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  1. #1
    lo schiacciacastori
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    Predefinito Ruby, perché sette anni sono troppi - Il Fatto Quotidiano

    Per una volta i legali di Berlusconi non hanno tutti i torti: la condanna di primo grado nel caso Ruby non sta in piedi.

    Se la pena fosse ridotta in appello non sarebbe uno scandalo. La condanna a sei anni (più l’anno per prostituzione minorile) per la telefonata del 27 maggio 2010 con il dottor Piero Ostuni, punisce troppo severamente Berlusconi e assegna alla Questura la patente immeritata di vittima. Secondo i giudici, Berlusconi ha posto in essere una concussione per costrizione contro Piero Ostuni, il capo gabinetto della Questura di Milano, raggiunto nel cuore della notte per chiedergli di far consegnare Ruby a Nicole Minetti.

    Quando c’è costrizione, dopo la riforma Severino del 2012, il minimo di pena è di 6 anni. La vecchia concussione (compresa quella per induzione) prevedeva pene da 4 a 12 anni mentre la nuova induzione indebita introdotta dalla legge Severino va da 3 a 8 anni. Per evitare il mezzo colpo di spugna per l’induzione contestata dal pm a Berlusconi, il Tribunale ha ricondotto la telefonata di Berlusconi alla costrizione e gli ha affibbiato 4 anni più 2 per l’aggravante. In tal modo la Questura resta una vittima e la legge Severino non produce alcun effetto in favore dell’ex premier, come invece è stato per il Pd Filippo Penati.

    Il pm Ilda Boccassini aveva usato il verbo “indurre” nel capo di imputazione, ma con una forzatura argomentativa il Tribunale di Milano ha sostenuto che semanticamente la parola induzione usata dall’accusa non esclude la condotta di costrizione. Nel caso concreto però la verità sembra un’altra.
    Il governo Monti ha fatto un bel favore a Berlusconi come al Pd Filippo Penati, che l’ha fatta franca grazie alla stessa legge Severino.

    La concussione per induzione è stata assorbita da un nuovo reato: l’induzione indebita a dare o promettere, che però punisce anche chi fa non solo chi riceve il favore. Nello schema iniziale dell’accusa, la liberazione di Ruby era l’utilità concessa al pubblico ufficiale Berlusconi che aveva indotto la Questura, vittima del reato, a fargli il favore.

    La legge Severino ha fatto saltare questo schema e ha lasciato al giudice un’alternativa secca: o il pubblico ufficiale Berlusconi ha realizzato una costrizione e allora va punito severamente con la pena della vecchia concussione e in questo caso Ostuni è una vittima. Oppure c’è stata solo ‘un’induzione indebita a liberare Ruby e allora la pena scende a un minimo di 3 anni (massimo 8) ma è colpevole non solo Berlusconi ma anche chi gli ha fatto il favore.

    In altri termini: se Berlusconi non ha costretto nessuno, il capo di gabinetto della Questura passa da vittima a complice, comunque non punibile perché nel 2010 la legge vigente non puniva quel comportamento.

    La sentenza invece opta per la costrizione e lascia sullo sfondo il ruolo della questura che comunque ha consegnato una minorenne a Nicole Minetti, poi condannata in primo grado per favoreggiamento della prostituzione, e a Michelle Conceicao, una 32enne che arrotondava facendosi pagare dagli uomini.

    La scelta di contestare la costrizione è figlia della posizione assunta dal Procuratore Edmondo Bruti Liberati, che il 2 novembre 2010, dichiarò: “La Questura ha operato correttamente con Ruby”. Anche per il Procuratore della Corte d’Appello Piero De Petris, la “concussione è per costrizione” perché nelle parole di Berlusconi quella notte c’era “una minaccia implicita, un intento intimidatorio che emerge lampante”.
    La prova? Secondo De Petris, i funzionari della Questura si accorsero subito che Ruby non era la nipote di Mubarak ma non dissero nulla al premier proprio per il loro stato di costrizione.

    La tesi è debole. In mancanza della registrazione vale il resoconto di Ostuni che non fa mai riferimento a ordini o toni imperiosi. La sensazione è che la Questura si sia messa a tappetino appena ha sentito la voce del presidente.

    La concussione è un reato basato sul metus publicae potestatis e presuppone lo stato di soggezione derivante dall’abuso della qualità o funzione. In questo caso già c’è una vittima atipica: un funzionario pubblico e non un privato. Inoltre la Cassazione ha stabilito che per esserci costrizione la condotta del concussore deve “limitare radicalmente la libertà di autodeterminazione del destinatario”.

    E a Ostuni un margine di libertà restava eccome.
    Poteva benissimo richiamare Berlusconi e dire: “Scusi presidente ho verificato: Ruby è marocchina, non è egiziana e non è nipote di Mubarak. Viste le disposizioni ricevute dal pm, se non le dispiace, noi aspettiamo domani mattina per parlarne con il magistrato”. Se non l’ha fatto non è stato per una costrizione di Berlusconi ma per una sua scelta.

