https://www.youtube.com/watch?v=H2qaP2ziCmU
Qui urlava che l'Italia in pochi mesi falliva, non siamo messi bene però non è successo e lui stesso non ha indicato come uscire dalla crisi.


https://www.youtube.com/watch?v=H2qaP2ziCmU
Qui urlava che l'Italia in pochi mesi falliva, non siamo messi bene però non è successo e lui stesso non ha indicato come uscire dalla crisi.


Spero che a qualcuno gli 80 euro vadano di traverso...
LUTTWAK CHOC: “RENZI HA PRONTE 10 IMU L’ANNO PER VOI su CITTADINI
LUTTWAK CHOC: “RENZI HA PRONTE 10 IMU L’ANNO PER VOI
Post n°2763 pubblicato il 28 Maggio 2014 da ziagiuditta0
Tag: 10 IMU L’ANNO, LUTTWAK, “RENZI
“Renzi non riuscirà a non onorare gli impegni con la Merkel e l’Italia dovrà uscire dall’euro”.
Parola del politologo americano Edward Luttwak: ”Gli Usa hanno interesse che l’Europa resti unita e che ritrovi la via della crescita perché questo consente al Vecchio Continente di avere un cambio euro/dollaro elevato sui mercati valutari”. Tutti hanno interesse a che l’euro sopravviva, tranne i popoli europei.
“L’interesse americano – afferma Luttwak – è che l’Europa goda di buona salute e che ci sia sempre un euro forte”, trend “sostenuto incredibilmente e in maniera fanatica anche dalla Banca Centrale Europea“. Non proprio, incredibilmente, visto che Draghi è uomo di Goldman Sachs.
Dice Luttwak, che “rimanere nell’euro, soprattutto per l’Italia, vorrebbe dire fare ricorso per i prossimi anni ancora a pesanti politiche di austerità dettate dal Fiscal Compact“.
Ovvero, ecco la bomba: “zero deficit e una riduzione del 2% del debito all’anno”, quindi un taglio “di 40 miliardi, 10 Imu, ogni 12 mesi”.
Politica che “condannerà le prossime generazioni alla disoccupazione strutturale e che Renzi non potrà evitare a meno di un’uscita dall’euro o di non rispettare i nuovi diktat dell’Unione Europea: trovare 10 Imu all’anno è una pura fantasia. Vorrebbe dire strozzare l’economia”, dice Luttwak, ma è piuttosto evidente a tutti, tranne al 40% di fanatici che hanno votato Renzi.
Alla fine, Renzi sarà costretto a fare una scelta, conclude Luttwak. Strozzare il Paese o uscire dall’euro.
Sempre che il Paese non strozzi prima Renzi.
Ricordiamo che l’Italia ha, unica tra tutti i paesi europei, Germania compresa, un avanzo primario – ovvero è in positivo tra spese e incassi – il deficit annuale nasce solo dal pagamento annuo degli interessi: è l’usura che ci uccide. Per questo è impensabile comprimere ancora il deficit, perché significherebbe un avanzo primario mostruoso, che non è possibile raggiungere senza aumentare le tasse e quindi distruggere l’economia e, di conseguenza, finire per perdere i benefici dei nuovi incassi e generare un deficit ancora più grande.
E visto che abbiamo l’avanzo primario, siamo anche seri candidati ad uscire dall’euro senza danno. Basterà denunciare il debito estero.
Luttwak choc: ?Renzi ha pronte 10 IMU l?anno per voi? | VoxNews - VERSIONE MANUTENZIONE


Luttwak, da buon amerrregano, ha tutto l'interesse a che l'unione europea vada a rotoli e l'Italia sarebbe uno splendido strumento a tal fine.
Mi stupisco che i complottardi sempre pronti a fare analisi e controanalisi su chi fa delle affermanizioni stavolta si bevano tutto.
Nel merito: vorrei sapere quando beppe se ne andrà. Se non ricordo male ha promesso che in caso di sconfitta sarebbe andato via dal paese. E mi pare che la sconfitta ci sia.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".




A Lutwak non va giù che Grillo abbia perso..
nemmeno a chi speculava a suon di spread, sulla vittoria di Grillo..
Ultima modifica di Enghivuc; 28-05-14 alle 14:55






Renzi ha già fatto per riprendersi gli 80 denari
Scatta aumento accise benzina, verso rincari 0,5 cent - Economia - ANSA.it
Scatta aumento accise benzina, verso rincari 0,5 cent
Cgia, oltre 60% vanno in tasse. Petrolieri chiedono intervento governo
02 marzo, 13:28
Guarda la foto 1 di 1
Scatta aumento accise benzina
Nei prossimi giorni i prezzi della benzina dovrebbero registrare rincari intorno a 0,5 centesimi al litro, anche a causa dell'aumento dell'accisa (+0,3 centesimi, Iva compresa). E' la previsione del presidente della Figisc-Confcommercio, Maurizio Micheli, che parla dunque di un aumento "limitato".
In vista dell'aumento previsto per domani (sabato 1 marzo), che vedrà il prezzo dei carburanti salire di 0,29 centesimi al litro la Cgia di Mestre denuncia che in Italia abbiamo il livello di tassazione sulla benzina più alto d'Europa. Da domani, a fronte di un costo medio alla pompa di 1,721 euro al litro, tra accise e Iva pagheremo 1,041 euro. Quest'ultimo importo è pari al 60,5% del prezzo alla pompa. Nessuno in Europa può contare su un'incidenza del fisco così elevata. La media dell'Unione europea si ferma al 46,3% ben 14,2 punti in meno del dato medio italiano. La situazione migliora leggermente quando analizziamo il gasolio per autotrazione. Con un prezzo medio al litro che domani raggiungerà 1,640 euro, in termini assoluti il "peso" del fisco raggiungerà 0,916 euro, pari ad una incidenza del 55,8% sul prezzo alla pompa. In una situazione peggiore della nostra troviamo solo la Croazia, con una incidenza del 60,6, il Regno Unito, con il 57,7 e la Svezia, con il 57,3%. La media europea è del 47,9%, 7,9 punti in meno del dato medio Italia. L'analisi della Cgia ha messo a confronto il prezzo alla pompa della benzina verde e del gasolio per autotrazione dei 28 Paesi dell'Unione europea al 27 febbraio 2014. Per l'Italia si è riportato anche il dato al 1° marzo 2014. "Rispetto al 2013 - segnala il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi - l'incremento medio che nel 2014 una famiglia italiana subirà con un'auto a benzina che percorre mediamente 15.000 Km all'anno sarà di 13 euro. Per un'autovettura alimentata a gasolio, invece, l'aggravio sarà di 17 euro. Si tratta di aumenti tutto sommato abbastanza contenuti che, tuttavia, sarebbe stato meglio evitare per dare un segno di discontinuità rispetto al passato". Dalla Cgia infine ricordano che rispetto al 2013 il prezzo dei carburanti nel 2014 subirà sia l'aumento delle accise che scatterà domani sia quello dell'Iva avvenuto nell'ottobre scorso.
Assopetroli,accisa su di 4 cent e 35mila posti persi - Ad ogni aumento di accisa per 4 centesimi si perdono 35.000 posti di lavoro e si arriva ad una perdita economica dello 0,1% sul Pil, inversamente per una corrispondente riduzione del prezzo, agendo sulla leva fiscale, si incrementa l'occupazione di 70.000 posti di lavoro e si genera uno 0,2% di Pil in più. I calcoli sono del presidente di Assopetroli Assoenergia, Franco Ferrari Aggradi, intervistato da Sky Tg24 alla vigilia del nuovo aumento dell'accisa sui carburanti che scatterà domani. L'associazione si rivolge quindi al Governo di Matteo Renzi affinché avvii un piano quinquennale di riduzioni programmate per ricondurre l'accisa sui carburanti "quantomeno al livello della media superiore europea che, calcolata ad oggi e cioè senza gli aumenti già decisi, comporta una riduzione di circa 10 centesimi al litro".
Ultima modifica di Metabo; 28-05-14 alle 15:33



