Medico timbra e va a giocare a calcio. Dovrà risarcire 28 mila euro
Il professionista era dipendente dell'ospedale di Lavagna. Sorpreso dai carabinieri, per un totale di 229 ore, in calzoncini e maglietta mentre avrebbe dovuto essere in servizio al pronto soccorso
10 giugno 2014
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Un fotogramma tratto dal video di carabinieri
Timbrava e andava a giocare a calcio. Duecentoventinove ore regolarmente pagate dall'ospedale di Lavagna, trascorse invece sul campetto.
Marco Lillo, medico urologo di 49 anni, è stato condannato dai giudici della Corte dei Conti della Liguria al risarcimento danni di 28 mila euro, 8 mila euro per danni patrimoniali e 20 mila per danno d'immagine.
IL VIDEO CHE LO SMASCHERA
I fatti risalgono al 2012, quando il medico, allora in servizio al pronto soccorso di Lavagna, fu denunciato dai carabinieri perché si assentava durante l'orario di lavoro. Per sette mesi, da maggio a novembre, i carabinieri lo hanno ripreso mentre se ne andava al pronto soccorso con il camice bianco e usciva vestito con la divisa della sua squadra.
Dalle indagini è emerso che il numero di ore di lavoro falsamente dichiarate dal medico sarebbero addirittura 229: i filmati registrati dai carabinieri del Nas lo dimostrano. Da qui la richiesta di risarcimento di 8 mila euro per indebita percezione di compensi retributivi e da disservizio.
Per il procuratore contabile, però, il medico, con le sue assenze, ha causato un danno d'immagine all'Asl 4. I giudici sottolineano poi come "l'abitualità con cui lo stesso si allontanava dal lavoro per svolgere attività di carattere privato - spesso rappresentate dalla partecipazione a partite di calcio - ritornando dopo all'ospedale per timbrare il cartellino d'uscita, non può non presupporre la piena consapevolezza e volontà di violare i propri doveri d'ufficio".




