Lo squallore ucraino degli antifa - Stato & Potenza
Pubblicato il: 15 giugno, 2014
Analisi / Società
Lo squallore ucraino degli antifa
Alessandro Lattanzio, 15/6/2014Anton Shekhovtsov è un ucraino ricercatore presso l’Università di Londra, specializzatosi in movimenti di estrema destra. In tale qualità, è diventato idolo e pietra di paragone dall’antifascisteria miserabile e analfabeta italiana (militant, infoaut, contropiano ed altro ciarpame) di cui sfrutta le ‘analisi’ nell’adottare la posizione ambigua che ha rispetto al golpe nazi-atlantista a Kiev e la guerra in Ucraina. Tale scribacchino a libro paga del miliardario speculatore statunitense George Soros, ammiratore dell’oligarca mafioso Kolomojskij (https://www.facebook.com/anton.shekhovtsov; 13 giugno) ed impiegato del solito centro studi della solita università inglese, utilizza la nomea di ‘esperto’ del neofascismo per orientare la già disinformata area dell’antifascimo militante, la cui russofobia la rende prona a credere a qualsiasi fola inventata dalle infinite ONG sorosiane in circolazione. Non è un caso che Shekhovtsov racconti al suo uditorio di gonzi antifa, come non sia vero che i golpisti di euromajdan siano nazifascisti legati alla struttura GLADIO della NATO, venendo creduto come se dalla sua bocca colasse nettare degli dei e non piscio banderista. Il suo discorso è stato adottato in pieno dall’antifascisteria da osteria, dominante in Italia, proprio per le ‘qualifiche’ pataccare che gli sono state appiccicate addosso dagli stessi media sorosiani (il Fatto quotidiano, per esempio, dalle salde posizioni russofobiche). In sostanza, tale guitto, che viene fatto passare da grande esperto sul neofascismo, utilizza il marchio dop di ‘scientifico cacciatore di fascisti’ per negarne l’esistenza laddove esistono per davvero. Lo stesso fenomeno di cecità a comando che colpisce gli antifa di professione, che vedono fascisti dappertutto, tranne laddove ci sono realmente: a Kiev. Non è un caso che teppaglia come infoaut sia riuscita a giustificare e a celebrare a Kiev quei fascisti che in Italia vede dietro ogni angolo. Soros entusiasma non solo i guitti come Shekhovtsov, che sistema alla grande, nelle università inglesi o nelle case editrici tedesche ‘anti-tedesche’, ma anche i suoi pupazzi ‘rivoluzzzionari’, solo che questi lo fanno pure gratis, la carità a un miliardario non lo si nega mai, soprattutto nella sinistreria.
Ma l’incanto del fascistologo anglo-ucraino va in frantumi una volta che si leggono le interviste che ha rilasciato in giro presso i media della sinistra liberal-liberista anglosassone (spesso riprese con sacra deferenza da vari media italiani, dal Fattoquotidiano, già in fondo, fino ai siti dei bimbiminkia antifa). Shekhovtsov qui, tra amici della razza superiore, quella anglosassone, riversa fuori tutto il veleno da vipera che trattiene in ventre quando posa da sussiegoso studioso, rivelando l’animo di cagentto affetto da idro-russofobia acuta chiamando ‘terroristi’ gli abitanti delle Repubbliche popolari del Donetsk, invocandone lo sterminio con ogni mezzo; esalta i deliri stragisti di Timoshenko e Kolomojiskij; saluta il muro sionista in Palestina come soluzione per l’Ucraina (https://www.facebook.com/anton.shekhovtsov; 13 giugno); afferma che il golpe a Kiev è ‘costituzionale’ ma i referendum per l’autonomia no. In sostanza, dall’alto della supponenza del suo mestiere di antifa-pro, affianca e supporta proprio i fascisti ucraini di Pravyj sektor e Svoboda, dopo averne tatticamente minimizzato il ruolo nel golpe di GLADIO, e dopo aver qualificato come ‘fascisti amici di Putin’ i sostenitori del diritto all’autodeterminazione del popolazione russofona dell’Ucraina.
Per Shekhovtsov, i referendum delle popolazioni russofone ucraine sono illegali: intervistato dalla giornalista pacifinta statunitense Amy Goodman, ha detto “Sono d’accordo con l’ex primo ministro Timoshenko e anche il presidente Barack Obama, che questo referendum è assolutamente illegittimo, per tre motivi. Prima di tutto, è contro la Costituzione ucraina di tenere un referendum nella Repubblica autonoma di Crimea. In secondo luogo, non è possibile tenere un referendum libero ed equo in questa situazione, quando Crimea è ora invasa dalle truppe russe e dai separatisti filo-russi. E in terzo luogo, non è possibile tenere un referendum, in termini tecnici, in quanto la Commissione Centrale di Ucraina ha bloccato il database degli elettori, in modo che le autorità della Crimea non hanno accesso ai dati degli elettori in Crimea, così che non si può davvero comporre le liste degli elettori che avrebbero preso parte al referendum. E questo referendum, non verrà riconosciuto da Stati Uniti o in Canada o nell’Unione Europea e i tatari di Crimea popolo nativo in Crimea, che era lì anche prima che i russi e gli ucraini si stabilirono, non hanno intenzione di riconoscere questo referendum. E questo può provocare una situazione di stallo drammatico tra i separatisti filo-russi e le truppe russe, da un lato, e tatari di Crimea e ucraini, dall’altro. E alcuni di etnia russa saranno anche partecipare a questo braccio di ferro sul lato delle forze pro-ucraino”. Un wishful thinkings, essendo Shekhovtsov un russofono di Sebastopoli, dimentica che comunque non tutti i russofoni ucraini lavorano per George Soros, il suo datore di lavoro.
Si noti che Shekhovtsov trova normale e ‘costituzionale’ il rovesciamento armato del presidente Janukovich, effettuato da quelle bande neonaziste di cui nega ogni ruolo nel golpe finanziato dall’onnipresente George Soros.
Quindi, poi nega la presenza dei cecchini di Pravyj Sektor e della NATO a Majdan: “Beh, non prestiamoci troppa attenzione (alla tesi dei cecchini naziatlantisti a Kiev). Prima di tutto, né Catherine Ashton né il ministro estone hanno veramente indagato si ciò che è successo in Ucraina (riferendosi alla famose telefonata tra i due, in cui si parlava delle testimonianze relative alla presenza dei suddetti cecchini). E il loro parere, sono le loro opinioni personali. Non sono basate su prove o indagini. Ci sono state voci durante la rivoluzione ucraina che c’era una terza forza molto interessata all’escalation del conflitto, e magari un rappresentante di quella terza forza stava sparando contro i manifestanti e la polizia. Quindi non dobbiamo escludere questa possibilità. E ancora, Ashton e il ministro estone hanno le proprie opinioni; sono punti di vista soggettivi e non si basano su indagini”. Il tentativo evidente di gettare acque sull’ipotesi dimostra che il russofobo Shekhovtsov sapesse benissimo di cosa si trattasse, e cercasse di nasconderla. C’era sempre in mezzo il suo sponsor, Soros, a sua volta sponsor anche del golpe di Majdan.
Alla fine, Shekhovtsov, l’idolo vacuo-ideologico dell’ultrasinistra liberal-liberista rappresentata dallo spettro che va dal Fattoquotidiano ai gruppusoli settari come Militant e Infoaut, svela l’obiettivo ultimo della sua propaganda ‘scientifica’: “Quanto a Putin e le sue idee espansionistiche, sono molto chiaro nel dire che Putin non ha intenzione di smettere di occupare la Crimea. Andrà oltre. Putin stesso può essere uno stratega o ancora avere una visione da KGB, ma l’ideologia di Putin e dei suoi consiglieri si chiama Eurasiatismo, e l’Eurasiatismo non solo significa ripristinare l’Unione Sovietica nei suoi precedenti confini, ma anche oltre. E se si conosce la storia russa, la politica russa contemporanea, si vedrà che i suoi consiglieri, l’esortano ad andare a occidente e non solo per difendere la popolazione di lingua russa in Crimea. Io sono di etnia russa, di lingua russa. Ho dovuto imparare l’ucraino e mi oppongo all’invasione russa della Crimea. Forse allora egli cercherà di difendere la lingua russa nei Paesi baltici, e dove circa un milione di loro vive in Lituania, Estonia e Lettonia. E forse allora potrebbe andare anche oltre. Putina distrugge l’intero sistema di sicurezza del dopoguerra. Sfida l’occidente, e cerca di minare ogni tentativo di disarmo nucleare, perché nel 1994 l’Ucraina s’è volontariamente sbarazzato del terzo maggiore arsenale di armi nucleari del mondo, e all’Ucraina è stata promessa integrità territoriale da Russia, Stati Uniti e Regno Unito e ora la Russia ha violato tale accordo. E poi, la situazione nel mondo, se l’occidente non riesce a proteggere l’Ucraina e la sua integrità territoriale, quindi l’arma nucleare, la bomba nucleare, sarà l’unico strumento per proteggere l’integrità territoriale e la sovranità in tutto il mondo, e una nuova corsa agli armamenti nucleari avrà inizio. E questo sarebbe un orribile, orribile sviluppo che metterebbe tutto il mondo in pericolo”.
