A Pozzuoli, un cane torturato e poi bruciato vivo. Il cane, trovato in stato di shock da una volontaria, e morto poche ore dopo.
A Bitetto, in provincia di Bari, una cucciola di pastore tedesco appesa a testa in giù con un fil di ferro fino a provocarle il distacco degli arti posteriori. La cucciola, per fortuna, è stata soccorsa ed è ora affidata alle cure dei volontari.
Due casi di inaudita violenza che impongono una riflessione ed una presa di coscienza più ampia.
Innanzitutto, si rimane sgomenti per l’atto di crudeltà in sé, inflitto ad un essere vivente indifeso.
Ma si rimane sgomenti anche perché non vi è, davanti a tali atrocità, una indignazione collettiva.
Si ha quasi l’impressione che l’abitudine alla violenza abbia fatto il callo.
Episodi come questi che dovrebbero scuotere le coscienze, invece, scivolano via e vengono fagocitati insieme a tutto il resto, come gocce nel mare dell’indifferenza.
E poi, come non fare una riflessione su una legge, quella sul maltrattamento di animali, che non costituisce un utile deterrente per chi compie atti di questo genere.
Nessun arresto, nessuna galera, solo una multa, quando arriva.
Non ci piacciono le galere, lo abbiamo sempre detto, e sappiamo che sono già stracolme, vorremmo però una legge che faccia il suo dovere e che prevenga ulteriori abusi sugli animali. E questo, la legge n. 189/04 sul maltrattamento degli animali non lo fa.
E così rimaniamo ancora una volta spettatori inermi di atroci delitti nei confronti di altri esseri viventi..
Molto spesso si è detto che i macelli dovrebbero avere i muri di vetro, in questa maniera molte persone, prendendo coscienza, si indignerebbero.
Quale riflessione, però, si impone quando i tanti “macelli” avvengono alla luce del sole?
P.S.
L'mportante in questo lurido cesso di paese è passare il tempo a cazzeggiare sul senato si e sul senato no !!
Manica di coglioni...




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