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  1. #11
    La mia Juventus
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    Predefinito Re: I risultati delle "guerre americane": Al Qaeda ora ha un suo Stato

    Citazione Originariamente Scritto da C@scista Visualizza Messaggio
    ...è interesse ormai non solo della Russia ma anche dell'europa (e dell'intero occidente ) che la guerra civile in Siria la vinca quel macellaio di Assad...
    Infatti. Certe teste di vitello non hanno ancora capito che alcuni paesi stanno in piedi solo con le dittature. Incredibile che esempi come Libia, Iraq, Egitto e, presto, Pakistan non hanno insegnato niente.
    Ultima modifica di Second chance; 12-06-14 alle 09:57

  2. #12
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    Predefinito Re: I risultati delle "guerre americane": Al Qaeda ora ha un suo Stato

    la rice ha detto che stanno fornendo armi letali ai ribelli .... tutto legale eh ???

  3. #13
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    Predefinito Re: I risultati delle "guerre americane": Al Qaeda ora ha un suo Stato

    Citazione Originariamente Scritto da luca18 Visualizza Messaggio
    la rice ha detto che stanno fornendo armi letali ai ribelli .... tutto legale eh ???
    Si rende conto che quelle armi a non molto lunga scadenza saranno usate contro gli stessi americani?
    Ultima modifica di C@scista; 12-06-14 alle 10:27

  4. #14
    tanti dubbi e zero verità
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    Predefinito Re: I risultati delle "guerre americane": Al Qaeda ora ha un suo Stato

    Ma non è che vi state sbagliando tutti quanti ?...ma di quale Al Qaeda state parlando ?.... ma ancora deve arrivare l'ebete di turno a spiegarvi che Al Qaeda è completamente sbaragliata, e che i due superstiti vanno per campi a zappare patate ?.....

    Ma secondo la vostra scarsissima conoscenza della storia e delle strategie ammerregganeeeee il 7° Cavalleggeri si sarebbe ritirato lasciando in vita un solo pellerossa ?...ma quando mai. Ma voi non sapete un tubo. Gli islamici terroristi, di Al Qaeda o interisti o juventini NON CE NE SONO PIU'. Chiaro ?....

    si, magari ce n'e' ancora una decina, ma vengono pagati dai governi locali per farsi fotografare con i turisti. Altro che nuovo stato .... amerreggannni che sponsorizzano i ribelli siriani con armi letali, e talebani che fanno saltare decine di persone inermi ....

    I talebani rimasti giocano a Risiko nei loro villaggi, e perdono sempre perchè il giochino è stato regalato loro dagli amerigani. Quindi .....

    Assad ?.... ma allora non sapete che ha vita breve, anzi ha i minuti contati ?.... cosi' scrisse uno dei tanti mongolini filoUSA quanche anno fa su questo forum ........

    Adesso c'e' una parte degli agenti speciali ammerregani, quelli dei film, che stanno cercando Boko Haram e le 300 ragazze rapire in Nigeria. Hanno armi tecnlogiche di altissimo livello, cani da tartufo al seguito, ramdomanti e chiaroveggenti. A seguire un gruppo di 6 sciamani sensitivi haitiani nei quali l'FBI ripone la massima fiducia.

    E quindi appena trovate queste trecento ragazze (è questione di ore, se non di minuti.....) gli ammmerregggannnniiii penseranno anche a quei quattro scafessi che si stanno allargando in medio oriente.

    Aspettate che arrivi la ridicola macchietta filo americana che vi spiega tutto, per filo e per segno, con gli schemi militari, i documenti segretissimi carpiti dal Eva Express, le piantine di dove sono le ragazze scomparse apparse sulla Settimana Enigmistica, e la mappa della caccia al tesoro (segretissima) comprata nel Parco di Yellostone presso il ranger Smith .....

    E l'orso Yoghi ?.....mah.....
    Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.


  5. #15
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    Predefinito Re: I risultati delle "guerre americane": Al Qaeda ora ha un suo Stato

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Si ok, ma adesso come si risolve la faccenda? Si permette la creazione di un vero e proprio campo di addestramento per terroristi e paramilitari (notoriamente rispettosi dei diritti altrui e delle altrui libertá) o si inizia a fargli terra bruciata?
    Magari riconoscendo chi c'è dietro..
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  6. #16
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    Predefinito Re: I risultati delle "guerre americane": Al Qaeda ora ha un suo Stato

