Grillo viene attaccato da destra e da sinistra come portabandiera dell’antipolitica, come un disfattista, come uno che commette il grave reato di minare la fiducia e il rispetto che i cittadini provano per i propri rappresentanti.
Grillo addebita la disfatta della democrazia a suppergiù tutta la classe politica nazionale. E un altro poco pare che commetta un reato di lesa maestà perché la Politica non si tocca. Solitamente gli rispondono che ci son ladri e mafiosi e corrotti, però la maggior parte dei politici “fa onestamente il proprio lavoro”. Grillo invece dice: <<tutti a casa>>.
La Lega dice le stesse cose di Grillo dichiarando che in una parte dell’Italia la classe dirigente (politici e non politici di nomina politica) sono il cancro del Paese e da questo cancro se ne vogliono separare con una bella escissione. E la Lega mazzola i politici del sud, la cattiva amministrazione, eccetera. Però quando a manifestare queste idee sovversive, disfattiste, antipolitiche e squalificanti un’intera classe politica di metà Paese (perchè, dico io, a rovinare il sud non saranno state 2 o 3 mele marce...) è la Lega, questi dardi diventano programma di governo. Non si parla di lesa maestà della Politica, non c'è sovversione.
Se ha ragione la Lega, ha ragione anche Grillo, non vedo altre vie.
Solo che politicamente ciò che vuole fare la Lega salva le poltrone di tutti, amministratori del nord e del sud, quindi non danneggia materialmente e patrimonialmente i politici e quindi la cosa è ben vista da chi decide.
Grillo invece vorrebbe spedire a casa chi ruba o è corrotto colluso o ha dimostrato di non saper amministrare.


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