Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: La caduta

  1. #1
    Forumista
    Data Registrazione
    14 May 2009
    Messaggi
    878
     Likes dati
    62
     Like avuti
    76
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La caduta

    Prendo spunto da una conversazione nella quale è spuntato fuori questo argomento e, per non andare fuori tema e approfondire quella che secondo me è una questione fondamentale, apro questa nuova conversazione, proponendovi questo quesito: quali sono state le reali cause della caduta del Regno, e quali sono le loro ripercussioni sulla nostra situazione attuale?
    Secondo la "storiografia ufficiale", peraltro negli anni messa in discussione da più parti, i Borbone avevano instaurato un regime retrogrado e oscurantista, che teneva milioni di persone in uno stato di miseria economica e morale; ma, non potendo le idee essere incatenate, appena il popolo ebbe una possibilità di guadagnare la sospirata libertà, si unì con entusiasmo ai mille coraggiosi guidati dal valoroso generale biondo. Le cause del nostro attuale sottosviluppo starebbero nel fatto che, nonostante siano passati oltre centocinquanta anni, era talmente grave la situazione in cui ci avevano portato le varie dominazioni, una più rapace e crudele dell'altra, che ancora oggi stentiamo a riprenderci.
    Secondo la visione "duosiciliana", al contrario, il nostro Regno era il Paradiso in terra: primeggiava in ogni settore, l'industria, le arti e la giustizia erano sviluppate in maniera esemplare, e non c'era nessuno che vivesse in una maniera meno che dignitosa. Le cause nella caduta stanno nel fatto che un tale territorio faceva gola a molti, e rappresentava un temibile concorrente per le potenze imperialiste dell'epoca, che investirono somme ingenti per corrompere alti ufficiali, ministri e perfino parenti stretti del Re, così da conquistarlo con grande facilità. Le cause dell'attuale sottosviluppo sarebbero nella sistematica rapina di ogni nostra risorsa, nella corruzione diffusa dallo Stato piemontese, e dal fatto che quest'ultimo scelse di favorire la criminalità organizzata, così da controllare il territorio limitando le spese e, una volta privatolo di ogni risorsa, sfruttarlo come fonte di manodopera a basso costo e mercato principale per le nascenti industrie del Nord.
    Io credo che entrambe queste interpretazioni siano scorrette, squilibrate perché tendenti a sorvolare su responsabilità importanti; questo è particolarmente grave perché, sempre secondo me, i problemi che portarono al dissolvimento di un Regno con oltre sette secoli di storia furono gli stessi che oggi ci impediscono di riacquistare dignità, libertà e prosperità. Problemi che identifico nella corruzione dilagante, nella drammatica difficoltà di mettersi insieme per raggiungere un obiettivo, nel profondo scollamento tra il popolo e la classe dirigente.
    Non è possibile che uno Stato possa essere conquistato semplicemente pagando, benché profumatamente (cosa che peraltro non fu) la sua classe dirigente: in ogni paese minimamente decente, anche se vi è corruzione, questa non è tale da indurre addirittura regalare l'intera nazione ad una potenza straniera. Il problema, evidentemente era che, oggi come allora, la classe dirigente non identificava il proprio bene con quello del Paese, il quale, quindi poteva tranquillamente andare in malora.
    Non è possibile che, una volta avvenuta l'invasione, a ribellarsi seriamente siano unicamente i cittadini, con mezzi sui quali preferisco sorvolare... Nessun aristocratico, nessun ufficiale dell'Esercito, nessun benestante sentì il dovere di prendere le armi contro gli invasori. Si scrissero bei libri, accorati appelli, furono pronunciati discorsi accorati e idealmente convincenti ma, all'atto pratico, salvo poche eccezioni, la nostra classe dirigente di allora, che sotto Ferdinando prosperava e tramava, è rimasta al suo posto; e quella che oggi continua a tenerci imprigionati nel sottosviluppo e ostaggio della criminalità, è la progenie di quella di allora, altro che piemontesi.
    Per questo sono convinto che, se non faremo un approfondimento serio, disincantato e imparziale sulle cause interne che portarono alla caduta, non ne usciremo mai davvero.
    Scusatemi per la lunghezza, forse eccessiva, del mio intervento...

