Il capro espiatorio
Da ieri sera l'Italia mesta ha il suo capro espiatorio. Si chiama Mario Balotelli. Gliene hanno dette di ogni, non da ieri, da sempre. Esaltato o detestato, destinato ad essere personaggio, lui, il primo centravanti nero della nazionale italiana. Lo ricordo eccezionale promessa nelle giovanili dell'Inter, sembrava un predestinato. Qualche anno dopo conquistò a furor di popolo la maglia azzurra nonostante il carattere e gli atteggiamenti dentro e fuori dal campo non fossero dei migliori. Ma lasciarlo fuori sarebbe parso darla vinta ai razzisti che gli gridano "buu" dagli spalti. Balotelli va in Inghilterra, fa parlare di sé, ha un buon peso pubblicitario. Diventa il "Supermario" nazionale, ma sul campo alterna prestazioni importanti ad altre insoddisfacenti. Lega poco coi compagni, i suoi flirt finiscono sulle pagine dei giornali. Si parla sempre di lui. In nazionale si conquista tutte le copertine del mondo dopo il gol alla Germania all'Europeo del 2012. Ma ogni volta che la squadra stecca la colpa è in primo luogo sua. Quasi che non si volesse da lui un buon giocatore ma solo il campione che evidentemente non è. Torna al Milan, dovrebbe essere l'uomo del rilancio, ma ai risultati deludenti seguono altre polemiche. Fino a questi ultimi mondiali. Balo segna agli inglesi e tutti si aspettano da lui grandi cose. Balo all'ascutto contro il Costa Rica e tornano i mugugni. Ma palle giocabili ne ha poche. L'Italia non esprime gran gioco, ma questo passa in secondo piano. Contro l'Uruguay ci vuole il Ciro nazionale dicono in molti. Prandelli si gioca Immobile accanto a Balotelli, ma il primo tempo è pietoso per entrambi. La squadra è rachitica e la paura di perdere e di tornare a casa la tiene chiusa in difesa. Al secondo tempo Balotelli resta in panca, a guardare ammutolito la disfatta dei suoi compagni in azzurro. Finiti i 90' l'indiziato colpevole sulla bocca di tutti è lui e non si capisce bene perché. Gliene dicono di tutti i colori: personaggio, figurina, mezzo giocatore. Eppure ha fatto il gol che ha valso i 3 punti, gli unici. E di altre palle da infilare in rete non ne ha più viste. Ed ha solo 24 anni. Se ha colpe è in buona compagnia. Ma la legge del capro espiatorio, tanto cara dalle nostre parti, vuole che sia lui a pagare più di tutti. Balotelli, il primo centravanti nero della nazionale italiana.




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