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Discussione: Focus Libia

  1. #1281
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Caro Vorenus,io per la futura e certa fine di Sarraj più che i mesi conterei invece le settimane,in quanto in Libia nonostante l'appoggio dell'ONU e della nostra Italietta,a proposito ma è mai possibile che i nostri(si fa x dire ovviamente)S-governanti,finiscono sempre x puntare sul cavallo sbagliato?
    Capisco che siamo una colonia USA,ma a tutto c'è un limite!
    X informazioni chiedere a Siad Barre nella Somalia degli anni '80,Karzai e poi Ghani in Afganistan(detti ironicamente i sindaci di Kabul!)e più recentemente a Morsi capo della fratellanza Musulmana ed ex presidente in Egitto?
    X NON parlare degli altri leaders che sono stati rovesciati da veri e varii movimenti di liberazione(Vietnam,Laos,Cambogia ed altri) in altre nazioni,sia Africane che Mediorientali od Asiatiche!
    un saluto
    Alexfaro

  2. #1282
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  3. #1283
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Vorenus Visualizza Messaggio
    non esiste una libia del genere...

    quella mezzasega di sarraj ha i mesi contati...
    mesi ? sei ottimista
    in europa c'è chi paga e chi prende....


    http://www.europarl.europa.eu/news/i...i-stati-membri

  4. #1284
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Libia, le tribù del Sud siglano la pace e si impegnano a bloccare i migranti

    L’Italia garante dell’intesa, firmata al Viminale dopo una maratona di 72 ore. Decisivo il ruolo del ministro Minniti con i leader di Tebu, Suleyman e Tuareg

    La riunione dei capi delle tribù libiche con il ministro dell’Interno Marco Minniti nella sala del consiglio del Viminale

    Pubblicato il 02/04/2017
    Ultima modifica il 02/04/2017 alle ore 07:47
    grazia longo
    roma

    Un accordo di pace tra le tribù del Fezzan, siglato in un clima top secret, venerdì sera al ministero dell’Interno, accelera la lotta all’emergenza dei flussi migratori. D’ora in poi si intensificherà non solo il controllo delle coste libiche, ma anche quello a Sud del Paese, lungo i 5 mila chilometri al confine con Ciad, Algeria e Nigeria.

    E se per il primo monitoraggio si è rivelata determinante l’intesa del 2 febbraio scorso tra il nostro presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, e il premier Fayez Al Sarraj, ora nel presidiare i confini della Libia meridionale diventa strategica la pace nel Fezzan, nel cuore del deserto del Sahara. Il patto tra le tribù Tebu e Suleiman è avvenuto alla presenza dei Tuareg e del vice premier libico Ahmed Maitig, con la supervisione del ministro Marco Minniti.

    Un altro passo avanti del nostro governo, nel caso specifico del titolare del Viminale, nell’assumere sempre più il ruolo di garante nella pacificazione strategica in Libia, indispensabile per affrontare il traffico degli esseri umani, ma anche la minaccia del terrorismo islamico.

    Il patto, venerdì sera, è stato firmato nell’ampia e luminosa sala del consiglio del Viminale - quella in cui prima dell’utilizzo di Palazzo Chigi si riuniva il consiglio dei ministri - e maturato proprio grazie all’impegno di Minniti. Il quale, prima dell’appuntamento collettivo, ha incontrato a Roma singolarmente, negli ultimi mesi, i capi tribù Tebu, Suleiman e Tuareg, per ascoltare le ragioni di ciascuno. Sullo sfondo dell’intesa appena raggiunta non ci sono, infatti, regole e codici tradizionali, ma quella diplomazia del deserto basata sulla fiducia e sulla mediazione personale.

    E ora se ne raccolgono i frutti. Sul fronte libico meridionale, l’Italia interverrà con mezzi e risorse per la formazione del personale. «Sarà operativa una guardia di frontiera libica - annuncia il numero uno del Viminale – per sorvegliare i confini a Sud della Libia, su 5000 chilometri di confine. Mentre a Nord, contro gli scafisti sarà operativa la guardia costiera libica, addestrata dalle nostre forze, che dal 30 aprile sarà dotata delle 10 motovedette che stiamo finendo loro di ristrutturare».

    Lo stop alla guerra tra le tribù Tebu e Suleiman - che solo negli ultimi anni ha provocato 500 morti - segna una svolta sul fronte immigrazione sia per l’Italia, sia per gli altri Paesi europei. «Sigillare la frontiera a Sud della Libia - prosegue il ministro - significa sigillare la frontiera a Sud dell’Europa».

