Poi ci sono invece quelli che sono alla ricerca di un miglioramento della legge, quelli che dicono: mediamo, facciamo una mediazione, accontentiamoci, chiediamo ai politici di darci un po’ più di libertà, un po’ meno carcere, un po’ meno multe, o che magari, questa è la mediazione ultima che sta venendo fuori dai finiani, molto timidi questi finiani su questo fronte, i quali sarebbero disposti a concederci, bontà loro, di poter fare un riassuntino degli atti di indagine e ci sono dei giornalisti o sedicenti tali che sono felici: evviva, ci lasciano fare un riassuntino!
Ho una bella intercettazione in cui due si mettono d’accordo per andare a rubare insieme i soldi nostri o esultano perché c’è un terremoto che porterà nelle loro tasche appalti e soldi o si mettono d’accordo per scannare persone sane, asportando loro organi vitali sani, per incassare più soldi dalla Regione (vedi scandalo della clinica degli orrori la Santa Rita di Milano) e cosa faccio? Invece di pubblicare le loro parole in modo che ciascuno, senza commento, si faccia un’idea di cosa stavano facendo questi signori e cosa stanno facendo questi signori e quindi che questi signori travolti dall’ondata di sdegno si facciano da parte, spariscano prima che inizi l’udienza preliminare, a prescindere dall’udienza preliminare, perché? Perché le hanno dette loro quelle parole o le spiegano e ci dicono che era tutto uno scherzo, una carnevalata, ma se poi le persone sono state veramente danneggiate nella loro salute, addirittura qualcuna è morta, beh allora a casa subito!
Beh, potrei pubblicare le loro parole e invece cosa ci propongono? Faccia un riassuntino, ma riassuntino intanto non è informazione, informazione è dare il massimo dell’informazione, se ho le parole, ho il dovere di dare le parole ai lettori, non le mie, quelle delle persone intercettate, le mie possono fraintendere, pensate se uno deve fare un riassuntivo di un’intercettazione, chi mi garantisce che il riassuntino che mi fa il giornalista mi riporta i dati essenziali di quell’intercettazione? E se il giornalista sceglie la parte che ha colpito di più lui, in buonafede o se il giornalista ha scelto la parte meno scomoda per il suo editore, per il suo giornale o per le tendenze politiche del suo ?house organ?, se invece uno pubblica il testo, la gente poi l’idea se la fa, invece io intervengo nella mia soggettività a condizionare chi mi legge con un riassuntino mio, chi lo saprà mai se il mio riassuntino era fedele o non era fedele al contenuto?
Poi ci sono anche quelli che non capiscono, ci sono un sacco di neofiti che si improvvisano giornalisti dall’oggi al domani, non capiscono le intercettazioni, non è meglio avere il testo? Oggi chi pubblica il testo integrale rischia una multa fino a 120 Euro, domani rischierà una multa talmente salata, migliaia di Euro che nessuno farà più il servizio di informare con il testo, con le parole esatte degli atti, ma noi dobbiamo dare un’informazione completa, non il riassuntino.
Allora possiamo noi, come categoria dei giornalisti, giornalisti mendicare e piatire un favore da questo Parlamento, da questa maggioranza? Da questa banda di criminali che vogliono impedirci di fare il nostro mestiere e di impedire a voi di sapere le cose che fanno loro? Possiamo chiedere: vi prego, levateci un mese di galera? Vi prego levateci mille Euro di multa?Vi prego lasciateci fare il riassuntino, ma cosa siamo una manica di accattoni? Di pezzenti, che stanno lì con il cappello in mano a misurare la libertà di stampa a centimetri? Libertà di stampa o c’è o non c’è, non c’è l’emendamento migliorativo, se è una portata è una porcata, come si fa a migliorare la porcata?
