Il problema è il debito pubblico, che per alcuni paesi, Italia in primis, rischia di diventare insostenibile in caso di deflazione. E' soprattutto questo che fa paura, anche a Francoforte lo hanno capito, e si parla di possibile QE della BCE.


Il problema è il debito pubblico, che per alcuni paesi, Italia in primis, rischia di diventare insostenibile in caso di deflazione. E' soprattutto questo che fa paura, anche a Francoforte lo hanno capito, e si parla di possibile QE della BCE.


Lo Stato ha diversi modi per affrontare un alto debito pubblico, ma quello di monetizzarlo, cioè ripagarlo stampando moneta, mi sembra tra i peggiori.
Le alternative, nel mio ordine crescente di preferenza, sono:
1) alzare le tasse
2) stampare moneta (inflazione)
3) consolidare il debito (dichiarare fallimento, o default)
4) privatizzare tutto il patrimonio pubblico
5) ridurre in maniera colossale la spesa pubblica
Purtroppo temo che l'ordine delle preferenze dei politici sia esattamente opposto al mio.
Ultima modifica di Mister Libertarian; 07-04-14 alle 23:48


[QUOTE]Giusto
In realtà nel loro gergo keynesiano i politici e i banchieri intendono per deflazione quella che è in realtà un'inflazione moderata. Nella loro testa danno per scontato che dobbiamo sempre convivere con una certa dose di inflazione.Nel 2014 abbiamo una moneta fiat e deflazione significa che la gente non sta spendendo più una lira per comprare.
Il sintomo è lo stesso ma le cause diversissime.
Ultima modifica di Mister Libertarian; 07-04-14 alle 23:51


La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.
L. von Mises
SILENDO LIBERTATEM SERVO


La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.
L. von Mises
SILENDO LIBERTATEM SERVO


Perdona, ma il fatto che quell'agenzia di protezione che si fa chiamare "stato" sia indebitata fino al collo e godrebbe nel vedersi svalutati i suoi debiti non dovrebbe influire sulla nostra analisi economica. Sarebbe un po' come dire che la deflazione e' da ripudiare a favore dell'inflazione perché cosi tutti coloro che si sono indebitati oltre le loro capacita' possono evitare il fallimento o il ridimensionamento.
Della serie: l'inflazione serve ai pirla per evitare di prendersi le responsabilita' delle loro cazzate. Se questa e' la ragione, allora permetti, ma ben venga la deflazione.




Veramente la deflazione e' tale se la riduzione e' generalizzata: infatti cala il prezzo di tutti i beni e servizi, anche se sono beni intermedi, e quindi le anche le aziende in generale risparmiano. Inoltre la deflazione si accompagna all'aumento di offerta di risparmio per investimenti, il che fa calare i tassi di interesse, e rende piu' profittevole per le imprese investire.
Non e' la domanda che crea l'offerta.... per un semplice motivo: prima di consumare (o scambiare) bisogna produrre.Da un punto di vista macroeconomico, la deflazione credo dovrebbe anche ridurre la velocità del denaro (ie: il ritmo con cui beni e servizi vengono scambiati) in quanto le persone si tengono i soldi in tasca aspettando prezzi migliori danneggiando cosi la domanda E quindi la produzione E quindi di nuovo la domanda poichè i lavoratori vengono licenziati o almeno non assunti ecc in un circolo vizioso; cosa ritenuta quindi negativa (al pari dell'inflazione che, forzando la gente a spendere prima che il denaro perda valore, viene ritenuta almeno per quello positiva in quanto stimola la domanda E quindi blablabla vedi sopra); ammetto cmq che ho solo una conoscenza superficiale del problema.
Se la deflazione conducesse al fallimento dei produttori, i costruttori di personal computer, telefonini, etc... cioe' tutti i beni in costante deflazione, sarebbero gia' falliti.
Ultima modifica di ciddo; 08-04-14 alle 13:10


Se rinvio e' solo perche' non ne ho vero bisogno ... e sto risparmiando, rendendo possibile per altri investire. La crescita economica si basa esattamente sull'acumulazione, cioe' sul rinvio del consumo immediato per investire ed ottenerne uno maggiore in futuro.
Ed e' un male ?In più si tenderà ad allocare tutti gli investimenti nel lungo termine, ovvero dove i tassi sono ancora ragionevolmente accettabili.
ed e' un male ? in pratica si ottiene spontaneamente quello che la BC tenta di fare dirigisticamente ...I tassi a breve saranno sempre più bassi.
Ultima modifica di ciddo; 08-04-14 alle 13:20


Ehm... per questo ho fatto la distinzione fra chi acquista e chi vende. Chiaramente anche un'azienda, mentre sta acquistando certi beni, beneficia di una riduzione di prezzi. Ma, ed ecco che entrano in gioco i miei due esempi di salari o beni esteri, è possibile che l'azienda si trovi schiacciata fra i prezzi che scendono dove vende, e prezzi uguali o addirittura in salita dove compra. E la riduzione dei tassi di interesse non rende affatto più redditizio investire, anzi (visto che i tuoi beni e servizi se sottoposti al fenomeno deflattivo saranno vendibili a prezzi minori); lo rende solo meno "costoso", in quanto pagherai di meno (in interessi) per ottenere accesso ai capitali necessari per la produzione.
Di nuovo, mi sembra una precisazione inutile. Certo che per consumare si deve produrre.... però se non c'è domanda per la tua produzione tu non produci, che ti sia possibile farlo o no. Viceversa se c'è domanda tu continui a produrre e/o aumenti la produzione, anche ricorrendo a capitali di terzi da remunerare pagandone gli interessi.
Quanto alla deflazione, è senza dubbio possibile che possa schiacciare i produttori meno efficienti o anche solo in settori con margini di profitto minuscoli. C'E' un motivo se il dumping, cioè la vendita intenzionale di beni sotto il costo di produzione, è limitata in quanto pratica anticoncorrenziale: essa annienta i produttori incapaci di resistere a quello che, dal loro limitato punto di vista, è un fenomeno deflattivo (cioè la riduzione del prezzo a cui possono vendere il loro prodotto).