12 maggio 2014: infra l'Ottava di San Giuseppe


12 maggio 2014: infra l'Ottava di San Giuseppe


13 maggio 2014: San Roberto Bellarmino, vescovo, confessore e dottore della Chiesa
Nacque nel 1542 a Montepulciano in Toscana. Entrò nella compagnia di Gesù a Roma. Ordinato sacerdote, tenne celebri dispute in difesa della fede cattolica e insegnò teologia nel Collegio romano. Eletto cardinale e nominato vescovo di Capua, contribuì con la sua attività presso le Congregazioni romane alla soluzionedi spinosi problemi. Morì a Roma nel 1621.
Dal trattato "Elevazione della mente a Dio" di San Roberto Bellarmino, vescovo.
Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi ti invoca " (Sal 85, 5); chi non ti servirà con tutto il cuore, dopo aver cominciato a gustare anche per poco la dolcezza della tua paterna signoria? Che cosa comandi, Signore, ai tuoi servi? " Prendete, dici, il mio giogo sopra di voi " (Mt 11,29). E quale è il tuo giogo? " Il mio giogo", dici, " è dolce e il mio carico leggere " . Chi non porterà molto volentieri un giogo che non stringe, ma accarezza, e un peso che non opprime, ma solleva? Perciò giustamente hai aggiunto: " E troverete ristoro per le vostre anime". E qual è questo tuo giogo che non affatica, ma riposa? Sicuramente il primo e più grande comandamento: " Amerai il Signore Dio tuo con il cuore" Che cosa vi è di più facile, di più soave e dolce, che amare la bontà, la bellezza e l'amore? E tutto questo sei tu, Signore mio Dio. Sì, è veramente grande la ricompensa per l'osservanza dei tuoi comandamenti. Quel primo e più grande comandamento è vantaggioso per l'uomo che obbedisce più che per Dio che comanda. Ma ogni altro comandamento di Dio perfeziona colui che obbedisce, lo eleva, lo istruisce, lo illumina, infine lo rende buono e beato. Perciò se hai saggezza, comprendi che sei creato per la gloria di Dio e per la tua eterna salvezza. Questo è il tuo fine, questo il centro della tua anima, questo il tesoro del tuo cuore. Se raggiungerai questo fine sarai beato, se ti allontanerai da esso sarai infelice. Perciò stima vero bene per te ciò che ti conduce al tuo fine, vero male ciò che te lo fa mancare. Avvenimenti prosperi o avversi, ricchezze e povertà, salute e malattia, onori e oltraggi, vita e morte, il sapiente non deve né cercarli né fuggirli per se stessi. Ma sono buoni e desiderabili solo se contribuiscono alla gloria di Dio e alla tua felicità eterna. Sono cattivi e da fuggire se la ostacolano.
[ Testo tratto dal sito a cura dei Monaci Benedettini Silvestrini del Monastero San Vincenzo M. ]
Il corpo si venera dal 1923 nella terza cappella di destra di S. Ignazio di Loyola a Campo Marzio. Le ossa ricomposte, legate con fili d’argento, ricoperte da abiti cardinalizi, il volto e le mani ricoperti d’argento,sono visibili sotto l’altare a lui dedicato. Alla morte fu deposto nella cripta della casa professa e, dopo un anno, nel sepolcro nel quale era stato il corpo di S. Ignazio. Nato a Montepulciano il 4 ottobre 1542 morì a Roma il 17 settembre 1621. L’eroicità delle sue virtù furono decretate nel 1920, dopo tre anni si ebbe la sua beatificazione; fu canonizzato il 29 giugno del 1930 e dichiarato Dottore della Chiesa Universale il 17 settembre 1931.
M.R.: 13 maggio - San Roberto Bellarmino, della Compagnia di Gesù, Cardinale e già Vescovo di Capua, Confessore e Dottore della Chiesa, il cui giorno natalizio si celebra il diciassette Settembre.
[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]


13 maggio 2014: infra l'Ottava di San Giuseppe


14 maggio 2014: Ottava della Solennità di San Giuseppe


14 maggio 2014: Commemorazione di San Bonifacio martire
Bonifacio di Tarso, santo, martire, le sue reliquie sono, insieme a quelle di S. Alessio, nell’urna marmorea posta sotto l’altare maggiore della chiesa dei Ss. Bonifacio ed Alessio all’Aventino. Il corpo è già indicato qui sepolto dall’Itinerario De Locis Sanctis Martyrum. Dopo il ritrovamento delle sue spoglie, queste, il Martedì delle Palme del 1217 furono deposte da Onorio III sotto l’altare maggiore della stessa chiesa. La testa di Bonifacio è venerata in una teca d’argento a forma di busto.
M.R.: 14 maggio - A Tarso, nella Cilicia, il natale di san Bonifacio Martire, il quale, martirizzato sotto Diocleziano e Massimiano, e quindi trasportato a Roma, fu sepolto sulla via Latina


