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Discussione: Focus Libia

  1. #1061
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    Predefinito Re: Focus Libia

    https://www.rt.com/business/364945-w...omic-collapse/

    The Libyan economy is facing collapse as the civil war is disrupting the country's main source of income oil production, warns the World Bank.

    “With oil production just a fifth of the potential, revenues have plummeted, pushing fiscal and current account deficits to record highs. With the dinar rapidly losing value, inflation has accelerated, further eroding real incomes,” the report said.
    As a result of falling crude prices and low output, Libya's foreign reserves have shrunk from $107.6 billion in 2013 to a projected $43 billion by the end of this year.
    Over the first half of 2016, the country managed to produce an average of 335 thousand barrels per day, down 20 percent from last year. Libya's daily oil production before the 2011 uprising stood at 1.6 million barrels.
    The Libyan economy has shrunk by an estimated 8.3 percent, leaving the country in recession since 2013, with GDP per capita dropping by nearly two-thirds of its pre-revolution level, the bank says.
    In the first seven month of 2016, Libya’s state income of 3.2 billion dinar ($2.28 billion) was just a tenth of what it was during the same period last year. The Libyan dinar has dropped 73 percent against the dollar on the black market.


    The budget deficit remained high at 69 percent of GDP. “While the central government was a net lender before the revolution, domestic debt has since quickly increased to reach a high 110 percent of GDP in 2016,” the WB reports stressing that the deficit was financed mainly through borrowing from the Central Bank of Libya.
    Constant shortages have meant food prices have increased 31 percent in the first half of the year, according to World Bank calculations. “Headline inflation jumped to 24 percent over the same period,” the report says. Inflation is expected to average 20 percent this year.
    READ MORE: Libya's parallel central bank issues banknotes printed in Russia

    State spending on subsidies fell by 25.4 percent due to lower imported fuel prices and the removal of food subsidies.
    “Wages also fell by 8.7 percent reflecting efforts to remove duplicate payments from government payrolls through extending and enforcing the use of the national identification number,” the report says.
    At the same time, the World Bank notes that outlays on wages at 61 percent of GDP and subsidies at 18.4 percent of GDP remain very high.


    Libya is also facing a political crisis with two centers of power in the country; the internationally recognized government in Tobruk, the Government of National Accord (GNA) and Tripoli-based General National Congress (GNC). The GNA is the centerpiece of UN efforts to end five years of chaos in Libya and it now faces an even tougher battle to assert its authority over the rival administration in the east.









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  2. #1062
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Libia: perché ISIS continua a resistere a Sirte - Lookout News

    Libia: perché ISIS continua a resistere a Sirte


    Le offensive delle milizie di Misurata e i raid aerei americani non sono finora bastati per riprendere il controllo della roccaforte jihadista. Ma il problema più grande è capire cosa sarà di Sirte dopo la sconfitta di ISIS


    Vai alla scheda paese0 Comments

    di Rocco Bellantone @RoccoBellantone

    Quella che doveva essere una “guerra lampo” per eliminare le ultime sacche di resistenza dello Stato Islamico in Libia, si sta rivelando per gli USA un’operazione più lunga e dispendiosa del previsto. Un motivo di preoccupazione in più per Barack Obama, che il primo agosto scorso aveva dato il via ai raid aerei su Sirte nella speranza di poter chiudere il suo secondo e ultimo mandato alla Casa Bianca attestandosi quantomeno la paternità della liberazione della Libia dal Califfato.

    Nella roccaforte di Sirte ISIS continua invece a resistere. Stando alle ultime stime del Washington Post, sono circa 100 i miliziani asserragliati in un’area residenziale situata al centro della città costiera, nominata nel 2015 capitale dell’emirato islamico in Libia dal Califfo Abu Bakr Al Baghdadi. La scorsa settimana, in un solo giorno 14 di loro sono stati uccisi nel corso delle offensive portate avanti dalle milizie di Misurata, la forza armata in prima linea in questi combattimenti, alleata del Governo di Accordo Nazionale guidato dal premier designato dalle Nazioni Unite Faiez Serraj e coperta nel suo ingresso nella città dai caccia e dai droni statunitensi.

    Nonostante l’enorme sproporzione di forze a loro sfavore, i jihadisti si sono però finora mostrati capaci di rispondere agli attacchi. E così come sta accadendo in questi giorni a Mosul, la capitale dello Stato Islamico in Iraq, il solo fatto di riuscire a trascinare l’Occidente il più a lungo possibile in una battaglia di logoramento, rappresenta un grande motivo d’orgoglio per i vertici del Califfato nonché, soprattutto, un formidabile strumento mediatico da utilizzare a fini propagandistici sul web.

