I Padani hanno la fortuna di vivere in uno stato dove vige il dominio culturale levantino.
I nostri governanti sono stati addestrati alla cultura delle favole di "Mille e una notte".
I politici non sono dei bugiardi sono solamente dei contafrottole mediterranei.
Da dopo la guerra siamo stati invasi come una colonia da soggetti politici comunemente conosciuti come cacciafandonie.
Vi era una forte rivalità e ogni politico che si affacciava alla stanza dei bottoni raccontava fandonie più credibili delle precedenti.
Poi arrivò la seconda repubblica, i contafandonie si sentirono spiazzati, erano da rottamare, era arrivato alla ribalta politica il maggior persuasore occulto mai visto.
Veniva da Varese ed era nell'illusionismo un recordman.
Ma adesso si è leggermente allontanato dal teatro comico della politica.
Non ne esistono più dei così forti come lui.
Con nostalgia si ricordano le migliori battute. Per esempio la battuta che il 1995 sarebbe stato l'anno del dragone.
Ora sulla ribalta hanno messo la banda dei Matteo.
Il Matteo padano si mette in quattro per essere all'altezzadel suo predecessore, ma di Bossi ve ne è uno solo. Ne nasce così uno ogni due o tre secoli.
Le battute del Matteo padano sono belle ma sanno di bar, non lasciano il segno. In qualunque bar si sentono delle balle migliorri.
Poi vi è il Matteo toscano, Un ragazzo eccezionale ha il senso comportamentale di Mister Bean.
Da questi ha preso e fotografato una mimica facciale insuperabile.
Però il Matteo fiorentino è superiore a Bean perchè parla anche.
Il fiorentino parlando imita alla perfezione Crozza.
Crozza è il più quotato dei comici italiani, tanto è vero che può permettersi di avere come imitatore nientemeno che il Presidente del Consiglio.




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