Ecco i ragli di questo asino esaltato, il delirio di questo pazzo furioso, i cui discorsi sono identici a quelli dei nazisti di Svoboda e Pravyj Sektor (e John McCain), ma che assomigliano tanto anche ai discorsi di certi ultrasettari del ‘taximarxismo’: gli adoratori dello stalinismo mummificato che fanno sempre salotto nei talk show. Costoro affermano, in perfetta malafede, che i BRICS, ossia Russia, Cina, India, Brasile e Sudafrica sono degli Stati imperialisti, seguendo nel loro delirio certe sette fringe staliniste greche, che invocano il rafforzamento della NATO per scatenare la crociata atomica conto l’asse fascista Russia-Cina-Iran!
Shekhovtsov, quindi, è divenuto l’ideologo di riferimento della teppaglia antifa, il guru ideologico della feccia antifascista sorosiana, i rampolli annoiati del salotto borghese che per darsi uno scopo, prima di ereditare il posto del babbo, magari presso il Paccoquotidiano, si dedicano alla caccia di ‘rosso-bruni, eurasiatisti, geopoliticisti’ indicati come nemici da perseguire da quest’agente del miliardario sovversivo atlantista e filonazista George Soros. Tutti i nodi vengono al pettine. Se la tappaglia antifa, la feccia settaria dei militant, infoaut e altra spazzatura sostiene il golpe ucraino ed ignora, se non irride, il massacro di Odessa del 2 maggio, ecco qui viene spiegato il perché.
Sull’aggressione alla popolazione russofona, l’eroe ucraino dei nostrani barboncini rossi antifa non ha dubbi e non indietreggia:
“Shekhovtsov: Credo che il nuovo presidente avrà un approccio più aggressivo contro i terroristi (la popolazione del Donbas) che non l’attuale governo. Un presidente eletto avrà l’autorità necessaria”. (per bombardare il sud-est ucraino)
…
“Shekhovtsov: No, il prossimo presidente costruirà un nuovo apparato di sicurezza e cambierà l’intero sistema. Dobbiamo fare questo cambiamento noi stessi. Non possiamo aspettare che le sanzioni imposte da Europa e Stati Uniti abbiano effetto. L’UE opera molto lentamente, e i voti nell’UE e negli Stati Uniti si trascinano. Nel frattempo, la guerra è già in corso. L’Ucraina deve difendere la sua sovranità e integrità territoriale.”
Un antifascista? O un agente di Gladio che vuole imporre con il terrore l’agenda del suo mandante George Soros, ovvero il capitalismo atlantista? Perché sa che solo così può completare il processo avviato con il golpe del 22 febbraio. Un russofobo esaltato, quindi, adottato dall’antifascisteria nostrana, alla frutta e alla ricerca di uno straccio di copertina ideologica sotto cui dissimulare la propria servile continua strumentalità al servizio della NATO; dalla Jugoslavia all’Ucraina. Il prodotto adatto che Soros vende a una sinistra in bancarotta: un antifascismo astruso e astratto, svuotato dei suoi contenuti storici di riferimento (la Grande Guerra Patriottica, l’URSS, la Jugoslavia, ecc.) e riempito da un merchandising più in linea coi tempi ‘moderni’ e una clientela consumista, a base di immigrazionismo pietistico-convulsivo, deviazionismo socio-psicopatologico, ‘caos demografico’* e altra merda, che i media sorosani italidioti sono sempre prodighi propinare utilizzando anche altri autori dalla russofobia velenosa: Zafesova, Grazioli, Zunin, ecc. *Durante una conferenza a Parigi nel 1988, il vecchio dirigente del Segretario Internazionale della IV Internazionale Michel Pablo, davanti ai deliri dei delegati quartinternazionalisti inglesi che già allora sproloquiavano di matrimoni per tutti e promozione del transgender, rispose: “Non pensate di costruire il socialismo sul caos demografico!”Promemoria…








