Comunque un conto sono un centinaio di istruttori, un conto sarebbe una vera e propria invasione del Kurdistan iracheno.
Va bene i buoni rapporti con Barzani, ma a quel punto, di fatto, sarebbe la fine dei sogni autonomistici dei curdi.


Comunque un conto sono un centinaio di istruttori, un conto sarebbe una vera e propria invasione del Kurdistan iracheno.
Va bene i buoni rapporti con Barzani, ma a quel punto, di fatto, sarebbe la fine dei sogni autonomistici dei curdi.


da il sole 24 ore
Sconfinamenti e affari con l’Isis, la Turchia è accerchiata: accuse da Iraq e Iran. E la Russia non molla
di Angela Manganaro5 dicembre 2015
IN QUESTO ARTICOLO
Argomenti: Niniveh | Mohsen Rezai | Takfiri | Gardiani| Cecile Pouilly | Siria | Ankara | Baghdad | Haider Al-Abadi
My24
[COLOR=#393939 !important]In queste ore la Turchia sembra più isolata. Certo protetta da un ombrello americano sempre aperto, visto che non troppi giorni fa il presidente Barack Obama l’ha “difesa” nella disputa sul jet russo abbattuto nello spazio aereo turco dicendo che il Paese ha il diritto al rispetto dell’integrità territoriale, ma circondata da accuse di due governi mediorientali che si sommano al pressing russo. Mentre infatti come nuova mossa per punire i turchi colpevoli di aver abbattuto il jet militare, le autorità di Mosca pensano a unarisoluzione Onu con gli Stati Uniti per colpire chi fa affari col califfo, Ankara viene attaccata da Baghdad e Teheran. Pare dunque che nella variegata coalizione anti-Isis di 65 Paesi vi siano alleati mediorientali che aiutano poco la campagna americana - si stima che i raid degli alleati arabi in Siria siano stati solo il 5% del totale - e chi invece stia eccedendo in zelo.
[COLOR=#393939 !important]Iraq contro Turchia, le truppe turche a Mosul
Premier e presidente a a Baghdad attaccano la Turchia per l'ingresso in Iraq di almeno 150 soldati turchi, 1.200 secondo fonti Usa, che si sono posizionati nella regione di Mosul.[/COLOR]
[COLOR=#393939 !important]Mosul è la capitale del Nord iracheno, centro petrolifero la cui presa nel 2014 segnò un salto di qualità dell’Isis in ascesa qualche mese prima la proclamazione del califfato, città di un milione di abitanti, capitale della provincia di Niniveh, i cui tesori sono stati distrutti dalla furia iconoclasta dei terroristi, oggi roccaforte dell'Isis in Iraq. Niniveh è anche la regione riconquistata il 13 novembre dai peshmerga curdi in cui sono state trovate almeno 16 le fosse comuni - dice oggi la portavoce dell'Alto Commissariato Onu per i diritti umani, Cecile Pouilly - intorno a Sinjar, città abitata in maggioranza da yazidi, minoranza non sunnita brutalizzata dall’Isis.[/COLOR]
[COLOR=#393939 !important]Il governo iracheno chiede oggi «il ritiro immediato» dei militari da Mosul e condanna «la grave violazione della sovranità irachena». Il premier Haider al-Abadi tramite il suo ufficio conferma che «un reggimento con carri armati e artiglieria è entrato in territorio iracheno, ufficialmente per addestrare gruppi iracheni, senza la richiesta o l'autorizzazione dalle autorità federali irachene». Si fa sentire anche Fouad Massoum, il presidente iracheno condanna la «violazione delle regole e del diritto internazionale» che aggrava le tensioni nella regione. Massoum chiede alla Turchia di ritirare i militari e invita il ministero degli Esteri a prendere le misure necessarie per garantire il rispetto della sovranità e dell'indipendenza del Paese.[/COLOR]
[COLOR=#393939 !important]Il governo turco si difende. Ahmet Davutoglu dice che i soldati turchi fanno attività di routine e addestramento a protezione della zona; inoltre la Turchia non mira al territorio di nessun Paese e non aumenterà le azioni militari in Iraq. Da Antalya il ministro degli Esteri Cavusoglu esorta i russi a continuare a dialogare, e solo Erdogan non sfoggia oggi toni concilianti sulla crisi innescata dal jet abbattuto: la Turchia, dice, troverà alternative al gas e al petrolio che compra dalla Russia.[/COLOR]
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Non dipende tanto dalla presenza Turca. quanto dalle decisioni internazionali, almeno delle 10 più grnadi potenze. 5 mondiali e 5 regionali. cui la Turchia.
Per paradosso la Turchia sarebbe anche faforevole all'indipendenza del Kurdistan Iracheno, se c'è un governo loro. certo non degli altri K.
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


Vuoi o non vuoi, un Kurdistan iracheno indipendente, farebbe da miraggio a tutti i curdi della regione.
Giusto per fare un paragone (non veramente appropriato, ma può essere utile), lo stesso fascino che esercitava la Serbia a cavallo fra XIX e XX sui popoli slavi sottomessi agli Austriaci e ai Turchi.
Ultima modifica di Jango Fett; 05-12-15 alle 21:11






Più che gli accordi suddetti, è stato il trattato di Losanna **, sopo la vittoria Turca che ha permesso ai turchi di riprendersi il kurdistan settentrionale* (che fino al XX secolo era misto armeno/curdo).
* storicamente era Armenia. fino al 1900 misto armeno-curdo, e dopo il genocidio a maggioranza curda.
** che modificò il precedente trattato di Sevres, pesante per i turchi.
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........






Se volevi essere ancora più pignolo su un discorso generale, avresti potuto ricordare che anche il trattato Sevres è successivo a Sykes-Picot. Quello che volevo dire, che rimane invariato sia spostandoci nello spazio che nel tempo, è che sistemazioni politiche con nodi irrisolti portano instabilità nel lungo periodo.