare i cervelli ma avere i caveau pieni di oro!?
Ovvio che tutto questo discorso andrebbe fatto solo dopo un pesantissimo taglio alla gigantesca spesa pubblica (razionalizzaione sanità con introduzione dei costi standard, drastica riduzione di personale del settore pubblico di ogni ordine e grado, salvo la scuola, e per me anche delle spese per le missioni militari).
Se ho scritto caxxate, mi scuso, ma almeno imparo qualcosa...:d
p.s. Se un mod, gentilmente volesse correggere il titolo mi farebbe un favore. Non so se la sezione è giusta...forse stava meglio in economia e finanza!