Lo dico perché già si sente il Colle, il Quirinale, il Capo dello Stato che vigila, che lancia moniti, che esercita la moral suasion che invita maggioranza e opposizione a una riforma condivisa, ma come si fa a condividere una porcata? Una porcata è meno porcata soltanto perché è condivisa, peggio mi sento se è condivisa una porcata, perché vuole dire che non c’è più nessuno che nota che è una porcata o che sono tutti d’accordo per fare una porcata, è molto bene che invece ci sia una netta contrapposizione, su una porcata, altro che condivisa!
Questa riforma non va fatta, non va condivisa, non va emendata, va presa e buttata nel cesso, questa deve essere la posizione di un giornalista serio e di un cittadino serio che vuole il primo informare e il secondo essere informato, questa porcata non serve a nulla di ciò che ci dicono a cui vuole mirare e quindi questa riforma non devono farla, se la fanno, che la facciano nella sua versione peggiore, perché peggio è questa legge e più ci sono possibilità che venga cancellata da una delle autorità di garanzia italiana o internazionali di cui disponiamo per fare cancellare le leggi porcata, le leggi incostituzionali.
Allora cosa serve questa continua trattativa, l’emendamento, il comma, il sottocomma, questa legge si prende in blocco e si butta nel cesso oppure gliela si lascia approvare nella versione più laida, perché così noi dopo, un minuto dopo che questa roba passa, abbiamo delle armi formidabili, intanto abbiamo il referendum abrogativo, un referendum in cui si chiede ai cittadini “volete sapere i segreti del potere o non li volete più sapere? Volete che magistrati e forze dell’ ordine possano ancora acchiappare i ladri, delinquenti, truffatori, corrotti, i mafiosi o non volete più?” E’ un referendum che rischia addirittura di fare il quorum quando si va a votare, potrebbe essere la tomba di Berlusconi e di questo regime e di tutti i berluschini che gli tengono bordone dall’altra parte, perché è bene ricordare che sul bavaglio alla stampa la Legge Mastella del centro-sinistra e la Legge Alfano del centro-destra sono uguali e sul bavaglio alla stampa il programma di Veltroni con cui il centro-sinistra e il PD si è presentano alle elezioni nel 2008 è identico a quello della Legge Alfano, adesso parlano di una legge degna della Spagna di Franco, è una legge degna del programma del PD del 2008 e della Legge Mastella del 2007 che fu votata dall’intera Camera dei Deputati nell’aprile 2007 con 9 persone su 630 deputati che si astennero o non parteciparono al voto, non ci fu un voto contrario!
Quindi questa legge potrebbe essere la tomba di questo regime, perché? Perché abbiamo intanto il referendum abrogativo, poi abbiamo degli strumenti anche più rapidi, ci faremo processare, la violeremo questa legge, Grillo l’ha detto, l’abbiamo detto noi de Il Fatto, per ora siamo stato l’unico giornale in Italia in cui i giornalisti hanno detto: noi un minuto dopo che questa legge verrà approvata, violeremo questa legge e continueremo a raccontare atti di indagini e intercettazioni e quel cavolo che ci pare perché non riconosciamo a questo Parlamento e a non Parlamento e a nessun governo, il diritto di scegliere cosa dobbiamo scrivere e cosa non dobbiamo scrivere, noi come giornalisti dobbiamo attenerci a una sola regola, a un solo limite, il Codice Penale, dobbiamo scrivere soltanto cose vere e soltanto cose di interesse pubblico, le cose false e le cose non di interesse pubblico non le pubblichiamo, il resto pubblichiamo tutto, questo è il nostro unico limite, se qualcuno ce ne impone un altro è fuori dalla Costituzione e è fuori dalla nostra correttezza e dalla nostra deontologia, della nostra missione professionale, quindi noi non su Il Fatto, ovviamente, perché? Perché le multe agli editori servono a far fallire i giornali poveri, noi siamo un giornale povero, mica abbiamo i soldi dello Stato per pagare le multe!