    Con tutta probabilità Berlusconi avrebbe battuto in ritirata e, se fosse andato avanti con le sue richieste, allora sì che si sarebbe potuta ipotizzare una costrizione degna di sei anni di galera. La condanna magari venerdì sarà confermata in Appello, ma più difficilmente reggerà in Cassazione.

    Sarebbe meglio forse dichiarare subito l’amara verità: la legge Severino ha sostituito il reato contestato all’ex premier con uno diverso, punito con pena più blanda. La motivazione potrebbe suonare così: “Berlusconi non deve essere condannato a 6 anni ma a 4 anni perché il reato è stato abolito dallo stesso imputato con la complicità di Monti, Severino, Alfano e Bersani.

    Non c’è stata costrizione ma semplice induzione e la Questura non è una vittima perché era libera di reagire con la forza della legge.

    A malincuore, diamo atto a Berlusconi e soci di essere riusciti nel capolavoro di ridursi la pena con una legge denominata dai giornali senza sprezzo del ridicolo ‘anticorruzione’”.

    Una sentenza così motivata sarebbe più equa e avrebbe anche il pregio di ricordare a tutti un’amara verità: se l’Italia si trova in queste condizioni non è solo per colpa di un premier che faceva il bunga bunga e poi telefonava alla Questura. Ma anche perché c’erano e ci sono tanti funzionari che invece di resistere alle pressioni preferivano assecondare la sua volontà. Oltre a una sinistra che preferiva l’inciucio all’opposizione pur di approvare leggi utili sia a Berlusconi che ai compagni, come Penati.

    Ruby, perchè 7 anni sono troppi - Ilfattoquotidiano.it
    Ultima modifica di v!olet; 16-07-14 alle 13:48 Motivo: impaginazione per leggibilità

  2. #2
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    Predefinito Re: Processo Ruby, per Il Fatto Quotidiano 7 anni sono troppi e la pena andrebbe rido

    All I need is love and a M134 minigun

  3. #3
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    Predefinito Re: Processo Ruby, per Il Fatto Quotidiano 7 anni sono troppi e la pena andrebbe rido

    Non ho ben presente presso quale foro viene riconosciuta competenza al fatto quotidiano.
    "I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
    Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"

  4. #4
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    Predefinito Re: Ruby, perché sette anni sono troppi - Il Fatto Quotidiano

    ... cioè secondo il Fatto Quotidiano il funzionario della questura avrebbe dovuto riflettere, e poi richiamare il presidente del consiglio per dirgli che lui non liberava nessuno, insomma avere le palle. Non avendole avute diventerebbe complice con quale utilità però e soprattutto come tale utilità venga dimostrata dal dibattimento è un dettaglio noioso che il quotidiano evita di approfondire, anche perchè perderemmo il collegamento con la chiosa tanto bella ed efficace: i komunisti cattivi che inciuciano per ridurre le pene anche se gliene hanno affibbiato una più alta e i funzionari parassiti che non mandano a cagare il presidente del consiglio quando chiama.

    e ci mancherebbe ...
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  5. #5
    lo schiacciacastori
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    Predefinito Re: Ruby, perché sette anni sono troppi - Il Fatto Quotidiano

    Citazione Originariamente Scritto da elnick Visualizza Messaggio
    ... cioè secondo il Fatto Quotidiano il funzionario della questura avrebbe dovuto riflettere, e poi richiamare il presidente del consiglio per dirgli che lui non liberava nessuno, insomma avere le palle. Non avendole avute diventerebbe complice con quale utilità però e soprattutto come tale utilità venga dimostrata dal dibattimento è un dettaglio noioso che il quotidiano evita di approfondire, anche perchè perderemmo il collegamento con la chiosa tanto bella ed efficace: i komunisti cattivi che inciuciano per ridurre le pene anche se gliene hanno affibbiato una più alta e i funzionari parassiti che non mandano a cagare il presidente del consiglio quando chiama.

    e ci mancherebbe ...


    Il dibattimento è in corso, non è finito. Ne consegue che per forza si tratta di un'opinione e non del resoconto della verità processuale emersa, per raccontare la quale occorrerebbe essere veggenti. Opinioni che, fermo restando che poi si rispetterà la decisione della corte, si può ancora esprimere in questo paese (infatti esistono gli opinionisti, come chi ha scritto questo articolo).

    E mi sembra un'opinione basata su qualche motivazione valida, da quello che sappiamo di questo processo da come ci è stato raccontato e dalla sentenza di I grado non penso proprio che Berlusconi sia innocente, tuttavia la condanna di concussione per costrizione (che comporta 6 anni) invece che concussione per induzione (che ne comporterebbe 4) potrebbe essere l'unico aspetto debole della sentenza di I grado.