    La discussione è stata animata e intensa. Sessanta capi clan - chi in abiti occidentali, chi con la lunga tunica, il turbante e la tagelmust, la sciarpa bianca a coprire il volto – hanno discusso per 72 ore, al secondo piano del ministero dell’Interno, intorno a un enorme tavolo ovale in legno scuro. Protagonisti principali i capi degli Awlad Suleiman e i Tebu, ma c’erano anche i leader Tuareg. Per i Tebu è intervenuto il sultano Zilawi Minah Salah, per i Suleiman il generale Senussi Omar Massaoud mentre per i Tuareg, Sheikh Abu Bakr Al Faqwi. Il compromesso era quanto mai atteso, perché se è vero che l’Italia e l’Europa hanno molto da guadagnare dalla stabilità in Libia, è altrettanto certo che da quelle parti c’è stata una guerra e poi sei anni di caos istituzionale. Va quindi ricostruita una società dalle fondamenta e grazie alla pace raggiunta si potrà procedere alla realizzazione di opportunità di sviluppo alternativo ai profitti dei traffici illeciti, alla riapertura dell’aeroporto di Sebha e alla cooperazione transfrontaliera con le tribù sorelle in Ciad e in Niger. La riconciliazione tra i Tebu e i Suleiman permetterà inoltre alle due tribù di unire le forze per contrastare la criminalità, il terrorismo e lo jihadismo. Non va infatti dimenticato che, poiché l’Isis è ormai sulla difensiva in Iraq e Siria, diventa prioritario proteggere quest’area del Mediterraneo da un ritorno di foreign fighters.

    Ma una domanda si impone: la pace appena ufficializzata sarà mantenuta? Le premesse non mancano: «Per noi che siamo beduini, gli accordi sono un fatto di sangue» hanno detto i capi tribù salutando il ministro Minniti. La sua risposta non si è fatta attendere: «Io sono calabrese, e anche per la regione da cui provengo conta il sangue».

  5. #1285
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Vorenus Visualizza Messaggio
    Libia, le tribù del Sud siglano la pace e si impegnano a bloccare i migranti

    L’Italia garante dell’intesa, firmata al Viminale dopo una maratona di 72 ore. Decisivo il ruolo del ministro Minniti con i leader di Tebu, Suleyman e Tuareg

    La riunione dei capi delle tribù libiche con il ministro dell’Interno Marco Minniti nella sala del consiglio del Viminale

    Pubblicato il 02/04/2017
    Ultima modifica il 02/04/2017 alle ore 07:47
    grazia longo
    roma

    Un accordo di pace tra le tribù del Fezzan, siglato in un clima top secret, venerdì sera al ministero dell’Interno, accelera la lotta all’emergenza dei flussi migratori. D’ora in poi si intensificherà non solo il controllo delle coste libiche, ma anche quello a Sud del Paese, lungo i 5 mila chilometri al confine con Ciad, Algeria e Nigeria.

    E se per il primo monitoraggio si è rivelata determinante l’intesa del 2 febbraio scorso tra il nostro presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, e il premier Fayez Al Sarraj, ora nel presidiare i confini della Libia meridionale diventa strategica la pace nel Fezzan, nel cuore del deserto del Sahara. Il patto tra le tribù Tebu e Suleiman è avvenuto alla presenza dei Tuareg e del vice premier libico Ahmed Maitig, con la supervisione del ministro Marco Minniti.

    Un altro passo avanti del nostro governo, nel caso specifico del titolare del Viminale, nell’assumere sempre più il ruolo di garante nella pacificazione strategica in Libia, indispensabile per affrontare il traffico degli esseri umani, ma anche la minaccia del terrorismo islamico.

    Il patto, venerdì sera, è stato firmato nell’ampia e luminosa sala del consiglio del Viminale - quella in cui prima dell’utilizzo di Palazzo Chigi si riuniva il consiglio dei ministri - e maturato proprio grazie all’impegno di Minniti. Il quale, prima dell’appuntamento collettivo, ha incontrato a Roma singolarmente, negli ultimi mesi, i capi tribù Tebu, Suleiman e Tuareg, per ascoltare le ragioni di ciascuno. Sullo sfondo dell’intesa appena raggiunta non ci sono, infatti, regole e codici tradizionali, ma quella diplomazia del deserto basata sulla fiducia e sulla mediazione personale.