Noi i soldi dello Stato li rifiutiamo, quindi non avendo i soldi se non quelli delle nostre vendite e dei nostri abbonamenti, non li possiamo buttare perché al primo articolo ci staccano 600 mila Euro di multa, ci mangiamo il capitale sociale e la società è fallita, cosa faremo? Eventi in pubblico, teatri, piazze, Paladozza, ora c’è pure Santoro a piede libero finalmente, se riesce a liberarsi della gabbia della RAI, faremo cose per non fare ricadere la responsabilità sugli editori, ma noi come giornalisti de Il Fatto andremo in piazza a raccontare le cose che non si potranno più scrivere e se la gente sarà interessata e lo sarà perché quando una cosa diventa proibita suscita un interesse spasmodico, morboso, la gente verrà in piazza a ascoltare le cose che non si potranno più scrivere, verremo processati per avere violato questa legge facendo disobbedienza civile, nel processo i nostri avvocati chiederanno al giudice di sollevare la questione di legittimità costituzionale davanti alla Consulta, quest’ultima si pronuncerà e vedremo se vince la Costituzione o se vince Alfano, ma c’è uno strumento ancora più rapido per far cancellare questo obbrobrio e è la Corte di Strasburgo, la Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo, qualcuno crede, male informato, che per adire la Corte Europea lo si possa fare soltanto al termine del processo, io giornalista mi faccio processare per avere violato la Legge Alfano e dopo 3 gradi di giudizio se vengo condannato anche Cassazione posso andare alla Corte Europea di Giustizia a chiedere che venga condannata l’Italia per avere violato la Convenzione Europea sui diritti dell’uomo, non è così, altrimenti alla Corte Europea ci potremmo andare se la legge passa prima dell’estate tra 10 anni, invece no.
Franco Siddi, segretario della Federazione della stampa, il sindacato dei giornalisti e Katia Malavenda che è uno degli Avvocati più informati insieme a Oreste Flamini Minuto e a altri che difendono i giornalisti proprio come loro principale attività, non i giornalisti farabutti, i giornalisti che fanno semplicemente il loro mestiere, spiegano che ogni cittadino dell’Unione Europea può proporre, senza attendere i gradi di giudizio, il ricorso alla Corte quando una legge dello Stato di cui fa parte, viola un suo diritto garantito dalla Convenzione Europea per i diritti dell’uomo, quindi le norme che vengono giudicate contrarie alla Convenzione Europea per i diritti dell’uomo che garantisce, tra l’altro, il diritto inviolabile dei cittadini a essere informati e il dovere dei giornalisti e informarli correttamente e completamente, non con il riassunto, le norme giudicate contrarie alla convenzione – dice l’Art. 10 – sono subito disapplicate in base all’Art. 117 della Costituzione, quindi cosa succede? Che se noi cittadini con il diritto di essere informati, facciamo una class action , patrocinata da avvocati bravi, magari la potremo promuovere dei de Il Fatto, quello sì non è vietato o semplicemente noi giornalisti, lesi nel nostro diritto – dovere di informare, ci rivolgiamo alla Corte e la Corte dichiara che quella legge è contraria alla Convenzione Europea per i diritti dell’uomo, a quel punto i giudici italiani possono immediatamente disapplicare la nuova legge appena approvata, quindi questi avranno fatto tutta la fatica di questo mondo, sono 3 anni che si arrabattano per imbavagliare i giornalisti e accecare e assordare i cittadini e tac, con una decisione della Corte Europea, questa legge sarà come se non fosse mai esistita, non ci sarebbe neanche bisogno di abrogarla o di farla fulminare dalla Corte Costituzionale, è lì ma non viene applicata, è come la legge sulle rogatorie, che è contraria alle convenzioni, ai trattati e alle prassi internazionali e non viene mai applicata da nessun Tribunale italiano, nessuno l’ha cancellata, è come se non ci fosse, è lettera morta, è un aborto!