



Fanculo la libertà
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Web Nostrum
Contributo del prof. Agostino Sanfratello
per una migliore comprensione delle linee guida
da seguire per la comune partecipazione all'impresa
(con piccole aggiunte, non correzioni, di un collaboratore)
Agostino Sanfratello - 20 maggio 2010
Il taglio generale dell'iniziativa mi sembra che potrebbe essere trasversale, ossia abbracciare potenzialmente ogni sponda -- di centro, di destra, di sinistra -- che sia sufficientemente intelligente da capire l'importanza della cosa.
Lo stesso vale anche per l’aspetto confessionale, siano i rappresentanti dei vari siti web o blogs cristiani ortodossi, cattolici, musulmani sunni o sciiti, buddisti, ebrei, induisti o confuciani, essi hanno lo stesso diritto d’espressione garantito costituzionalmente: art. 21 della Costituzione italiana e art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Questo non è fare facile ecumenismo, perchè ognuno, nel proprio ambito, manifesterà apertamente la sua fede e/o idee, senza pretesa alcuna di "dialogo". Ma oltre a essere improponibile chiedere libertà d'espressione per se stessi e negarla agli altri, questa è strategicamente l'unica via percorribile per difendere il diritto d'espressione di tutti.
Discriminante sarà poi la forza della ragione, e non la ragione della forza. (aggiunta blu di un collaboratore)
Se la scelta della trasversalità fosse quella a cui approderete, mi sembra che essa dovrebbe essere enunciata come tale, esplicitamente e pubblicamente.
Per esempio affermando più o meno:
Per questa battaglia, non discriminiamo nessuno e non accettiamo che nessuno esiga da noi che discriminiamo qualcuno: né di destra, né di centro, né di sinistra, né di estrema destra, né di estremo centro, né di estrema sinistra, o di qualsiasi confessione religiosa o filosofica esso sia (aggiunta blu di un collaboratore)
.
Questa infatti non è una incoerente e improponibile "unione" tra dottrine, opzioni politiche o confessionali (aggiunta blu di un collaboratore) tra loro contraddittorie.
Così come non è e non deve essere un artificio tattico per la protezione dell'una o dell'altra opzione politica a danno di altre.
E' invece una trincea comune di difesa e di contrattacco per proteggere la possibilità -- contro il Nuovo Ordine Totalitario Mondiale in accelerata gestazione -- di esprimere ogni e qualsiasi opzione politica, purché essa intenda, con lealtà e rettitudine, perseguire secondo giustizia le proprie diverse concezioni sociali e politiche nella prospettiva del bene comune.
Tutto questo, con l'affermazione comune e il rispetto comune, evidentemente, dell'originario, oggettivo e fondante principio metapolitico e metagiuridico che riconosce l'unità e l'universalità dello statuto etico e giuridico del genere umano.
Principio, questo sì, assolutamente discriminante, nel senso che sarebbe inammissibile affermare che una nazione "eletta" possa pretendere a uno statuto etico e giuridico "eccezionale", che la autorizzi dunque a presumere di non essere vincolata agli stessi princìpi etici e giuridici che vincolano gli altri esseri umani, e di conseguenza la legittimi a compiere ogni crimine contro il resto del genere umano.
Senza questo ferreo principio di non-discriminazione (e senza le misure elementari che permettano il rispetto dei criteri minimi di concordia interna) comincerebbe subito la farsa interminabile e paralizzante delle richieste universali di escludere Tizio, oppure Caio, oppure Sempronio, oppure questo e quell'altro ecc.
Come caso particolare di non-discriminazione, non disciminerei realmente nessuno, neppure "Holy War", nei confronti del quale, se manifestasse l'intenzione di entrare nel comitato (e accettasse dunque il principio sopra enunciato, cosa che "Holy War" non credo dovrebbe avere difficoltà a fare), si potrebbe eventualmente procedere a contatti e discussioni perché vengano eventualmente "aggiustate" e "corrette" certe secondarie espressioni o immagini che potrebbero essere fraudolentemente utilizzate da comuni nemici per nuocere a tutti.
Fino ad allora (ossia fino a quando non sarà chiarita la posizione che "Holy War" decide mantenere), mi sembra comunque che non si dovrebbe assolutamente mai prendere pubblicamente le distanze neppure da "Holy War", o da altri non appartenenti al comitato.
Fino ad allora, a chi intendesse indurci ad aprire il discorso su qualcuno non incluso nel comitato, penso sia bene rifiutare inflessibilmente di aprire il discorso, rispondendo invece inflessibilmente:
"Il comitato risponde di sé e i suoi membri rispondono di loro stessi. Se intendete sapere qulcosa su non appartenenti al comitato, chiedete a loro, non a noi".
Agostino Sanfratello
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Preferisco di no.


Ma da quando i fascisti sono diventati favorevoli alla libertà di espressione?