    Citazione Originariamente Scritto da C@scista Visualizza Messaggio
    Vogliamo dire le cose brutalmente nude e crude ? è interesse ormai non solo della Russia ma anche dell'europa (e dell'intero occidente ) che la guerra civile in Siria la vinca quello macellaio di Assad (cosa che non puo' far piacere a nessuno nella pubblica opinione ed è impopolare )che però è in assoluto il male minore. Altro che appoggiare masochisticamente i ribelli siriani come fanno quegli idioti degli americani e dei francesi : è come armare direttamente Al Qaeda.
    Inutile girarci intorno
    Brutale e corretto. Io ho forse un po' ecceduto in diplomazia.
    Citazione Originariamente Scritto da C@scista Visualizza Messaggio
    Si rende conto che quelle armi a non molto lunga scadenza saranno usate contro gli stessi americani?
    Come gli Stinger in Afghanistan? Per essere sicuri che non venissero poi usati per abbattere aerei di linea americani, hanno dovuto ricomprarli tutti...
    Figurati cosa dovranno invece fare per tutti i sistemi antiaerei portatili sottratti agli arsenali siriani, senza alcun controllo sul loro numero...

  7. #17
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    Arrow Iraq: continua l’avanzata dei jihadisti


    Hanno conquistato Mosul, dilagando nel nord dell’Iraq. Ora puntano al bersaglio grosso: Baghdad, distante ormai poco più di un centinaio di chilometri. Prosegue l’avanzata dei miliziani jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, noti anche con l’acronimo Isis.
    I ribelli hanno esortato i loro sostenitori a marciare verso la capitale. “Continuate ad avanzare, la battaglia a breve arriverà a Baghdad e Karbala. Indossate le vostre cinture e siate pronti” ha detto il portavoce dell’Isis, Abu Mohammed al-Adnani, come riportato dall’agenzia di monitoraggio americana sui siti islamici.
    L’offensiva lanciata a inizio settimana, con la presa di Mosul, ha già assicurato ai guerriglieri il controllo delle province settentrionali dell’Iraq, ricchissime di petrolio. L’esercito regolare iracheno, mal addestrato e mal guidato, non riesce ad arginare l’avanzata.

    Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha condannato “con la massima fermezza” le violenze jihadiste. Gli Usa sono pronti a intervenire in aiuto dell’Iraq: Washington si impegna a “lavorare con il governo iracheno e le autorità nel paese per dare una risposta unita all’aggressione dell’Isis”, ha dichiarato la portavoce del dipartimento di Stato, Jennifer Psaki. Gli Usa starebbero valutando l’ipotesi di utilizzare dei droni, come chiesto dal premier al-Maliki. Ma secondo il New York Times, Obama sarebbe riluttante a riaprire il capitolo militare iracheno, chiuso con il ritiro delle truppe nel 2011.
    Baghdad ha anche chiesto agli Usa di velocizzare l’invio degli aiuti militari promessi, soprattutto F-16, elicotteri Apache e apparecchiature di sorveglianza, tutte attrezzature già acquistate ma non ancora consegnate. Per il governo iracheno la minaccia è serissima e non c’è tempo: “Speriamo che gli Stati Uniti comprendano questo senso di urgenza” ha dichiarato ieri l’ambasciatore iracheno negli Stati Uniti, Lukman Faily. La velocità con cui è caduta Mosul e la facilità con cui lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante sta dilagando nel nord fanno temere che il governo di Baghdad non sia in grado di tenere il paese. L’aviazione bombarda *con i caccia le zone controllate dai ribelli, ma non sembra in grado di arrestarne l’avanzata.
    I sunniti dell’Isis*hanno il controllo di alcune province siriane e ormai di tutto il nord dell’Iraq: lungo il confine passano armi, guerriglieri, attrezzature. Hanno appoggi in entrambi i paesi e si stanno imponendo come il gruppo più pericoloso di tutta l’area, a prevalenza sunnita. Ma quanto potranno spingersi oltre è tutto da vedere. I guerriglieri devono fare i conti con “carenze significative”, come detto da un funzionario dell’antiterrorismo americano citato dalla CNN: “Sono generalmente impopolari e non hanno molta influenza al di fuori della comunità sunnita in Iraq o in Siria”.
    Ma potrebbe esserci altro. Secondo Fawaz Gerges, docente presso la London School of Economics and Political Science, “centinaia, se non migliaia, di ufficiali dell’ex esercito di Saddam Hussei potrebbero essersi uniti all’Isis. Se fosse vero, i guerriglieri sarebbero più organizzati e strategicamente preparati dell’esercito regolare”.
    Follow @antonio_scafati


    Scritto da: Antonio Scafati
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  8. #18
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    Predefinito Re: I risultati delle "guerre americane": Al Qaeda ora ha un suo Stato

    Nel 2011 gli americani sono andati via dall'Afganistan dopo aver eliminato completamente il problema islamico. E quindi tutte le cose presenti in questo articolo sono false, sono fotomontaggi, o disinformazione dei comunisti.

    Ma gli americani quando terminano una guerra la terminano per davvero ...... hanno pure Terminator, mica pizza e fichi ..... per caso qualcuno crede che gli americani siano una banda di pagliacci ?...ma quando mai.

