



io resto del parere che se l'uomo perde è perchè si è rimbambito e vuol perdere lui. e quindi, come ogni organismo che diventa debole, merita di perdere.


A me pare che non dovrebbe essere una "gara" a chi vince e chi perde... sarebbe auspicabile che l'uomo si liberasse di certi stereotipi e vincoli (che danneggiano anche lui) e le donne ottenessero il riconoscimento concreto di almeno le stesse opportunità. Potrebbe essere una partita win-win, se solo si volesse.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




guidano da cani (nessuna pilota degna di questo nome o quasi) poi magari sono piùù prudenti..
magari la donna ti inchioda in mezzo all'incrocio perchè vede un'ombra, poi sta all'uomo tamponarla e provocare l'incidente per la sua guida spavalda che non concepisce certe cose
"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


Saresti più credibile senza aver postato quei 3 articoli ridicoli sulle donne più brave al volante, o quello sulla fine del maschio, o quello sulle 6 migliori laureate che erano donne (e spero che la frase non vada presa in senso letterale....). Francamente, dopo 2 pagine in cui inneggi a ogni caso in cui le donne sembrano risultare "migliori" dire ora che non pensi sia una gara sembra un pò ipocrita.
Ciò detto, apparentemente non si può negare che l'importanza del sesso maschile nella società occidentale sia diminuita rispetto a qualche decennio fa. Dalla composizione delle classi dirigenti al ruolo di pater familias, la parità di opportunità ormai è presente.... nonostante lo starnazzare delle femministe più estreme sulla mancata parità di risultati (es: 50% di politici, ceo, ecc donne) che pure è presumibilmente creata dal dimorfismo sessuale della nostra specie.
Che queste trasformazioni siano ANCHE un bene tuttavia è da dimostrare: il tessuto sociale sta andando a quel paese, con uno scoppiare di divorzi e madri single impoverite, senza che sia dimostrato come una donna "in carriera", mediamente, sia più felice della precedente casalinga o donna impiegata solo con diploma che si dedicava a casa e figli ben più di quanto faceva il marito.


Rally, la classifica delle donne pilota più brave: al primo posto Molly Taylor | Blog Strada Facendo
Sei rimasto indietro...temo.
Ultima modifica di Druuna; 08-05-14 alle 14:31
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la strada da percorrere (dal mio punto di vista) è la complementarietà, non la falsa parità e tantomeno la supremazia di uno sull'altra.
In natura ogni organismo funziona nell'interesse proprio e dell'altro, i rapporti umani dovrebbero non rappresentare un'eccezione.
Ultima modifica di Lèon Kochnitzky; 08-05-14 alle 14:22


Non so cosa dirti... è così. Ci siamo laureate tutte con 110 e lode. I maschi sono venuti dopo di noi. Mica posso dirti una balla per farti contento.
Non è che io condivida il tono dell'articolo... è uno spunto di discussione.
Francamente, dopo 2 pagine in cui inneggi a ogni caso in cui le donne sembrano risultare "migliori" dire ora che non pensi sia una gara sembra un pò ipocrita.
Sinceramente non mi identifico affatto con il femminismo. Inoltre ci sarebbe da discutere su cosa si intenda con la parola "femminismo", perchè il "femminismo" al singolare è come "il comunismo", cioè un fenomeno storico.Ciò detto, apparentemente non si può negare che l'importanza del sesso maschile nella società occidentale sia diminuita rispetto a qualche decennio fa. Dalla composizione delle classi dirigenti al ruolo di pater familias, la parità di opportunità ormai è presente.... nonostante lo starnazzare delle femministe più estreme sulla mancata parità di risultati (es: 50% di politici, ceo, ecc donne) che pure è presumibilmente creata dal dimorfismo sessuale della nostra specie.
Ci sono tante discussioni sulla questione di genere, ma sono sia sul lato femminile che maschile.
Certo che se le femministe storiche non avessero "starnazzato" un po', col cavolo che avremmo divorzio, legge 194, e una serie di altri diritti sacrosanti.
Sulla "felicità" della donna costretta ad adattarsi ad un unico destino, mi sentirei di dirti che il 99% ti farebbero un ombrello gigante.
Che queste trasformazioni siano ANCHE un bene tuttavia è da dimostrare: il tessuto sociale sta andando a quel paese, con uno scoppiare di divorzi e madri single impoverite, senza che sia dimostrato come una donna "in carriera", mediamente, sia più felice della precedente casalinga o donna impiegata solo con diploma che si dedicava a casa e figli ben più di quanto faceva il marito.
Il problema è che ancora, le non pari opportunità costringono le donne che vogliono realizzarsi in qualcosa che non sia fare torte o cambiare pannolini, a fare comunque un doppio lavoro.
Il giorno che si potrà DAVVERO scegliere, allora si potrà capire che cosa rende felici le persone.
Io credo che non ci sia una singola cosa che fa la felicità di tutti (uomini o donne che siano). Quello che rende felici è la possibilità di scegliere con relativa libertà.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


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