    Le operazioni militari per riprendere il controllo di Sirte, città in grandissima parte ormai spopolata, stando alle previsioni degli strateghi americani non avrebbero dovuto presentare particolari ostacoli, principalmente per tre motivi: il numero di miliziani al soldo del Califfato, contenuto rispetto ai teatri di guerra di Siria e Iraq, nonostante l’afflusso consistente dal 2015 di miliziani provenienti dal Nord Africa (Tunisia ed Egitto principalmente) ma anche dal Sahel e dall’Africa subsahariana (soprattutto dai “fratelli” di Boko Haram, affiliati al Califfato); la mancanza di supporto alla causa jihadista da parte della popolazione locale, cosa che invece si è registrata tanto a Mosul quanto a Raqqa, specie subito dopo la proclamazione della nascita del Califfato nel giugno del 2014; la poca solidità economica dell’emirato di Sirte, sul cui destino ha pesato soprattutto il fallimento del progetto di conquistare i pozzi e i terminal petroliferi della “Mezzaluna Petrolifera”, ora sotto il controllo del generale della Cirenaica Khalifa Haftar.


    I limiti delle milizie di Misurata

    Al netto di questi elementi a proprio favore, sin dall’inizio della campagna di Sirte nel maggio scorso le milizie di Misurata sono però rimaste impantanate nella battaglia. Male armati e poco pagati, non supportati a dovere dal governo per il quale combattono, vale a dire quello di Serraj, i misuratini si sono lentamente sfaldati. Le perdite sono aumentate di settimana in settimana. In centinaia sono morti a causa delle trappole esplosive disseminate dai jihadisti all’interno della città, altri sono stati presi alla sprovvista in imboscate, altri ancora uccisi dai cecchini. Nella guerriglia urbane e nei rastrellamenti casa per casa il bilancio dei morti è continuato a lievitare, con gli irriducibili di ISISnascosti in tunnel e gallerie sotterranee pronti a colpire il nemico all’improvviso. Tutto ciò, unito alla fatiscenza degli ospedali libici in cui vengono trasferiti i feriti – a cui il governo di Tripoli spera si possa porre rimedio con l’ospedale da campo allestito dall’esercito italiano a Misurata – ha rallentato sensibilmente la marcia su Sirte. Al punto che, secondo stime americane, nelle ultime settimane i miliziani libici avrebbero guadagnato terreno in media ogni giorno per poco più di cento metri.

    Gli errori di previsione degli USA

    L’appoggio aereo degli USA, che sulla carta avrebbe dovuto permettere di portare a termine la conquista di Sirte entro poche settimane, ha indiscutibilmente “scosso” la situazione, ma non per come previsto. Dal primo agosto aerei da combattimento AV-8B Harrier della Marina e soprattutto droni sono decollati dalla nave da guerra USS Wasp per compiere circa 330 raid contro obiettivi jihadisti. Mentre la nave d’assalto anfibia USS San Antonio è pronta a fornire supporto alle forze speciali inviate sul posto, che coordinano e accompagnano le offensive di terra delle milizie di Misurata da una base allestita alle porte di Sirte. Ma nonostante gli sforzi sostanziosi, la missione non è stata ancora compiuta, l’operazione è stata prolungata due volte e sono iniziate a piovere critiche anche dalle forze pro-Serraj sulla scarsa efficacia dei bombardamenti americani.

    Il colonnello Mark Cheadle, portavoce di AFRICOM (United States Africa Command), ha spiegato che nel fornire supporto aereo ai libici gli USA stanno cercando di limitare il numero di vittime tra i civili, evitando di sganciare bombe su palazzi che potrebbero ancora essere abitati. Washington, in sostanza, teme quegli effetti collaterali che però nel 2011 non impedirono a Obama di “benedire” l’abbattimento del regime di Gheddafi. Difficile però non credere alle parole del colonnello Cheadle, per il quale la presa di Sirte è solo questione di tempo, così come è inevitabile che ISIS prima o poi dovrà cedere buona parte se non tutto ciò che ha conquistato in questi due anni in Siria e Iraq. Il problema però è il dopo, ovvero cosa sarà di Sirte, così come di Mosul, dopo la sconfitta di ISIS.

    (Sirte: un miliziano delle forze pro-Serraj durante gli scontri con ISIS)


    A Tripoli, dopo il ritorno nella capitale del premier del Governo di Salvezza Nazionale Khalifa Ghwell, il quale rivendica la premiership in mano a Serraj, domina il caos politico e istituzionale. Un caos su cui pesa l’ombra del “terzo governo”, cioè quello della Cirenaica del premier Abdullah Al Thinni e del generale Khalifa Haftar.

