Fuori dall'euro? - Albanesi.it
L’Italia ci guadagna se esce dall’euro?
Per rispondere a questa domanda occorre capire che ogni alterazione dell’economia di un Paese produce vantaggi e svantaggi e che questi non sono uguali per tutti. In altri termini, rispondere con un sì o un no secchi è indice di notevole approssimazione.
La domanda è comunque molto sensata e importante perché è ormai evidente che le difficoltà dell’Italia non sono più frutto di una crisi mondiale, crisi che in molti Paesi è stata brillantemente superata.
Si potrebbe discutere per ore sul bilancio globale e sui tempi di opportunità dell’uscita. Forse è più utile sintetizzare, dipingendo uno scenario dove semplicemente l’uscita dall’euro creerà una svalutazione della nuova lira (fra l’altro scenari apocalittici di crash delle banche sono irrealistici).
Chi ci guadagna – I debiti saranno svalutati e, vista la situazione, se ne trarrà beneficio sia all’estero (i debiti verso l’estero) sia all’interno (mutui). Per analizzare gli effetti sul debito estero non bisogna confondere il tasso di cambio (quante lire occorrono per comprare un dollaro, per esempio) con il tasso di conversione (la proporzione con cui l’esistente stock di moneta, contratti e altro vengono cambiati). La conversione verrà fatta 1 a 1 e il debito verrà semplicemente convertito (non cambiato!) in nuova moneta.
Analogamente, sarà più facile esportare. Situazioni che non sono più sostenibili a causa della globalizzazione potrebbero esserlo ancora per il periodo di tempo necessario a ristrutturarsi.
Chi ci perde – Ovviamente quelli che non sono compresi nelle categorie soprastanti. Fare le vacanze all’estero o comprare prodotti stranieri sarà più pesante. Come sarà più difficile importare. Quest’ultimo punto favorirà le produzioni nazionali a scapito di quelle estere e, di fatto, renderà più sopportabile la nostra economia.
In linea di massima, si può ulteriormente semplificare dicendo che la classe media e quella meno abbiente ci guadagneranno (in media), mentre ci perderanno le classi più agiate che hanno un’azione più internazionale della loro attività (anche finanziaria).
In sostanza vale il paragone del runner citato in Lezione di economia: l’Italia si ridimensiona, ma l’economia diventa sostenibile, evitando un deragliamento dovuto a una velocità che non riusciamo a sopportare.




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