  2. #2
    esterno alla massa
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    RDS
    Messaggi
    5,043
     Likes dati
    323
     Like avuti
    1,022
    Mentioned
    16 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: La caduta

    analisi molto acuta.
    effettivamente le ricostruzioni storiche alla "pino aprile" o quella neoborbonica dei primati industriali fanno acqua da tutte le parti.
    però c'è un punto che secondo me non hai preso in considerazione ed è questo:
    come mai tra tutti i popoli italici che furono annessi al piemonte e all'italia SOLO il popolo meridionale tirò fuori le palle e si mise a combattere tra i boschi dell'entroterra?
    e ciononostante l'esercito piemontese avesse commesso atrocità pure al nord: basti pensare il veneto ma anche genova bombardata o milano, eppure i loro popoli non ebbero la forza e la volontà di reagire, questi sì che furono annessi senza sparare neanche un colpo.
    di questa circostanza a mio avviso si deve tenere conto quando giustamente ci si indigna di fronte alla inconsistenza della resistenza a fronteggiare garibaldi.
    è una magra consolazione, certo, ma almeno credo che il brigantaggio abbia in qualche modo salvato l'onore.

    per quanto riguarda i motivi più generali, le ragioni della caduta a mio modesto parare, vanno inquadrate nel generale contesto in cui caddero l'impero degli zar e l'impero austriaco
    Ultima modifica di uqbar; 02-04-14 alle 15:00

  3. #3
    Forumista
    Data Registrazione
    08 Aug 2009
    Messaggi
    427
     Likes dati
    21
     Like avuti
    58
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La caduta

    Citazione Originariamente Scritto da Vanvitelli Visualizza Messaggio
    Prendo spunto da una conversazione nella quale è spuntato fuori questo argomento e, per non andare fuori tema e approfondire quella che secondo me è una questione fondamentale, apro questa nuova conversazione, proponendovi questo quesito: quali sono state le reali cause della caduta del Regno, e quali sono le loro ripercussioni sulla nostra situazione attuale?
    Secondo la "storiografia ufficiale", peraltro negli anni messa in discussione da più parti, i Borbone avevano instaurato un regime retrogrado e oscurantista, che teneva milioni di persone in uno stato di miseria economica e morale; ma, non potendo le idee essere incatenate, appena il popolo ebbe una possibilità di guadagnare la sospirata libertà, si unì con entusiasmo ai mille coraggiosi guidati dal valoroso generale biondo. Le cause del nostro attuale sottosviluppo starebbero nel fatto che, nonostante siano passati oltre centocinquanta anni, era talmente grave la situazione in cui ci avevano portato le varie dominazioni, una più rapace e crudele dell'altra, che ancora oggi stentiamo a riprenderci.
    Secondo la visione "duosiciliana", al contrario, il nostro Regno era il Paradiso in terra: primeggiava in ogni settore, l'industria, le arti e la giustizia erano sviluppate in maniera esemplare, e non c'era nessuno che vivesse in una maniera meno che dignitosa. Le cause nella caduta stanno nel fatto che un tale territorio faceva gola a molti, e rappresentava un temibile concorrente per le potenze imperialiste dell'epoca, che investirono somme ingenti per corrompere alti ufficiali, ministri e perfino parenti stretti del Re, così da conquistarlo con grande facilità. Le cause dell'attuale sottosviluppo sarebbero nella sistematica rapina di ogni nostra risorsa, nella corruzione diffusa dallo Stato piemontese, e dal fatto che quest'ultimo scelse di favorire la criminalità organizzata, così da controllare il territorio limitando le spese e, una volta privatolo di ogni risorsa, sfruttarlo come fonte di manodopera a basso costo e mercato principale per le nascenti industrie del Nord.
    Io credo che entrambe queste interpretazioni siano scorrette, squilibrate perché tendenti a sorvolare su responsabilità importanti; questo è particolarmente grave perché, sempre secondo me, i problemi che portarono al dissolvimento di un Regno con oltre sette secoli di storia furono gli stessi che oggi ci impediscono di riacquistare dignità, libertà e prosperità. Problemi che identifico nella corruzione dilagante, nella drammatica difficoltà di mettersi insieme per raggiungere un obiettivo, nel profondo scollamento tra il popolo e la classe dirigente.
    Non è possibile che uno Stato possa essere conquistato semplicemente pagando, benché profumatamente (cosa che peraltro non fu) la sua classe dirigente: in ogni paese minimamente decente, anche se vi è corruzione, questa non è tale da indurre addirittura regalare l'intera nazione ad una potenza straniera. Il problema, evidentemente era che, oggi come allora, la classe dirigente non identificava il proprio bene con quello del Paese, il quale, quindi poteva tranquillamente andare in malora.
    Non è possibile che, una volta avvenuta l'invasione, a ribellarsi seriamente siano unicamente i cittadini, con mezzi sui quali preferisco sorvolare... Nessun aristocratico, nessun ufficiale dell'Esercito, nessun benestante sentì il dovere di prendere le armi contro gli invasori. Si scrissero bei libri, accorati appelli, furono pronunciati discorsi accorati e idealmente convincenti ma, all'atto pratico, salvo poche eccezioni, la nostra classe dirigente di allora, che sotto Ferdinando prosperava e tramava, è rimasta al suo posto; e quella che oggi continua a tenerci imprigionati nel sottosviluppo e ostaggio della criminalità, è la progenie di quella di allora, altro che piemontesi.
    Per questo sono convinto che, se non faremo un approfondimento serio, disincantato e imparziale sulle cause interne che portarono alla caduta, non ne usciremo mai davvero.
    Scusatemi per la lunghezza, forse eccessiva, del mio intervento...
    Si sa, la classe dei notabili meridionali, quella che si recicla sempre e che seppe passare con i piemontesi è questa la vera sciagura del sud.
    La vera causa del disfacimento del Regno: i notabili massoni del sud, possano bruciare in eterno

