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Discussione: L'esobiologia

  1. #1
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    Predefinito L'esobiologia

    Esobiologia: partiamo dalla Terra


    Simboli inseriti nella sonda Pioneer 10 (lanciata verso Giove nel 1972 e attualmente in viaggio verso la stella Aldebaran), con indicazioni che potrebbero aiutare un'intelligenza extraterrestre a raggiungere il nostro pianeta. Taluni hanno obiettato che il gesto di saluto della figura maschile potrebbe essere inteso quale manifestazione di aggressività.
    Immagine dal sito https://upload.wikimedia.org/

    Antonio Bruno

    Se in un contesto non propriamente specialistico si parla di "vita extraterrestre", è abbastanza naturale aspettarsi che l'oggetto delle varie argomentazioni sia cercare di elaborare, per quanto possibile, idee ed
    ipotesi sulla presenza di vita nell' universo, in particolare su altri pianeti che, come la nostra Terra, possono ospitare esseri viventi. Ciò nonostante, ci troviamo di fronte ad una generalizzazione poichè, in primo luogo, dovremmo fare il punto sul concetto stesso di "vita". Cos'è la vita? Secondo i fisici, si può parlare di vita quando si consideri un insieme sufficientemente organizzato di materia ed energia. Ma sia la materia che l'energia, anche in forme organizzate, sono troppo comuni nell' universo per poter ritenere con soddisfacente determinatezza che la vita extraterrestre esiste e che non c'è altro di cui discutere... Quello che a noi interessa affrontare il tema dell'esobiologia riferendoci pur sempre ad un modello di vita sviluppata, e perchè no intelligente, presente su altri mondi chiamati "pianeti" e non solo in qualche fenomeno fisico interstellare o cosmico. L'esobiologia che ci interessa parte, per forza di cose, da quello che conosciamo noi della vita; ed allora, non possiamo fare a meno di cercare di capire se le leggi della biologia terrestre, della genetica e del DNA, degli insiemi chimici ed atmosferici che sulla Terra supportano la vita sono le stesse anche su altri mondi simili al nostro. Anche se non possiamo ignorare che la speculazione e la ricerca esobiologica si estendono potenzialmente anche a supporti vitali ben diversi da quelli basati sul carbonio e la biologia terrestre (esempio classico è l'ipotesi di una vita di tipo "cristallino" o silicifero), dobbiamo partire dal tipo di vita che meglio conosciamo e vedere se nell' universo è uno schema privilegiato nonchè quanto esso sia diffuso.

    Sappiamo che una discussione in tal senso che possa avere un po' di plausibilità, deve considerare pianeti che rientrino in determinati parametri che si accordino con quanto conosciamo delle leggi della vita planetaria: distanza dalla stella madre, dimensione sia di questa che del pianeta stesso, la sua atmosfera, il tipo di stella, ecc. ma anche "riducendo" così il numero di pianeti candidati, esiste tutta una serie di variabili che rendono alquanto difficile, credo, una rilevazione della vita extraterrestre dai nostri attuali strumenti scientifici e tecnologici. Estendiamo pure il nostro discorso anche a quell'"accessorio" della vita che è l' intelligenza: i termini non cambiano. Resta la questione: cosa ci dà la sicurezza che la vita sugli altri pianeti, dove esiste, sia rilevabile dai nostri mezzi tecnologici o, cosa ancor più ardua, sia in grado o voglia farsi percepire da noi? Io direi proprio nulla. Coloro che studiano l'ufologia e che danno a questi eventi la classica spiegazione "extraterrestre", ovvero che gli UFO sono velivoli spaziali sui quali gli abitanti di altri mondi si recano da noi per svariati motivi, hanno superato il problema esobiologico di cui sopra o, perlomeno, lo hanno glissato: se questi alieni sono giunti fino a noi con le loro navi spaziali, è evidente che sono stati più veloci di noi ad individuarci e che l'interscambio informativo e tecnologico, almeno in potenzialità, è possibile. Ma se per un momento lasciamo da parte gli UFO, io credo che l'approccio psicologico migliore per prepararsi a studiare il problema esobiologico e tutte le sue implicazioni sia l'antico postulato sapienziale che ci ricorda che non esiste che una sola vita in tutto l'universo percepibile; che ciò che è in alto è come ciò che è in basso, e che noi non siamo un'eccezione meravigliosa sospesa nell' infinità del cosmo. Di conseguenza, credo che l'approccio migliore al problema della vita su altri pianeti, sia sempre quello di rapportarci a quanto è accaduto ed accade sulla nostra Terra. Sia dal punto di vista della storia dell' evoluzione che da quello della varietà biologica, sono abbastanza convinto che il nostro pianeta sia una straordinaria scuola per chi si pone problemi esobiologici. La varietà delle specie animali e vegetali è così vasta che offre una pressochè infinita gamma di possibilità alla manifestazione della vita e non vedo perchè questo straordinario puzle biologico e chimico non possa esprimersi anche in altri mondi.