    Terminator :




    I lobotomizzati fra poco arrivano ......
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  9. #19
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    Predefinito Re: I risultati delle "guerre americane": Al Qaeda ora ha un suo Stato

    Elicotteri russi e l’asse Russia-Iraq-Siria

    giugno 30, 2013 1 commento

    Dedefensa 29 giugno 2013 Un discreto e breve annuncio di RIA Novosti del 28 giugno 2013. Il grande contratto per armamenti tra la Russia e l’Iraq (da 4,3 miliardi dollari) è avviato consegnando “più di una dozzina” di elicotteri d’attacco (cannoniere) con capacità ognitempo Mil Mi-28NE. I termini dell’assai breve dispaccio della Novosti sono quantomeno laconici, se non spicci, come è consuetudine sulle forniture di armamenti russi. “La Russia consegnerà all’Iraq più di 10 elicotteri d’attacco Mi-28NE “Night Hunter”, in base ad un accordo multimilionario sugli armamenti, ha detto a RIA Novosti il Vicedirettore dell’agenzia per le esportazioni di armamenti russa Rosoboronexport, Aleksandr Mikheev. “Abbiamo concluso, nell’ambito dell’accordo da diversi miliardi di dollari, il primo contratto con l’Iraq per la consegna di più di dieci elicotteri d’attacco Mi-28NE “Night Hunter” (Havoc, secondo la classificazione NATO)”, ha detto l’interlocutore dell’agenzia. Nel 2012, la Russia e l’Iraq hanno raggiunto un accordo per l’acquisto di armamenti russi per 4,3 miliardi di dollari.
    La consegna degli elicotteri d’attacco russi è dunque parte di questo importante accordo sugli armamenti tra l’Iraq e la Russia, come avevamo commentato dopo l’annuncio del 12 ottobre 2010. Incertezze avevano fatto seguito con un susseguirsi di dichiarazioni contraddittorie: dalla conferma del contratto da parte dell’Iraq all’annuncio della sua cancellazione, e alla riconferma del suo recupero dopo varie azioni intraprese dal governo russo contro il ministero della Difesa, licenziando il ministro per corruzione in altri casi. Una certa confusione segnava quindi il seguito dell’annuncio del contratto. Un’altra novità è emersa di recente, l’intervento dell’aviazione irachena contro i ribelli siriani, come abbiamo commentato il 27 aprile 2013, ricordando di passaggio la conferma del contratto dopo il periodo d’incertezza di cui sopra. “Questa eventuale intrusione irachena, è da considerare simbolicamente, ma che simbolo di peso! Da molti mesi sappiamo degli eventi che lacerano l’Iraq nella stessa direzione di quelli in Siria, quindi dello stesso atteggiamento dell’Iran nei confronti dei due Paesi, tanto che possiamo parlare di un asse de facto Damasco-Baghdad-Teheran. Simbolo che apparirà a seguito dell’impegno iracheno contro i corrispondenti iracheni dei ribelli jihadisti in Siria, appartenenti alla stessa famiglia, a conferma del ruolo attivo dell’Iraq quale snodo per il trasferimento di armi iraniane alle forze siriane e, infine, della recente riaffermazione, discreta ma altamente significativa, del grande contratto sugli armamenti tra l’Iraq e la Russia (vedi 12 ottobre 2012). Il contratto era stato sospeso per alcuni mesi a causa sia delle pressioni da parte di aziende statunitensi che per una gravissima corruzione da parte russa...”
    L’annuncio dell’invio degli elicotteri russi fa entrare la discreta saga di questo grande appalto nella realtà, e ne potremmo parlare in dettaglio. Si deve infatti osservare immediatamente che 1) l’annuncio non è infatti sui termini del contratto, ma sull’attivazione, e 2) sembra segnare una rapida azione, in quanto questo tipo di annuncio, nel linguaggio molto impreciso sulle forniture degli armamenti russi, indica che le consegne sono imminenti e potrebbero riguardare l’intero lotto di elicotteri. Come si è visto nel riferimento proposto da Wikipedia, il Mi-28 è un modello vecchio, successore più leggero del Mi-24, che sembrava essere stato scartato in favore della nuova famiglia dei Kamov Ka-52, ma ebbe una notevole ripresa dal 2005 grazie a nuove versioni (tra cui il Mi-28N). Il Mi-28 sembra essere diventato il moderno elicottero-cannoniera standard dell’esercito russo, e la scelta dell’Iraq a tale riguardo, mostra chiaramente l’importanza del ruolo che questo Paese vuole far giocare a questo velivolo. Che ruolo? Questo tipo di aeromobile è ovviamente il tipo di mezzo aereo da usare contro i gruppi ribelli nelle operazioni antiguerriglia delle guerre asimmetriche che abbondano oggi, e naturalmente nella “guerra siriana”. Possiamo, ovviamente, ipotizzare che la rapida consegna dei Mi-28NE senza dubbio comprenda due posizioni complementari, di tipo politico e militare:
    • Da parte dell’Iraq, la volontà inevitabile di un impegno in costante enfasi nella “guerra siriana” a sostegno del regime di Assad. A meno dell’”internazionalizzazione” della “guerra siriana”, vedremo una sorta di “transnazionalizzazione” del conflitto, con il riconoscimento di un collegamento diretto evidente, se non l’unificazione di fatto, degli islamisti radicali che operano in Siria e in Iraq, e la necessità dell’unificazione della risposta di Siria-Iraq a questi gruppi.
    • Da parte della Russia, un sostegno massiccio e anche più veloce alle forze che operano contro i radicali islamisti, implica l’invio di questi armamenti all’Iraq, costituendo una modalità indiretta per armare la Siria stessa schivando gli ostacoli legali. I russi perseguono il loro obiettivo di costruire un Medio Oriente che possa collegarsi alle proprie strutture ed azioni nei territori della regione del Caucaso, laddove operano islamisti radicali.
    Naturalmente, questo processo può essere visto confermare il collasso accelerato dell’influenza degli Stati Uniti presso la leadership irachena, mostrando la notevole evoluzione, in dieci anni, della situazione degli Stati Uniti in Iraq, dal dominio completo al pensionamento forzato, misurando lo straordinario cambiamento della situazione politica generale tra il Medio Oriente post-9/11 immediato e quello attuale. In tale dinamica, gli “attivi” dei mezzi di penetrazione e influenza degli Stati Uniti hanno effetti estremamente limitati, anche se hanno un aspetto massiccio (come solitamente si osserva negli Stati Uniti). Le strutture militari fisse (basi, ecc) soffrono dell’immobilità e della mancanza di azione sul territorio che “occupano”, tra cui la completa assenza di rapporti umani e altri, comportamento generale, se non genetico, degli USA verso i territori interessati, portando a trasformare ciò che è concepito come un impianto offensivo di occupazione e controllo in una fortezza difensiva assediata da una situazione esterna incomprensibile e quindi percepita come ostile. L’attività delle miriade di “forze speciali”, occulte, sussidiare, ecc. (CIA, contractor, droni, ecc.) è francamente valutata ostile dal governo iracheno, in quanto è incontrollata, caotica e spesso incline a colpire alla cieca e a manipolare i gruppi estremisti radicali, di obbedienza più o meno sunnita o criminale, cioè a sostenere l’azione destrutturante che ovviamente minaccia lo stesso governo iracheno.
    In ogni caso, la rapida attivazione dell’accordo russo-iracheno, nonostante la forte opposizione degli Stati Uniti, impotenti nel convincere l’Iraq a impedire i voli iraniani verso la Siria sul proprio territorio (nonostante la particolare enfasi della visita di Kerry a Baghdad di tre mesi fa, seguita da una pausa di due o tre settimane prima della ripresa dei voli), dimostra la velocità dell’evoluzione irachena rispetto alla potenza dell’influenza statunitense. Ora possiamo contare l’Iraq quale alleato della Russia e avversario degli Stati Uniti in Medio Oriente. L’argomento al di là delle considerazioni economiche e settario-religiose abituali, fattori vorticosi e immateriali nel loro totale coinvolgimento quali attivi fattori del caos generale, è semplicemente che la Russia ha una politica strutturante volutamente progettata e applicata e gli Stati Uniti un pasticcio politico in dissoluzione a causa della semplice incapacità di produrre qualsiasi cosa.

  10. #20
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    Predefinito Re: I risultati delle "guerre americane": Al Qaeda ora ha un suo Stato

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Si ok, ma adesso come si risolve la faccenda? Si permette la creazione di un vero e proprio campo di addestramento per terroristi e paramilitari (notoriamente rispettosi dei diritti altrui e delle altrui libertá) o si inizia a fargli terra bruciata?
    Smetterla di finanziare i jiadisti, specialmente quelli siriani foraggiati dichiaratamente dagli USA, sarebbe un buon inizio ed anche lasciar fare ad Assad il suo dovere. Buona cosa anche togliere alla Nullità sionista ogni voce in capitolo negli stati vicini.

    Quanto all'Iraq riconsegnerei il paese a Saddam se solo qualche idiota non vi avesse fatto una guerra contro, al momento un avvicinamento alla Russia con una seria azione militare irakena potrebbe essere una soluzione, ma sul lungo periodo e con enormi sofferenze.

    Grazie Zion Sam...
    Questo è il mio caposaldo. Da qui non mi schiodo.

 

 
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