
Originariamente Scritto da
Manfr
Dico una cosa molto chiara: la priorità è battere queste destre fascioliberiste.
Se non troviamo una quadra sui temi che per noi sono importanti, non smanio per ottenere poltrone e poi doverci fare la guerra in CdM: insieme per sconfiggere le destre, su una serie di punti programmatici condivisi, e in seguito libertà sul resto.
Sul punto immigrazione, per quanto mi riguarda non è possibile affrontare il problema senza prendere atto che :
- L'attuale politica migratoria (reale e ancor di più quella ipotetica PIRriana) è discriminatoria, criminogena e propedeutica a creare eserciti industriali di riserva, fatti di disperati e di opportunisti, che tengano bassi i salari.
-Per rispondere, è necessario dare reali poteri al Frontex, fare accordi coi paesi rivieraschi per gestire direttamente in loco la partenza, l'assunzione e anche le domande d'asilo dei migranti, in strutture apposite cogestite da UE, organizzazioni internazionali e Stati locali.
-Sui richiedenti asilo, loro gestione e allocazione su scala europea, e realizzazione di un ponte umanitario di navi militari che pattuglino le aree di maggior flusso marittimo; i CIE vanno seriamente rivisti, è criminogeno tenere assieme rifugiati, sbarcati che vogliono lavorare, malati e criminali in attesa di espulsione.
-In questa fase, è folle pensare di aumentare i flussi: si espellano i delinquenti con reale accompagnamento alla frontiera, si regolarizzino gli altri clandestini di cui evidentemente l'economia ha bisogno, e poi si faccia una reale ricognizione del numero di immigrati necessari, che in un momento di grave disoccupazione e avanzata dei fascismi non può che essere minore rispetto al passato.
-Nell'accesso ai servizi sociali locali, per ripristinare un minimo di equilibrio, sarebbe il caso di dare la priorità, a parità di punteggi, ai residenti di lunga durata (5 anni o più), a prescindere dalla nazionalità ma privilegiando la continuità e l'integrazione in una comunità.
-Contemporaneamente si metta realmente mano all'integrazione scolare e culturale: più fondi per classi ponte pomeridiane di italiano per stranieri nelle scuole, intervento diretto dei sindacati nella gestione dei flussi migratori, normativa sulla cittadinanza. Sul tema ius soli, trovo giusto che un immigrato, se vuole diventare cittadino italiano, lo possa essere dopo 5 anni di residenza anzichè 10, superando appositi test di lingua e cultura: ma non vedo la necessità di automatismi. Non è detto che chiunque venga qui ci venga con l'intenzione di diventare italiano.
-In generale, privilegiare l'immigrazione ciclica, semplificandola e incoraggiandola, e organizzare dei punti per l'immigrazione nelle regioni estere da cui c'è maggiore afflusso (per dire, la Valacchia e l'Oltenia in Romania) per strappare alla tratta e alla criminalità il processo migratorio. L'immigrazione può essere una ricchezza per entrambi i Paesi, se ben gestita, ma anche un grave danno se crea marginalità nel Paese d'arrivo e se depreda di energie fresche e capacità qualificate il Paese di partenza.