come va, Baffo? sempre in gamba
viva Cristo Re
...Parafilia


Si sopravvive decorosamente
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15 maggio 2014: San Giovan Battista Lasalle, confessore
Nacque a Reims in Francia il 30 aprile 1651 da una famiglia cattolica influente. A undici anni riceve la tonsura e a sedici diventa canonico della cattedrale di Reims. Alla morte dei genitori deve occuparsi dell'amministrazione dei beni di famiglia e della tutela dei suoi fratelli. Ciò nonosante continua i suoi studi di teologia, che terminerà con il dottorato nel 1680. Divenuto sacerdote il 9 aprile 1678, lasciò presto il canonicato per dedicarsi interamente all'educazione e all'istruzione dei fanciulli delle classi povere e alla preparazione degli insegnanti. Per realizzare ciò abbandona la casa natale e va a vivere con loro. Da questa comunità, fondò i "Fratelli delle scuole cristiane" e operò una notevole rivoluzione nel mondo dell'educazione: fu infatti il primo a sostituire la lingua latina con quella parlata nell'insegnamento. Ha inoltre rinnovato radicalmente il metodo scolastico, mettendo le basi per la diffusione dell'istruzione popolare, elaborando nuovi principi pedagogici. La congregazione da lui fondata, fra difficoltà enormi, fu il primo istituto laicale e agli inizi incontrò la diffidenza delle stesse autorità ecclesiastiche che non vedevano di buon grado la costituzione di una comunità di laici consacrati alla conduzione di scuole gratuite. Morì a Saint Yon, vicino a Rouen il mattino del 7 aprile 1719, venerdì santo.
La sua spiritualità si modella su quella della scuola francese del secolo XVII e le sue costituzioni sono servite a lungo come modello per altre congregazioni. Papa Pio XII lo ha dichiarato patrono dei maestri cattolici, perché essi sentano l'esigenza di una autentica formazione popolare cristiana. E' stato beatificato il 19 febbraio 1888, canonizzato infallibilmente il 24 maggio 1900 e proclamato Patrono degli insegnanti il 15 maggio 1950.


16 maggio 2014: Sant'Ubaldo vescovo e confessore
Appartenente ad una nobile famiglia originaria della Germania. Rimasto ben presto orfano di entrambi genitori, Ubaldo fu allevato da un omonimo zio che curò la sua educazione religiosa e l’intellettuale. Ordinato sacerdote nel 1114, qualche anno più tardi Ubaldo veniva eletto priore della sua canonica, di cui riformò la disciplina e il costume. La fama del suo nome e delle sue virtù si era diffusa al di fuori della sua città, tanto che Perugia nel 1126 lo acclamò suo vescovo. Ubaldo però, schivo di tanto onore, si recò subito a Roma per chiedere al Papa Onorio II di essere esonerato da tale incarico, ottenendone grazia. Il vescovo Ubaldo governò la diocesi di Gubbio per 31 anni, durante i quali superò felicemente avversità ed ostacoli, riuscendo a piegare con la dolcezza i suoi nemici e ad ammansire gli avversari con la mitezza d’animo.


17 maggio 2014: San Pasquale Baylon, confessore
Nato il giorno di Pentecoste, il 16 maggio 1540, a Torre Hermosa nel regno spagnolo di Aragona, e morto nei pressi di Valencia, a Villa Real il 17 maggio 1592, giorno i Pentecoste, quest'umile "frate laico" che non si sentì degno di accedere all'ordine sacerdotale, fu davvero "pentecostale", cioè favorito dagli straordinari doni dello Spirito Santo, tra cui il dono della sapienza infusa. Pasquale Baylon, illetterato, trascorse gli anni della vita religiosa svolgendo la modesta mansione di portinaio, ma è considerato addirittura "il teologo" dell'Eucaristia, non solo per le dispute che egli sostenne con i calvinisti di Francia, durante un suo viaggio a Parigi, ma anche per gli scritti che egli ci ha lasciato, una specie di compendio dei maggiori trattati su questo argomento. Al di là delle dotte dissertazioni, l'Eucaristia fu il centro della sua intensa vita spirituale e meritò di essere proclamato da papa Leone XIII patrono delle opere eucaristiche, e più tardi patrono dei congressi eucaristici internazionali. I suoi biografi raccontano che durante le esequie, al momento dell'elevazione dell'ostia e del calice, il frate già irrigidito dalla morte riaperse gli occhi per fissare il pane e il vino della mensa eucaristica e rendere l'ultima testimonianza del suo amore al divino sacramento. I suoi genitori, molto poveri, l'avevano avviato al lavoro in tenera età, mandandolo dietro il gregge di famiglia e più tardi come garzone di un ricco allevatore. Lontano dal consorzio umano e dalla chiesa, trascorreva ore intere in orazione, privandosi del poco cibo per mortificare il proprio corpo, che sovente assoggettava a dolorose flagellazioni. A diciott'anni fece domanda di essere ammesso al convento di S. Maria di Loreto dei francescani riformati alcantarini, ma gli venne opposto un netto rifiuto. Egli rifiutò a sua volta una cospicua eredità offertagli da un ricco allevatore della zona, Martino Garcia. Infine la fama della sua santità e di alcuni prodigi compiuti gli aprì le porte del convento, dove poté emettere i voti religiosi il 2 febbraio 1564, come "fratello laico", non sentendosi degno di aspirare al sacerdozio. Mentre pascolava il gregge poco lontano dal convento, prima di esservi ammesso, cadeva in estasi allo scampanellio dell'elevazione. Questo èmpito di devozione eucaristica fu il contrassegno anche della sua vita religiosa, durante la quale accrebbe le mortificazioni inflitte al suo corpo, debilitandolo fino al limite delle capacità di resistenza. Morì giovane, all'età di cinquantatrè anni. Ventisei anni dopo, il 29 ottobre 1618, veniva proclamato beato e nel 1690 santo.
[ Tratto dal sito La Lode. ]