    Le variabili, pur avendo stabilito i punti comuni di partenza, restano ancora tantissime. In principal luogo, il momento storico dell' evoluzione della vita di un determinato pianeta. Voglio dire, potremmo trovare pianeti che sono al livello in cui si trovava la Terra al tempo dei dinosauri o civiltà intelligenti ad un punto determinato della loro storia che non ha niente a che vedere con lo sviluppo che ha seguito sulla Terra nè con le nostre abitudini sociali o intellettuali. Per quanto creda che, ad un certo punto, l'intelligenza si ponga sempre e ovunque dei quesiti esistenziali, penso anche che l'evoluzione storica e sociale che abbiamo avuto noi, umanità del pianeta Terra, sia solo una delle numerose variabili possibili. Ad esempio, se esiste una legge di sopravvivenza per ogni essere vivente, non è detto che questo debba per forza di cose degenerare in quel fenomeno del tutto umano e terrestre che chiamiamo "guerra". Oppure, l'anelito e la spinta alla conoscenza, così come li abbiamo esercitati da sempre noi, potrebbero essere processi del tutto estranei ad altre intelligenze le quali potrebbero soddisfare la propria sete di conoscenza in modi che a noi sembrerebbero fantascientifici. Tutte queste considerazioni mi portano ad esprimere una grossa perplessità, che già altre volte ho espresso: sono alquanto pessimista sulla possibilità strumentale di captare qualche segnale radio o tecnologico da altre civiltà stellari. E sono, di conseguenza, assolutamente contrario ad assogettare le nostre conclusioni sull'esistenza o meno di vita intelligente nell'universo dai risultati di questi esperimenti tecnologici. E' chiaro che miriferisco, qui, al più famoso programma scientifico di ricerca di vita extraterrestre denominato SETI. Le sue conclusioni, ammesso che ve ne possano essere, sarebbero coronate da straordinaria fortuna solo nel caso in cui percepissero segnali tecnologici provenienti da civiltà che, ad un determinato momento della loro esistenza, abbiano sviluppato qualcosa di simile alla nostra radio, ai nostri radiotelescopi o ai radiofari di terrestre concezione. Civiltà che pensavano come noi al punto di sviluppare una tecnologia che noi siamo in grado di intercettare, sia pure, secoli o millenni dopo a causa delle enormi distanze stellari. Insomma, una roulette. Non ci sono leggi assolute, nella roulette, solo le sorprese del fato e di una fortuna del tutto imprevedibile. Cerchiamo, piuttosto, di arrivare alla scoperta di vita su altri mondi con i mezzi dell' osservazione scientifica del nostro stesso pianeta, mezzi che però devono essere supportati da un maggiore senso universalistico della vita stessa. In altre parole, studiando la vita sulla Terra arrivare a comprendere anche quella di altri mondi, pur senza pretendere di conoscere tutte le variabili che la vita e l'intelligenza possono esprimere su di essi o, peggio, di imporre in tutto e per tutto il "modello Terra" su obiettivi la cui distanza da noi si misura nell' ordine degli anni luce.

    http://it.discussioni.ufo.narkive.co...mo-dalla-terra
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-08-16 alle 17:02
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  2. #2
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    C'è solo da risolvere questa facile formuletta...


    Forza e coraggio.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 06-07-11 alle 01:51

  3. #3
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Citazione Originariamente Scritto da Cabala Candelaia Circea Visualizza Messaggio
    C'è solo da risolvere questa facile formuletta...


    Forza e coraggio.
    Scusa la mia ignoranza, ma cos'è questa formula?
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 09-07-11 alle 00:21
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  4. #4
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    Scusa la mia ignoranza, ma cos'è questa formula?
    La famosa e famigerata Formula di Drake, chiamata anche "la formula della vita". Su internet trovi spiegazioni dettagliate in merito a variabili e parametri.

    In pratica irrisolvibile, ma teoricamente accettabile. Nessun istituto di ricerca ti chiederà di saperla risolvere per ottenere una posizione presso loro, non ti preoccupare.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 08-02-10 alle 00:37

  5. #5
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Citazione Originariamente Scritto da Cabala Candelaia Circea Visualizza Messaggio
    La famosa e famigerata Formula di Drake, chiamata anche "la formula della vita". Su internet trovi spiegazioni dettagliate in merito a variabili e parametri.

    In pratica irrisolvibile, ma teoricamente accettabile. Nessun istituto di ricerca ti chiederà di saperla risolvere per ottenere una posizione presso loro, non ti preoccupare.
    Ah... Figurati, io ora come ora non saprei nemmeno svolgere un esercizio sul quadrato di binomio...
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 08-02-10 alle 00:37
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  6. #6
    .... .....
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    I nostri sensi ci rendono partecipi della realtà posta in determinati parametri.. se il parametro non viene rispettato in eccesso o in difetto..
    noi non ci rendiamo conto di cosa ci sta davanti perchè non la percepiamo..
    Per esempio il nostro orecchio non percepisce suoni minori di 20 Hz e maggiori di 20.000 Hz.. suoni che non rientrano in queste cifre.. per noi è come se non esistessero.. e ciò che è valido per l'udito è valido anche per tutti gli altri sensi.. e realtà più dense o rarefatte di ciò che possiamo toccare sono del tutto impercettibili.. e per noi è come se non esistessero..
    Ma cosa sono 20 e 20.000 Hz di fronte alla totalità indefinita dei numeri che rappresentano l'altezza dei suoni..?
    Un misero spicchio di suoni percepibili di fronte agli indefiniti suoni che non possiamo percepire..
    La Terra e l'uomo sono la stessa cosa.. un misero spicchio di possibilità a fronte di indefinite possibilità..
    Che ci siano due pianeti simili.. sarebbe come dare un numero in un bussolotto cosmico contenente indefiniti numeri.. e poi ripescare lo stesso numero..
    La vita esiste oltre l'uomo.. ma anche se non è impossibile.. è molto improbabile che sia posta nella stessa realtà che cade sotto i nostri sensi..
    Esistono altre forme di vita.. ma non occorre investigare l Pianeti.. basta solo affinare la percezione.. e allora contatteremo forme di vita inferiori o superiori.. energie o Divinità.. in un Oceano dove solo il cambiamento è legge e la morte non esiste..
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 08-02-10 alle 00:39
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  7. #7
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    I nostri sensi ci rendono partecipi della realtà posta in determinati parametri.. se il parametro non viene rispettato in eccesso o in difetto..
    noi non ci rendiamo conto di cosa ci sta davanti perchè non la percepiamo..
    Per esempio il nostro orecchio non percepisce suoni minori di 20 Hz e maggiori di 20.000 Hz.. suoni che non rientrano in queste cifre.. per noi è come se non esistessero.. e ciò che è valido per l'udito è valido anche per tutti gli altri sensi.. e realtà più dense o rarefatte di ciò che possiamo toccare sono del tutto impercettibili.. e per noi è come se non esistessero..
    Ma cosa sono 20 e 20.000 Hz di fronte alla totalità indefinita dei numeri che rappresentano l'altezza dei suoni..?
    Un misero spicchio di suoni percepibili di fronte agli indefiniti suoni che non possiamo percepire..
    La Terra e l'uomo sono la stessa cosa.. un misero spicchio di possibilità a fronte di indefinite possibilità..
    Che ci siano due pianeti simili.. sarebbe come dare un numero in un bussolotto cosmico contenente indefiniti numeri.. e poi ripescare lo stesso numero..
    La vita esiste oltre l'uomo.. ma anche se non è impossibile.. è molto improbabile che sia posta nella stessa realtà che cade sotto i nostri sensi..
    Esistono altre forme di vita.. ma non occorre investigare l Pianeti.. basta solo affinare la percezione.. e allora contatteremo forme di vita inferiori o superiori.. energie o Divinità.. in un Oceano dove solo il cambiamento è legge e la morte non esiste..
    Credo anch'io sia così. Infatti, penso che quelli che oggi chiamiamo extraterrestri non siano altro che creature preterumane che vivono in altre dimensioni.

    E' un po' come dire che Dio è in cielo... è logico che non è in cielo, ma è 'celato'...
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 08-02-10 alle 00:40
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  8. #8
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    La vita nell'universo

    di L. Bignami, G. Ranzini e D. Venturoli

    La vita nell'universo - Google Libri

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-08-16 alle 17:07
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  9. #9
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Hawking: «Gli alieni esistono, ma sarebbe meglio evitarli»


    Stephen Hawking a gravità zero
    Immagine dal sito http://it.wikipedia.org/

    «Gli alieni sono là fuori e la Terra è meglio che faccia attenzione a loro». Lo sostiene l’astrofisico britannico Stephen Hawking. A riportare l’ultima tesi dello scienziato è il Sunday Times nel suo sito on line. Autore del bestseller internazionale “A brief Hstory of Time” tradotto in italiano col titolo “Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo”, Hawking si dice convinto che gli extraterrestri esistano, ma precisa: «l’umanità dovrebbe fare tutto cio che è in suo potere per evitare qualsiasi contatto con loro».

    I suoi suggerimenti sono presenti in una serie di documentari in cui l’astrofisico espone le sue ultime teorie su alcuni dei più grandi misteri dell’universo. La vita aliena, secondo lo studioso, esiste non solo in alcuni pianeti, ma forse al centro delle stelle o addirittura fluttua nello spazio interplanetario. L’universo, egli rileva, dispone di 100 miliardi di galassie, ciascuna contenente centinaia di milioni di stelle. In un luogo così grande, è improbabile che la Terra sia l’unico pianeta dove si è evoluta la vita, precisa Hawking. Ma come potrebbero essere gli alieni?. Hawking suggerisce che la maggior parte di loro potrebbero essere equivalenti a microbi o ad animali semplici, cioè il tipo di vita che ha dominato la Terra per la maggior parte della sua storia. Il problema, però suggerisce lo scienziato, è che il contatto con una tale specie potrebbe essere devastante e «troppo rischioso» per l’umanità.

    «Se mai gli alieni ci dovessero visitare, potrebbero sfruttare la Terra e le sue risorse, con un risultato che sarebbe simile a quando Cristoforo Colombo sbarcò in America».

    Hawking: «Gli alieni esistono, ma sarebbe meglio evitarli»| mondo| Il SecoloXIX
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-08-16 alle 17:07
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  10. #10
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    Predefinito L'articolo del "Sunday Times"

    Don’t talk to aliens, warns Stephen Hawking
    April 25, 2010 - Jonathan Leake


    The aliens are out there and Earth had better watch out, at least according to Stephen Hawking. He has suggested that extraterrestrials are almost certain to exist — but that instead of seeking them out, humanity should be doing all it that can to avoid any contact.

    The suggestions come in a new documentary series in which Hawking, one of the world’s leading scientists, will set out his latest thinking on some of the universe’s greatest mysteries.

    Alien life, he will suggest, is almost certain to exist in many other parts of the universe: not just in planets, but perhaps in the centre of stars or even floating in interplanetary space.

    Hawking’s logic on aliens is, for him, unusually simple. The universe, he points out, has 100 billion galaxies, each containing hundreds of millions of stars. In such a big place, Earth is unlikely to be the only planet where life has evolved.

    “To my mathematical brain, the numbers alone make thinking about aliens perfectly rational,” he said. “The real challenge is to work out what aliens might actually be like.”

    The answer, he suggests, is that most of it will be the equivalent of microbes or simple animals — the sort of life that has dominated Earth for most of its history.

    One scene in his documentary for the Discovery Channel shows herds of two-legged herbivores browsing on an alien cliff-face where they are picked off by flying, yellow lizard-like predators. Another shows glowing fluorescent aquatic animals forming vast shoals in the oceans thought to underlie the thick ice coating Europa, one of the moons of Jupiter.

    Such scenes are speculative, but Hawking uses them to lead on to a serious point: that a few life forms could be intelligent and pose a threat. Hawking believes that contact with such a species could be devastating for humanity.

    He suggests that aliens might simply raid Earth for its resources and then move on: “We only have to look at ourselves to see how intelligent life might develop into something we wouldn’t want to meet. I imagine they might exist in massive ships, having used up all the resources from their home planet. Such advanced aliens would perhaps become nomads, looking to conquer and colonise whatever planets they can reach.”

    He concludes that trying to make contact with alien races is “a little too risky”. He said: “If aliens ever visit us, I think the outcome would be much as when Christopher Columbus first landed in America, which didn’t turn out very well for the Native Americans.”

    The completion of the documentary marks a triumph for Hawking, now 68, who is paralysed by motor neurone disease and has very limited powers of communication. The project took him and his producers three years, during which he insisted on rewriting large chunks of the script and checking the filming.

    John Smithson, executive producer for Discovery, said: “He wanted to make a programme that was entertaining for a general audience as well as scientific and that’s a tough job, given the complexity of the ideas involved.”

    Hawking has suggested the possibility of alien life before but his views have been clarified by a series of scientific breakthroughs, such as the discovery, since 1995, of more than 450 planets orbiting distant stars, showing that planets are a common phenomenon.

    So far, all the new planets found have been far larger than Earth, but only because the telescopes used to detect them are not sensitive enough to detect Earth-sized bodies at such distances.

    Another breakthrough is the discovery that life on Earth has proven able to colonise its most extreme environments. If life can survive and evolve there, scientists reason, then perhaps nowhere is out of bounds.

    Hawking’s belief in aliens places him in good scientific company. In his recent Wonders of the Solar System BBC series, Professor Brian Cox backed the idea, too, suggesting Mars, Europa and Titan, a moon of Saturn, as likely places to look.

    Similarly, Lord Rees, the astronomer royal, warned in a lecture earlier this year that aliens might prove to be beyond human understanding.

    “I suspect there could be life and intelligence out there in forms we can’t conceive,” he said. “Just as a chimpanzee can’t understand quantum theory, it could be there are aspects of reality that are beyond the capacity of our brains.”

    Stephen Hawking's Universe begins on the Discovery Channel on Sunday May 9 at 9pm

    Don’t talk to aliens, warns Stephen Hawking - Times Online

    Dal sito Times Online | News and Views from The Times and Sunday Times
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-08-16 alle 17:14
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