





La zona di maggior concentrazione è piccolina .
http://www.ninevehcouncil.org/wp-con...raq-ethno1.jpg


A Ninive il gruppo etnico più numeroso (anche se non supera la metà del totale della popolazione) è arabo sunnita, l'ipotesi di una regione autonoma a Ninive da dare ad assiri e yazidi non ha alcuna giustificazione numerica, poi queste idee vengono dalla diaspora yazida e assira mica dalle minoranze in Iraq che praticamente sostengono il governo regionale del Kurdistan.


grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


Nasce la ?mezzaluna sciita?: Iraq, Siria, Russia e Iran uniti contro i terroristi Isis - IlGiornale.it
Nasce la “mezzaluna sciita”: Iraq, Siria, Russia e Iran uniti contro i terroristi Isis
Con il riavvicinamento di Baghdad, Putin ottiene un’altra vittoria diplomatica. A perdere terreno in Medio Oriente sono Stati Uniti e Israele
Sebastiano Caputo - Lun, 28/09/2015 - 142
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A fronteggiare la “mezzaluna sunnita” (Qatar, Turchia e Arabia Saudita) sostenuta da Stati Uniti e Israele, saranno l’Iran degli Ayatollah, la Siria alawita, l’Iraq del premier sciita Haider al Abadi e il partito libanese Hezbollah.
A riferirlo da New York è stato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov che prima di incontrare il suo omologo americano John Kerry ha confermato l’obiettivo concreto di “raccogliere informazioni e unire gli sforzi contro lo Stato islamico”. L’agenzia stampa russa Interfax ha scritto che Mosca, Damasco e Teheran costituiranno un centro d’informazioni congiunto a Baghdad che potrà essere usato in futuro per coordinare operazioni militari contro Daesh. L’annuncio giunge alla vigilia dell’incontro previsto a New York fra il presidente americano Barack Obama e quello russo Vladimir Putin, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite durante il quale il capo del Cremlino, come anticipato in un’intervista all’emittente televisiva statunitense Cbs, ribadirà la volontà di appoggiare il governo legittimo di Bashar Al Assad per sconfiggere i soldati ribelli e superare la crisi siriana.
La nascita della “mezzaluna sciita” risulta ancora più singolare perché vengono messe da parte le ostilità storiche tra questi Paesi di fronte a tre nemici comuni: l’Isis, Israele e gli Stati Uniti. L’alleanza tra la Siria bathista e l’Iran post-rivoluzionario dura ormai da più di un quarto di secolo e si riconferma nuovamente in un momento cruciale per il Medio Oriente, e malgrado le discrepanze ideologiche, etniche e religiose che esistono tra i due Paesi (i primi laici, arabi e in maggioranza sunniti; i secondi teocratici, persiani e di religione sciita). L’Iran, attraverso la milizia libanese di Hezbollah e i reparti scelti dei Pasdaran, sostiene l’attuale governo di Damasco nella guerra contro i soldati dell’Isis e di Jabhat Al Nusra.
Ma la “mezzaluna sciita” si consolida soprattutto per il recente allineamento dell’Iraq, a quattro anni dal ritiro militare statunitense. Per decenni i rapporti tra il governo di Baghdad e quello di Damasco sono stati freddissimi. Innanzitutto per la rivalità negli anni Sessanta tra il partito Baath iracheno e quello siriano che si sono contesi il primato nel mondo arabo. In secondo luogo per l’inimicizia personale tra Saddam Hussein e Hafez Al Assad. La Siria si schierò immediatamente con Teheran nel conflitto Iran-Iraq, tanto da interrompere le relazioni diplomatiche chiudendo il confine nel 1982. Addirittura nella prima guerra del Golfo (1990-1991) quando il governo di Baghdad decise di invadere il Kuwait, il presidente Hafez Al Assad mandò un contingente militare nella coalizione internazionale guidata da Washington. Le prove tecniche per una riconciliazione tra i due Paesi sono inziate con Bashar Al Assad che alle Nazioni Unite adottò una posizione di rifiuto nei confronti della guerra anglo-americana contro l’Iraq (seconda guerra del Golfo). La caduta di Saddam Hussein nel 2003 e la seguente elezione di Nouri Al Maliki nel 2005 hanno effettivamente modificato sensibilmente l’integrazione dell’Iraq in quest’alleanza regionale. Da nemico giurato, l’Iraq è entrato progressivamente sotto la sfera di influenza degli Ayatollah. Al Maliki, infatti, l’uomo forte della dissidenza irachena, fu esiliato e condusse la resistenza contro Saddam Hussein proprio da Teheran, città nella quale strinse solidi rapporti con il clero e il governo iraniano.
L’elezione un anno e mezzo fa di Haider al Abadi, anche lui sciita, si è iscritta in perfetta continuità con il suo predecessore, non a caso appena insediatosi al governo c'è un raffreddamento con gli Stati Uniti. Il premier Abadi chiese aerei da guerra per combattere l’Isis: quelli russi arrivarono subito mentre gli F-16 americani sono stati centellinati solo quest’anno. La guerra di Daesh contro lo Stato siriano, così come la creazione dello Stato Islamico al nord dell’Iraq, sono stati gli acceleratori della costruzione di una mezzaluna sciita patrocinata dalla Russia di Vladimir Putin. Ora a perdere terreno in Medio Oriente non sono soltanto gli Stati Uniti e Israele, ma soprattutto i loro alleati sunniti: Arabia Saudita, Qatar, e Turchia.


Mai nessuno ha parlato di tutta la provincia , ma della zona dove sono ( erano ) maggioranza schiacciante , ovvero la piana di Ninive , qua le percentuali sono dell'80 % .
Se erano tutte proposte dall'estero non si spiega un dibattito che è durato un decennio , a me pare che la questione all'interno dell'Iraq fosse ben lungi dall'essere così chiara , anzi mi pare che proprio nei giori dell'ascesa dell'isis si votava la creazione di una provincia autonoma .


Poi vabbè , al momento queste sono questioni marginali , anche perchè non ho mai letto nessuno che dava a Barzani del nazi persecutore , ma semplicemente del corrotto .
Le grosse grane sono e saranno altre .


Il problema degli Assiri è che da soli possono fare ben poco, di unità militari organizzate ne hanno ben poche e son troppo pochi per poter resistere ai tentativi di essere islamizzati ed arabizzati.
L'unica loro possibilità è quella di unirsi al governo regionale del Kurdistan che comunque fin'ora ha dimostrato di proteggere le minoranze, le accuse ai Curdi vengono in gran parte dagli Assiri della diaspora dato che sono i discendenti degli Assiri massacrati dagli irregolari Curdi al servizio degli Ottomani.
Comunque uno di coloro che hanno proposto una regione autonoma nella Piana di Ninive è un Ministro delle Finanze Assiro del Kurdistan e fa parte del partito di Barzani.
Queste proposte saranno anche state fatte ma alla fine la maggioranza delle unità combattenti Assire è integrata nei Peshmerga, non capisco cosa possano mai fare senza l'aiuto dei Curdi.
https://en.wikipedia.org/wiki/Propos...onomy_or_state
Poi da alcune stime nella regione dove si possa ipotizzare una regione autonoma gli Assiri in realtà sono minoritari rispetto ai Curdi Yazidi e a quelli di fede Sciita, poi gli Assiri si inventano cazzate del tipo che gli Yazidi e gli Shabaki non sono Curdi quando in realtà le differenze in questo caso sono solo religiose e non etniche.
Ultima modifica di Alexandri Magni; 29-10-15 alle 20:34


attacco con razzi su base di gruppo opposizione iraniano a Baghdad
morti almeno 23 membri del MEK(mujahidin del popolo) gruppo filo saddam rifugiato in iraq dagli anni 80,da dopo caduta saddam sotto protezione americana che impedisce al governo iraqeno una loro espulsione,anche se sono confinati dagli iraqeni in un campo
https://www.youtube.com/watch?v=jQpTxb7ohtE
La'...dove non osano le aquile.......