  4. #4
    Forumista
    Data Registrazione
    14 May 2009
    Messaggi
    878
     Likes dati
    62
     Like avuti
    76
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La caduta

    Citazione Originariamente Scritto da Bartolo Visualizza Messaggio
    Si sa, la classe dei notabili meridionali, quella che si recicla sempre e che seppe passare con i piemontesi è questa la vera sciagura del sud.
    La vera causa del disfacimento del Regno: i notabili massoni del sud, possano bruciare in eterno
    Ok, i massoni. Ma i cattolici, in concreto, cosa hanno fatto? I notabili non massoni, vicini alla Chiesa e anche a casa Borbone, quali soprusi hanno subito, quale resistenza hanno messo in piedi?

  5. #5
    Law & Order
    Data Registrazione
    09 May 2012
    Messaggi
    1,837
     Likes dati
    216
     Like avuti
    487
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: La caduta

    Con le stragi del 1799, gli spergiuri del 21 e le repressioni del 28 e del 49 i Borbone si erano alienati l'appoggio di quella che era la borghesia produttiva né ebbero l'intelligenza di concedere a tempo una costituzione e di rinunciare a parte del proprio potere: i Savoia nel 49 non ritirarono lo Statuto e per quanto sarebbe molto arduo parlare di democrazia (dato il numero di votanti) pure si andò a formare una classe politica distinta dal potere sovrano e con una distinta visione. Un Cavour avrebbe mai potuto diventare capo del governo in continua tensione con il re (Vittorio Emanuele detestava Cavour ma era abbastanza intelligente da capire che sarebbe stato suicida farne a meno) a Napoli? Aggiungere l'errore fatale di isolarsi sul piano internazionale (il regno di napoli aveva pessima stampa in inghilterra, soprattutto per la mancanza di libertà religiosa - il fratello del re che ebbe la pessima idea di innamorarsi di una protestante fu esiliato. I savoia dopo averli massacrati per secoli facevano pace con i valdesi, lasciavano libertà di propaganda religiosa ai protestanti e liberò gli ebrei: tutte cose viste con favore altrove - ma è anche vero che se si fosse trattato degli interessi inglesi, l'inghilterra sarebbe intervenuta a favore, in fondo non aveva alcun interesse a trovarsi nel mediterraneo una nazione unita ed amica della francia. Ma si inimicarono l'inghilterra, quella stessa che si era coperta di infamia per ridargli il trono nel 99), i siciliani che non volevano più stare con i napoletani, la speranza messianica che Garibaldi sapeva suscitare e alla fine l'attacco alle spalle piemontese ed hai il risultato finale di un regno che si sfalda in pochi mesi.
    E' qui che vuoi il trionfo della ragione ellenica / qui dove perfino l'alfabeto è un segno dell'obbrobrio da distruggere? (Luzi, Libro di Ipazia)

  6. #6
    Forumista
    Data Registrazione
    08 Aug 2009
    Messaggi
    427
     Likes dati
    21
     Like avuti
    58
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La caduta

    Citazione Originariamente Scritto da Vanvitelli Visualizza Messaggio
    Ok, i massoni. Ma i cattolici, in concreto, cosa hanno fatto? I notabili non massoni, vicini alla Chiesa e anche a casa Borbone, quali soprusi hanno subito, quale resistenza hanno messo in piedi?
    Mi risulta che i cattolici in larga maggioranza specie i preti di frontiera parteggiarono e aiutarono i briganti. I notabili non massoni stattero a guardare e quindi anche loro sono colpevoli e alla fine tutti si riciclarono con garibaldi tranne qualche eccezione.

  7. #7
    Ladro e Macellaio
    Data Registrazione
    18 May 2010
    Messaggi
    1,187
     Likes dati
    45
     Like avuti
    108
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La caduta

    Citazione Originariamente Scritto da uqbar Visualizza Messaggio
    analisi molto acuta.
    effettivamente le ricostruzioni storiche alla "pino aprile" o quella neoborbonica dei primati industriali fanno acqua da tutte le parti.
    però c'è un punto che secondo me non hai preso in considerazione ed è questo:
    come mai tra tutti i popoli italici che furono annessi al piemonte e all'italia SOLO il popolo meridionale tirò fuori le palle e si mise a combattere tra i boschi dell'entroterra?
    e ciononostante l'esercito piemontese avesse commesso atrocità pure al nord: basti pensare il veneto ma anche genova bombardata o milano, eppure i loro popoli non ebbero la forza e la volontà di reagire, questi sì che furono annessi senza sparare neanche un colpo.
    di questa circostanza a mio avviso si deve tenere conto quando giustamente ci si indigna di fronte alla inconsistenza della resistenza a fronteggiare garibaldi.
    è una magra consolazione, certo, ma almeno credo che il brigantaggio abbia in qualche modo salvato l'onore.

    per quanto riguarda i motivi più generali, le ragioni della caduta a mio modesto parare, vanno inquadrate nel generale contesto in cui caddero l'impero degli zar e l'impero austriaco
    che il RDS non fosse il paradiso in terra non c'è alcun dubbio, così come non lo era nessun altro stato dell'epoca e come ancora oggi non lo è quasi nessuno. si era tutti mediamente poveri, in particolare negli stati preunitari italiani senza dimenticare le ben poco lusinghiere descrizioni delle condizioni di vita ne I Miserabili di Victor Hugo e nell'Oliver Twist di Dickens, rispettivamente nelle "grandi" Francia ed Inghilterra. Quel che è certo è che non era in RDS che si moriva per la pellagra ossia malattie legate alla malnutrizione. In RDS il tozzo di pane non mancava a nessuno... e nel caso c'erano istituti assistenziali che provvedevano per chi nemmeno quello aveva, basta pensare all'istituzione del Real Albergo dei Poveri o all'azione della chiesa nel territorio.
    Quel che sconcerta è che se all'epoca anche in RDS si era soggetti invero all'arbitrio del potente di turno, a condizioni tutto sommato mediamente miserevoli resta da considerare che a tutt'oggi queste condizioni sono state superate più o meno dappertutto... tranne appunto nel Sud Italia.
    Un motivo ci sarà... ed è quello che più di ogni altra cosa dovrebbero domandarsi proprio i meridionali.

 

 

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito