Pare ormai accertato che il quoziente intellettivo degli ebrei sia particolarmente elevato, come proverebbe, ad esempio, il gran numero di Premi Nobel ebrei (fatto questo, peraltro, di cui molti appartenenti alla categoria amano vantarsi in forum e pubbliche discussioni).
E così in questi giorni l’American Enterprise Institute (Aei) ha deciso di organizzare un convegno dal suggestivo titolo “Perché gli ebrei sono così intelligenti?”, invitando a discutere dell’argomento John Entine (ebreo, autore del libro “I figli di Abramo: razza, identità e dna del popolo eletto”), Charles Murray (presbiteriano, teorico dell’inferiorità dei neri), e Laurie Zoloth (ebrea, professoressa di bioetica alla Northwestern University).
Va qui ricordato che l’Aei è uno dei più importanti ed influenti think-tank neocon degli Stati Uniti, una istituzione culturale di cui fanno parte, tra gli altri, Paul Wolfowitz (ex sotto-segretario alla Difesa), lo storico Frederik Kagan, Newt Gingrich.
Il dibattito – come riferito dal Washington Post - è stato ampio e articolato.
Entine ha ipotizzato che il notevole q.i. degli ebrei sia dovuto a mutazioni genetiche, quale ad esempio il morbo di Tay Sachs, mutazioni “che potrebbero aver favorito la crescita delle cellule cerebrali”.
Murray ha attribuito la poderosa intelligenza del popolo ebraico al rigore degli studi religiosi nel corso dei secoli.
La Zoloth, infine, ha sostenuto che a rendere gli ebrei più intelligenti sia stata, nel corso dei secoli, soprattutto la necessità di sopravvivere alle persecuzioni.




Rispondi Citando
hefico: