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  1. #1
    Ghibellino
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    Predefinito Io sono una borghese di merda

    DI BARBARA TAMPIERI
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    "Ma tu non eri di sinistra?" mi chiedeva con preoccupazione un mio follower twittarolo stamattina. Il fatto è, caro, che prima di tutto io sono una borghese di merda, e proprio per questo a vent'anni ero comunista. Non c'è da stupirsene perché sono i borghesi che scelgono la bandiera rossa senza averne la necessità. Marx, Lenin, Trockij, Che Guevara, Fidel Castro, erano tutti borghesi, perché è la borghesia che, quando l'élite esagera, che si tratti di incipriati aristocratici e pretacci o di latifondisti, capitalisti e padroni delle ferriere, fa le rivoluzioni. Sono stata di sinistra per un lungo tempo, prima che saltassero tutte le regole su chi dovesse stare dalla parte del popolo e chi invece doveva vendersi al Capitale. Perché qualcosa è successo, darling. Più o meno attorno al Sessantotto. E' stato un processo lungo e difficile da allora, ma sta giungendo a compimento. La più grande operazione di pulizia sociale della storia. La fine della lotta di classe con la proclamazione del Capitale come vincitore. With a little help from his friends.



    Ti spiego il mio percorso. Sono una borghese, dicevo, e la mia è la classe media che, ad un certo punto, nel secolo scorso, è riuscita storicamente ad inglobare emancipandola anche tanta parte della classe operaia. Merito delle lotte dei borghesi dalla coscienza infelice di cui sopra condotte assieme agli operai, certo, ma anche di un capitalismo che pensava che estendere la ricchezza a fasce più ampie della popolazione, facendo diventare i proletari classe media, significava più merci vendute, più profitti e più benessere per tutti. Il famigerato moltiplicatore. Ma già, Henry Ford era un nazifascista anche se pensava che aumentando il salario ai suoi operai questi avrebbero potuto comperare il modello T che fabbricavano.

    Quello della mia gioventù sembra un mondo perduto ed estinto; una meraviglia, sai, in confronto a quello di oggi. E sono sicura che te ne ricordi, perché non sei di primo pelo neppure tu.
    Uno stipendio in famiglia bastava a condurre una vita più che dignitosa dove non ti mancava nulla di veramente necessario. Esisteva ancora il concetto di superfluo e per quello c'era il "no, non ce lo possiamo permettere". Quel no ti aiutava a crescere e a capire che, una volta grande, te lo saresti guadagnato con il tuo lavoro, perché il lavoro ci sarebbe stato, secondo quello che avevi studiato e imparato a fare.
    Perfino con uno stipendio solo, con i risparmi (allora si riusciva a mettere da parte qualcosa ogni mese), la famiglia riusciva a comperarsi la casa dove viveva e, se lavoravano tutti e due i genitori, ci si comperava magari un'altra casa al mare o in campagna o in montagna. Perché allora esistevano ancora le ferie e le vacanze non duravano meno di venti giorni. Per le malattie c'era il welfare, ad una certa età arrivavano la pensione e la liquidazione con la quale ti potevi togliere qualche sfizio in più o farti la casetta di cui sopra, perché i nonni non erano costretti a mantenere nipoti disoccupati. Erano i tempi in cui l'Italia stava diventando, pur tra corruzione, mafia e caste, e sottoposta a sovranità limitata come paese sconfitto, la quinta potenza industriale del mondo.

    Non erano tutte rose e fiori? Certo, c'erano come sempre i poveri e lo sfruttamento, il mondo era diviso in classi. C'erano la crisi petrolifera, il terrorismo di stato, le bombe, le guerre imperialiste. Poi arrivò la shock economy, prima dal Sudamerica (però così lontano da noi) e poi nel mondo anglosassone, con i primi vagiti del dominio finanziario sulle nostre vite ma la speranza di un futuro migliore non mancava, nessuno pensava che, pur lavorando da rompersi la schiena, da vecchio sarebbe stato povero e abbandonato perché gli avrebbero portato via tutto. Non avevamo nulla da perdere, caso mai ci sarebbe stato ancora qualcosa da ottenere. Il muro nero della depressione, dell'assenza di un futuro o dell'angoscia data dal pensiero di che cosa sarà il nostro futuro in balia della povertà non esisteva e nessuno sarebbe stato in grado di immaginarlo, a meno che non fosse vissuto al di là di qualche Cortina di Ferro.

    Soprattutto nessuno si sarebbe mai immaginato che il benessere ottenuto in base alle lotte sindacali, nato dal sangue degli operai e di quei borghesi empatici e simboleggiato in maniera sacra dalla democrazia, dato ormai per acquisito perché certificato nella Costituzione, sarebbe stato possibile toglierlo al popolo per consegnarlo ad un'élite intenzionata a redistribuire la ricchezza esistente verso l'alto, accaparrandosela tutta e creando un mondo dove l'1% ha tutto e il 99% quasi nulla, senza più democrazia. Un mondo nuovo ma tremendamente simile al Medioevo che, per essere realizzato, ormai lo sappiamo, nei trent'anni previsti per il suo compimento non potrà che finire con l'eliminazione fisica della classe media, magari sostituita da carne da macello proveniente dal terzo mondo da impiegare per la pulitura dei cessi dove andranno a sedersi i culi imperiali.
    Credo che, se qualcuno allora, negli anni sessanta-settanta, avesse visto un'anteprima del futuro, ovvero dei giorni nostri, lo avrebbe considerato il peggiore incubo mai vissuto e nessuno avrebbe potuto immaginare che coloro che si sarebbero offerti spontaneamente per farlo avverare sarebbero stati i partiti di sinistra, quelli più tradizionalmente (allora) vicini al popolo.

    Eccoci, caro, al perché io non sono più comunista, non sono più di sinistra, anzi non sono niente, sono solo una borghese di merda ma molto, molto incazzata.
    Sono incazzata e mi difenderò fino all'ultimo perché vogliono farmi fuori. Vogliono portarmi via ciò che la mia famiglia mi ha lasciato, affinché, assieme a ciò che mi guadagno con il mio lavoro, potessi avere una vecchiaia serena senza dover dipendere da nessuno. Penso a me stessa, certo. Gli altri hanno smesso di pensare a me.

    Ti pare impossibile che l'orrendo scenario che ti ho descritto possa realizzarsi? Cosa ti stanno ripetendo giorno e notte, tutti i giorni e a tutte le ore, caro amico? Che quel mondo che ti ho descritto e che abbiamo vissuto, che ci ha permesso di crescere ed arrivare fin qui dobbiamo scordarcelo perché NON POSSIAMO PIU' PERMETTERCELO. E, di grazia, ti stai chiedendo il PERCHE'? Perché le risorse mondiali sono limitate? Per quello basterebbe uno sviluppo più responsabile. Basterebbe quella cosa che si chiama progresso e che nasce dall'ingegno di persone molto creative in ogni epoca e che in poco più di cento anni ci hanno dato l'elettricità, la mobilità di persone e merci e la comunicazione. Progresso che serve da sempre a migliorare la vita delle persone e a renderla più facile. Basterebbe tendere a realizzare uno di quei mondi futuribili ideali che nessun romanzo di fantascienza ha più il coraggio di immaginare.
    Il nostro benessere non possiamo più permettercelo perché ciò che abbiamo lo vuole qualcun'altro, e non sono certo coloro che non hanno nulla ma quelli che hanno già tutto. Vedi, in fondo, da borghese di merda, con queste parole sto pensando anche a te, sto cercando di avvertirti del pericolo, anche se non meriteresti affatto di essere salvato.

    Non sono direttamente le élite che ti annunciano la fine del tuo diritto al benessere perché un domani conterà solo il loro, perché la scusa delle risorse limitate è un'occasione ghiotta per fare un po' di pulizia sociale e vincere la Lotta di Classe. Te lo fanno dire dai loro servi. Quelli che si sentono superiori perché non sono razzisti ma democratici, a favore delle minoranze, antifascisti, ammiratori dell'Europa e della serietà teutonica, progressisti, internazionalisti, contro tutte le diversità perché devoti all'OMOLOGAZIONE. Che si sentono importanti perché con il 99% possono masturbarsi sulle grandi cifre e non si accorgono che la loro maggioranza è destinata a diventare il Soylent Green.
    Sono quelli che ogni mattina ringraziano non si sa chi per non essersi svegliati trasformati in scarafaggi piccoloborghesi.

    Quando tutto iniziò, con i primi attacchi ai diritti sociali acquisiti e l'avvento della dittatura del mercato, avrebbero dovuto riconoscere subito il progetto reazionario e revanchista dell'élite. Certo avrebbero dovuto difendere il benessere generale, le conquiste ottenute fino a quel momento e la democrazia, distinguendo tra capitalismo accettabile e capitalismo disumano, alleandosi con quella borghesia di merda che però sa fare le rivoluzioni e che un minimo di riconoscenza se la meriterebbe.
    Invece, pur di non rinnegare la lotta antiborghese di principio, hanno ascoltato le sirene della globalizzazione travestita da internazionalismo ed hanno scelto l'omologazione nel concime, il "semo tutti uguali" come materia organica anfibia, per potere essere ancora più merda della borghesia e in fondo distinguersi. Perché in fondo sono dei neoaristocratici pure loro.
    Si sono alleati con il Capitale contro il resto del mondo e di fatto contro loro stessi. Perché credono di appartenere ad un corpo speciale e privilegiato per essersi guadagnati con il tradimento l'onore di poter dare il colpo di grazia all'odiata borghesia (rinnegando Marx, Lenin e gli altri che ho nominato) ma sono anche loro feccia destinata a soccombere. Li tengono per ultimi per compostarli meglio. Concimeranno con onore i giardini degli ingiusti di Elysium.

    Barbara Tampieri
    Fonte: L'Orizzonte degli Eventi
    Link: L'Orizzonte degli Eventi: Io sono una borghese di merda
    29.05.2014
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  2. #2
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Io sono una borghese di merda

    Un articolo da leggere e da incorniciare, altro che le mnikiate di Renzi e sul M5S. Signori siamo fottuti, totalmente fottuti (anche il 41% che ha votato Renzi)
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  3. #3
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    Predefinito Re: Io sono una borghese di merda

    ottima analisi
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  4. #4
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    Predefinito Re: Io sono una borghese di merda

    Il giudizio di Marx sulla borghesia è alquanto controverso (non contraddittorio), ma non sicuramente di cieco odio. A fianco di una grande ammirazione per una classe definita come quella maggiormente rivoluzionaria nella distruzione dell'antico regime (e di cui lo stesso Marx faceva parte) ovviamente permangono le sue considerazioni economico-filosofiche sul suo ruolo di sfruttamento del proletariato.

    Ma lasciamo la parola a Karl Marx:

    "Nella storia la borghesia ha ricoperto un ruolo estremamente rivoluzionario.

    Dove è giunta al potere, la borghesia ha dissolto ogni condizione feudale, patriarcale, idillica. Ha distrutto spietatamente ogni piú disparato legame che univa gli uomini al loro superiore naturale, non lasciando tra uomo e uomo altro legame che il nudo interesse, lo spietato “pagamento in contanti”. Ha fatto annegare nella gelida acqua del calcolo egoistico i sacri fremiti dell’esaltazione religiosa, dell’entusiasmo cavalleresco, del sentimentalismo piccolo-borghese. Ha risolto nel valore di scambio la dignità della persona e ha rimpiazzato le innumerevoli libertà riconosciute e acquisite con un’unica libertà, quella di un commercio senza freni. In conclusione, al posto dello sfruttamento velato da illusioni religiose e politiche ha messo uno sfruttamento aperto, privo di scrupoli, diretto, arido.

    La borghesia ha tolto l’aureola a tutte le attività fino a quel momento rispettate e piamente considerate. Ha trasformato il medico, il giurista, il prete, il poeta, l’uomo di scienza in salariati da lei dipendenti.

    La borghesia ha stracciato nel rapporto familiare il velo di commovente sentimentalismo riducendolo a un mero rapporto di denaro.

    La borghesia ha fatto vedere come la brutale manifestazione di forza, tipica del medioevo e ammirata dalla reazione, s’accompagnasse intrinsecamente alla piú oziosa infingardaggine.

    Per prima essa ha rivelato il potere dell’attività umana. Ha creato opere ben piú mirabili che piramidi egizie, acquedotti romani e cattedrali gotiche, ha condotto ben altre spedizioni che le migrazioni dei popoli e le crociate."
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  5. #5
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Io sono una borghese di merda

    L'articolo, che è magnifico, è anche di un pessimismo senza speranza, se noi analizziamo la situazione attuale non possiamo che dar ragione di chi lo ha scritto, una analisi che è una pura presa d'atto e che aldilà delle chiacchiere ci pone di fronte al nostro domani inevitabile, domani in cui le parole destra/sinistra non hanno alcun senso, anzi hanno il senso di confondere ulteriormente il "parco buoi" a farlo andare docile al macello. La prova è anche in questo forum di TP, migliaia di parole sprecate su Renzi e su Grillo, neanche una sul fatto fondamentale che quasi nessuno vuole affrontare e cioè CHE SIAMO FOTTUTI! FOTTUTI SENZA PIU' ALCUNA SPERANZA.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Io sono una borghese di merda

    Splendido articolo.

    L'unica cosa nella quale dissento è che non doveva dire "al perché io non sono più comunista, non sono più di sinistra, anzi non sono niente, sono solo una borghese di merda ma molto, molto incazzata."

    Doveva dire, "io sono rimasta di sinistra, il problema è che gli altri e in primis i partiti hanno smesso di esserlo"
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  7. #7
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    Predefinito Re: Io sono una borghese di merda

    MARX HA SAGERATO UN POCHINO,... ci sono ancora persone che vivono e operano non solo per il denaro o la fama. ,, o anche di persone che sono felici di vivere con denaro appena sufficiente e poca o nessuna fama o ambizione.
    ciò che è vero in quella analisi di tampieri è che questi purtroppo non hanno nessuna voce in capitolo... dove si fanno le scelte ,, dove si fanno le leggi, dove si decide il futuro del mondo....li c'è appunto solo il calcolo,, non il calcolo delle convenienza globali,,, ma il calcolo delle convenienze personali o di lobby..
    non è un fatto nuovo..,. gli egoismi dei potenti hanno già ridotto molte volte in ueste situazioni molti paesi e il mondo intero...
    ogni volta giunti al punto più alto della infelicità è avvenuta una deflagrazione...
    quel 50% che ha votato è quindi l'ultimo ostacolo che il potere ha ancora in italia contro la prossima deflagrazione.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  8. #8
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    Predefinito Re: Io sono una borghese di merda

    Certo avrebbero dovuto difendere il benessere generale, le conquiste ottenute fino a quel momento e la democrazia, distinguendo tra capitalismo accettabile e capitalismo disumano, alleandosi con quella borghesia di merda che però sa fare le rivoluzioni e che un minimo di riconoscenza se la meriterebbe.
    non e' una novita' che i poveri sono sempre piu' poveri, la classe media si e' azzerata e i ricchi sono sempre piu' ricchi
    praticamente si e' azzerata proprio quella classe universalmente riconosciuta come motore dell'economia
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  9. #9
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    Predefinito Re: Io sono una borghese di merda

    ci sono ancora persone che vivono e operano non solo per il denaro o la fama. ,, o anche di persone che sono felici di vivere con denaro appena sufficiente e poca o nessuna fama o ambizione.
    1)opterei per l'ultima opzione
    2)il danaro e' negativo solo quando e' fine a se' stesso
    Ultima modifica di adry571; 30-05-14 alle 13:29
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
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  10. #10
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    Predefinito Re: Io sono una borghese di merda

    Marx ha detto tante cose giuste ed altre meno giuste, il problema è però che Marx viveva nel XIX° secolo, secondo me neanche lui adesso sarebbe in grado di trovare una situazione per tirarci fuori dalla m.....in cui siamo sprofondati. Io sarò anche troppo pessimista, ma più mi guardo in giro più vedo esattamente la situazione che la tamperi ha descritto nel suo mirabile articolo, ed è una situazione che lascia senza speranza. Nel 1917, ad esempio, lenin ed i bolscevichi riuscirono a fare una Rivoluzione epocale ma la poterono fare perchè avevano a disposizione uno stato in cui farla e poterono farla e portarla alla vittoria sopratutto perchè non ebbero delle soverchie interferenze da parte degli altri paesi capitalistici. Riuscirono a farla perchè l'Europa era uscita stremata da una guerra catastrofica e non avrebbe avuto questa Europa la forza necessaria per abbattere il neonato regime bolscevico. Adesso la situazione è totalmente diversa, gli stati nazionali non esistono più, le relazioni politiche, commerciali e sociali sono talmente intrecciate tra ex nazioni che oramai quello che si facesse, ad esempio, a Milano avrebbe immediate ripercussioni a Singapore e sarebbe immediatamente stroncato dagli organismo sovranazionali. Inoltre la rivoluzione bolscevica ebbe successo anche per il fatto che il popolo non aveva nulla da perdere, adesso una ipotetica, e assolutamente fantasiosa, rivoluzione non la farebbe più nessuno. Nessuno in Europa è ridotto come il popolo russo nel 1917. Troppi, tutti, avremmo da perdere qualche cosa, i superpoteri finanziari sanno benissimo che nessuno vuole fare la rivoluzione rischiando di perdere anche quel poco che abbiamo. I superpoteri ci lusingano per quel poco che abbiamo e che ci porteranno inevitabilmente via, ma ce lo porteranno via nel medio periodo, non domani, e nel medio periodo noi che scriviamo qui e che parliamo di ipotetiche rivoluzione saremo tutti morti e qulli che verranno dopo di noi avranno meno di noi ma sempre un po' più di quelli che verranno dopo di loro.
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