



Raga se abbiamo già queste aeronautiche siamo a posto.
Spagna, incidente in una base Nato: aereo si schianta, 10 morti




E' un ipotesi inversomile.
Li serve un contingente di almeno 25mila uomini, meta dei quali dovrebbero essere egiziani e algerini, per evitare che la popolazione cada nella trappola dei soliti iman fanatici che gridano guerra all'occidente.
Gli egiziani non sembrano intenzionati ad inviare truppe ne a farsi coinvolgere troppo in questa situazione.
I tedeschi al massimo potrebbero mettere qualche soldo, ma non penso siano disposti a mandare truppe....i francesi sono gia impegnati in Mali, gli Inglesi piuttosto scettici.
L'Italia raschiando il barile puo mandare 5-6mila soldati al massimo, non di piu.
Alla fine quelle di Gentiloni e della Pinotti sembrano piu grida di impotenza che altro....


Come al solito e come sempre, l'occidente destabilizza i paesi che considera nemici (vedi Iraq, Siria, Afganistan ecc...) con la scusa di abbattere i dittatori e di voler portare la demmocrazia, quando in realtà sono interessati solo alle materie prime da razziare e al sistema capitalistico da importare a suo di bombe e finte elezioni che gli autoctoni non vogliono.
Non imparano dai loro errori, anzi, caparbiamente continuano a sbagliare, diabolicamente, e infatti, dopo aver abbattuto Gheddafi (il quale, volente o nolente aveva garantito alla Libia il secondo reddito pro capite dell'intera Africa e la migliore sanità) con la scusa che fosse un dittatore, hanno creato l'ennesimo vuoto di potere, colmato dalle frange più estreme e violente dell'Islam.
La verità è che negli ultimi venti anni, i vari Kapò occidentali, hanno sbagliato tutto, meriterebbero la morte per impiccagione, per come si sono dimostrati inadatti alle loro responsabilità.
Dopo oltre venti anni di invasioni camuffate da missioni di pace, siamo riusciti a selezionare due generazioni di musulmani incazzati neri e pronti a tutto, pur di riprendersi ciò che gli abbiamo tolto e pur di vendicare le milioni di vittime che abbiamo prodotto.
Quindi, se oggi il MO è completamente nel caos, se il Nord Africa veleggia velocemente nelle stesse acque e se l'Europa viene continuamente attaccata, è solo colpa nostra, e di nessun altro. In ultimo vi ricordo che meno di due anni fa l'occidente sovvenzionava in Siria le truppe dell'ISIS e dei fondamentalismi, contro il legittimo governo di Assad, questi errori si pagano, ed in fatti.....
E non scriverò nulla su Israele e sulla sua reale capacità d'influenza di cui dispone sull'occidente, altro errore che si somma agli altri.
Appoggiare Israele, nel contesto dell'inferno palestinese, non potrà che aggiungere odio a odio, nei nostri confronti.
Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
Eraclito
VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.


Io ho qualche dubbio che al governo freghi veramente qualcosa .
Mi chiedo poi come gli italiani siano visti ad oggi dalla popolazione e dalle tribù varie .
Dopo decenni di retorica di Gheddafi non penso molto bene , in particolar modo in cirenaica ( dove c'è anche il ricordo delle guerre coloniali ecc ) .




Perché la Libia è un caso disperato - rivista italiana di geopolitica - Limes
In Libia, a soli 350 kilometri dalle nostre coste, infuria un conflitto che sembra non avere più freni.
È dai tempi delle carneficine nei Balcani che non avevamo una guerra civile così vicino a casa, eppure la nostra stampa ne parla saltuariamente e i funzionari che se ne occupano attivamente non superano la decina.
Nei Balcani non avevamo tutti gli interessi che abbiamo in Libia: il gas e il petrolio, sì, ma anche le commesse per le nostre imprese e gli investimenti nel nostro sistema economico che la Libia assicurava fino a ieri. Dai Balcani non dovevamo temere tutto ciò che dovremmo temere dalla Libia: uno Stato fallito a due passi da casa, potenziale rifugio per organizzazioni criminali e terroristiche (spesso i due aspetti si confondono), un potenziale buco nero nei nostri approvvigionamenti energetici, l’ennesimo esempio di intervento occidentale fallito.
Al momento, nel paese si confrontano due coalizioni militari, ognuna con il rispettivo governo e parlamento. A est opera il governo di ‘Abdullah al-Thinni, insediato nelle città di al-Bayda e Tobruk, vicine al confine con l’Egitto. Questo è il governo internazionalmente riconosciuto, perché scaturito dalle elezioni parlamentari dello scorso 25 giugno. Il governo di Tobruk/al-Bayda appoggia l’Operazione Dignità lanciata dall’ex generale dell’Esercito Halifa Haftar.
Nel giorno di San Valentino e poi, con più successo, a metà maggio dell’anno passato, Haftar aveva lanciato proclami per combattere le milizie da lui definite islamiste. Il governo di Tobruk rappresenta le forze autodefinitesi antislamiste, che riuniscono diversi soggetti: politici e membri dell’Esercito che, pur avendo lavorato per il regime in passato, sono stati alla guida della rivolta contro Gheddafi nel 2011; le milizie della città di Zintan, che hanno svolto un ruolo importante nella conquista di Tripoli; parte della minoranza tibu nel Sud; i gruppi cosiddetti «federalisti», che invocano di fatto la separazione della Libia orientale (Cirenaica) dal resto del paese.
Questa coalizione molto variegata controlla oggi il parlamento, dove tuttavia siede una notevole rappresentanza di esponenti delle diverse tribù, soprattutto dell’Est. Alle elezioni per la Camera dei rappresentanti del 25 giugno, svoltesi in un paese di fatto già in guerra e caratterizzate da una bassa affluenza, le forze «rivoluzionarie» (parte delle milizie che hanno combattuto contro Gheddafi e che non accettano alcun compromesso con chiunque abbia anche solo lavorato per lo Stato durante il regime) hanno ottenuto un risultato peggiore del previsto. Del fronte «rivoluzionario» fanno parte le milizie della città di Misurata, anch’essa cruciale nella caduta di Tripoli; forze più o meno islamiste, ma formalmente integrate nel ministero dell’Interno; parte della minoranza berbera.
Il fronte «rivoluzionario » si definisce tale perché ritiene di dover difendere la «rivoluzione» del 2011 contro il ritorno del vecchio regime rappresentato dagli uomini di Tobruk.


Napalm e via.


Ultima modifica di Jango Fett; 15-02-15 alle 21:00