Ma dico...su Sinistra Italiana non si parla della mattanza sionista?
Gaza, conto morti dall’inizio dei raid
Hamas: pronti a combattere per mesi
Quarto giorno di offensiva contro Hamas. Obama si offre per una mediazione
REPORTAGE Nel super bunker di Ashkelon da dove parte la caccia ai razzi MAURIZIO MOLINARILAPRESSEUn bambino tra le macerie a Gaza
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«Mesi di guerra». La prospettiva di un lungo confronto militare con Israele è stata evocata da Hamas, nel quarto giorno dell’offensiva sulla Striscia di Gaza che ha già fatto più di 100 morti e 600 feriti, per la stragrande maggioranza palestinesi.
VENTI DI GUERRA
«Siamo pronti a mesi di combattimenti, la guerra questa volta sarà diversa dalle altre e il nemico non si fermerà se non alle nostre condizioni», ha avvertito Mahmoud al Zahar, dirigente del movimento islamista che controlla la Striscia di Gaza. Membro fondatore di Hamas, al Zahar ha aggiunto che «stavolta il popolo palestinese è unito nell’affrontare questa guerra e le cose andranno diversamente».
LE MINACCE
Le Brigate Ezzedin al-Qassam hanno avvertito le compagnie aeree di non volare sullo scalo internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, nel mirino dei razzi che anche oggi sono stati lanciatio verso la più popolosa città israeliana e sono stati intercettati e distrutti dal sistema antimissile Iron Dome.
LA PAURA DI ISRAELE
L’aeroporto è rimasto operativo fin dall’inizio dell’offensiva Margine di sicurezza, ma in alcuni casi i voli sono stati deviati verso nord. Tel Aviv è finita più volte nel mirino dei razzi lanciati da Gaza, intercettati dall’Iron Dome o caduti in zone aperte. «L’aeroporto Ben Gurion sarà uno dei nostri obiettivi perché ospita anche una base dell’aeronautica militare», hanno fatto sapere le Brigate con un comunicato. Già oggi un razzo è stato lanciato verso l’aeroporto, ha fatto sapere il braccio armato di Hamas. Un portavoce dello scalo internazionale ha confermato che le sirene sono risuonate e tutte le attività si sono fermate per circa 10 minuti, ma ha aggiunto che l’allarme riguardava l’intera zona di Tel Aviv e non era una minaccia diretta all’aeroporto.
LA DIPLOMAZIA INTERNAZIONALE AL LAVORO
Barack Obama, ha telefonato nella notte al premier israeliano Benjamin Netanyahui per comunicargli che gli Usa sono pronti a mediare tra israeliani e palestinesi per far cessare le ostilità, anche risuscitando «l’accordo per il cessate il fuoco del novembre 2012». La parola, però, al momento resta alle armi: «I terroristi di Gaza hanno commesso un grave errore nell’attaccare il popolo di Israele. Hanno portato il disastro», ha scritto in un tweet Benny Gantz, capo di Stato maggiore delle forze armate israeliane. Israele, in ogni caso, avrà «il pieno sostegno statunitense» nel caso in cui dovesse lanciare un’operazione di terra nella Striscia di Gaza. «Non c’è nessuno che voglia un’operazione delle truppe di terra a Gaza: quello che vogliamo è che Hamas fermi il lancio di razzi contro Israele», ha dichiarato in un’intervista alla radio dell’esercito israeliano l’ambasciatore Usa a Tel Aviv, Dan Shapiro.








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