
Originariamente Scritto da
cireno
E allora, visto che un amico del forum ha scritto che il programma della Lista Tsipras è simile a quello di Grillo, sottopongo quii sette punti del M5S
1. Referendum per la permanenza nell’euro.
“Per dovere di cronaca va detto che ad oggi i trattati Ue non prevedono la possibilità di uscita dalla moneta unica ma solo dall’Unione europea. Questo perché l’adozione di una moneta unica era stata concepita all’inizio come un processo irreversibile volto a rafforzare l’integrazione economica e politica dei Paesi Ue.”
Cancellazione del Fiscal Compact
Il fiscal compact è un trattato, un accordo preso tra i capi di Stato e di Governo nel Consiglio Europeo. Essendo atto intergovernativo (tra governi) e non comunitario anche in questo caso il parlamento Europeo, ovvero l’organo per cui siamo chiamati a votare, non ha alcun ruolo di riforma e trasformazione. Semmai tocca andare al governo, in vari paesi, e tocca che ciascun paese abbia autorevolezza, per poter poi, intergovernativamente, proporre modifiche.
3. Adozione degli Eurobond.
Questa è una richiesta intelligente, che però fanno tutti, da Renzi a Tsipras a NCD
Gli eurobond non significano che “il nostro debito” o altri debiti nazionali vengano “spalmati” su altri paesi, ciascuno resta con il proprio debito. Quello che cambia è lo strumento di negoziazione.
4. Alleanza tra i Paesi mediterranei per una politica comune.
Punto vago, non declinato, non argomentato. Che vuol dire?
5. Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio.
Anche questo punto non è nuovo, infatti è una richiesta specifica di Renzi e anche di Alfano: come si può dare lkinfa alla ripresa con un vincolo di bilancio così stretto?
6. Finanziamenti per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi nazionali interni.
Il commento qui sarebbe troppo lungo.
7. Abolizione del pareggio di bilancio.
Il pareggio del bilancio non è una misura europea, non la decide alcun organo europeo, ma è un principio introdotto con legge costituzionale, che per la verità non parla di “pareggio” ma di “equilibrio”.
Il Parlamento europeo non ha alcun potere in tal senso. Semmai ce l’ha il parlamento nazionale. E qui il Movimento 5 Stelle è presente, e all’unica proposta di deroga ha anche votato contro.
Il tema vero sarebbe chiedersi se sia un bene o meno avere un “freno” alla discrezionale capacità di “sforamento di bilancio”, uno strumento che dovrebbe orientarci verso le prassi degli Stati Uniti in cui la presidenza per “sforare il tetto del debito” deve chiedere una specifica autorizzazione al parlamento, altrimenti deve contenersi in precisi limiti.