    Se a Sirte le milizie di Misurata hanno rallentato l’avanzata è anche per queste tensioni. I comandanti militari, restii a spingere le proprie truppe allo scontro ravvicinato con i jihadisti, si chiedono a chi dovranno rispondere una volta liberata la città. Verranno ripagati per gli sforzi compiuti, o finiranno per scontrarsi con l’esercito regolare di Haftar? È una domanda che tutti si pongono in Libia. Ma a cui nessuno, compresa l’Italia, non sa dare una risposta. Risposte che potrebbero arrivare invece, già a stretto giro, da Russia e Paesi del Golfo, con in testa l’Arabia Saudita. Sentitosi abbandonato dall’Occidente, Serraj si sta adesso rivolgendo con più insistenza al Cremlino nel tentativo di salvare il salvabile del suo fragile governo.
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  3. #1063
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Lawrence d'Arabia Visualizza Messaggio
    I limiti delle milizie di Misurata

    Al netto di questi elementi a proprio favore, sin dall’inizio della campagna di Sirte nel maggio scorso le milizie di Misurata sono però rimaste impantanate nella battaglia. Male armati e poco pagati, non supportati a dovere dal governo per il quale combattono, vale a dire quello di Serraj, i misuratini si sono lentamente sfaldati. Le perdite sono aumentate di settimana in settimana. In centinaia sono morti a causa delle trappole esplosive disseminate dai jihadisti all’interno della città, altri sono stati presi alla sprovvista in imboscate, altri ancora uccisi dai cecchini. Nella guerriglia urbane e nei rastrellamenti casa per casa il bilancio dei morti è continuato a lievitare, con gli irriducibili di ISISnascosti in tunnel e gallerie sotterranee pronti a colpire il nemico all’improvviso. Tutto ciò, unito alla fatiscenza degli ospedali libici in cui vengono trasferiti i feriti – a cui il governo di Tripoli spera si possa porre rimedio con l’ospedale da campo allestito dall’esercito italiano a Misurata – ha rallentato sensibilmente la marcia su Sirte. Al punto che, secondo stime americane, nelle ultime settimane i miliziani libici avrebbero guadagnato terreno in media ogni giorno per poco più di cento metri.
    Più che sfaldati diciamo che le milizie di Misurata sono proprio allo stremo. E' gente che da mesi combatte in ambiente urbano in ciabatte e tuta dell'adidas, senza avere artiglieria e forze corazzate adeguate. Credo abbiano un paio di semoventi Palmaria, qualche mezzo leggero e poco altro. Prima dell'intervento Usa, come supporto aereo, potevano contare giusto su una manciata di vecchissimi mig ed l-39. Diciamo che con i mezzi a propria disposizione hanno fatto pure troppo e hanno subito perdite molto importanti: almeno 600 morti più un gran numero di feriti su un totale di circa 6.000 uomini. Poi l'Occidente non è che se li sia cagati più di tanto, fornendo un supporto abbastanza limitato. Non parliamo poi dei media, che dopo aver scassato il cazzo per mesi sul pericolo di un'improbabile invasione islamica ha completamente ignoranto la questione. Comunque, giusto per fare un confronto, dopo anni Haftar and company davono ancora riuscire liberare totalmente Bengasi dalle milizie islamiste...

  4. #1064
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    Predefinito Re: Focus Libia



    Infografica dei raid compiuti dall'aviazione di Misurata contro l'Isis a Sirte.

  5. #1065
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da vostok Visualizza Messaggio
    Did NATO play a role in rape & murder of Colonel Gaddafi, 5 years ago this week? On @ajupfront I ask NATO's ex-boss:


    https://twitter.com/mehdirhasan/stat...81329539604481

    anche mr nebbia dovrebbe marcire in galera

  6. #1066
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  7. #1067
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Libia: Usa mettono fine a raid contro Isis a Sirte

    il territorio a Sirte in mano all'Isis è sceso a poche centinaia di metri quadrati.

    Un paio di appartamenti praticamente.
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  8. #1068
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Lawrence d'Arabia Visualizza Messaggio
    Libia: Usa mettono fine a raid contro Isis a Sirte
    il territorio a Sirte in mano all'Isis è sceso a poche centinaia di metri quadrati.
    Un paio di appartamenti praticamente.
    Due case con garage e vialetto.

  9. #1069
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Due case con garage e vialetto.
    Giusto, altrimenti le Toyota arrivate da chissà dove e pagate da chissà chi dove le parcheggiano.
    "Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
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  10. #1070
    ik manèbimus òptime
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Lawrence d'Arabia Visualizza Messaggio
    Libia: Usa mettono fine a raid contro Isis a Sirte

    il territorio a Sirte in mano all'Isis è sceso a poche centinaia di metri quadrati.

    Un paio di appartamenti praticamente.
    Che razza di sfigati.... e questi sarebbero quelli che dovevano conquistare Roma, a mio avviso sarebbe bastato il traffico e metropolitana a fermarli.
    Mao Tse-tung "sono convinto che tutti gli uomini nascano buoni, e che pure l'ex Imperatore della Cina possa essere un buon comunista"[/B] @Scomunista Reloaded più incazzoso di prima!!

 

 
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