    Se poi anche i giudici di appello invece riterranno di confermare interamente il dispositivo della sentenza di primo grado vorrà dire che Marco Lillo si sbagliava.
    Ultima modifica di Maestrale; 16-07-14 alle 13:40

  6. #6
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    Predefinito Re: Ruby, perché sette anni sono troppi - Il Fatto Quotidiano

    Citazione Originariamente Scritto da Maestrale Visualizza Messaggio


    Il dibattimento è in corso, non è finito. Ne consegue che per forza si tratta di un'opinione e non del resoconto della verità processuale emersa, per raccontare la quale occorrerebbe essere veggenti. Opinioni che, fermo restando che poi si rispetterà la decisione della corte, si può ancora esprimere in questo paese (infatti esistono gli opinionisti, come chi ha scritto questo articolo).

    E mi sembra un'opinione basata su qualche motivazione valida, da quello che sappiamo di questo processo da come ci è stato raccontato e dalla sentenza di I grado non penso proprio che Berlusconi sia innocente, tuttavia la condanna di concussione per costrizione (che comporta 6 anni) invece che concussione per induzione (che ne comporterebbe 4) potrebbe essere l'unico aspetto debole della sentenza di I grado.

    Se poi anche i giudici di appello invece riterranno di confermare interamente il dispositivo della sentenza di primo grado vorrà dire che Marco Lillo si sbagliava.
    no forse non mi sono spiegato:

    quale sarebbe, in ipotesi visto che giustamente il dibattimento lo svolge il Tribunale, l'ingiusto vantaggio o il tornaconto personale di Ostuni? in altre parole a cosa sarebbe stato indotto? che gliene viene a lui di liberare Ruby?

    forse che si svuota l'ufficio e va a dormire?

    perchè se non vi è un tornaconto l'ipotesi non è errata è inconsistente.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  7. #7
    lo schiacciacastori
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    Predefinito Re: Ruby, perché sette anni sono troppi - Il Fatto Quotidiano

    Citazione Originariamente Scritto da elnick Visualizza Messaggio
    no forse non mi sono spiegato:

    quale sarebbe, in ipotesi visto che giustamente il dibattimento lo svolge il Tribunale, l'ingiusto vantaggio o il tornaconto personale di Ostuni? in altre parole a cosa sarebbe stato indotto? che gliene viene a lui di liberare Ruby?

    forse che si svuota l'ufficio e va a dormire?

    perchè se non vi è un tornaconto l'ipotesi non è errata è inconsistente.
    Appunto, sono domande a cui il tribunale darà una risposta, se riterrà di cambiare capo d'imputazione.

    I motivi o i vantaggi che Ostuni potrebbe ottenere in ipotesi potrebbero essere innanzitutto quello di evitare di essere degradato, o magari trasferito, o qualsiasi altra grana a cui avrebbe potuto andare incontro per la possibile ritorsione di un uomo così potente.
    Simmetrica potrebbe essere la speranza di Ostuni di avere un vantaggio per la sua carriera accontentando le sue pretese, pur sapendo benissimo che stava uscendo dai binari della legalità.

    In ogni caso la discriminante per decidere quale dei 2 reati vanno imputati a Berlusconi non sono solo le aspettative di Ostuni, la cui analisi comunque potrebbe servire nel dibattimento per aiutare ad emergere la verità processuale, ma soprattutto bisogna capire se Berlusconi abbia INDOTTO oppure COSTRETTO Ostuni a comportarsi in quel modo.
    E questo secondo me il collegio giudicante lo potrà capire più che altro dalle intercettazioni e da quello che emergerà su quanto Berlusconi gli ha detto o promesso, o magari intimato con una velata minaccia.
    Ultima modifica di Maestrale; 16-07-14 alle 17:41

  8. #8
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    Predefinito Re: Ruby, perché sette anni sono troppi - Il Fatto Quotidiano

    Comunque sia mi piace immaginarlo al gabbio
    "True terror is to wake up one morning and discover that your high school class is running the country"

  9. #9
    Pro Feudalia Iura Factio
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    Predefinito Re: Ruby, perché sette anni sono troppi - Il Fatto Quotidiano

    Il meraviglioso governo Monti.

    Quante perle di saggezza ci ha regalato ...

  10. #10
    Me, Myself, I
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    Predefinito Re: Ruby, perché sette anni sono troppi - Il Fatto Quotidiano

    Citazione Originariamente Scritto da elnick Visualizza Messaggio
    no forse non mi sono spiegato:

    quale sarebbe, in ipotesi visto che giustamente il dibattimento lo svolge il Tribunale, l'ingiusto vantaggio o il tornaconto personale di Ostuni? in altre parole a cosa sarebbe stato indotto? che gliene viene a lui di liberare Ruby?

    forse che si svuota l'ufficio e va a dormire?

    perchè se non vi è un tornaconto l'ipotesi non è errata è inconsistente.
    Che si salvava il culo: e lo sapeva bene.

    Stante che l'allora ministro degli interni (il SUO ministro) era un, di fatto, "dipendente" (in tutto e per tutto) dello "stalker"-concussore-puttaniere e, a breve, pregiudicato per frode fiscale.

 

 
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