



Ultima modifica di Maestrale; 26-06-14 alle 03:05




Bisogna sapere che gli immigrati che arrivavano dall'Italia generalmente erano quelli piu' in basso come educazione, e quasi tutti dal sud. E questo avveniva fino agli anni "50 forse "60.
Soltanto dopo hanno cominciato ad arrivare imprenditori che hanno fatto conoscere il Made in Italy.
Una mia amica mi diceva che sua madre le aveva "categoricamente" vietato di avere un qualsiasi rapporto con un italiano. Gli italiani che lei aveva conosciuto erano quelli che fischiavano al passaggio di una ragazza e che negli autobus
palpeggiavano il gentil sesso.
Non e' facile fare gli italiani all'estero. E Berlusconi certamente non c'entra.




Gli italiani amano la Kyenge fin da quando era bambina.
https://www.youtube.com/watch?v=kI_uOm3kxXU


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Per noi oggi questo è ovvio.
Ma per gli americani anglosassoni dell'epoca, non lo era per niente.
Gli americani dell'epoca vedevano gli immigrati esattamente come gli italiani di oggi vedono gli immigrati di oggi: poveri, sporchi, ignoranti, criminali, portatori di malattie ecc. ecc.
E' una regola antropologica molto semplice: chi viene da fuori è sempre inquadrato nello stesso modo, a meno che non sia un ricco turista o imprenditore.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij