Uscire dall’Euro, come vorrebbe Salvini della Lega Nord (ma anche Grillo lo ha urlato più volte nei suoi comizi), sarebbe un disastro assoluto, la strada certa per cadere nel burrone.
Rimanere in questo Euro, o meglio in questa UE, sarebbe ugualmente un disastro, magari di minori proporzioni ma nemmeno tanto.
E allora?
Nouriel Roubini, il noto economista americano che nel 2006 aveva previsto-nello scetticismo generale- la crisi che si sarebbe verificata nel 2008, ha dichiarato:-
-se attacchi frontalmente la crisi finisci col peggiorarla. Le riforme strutturali sono necessarie ma la realtà dei fatti dimostra che deve essere rivisto il loro timing., altrimenti Paesi come l’Italia, la Spagna ecc. dalla recessione non usciranno mai. Le scadenze di finanza pubblica vanno prorogate di alcuni anni. Si è visto che il rigore non solo non basta, ma aggrava giorno dopo giorno la situazione.. Bisogna che l’UE rovesci l’impostazione voluta dalla Germania e puntare sulla più ampia circolazione di moneta per rilanciare la domanda aggregata, i consumi, la capacità di guadagno. Fare insomma come gli Stati Uniti e ora anche il Giappone. Altrimenti il pericolo ogni giorno più serio è quello delle rivolte di piazza, violenza, nuovi nazionalismi. E sempre più spesso nelle elezioni vinceranno partiti di destra, partiti antieuropei e politici populisti.
E’ chiaro che dobbiamo, alle prossime europee, cercare di cambiare il parlamento, e quindi la Commissione, e ovviamente il Commissario. Si deve arrivare a un parlamento dove liste come quella di Tsipras, che certamente entreranno poi nel gruppo PSE, o almeno presumo, siano in preminenza. Perché solo togliendo il bastone del comando a gente come la Merkel, che a sua volta “dirige” quei commissari o presidenti di commissioni che poi sviluppano la politica dell’Unione, si può arrivare a cambiare le cose.
Tsipras, il politico greco di sinistra che ha sperimentato sulla sua pelle la politica della Troika, cioè la politica della Merkel, e aver constatato che la Grecia si sta immiserendo sempre di più, con una disoccupazione che ormai tocca il 32%, dopo aver applicato con serietà tutte le direttive della Stanza dei Bottoni europea, propone la sua Lista per le prossime europee non certo per uscire dall’Euro, ma semplicemente per far mutare la politica così come hanno suggerito economisti di grande spessore, i Krugman, i Fitoussi, i Roubini, Beck, Pisani-Ferry per arrivare perfino al nostro Padoan, tutta gente di grande spessore e non certamente di ideologia comunista.




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