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  1. #1
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    Predefinito Altro che scrivere "t'amo" sulla sabbia...

    Ha collezionato caratteri sulla sabbia. Andrew van der Merwe, esperto nell'arte della calligrafia che vive e lavora a Città del Capo, ha realizzato e fotografato una serie di 'intagli' sulle spiagge utilizzando tecniche e strumenti ideati su misura nel corso degli anni. Le sue linee si ispirano in particolare ai sistemi di scrittura africani coloniali e pre-coloniali. L'autore assicura di ricorrere al ritocco solo per questioni di ritaglio o regolazione del contrasto e di creare le sue 'incisioni' con cura, determinazione ed esercizio costante.




    Foto Calligrafie sulla sabbia, l'arte di Andrew van der Merwe - Repubblica.it
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 19-02-14 alle 03:05
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  2. #2
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    Predefinito Re: Altro che scrivere "t'amo" sulla sabbia...

    meraviglioso
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 19-02-14 alle 03:06
    Sognando Copenaghen...

  3. #3
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    Predefinito Re: Altro che scrivere "t'amo" sulla sabbia...

    I disegni sulla sabbia di Andres Amador: quando l’arte “effimera” diventa viva, sensibile ed eterna

    di Caterina Lenti

    Nel corso della storia, l’evoluzione dell’arte può essere tracciata attraverso le opere di artisti visionari che hanno creato nuove forme di espressione artistica. Un rastrello da giardino al posto dei pennelli, un bastone, uno schizzo di riferimento…è quel che occorre ad Andres Amador affinché, percorrendo in lungo e in largo la spiaggia prescelta, utilizzandola al posto di una tradizionale tela, dia vita a “effimeri” capolavori. Andres Amador è un artista californiano, nativo di San Francisco, classe 1971 che, affinando il suo hobby, decora le spiagge come se fossero un grande quadro; avvalendosi del noto Google Earth per individuare le migliori location per le sue opere; attendendo pazientemente la luna piena per sfruttare al massimo la bassa marea e completare i suoi spettacolari disegni prima che il mare se li porti via per sempre. Secondo l’artista sono sufficienti un paio d’ore, una volta che la marea si abbassa, per plasmare le sue creazioni. Dopo aver realizzato uno schizzo sulla carta, con un semplice rastrello da giardino riporta il disegno sulla sabbia abbellendo, con la sua arte, tutto ciò che la natura ci ha donato, incurante dell’impermanenza dei suoi lavori; opere che cambiano l’aspetto delle piccole baite, delle spiagge, della coltre soffice e incontaminata; che sembrano quasi nate da una mano invisibile con una visione d’insieme che ha realizzato ghirigori, forme geometriche, mosaici, simboli, intarsi raffiguranti le forme più strane, giganteschi fiori i cui petali, come in un magico gioco del “m’ama non m’ama” verranno, da lì a poco, cancellati dalle onde del mare.


    Vivendo a San Francisco, in California, si può avere la fortuna di osservare da vicino l’arte temporanea di Andres Amador, che non è un pittore, né uno scultore, ma preferisce per la sua “Playa Painting” (disegni sulla sabbia) un mezzo effimero ma magnifico: una spiaggia sabbiosa con la bassa marea. Trascorre ore per creare questi capolavori, grandi fino a 90 x 150 metri, puntando sui contrasti di colori, utilizzando una corda come guida per effettuare i suoi motivi geometrici e quando gli viene chiesto perché lo fa, egli risponde: ”Una domanda irrispondibile! E’ divertente. Devo essere in spiaggia”. L’arte è un richiamo irrinunciabile per Andres che, traendo ispirazione dalla geometria sacra e dal fenomeno dei cerchi nel grano in Inghilterra, l’ha evoluta per rendere i suoi modelli più organici e frattali. Non solo la Contact improvisation e le arti marziali, anche i disegni sulla sabbia possono rendere tangibili i flussi energetici, rappresentandoli nei modelli presenti in natura che raccontano quel che è accaduto e accade, in un gioco in cui presente e passato “vivono”, si mostrano “sensibili” alle mutevoli condizioni del mare; sono lì a ricordarci la mortalità, la non eternità della bellezza fisica, la durata effimera delle cose, la fragilità della vita, esortandoci ad una riflessione interiore. E’ per questo che le opere dell’artista sono molto più che semplici disegni destinati ad essere cancellati dall’acqua, elevando il suo essere e nutrendo la sua anima su tutti i fronti.