    E ora se ne raccolgono i frutti. Sul fronte libico meridionale, l’Italia interverrà con mezzi e risorse per la formazione del personale. «Sarà operativa una guardia di frontiera libica - annuncia il numero uno del Viminale – per sorvegliare i confini a Sud della Libia, su 5000 chilometri di confine. Mentre a Nord, contro gli scafisti sarà operativa la guardia costiera libica, addestrata dalle nostre forze, che dal 30 aprile sarà dotata delle 10 motovedette che stiamo finendo loro di ristrutturare».

    Lo stop alla guerra tra le tribù Tebu e Suleiman - che solo negli ultimi anni ha provocato 500 morti - segna una svolta sul fronte immigrazione sia per l’Italia, sia per gli altri Paesi europei. «Sigillare la frontiera a Sud della Libia - prosegue il ministro - significa sigillare la frontiera a Sud dell’Europa».

    La discussione è stata animata e intensa. Sessanta capi clan - chi in abiti occidentali, chi con la lunga tunica, il turbante e la tagelmust, la sciarpa bianca a coprire il volto – hanno discusso per 72 ore, al secondo piano del ministero dell’Interno, intorno a un enorme tavolo ovale in legno scuro. Protagonisti principali i capi degli Awlad Suleiman e i Tebu, ma c’erano anche i leader Tuareg. Per i Tebu è intervenuto il sultano Zilawi Minah Salah, per i Suleiman il generale Senussi Omar Massaoud mentre per i Tuareg, Sheikh Abu Bakr Al Faqwi. Il compromesso era quanto mai atteso, perché se è vero che l’Italia e l’Europa hanno molto da guadagnare dalla stabilità in Libia, è altrettanto certo che da quelle parti c’è stata una guerra e poi sei anni di caos istituzionale. Va quindi ricostruita una società dalle fondamenta e grazie alla pace raggiunta si potrà procedere alla realizzazione di opportunità di sviluppo alternativo ai profitti dei traffici illeciti, alla riapertura dell’aeroporto di Sebha e alla cooperazione transfrontaliera con le tribù sorelle in Ciad e in Niger. La riconciliazione tra i Tebu e i Suleiman permetterà inoltre alle due tribù di unire le forze per contrastare la criminalità, il terrorismo e lo jihadismo. Non va infatti dimenticato che, poiché l’Isis è ormai sulla difensiva in Iraq e Siria, diventa prioritario proteggere quest’area del Mediterraneo da un ritorno di foreign fighters.

    Ma una domanda si impone: la pace appena ufficializzata sarà mantenuta? Le premesse non mancano: «Per noi che siamo beduini, gli accordi sono un fatto di sangue» hanno detto i capi tribù salutando il ministro Minniti. La sua risposta non si è fatta attendere: «Io sono calabrese, e anche per la regione da cui provengo conta il sangue».
    una domanda , l'italia si e' resa connto solo ora della FOLLIA di andare a recuperare i migranti ??? colpa della sinistra

  6. #1286
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da bimbogigi Visualizza Messaggio
    una domanda , l'italia si e' resa connto solo ora della FOLLIA di andare a recuperare i migranti ??? colpa della sinistra
    non a caso c'è una fronda di vermi che in parlamento boicotta minniti

    Citazione Originariamente Scritto da vostok Visualizza Messaggio
    mesi ? sei ottimista
    hai ragione, dipende anche da un eventuale attentato in italia (che sicuramente sarà legato alla vicenda libica)

  7. #1287
    Disilluso cronico
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Un accordo molto interessante, ma i risultati saranno da valutare nel tempo. Anche perché questo non blocca del tutto le piste di immigrazione, ma solo una zona che è possibile aggirare, anche se il tragitto diventa più lungo e più pericoloso.
    Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai

    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

  8. #1288
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Vorenus Visualizza Messaggio
    hai ragione, dipende anche da un eventuale attentato in italia (che sicuramente sarà legato alla vicenda libica)
    sono molto dubbioso su questa affermazione...

  9. #1289
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    Predefinito Re: Focus Libia

    sì ma in questi 5000 km da controllare chi mette gli uomini? le tribù non hanno tutte queste persone sufficienti per controllare un confine così grande!
    e nemmeno l italia da sola ce la può fare
    in europa c'è chi paga e chi prende....


    http://www.europarl.europa.eu/news/i...i-stati-membri

  10. #1290
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da vostok Visualizza Messaggio
    sì ma in questi 5000 km da controllare chi mette gli uomini?
    aqmi

 

 
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