    Bisogna ritenersi fortunati ad imbattersi in uno dei suoi giganteschi “quadri”, ancora più speciali per via della loro temporaneità, dato che non si potrà contemplare la stessa opera a distanza di anni. E’ proprio l’unicità e la transitorietà a rendere straordinaria la sua arte. Andres ottiene una tela perfetta, integrata con l’ambiente circostante, calcolando persino quando la marea si alzerà, facendo scomparire i suoi disegni per sempre. I tempi di realizzazione variano in base alla complessità dei motivi e alla sua ispirazione, lasciando che sia il luogo stesso, con i suoi elementi naturali disseminati lungo le spiagge, a guidare, di volta in volta, il suo “magico” rastrello e la sua incredibile fantasia, mentre tracciano solchi, linee e punti che compongono il suo meraviglioso ricamo. Andres sta per fare un grande passo: stabilirsi nei deserti dello Utah, entrando a far parte di una comunità internazionale improntata su uno stile di vita rigorosamente ecosostenibile. Nell’attesa, continua a diffondere la sua arte in tutto il mondo, con la speranza che gli individui, entrati in contatto con i suoi disegni, traggano la giusta dose di ispirazione per una maggiore riflessione interiore. D’altronde, cosa c’è di più bello che esprimere la propria arte in libertà, emozionando nel contempo gli osservatori? E’ così che l’arte diventa viva ed eterna.

    I disegni sulla sabbia di Andres Amador: quando l'arte "effimera" diventa viva, sensibile ed eterna [FOTO] (clic per visualizzare altre immagini)
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 19-02-14 alle 03:07
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  4. #4
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    Predefinito Re: Altro che scrivere "t'amo" sulla sabbia...

    Castello di sabbia inciso su un granello, spettacolare opera d’arte

    Quando l’arte incontra la natura il risultato è spettacolare. Come il castello di sabbia inciso su un singolo granello, visibile solo al microscopio.


    E’ possibile creare un’opera d’arte talmente piccola da poter essere osservata soltanto con uno specifico microscopio elettronico? Ci è riuscito l’artista Vik Muniz, autore di un castello di sabbia inciso su un singolo granello sempre di sabbia. Un’opera ottenuta grazie alla collaborazione con l’artista e ricercatore al Mit Marcelo Coelho decisamente inconsueta e diversa da quanto Muniz aveva realizzato sino ad oggi. L’artista infatti ha voluto fare uno strappo alla regola, in quanto era solito creare opere dalle dimensioni piuttosto imponenti mentre questa volta ha deciso di miniaturizzare l’arte con una creazione fuori dal comune. Per farla i due hanno utilizzato un’incisione laser che però non ha dato i risultati sperati in quanto il granello di sabbia si rompeva.

    Sono dunque passati ad un’altra tecnologia, generalmente utilizzata nella realizzazione di microchip, ovvero il Fascio Ionico Focalizzato. Il risultato è un castello di sabbia talmente piccolo da non essere visibile neanche con il classico microscopio ottico. Una sensazione che i due artisti hanno definito “strana” poichè simile a disegnare su una tela che non è possibile vedere. Per mostrare i diversi castelli creati sui granelli di sabbia, Muniz e Coelho hanno realizzato una serie di gigantografie fotografando le opere con un microscopio elettronico, ed esponendo il tutto come fossero quadri.

    Castello di sabbia inciso su un granello, spettacolare opera d?arte - C.M.I.
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

 

 

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